Piano Casa Governo Berlusconi 2009

 

Guida al Piano Casa promosso dal Governo Berlusconi.
Notizie, informazioni, approfondimenti e commenti sul piano per l'edilizia che dovrebbe rilanciare il settore e, più in generale, l'economia, consentendo ai cittadini di aumentare la cubatura degli edifici, oltre a venire incontro alle classi più disagiate dando nuovi alloggi alle giovani coppie e alle categorie maggiormente in difficoltà.

VISITA ANCHE L'ALTRO NOSTRO SITO: CERTIFICAZIONE ENERGETICA

 

NOTIZIE PRECEDENTI »»»

29 ottobre 2009 - AGI

Crisi: Gezzetti, da Fondazioni piano per 20.000 alloggi

Un vero e proprio piano-casa delle Fondazioni per favorire la tenuta sociale nella crisi. Il presidente dell'Acri Giuseppe Guzzetti, nel suo intervento d'apertura della 85 giornata del risparmio, ha ricordato che "la sperimentazione di singole Fondazioni in questo campo ci ha consentito di offrire al Governo la proposta di un piano nazionale di edilizia sociale che realizzera' nei prossimi anni 20.000 alloggi da dare in locazione a canoni ridotti del 40-50% a studenti universitari, anziani, giovani coppie, lavoratori a basso reddito, immigrati con un posto di lavoro". "Per questo progetto le Fondazioni si stanno facendo parte attiva per la creazione di fondi immobiliari a livello locale che coinvolgeranno soggetti - pubblici e privati - radicati sui territori; la Cassa Depositi e Prestiti, a sua volta, tramite una apposita Sgr, sta creando, come perno dell'intero progetto, un fondo nazionale che potrebbe essere sottoscritto dai maggiori protagonisti della vita economica e finanziaria del nostro Paese". Infine, "tutto questo e' condizione imprescindibile per favorire quella coesione e pace sociale indispensabili, anzi premessa, per lo sviluppo. A questa pace sociale sono certo contribuira' anche la recentissima moratoria firmata dall’Abi riguardo al pagamento dei mutui da parte delle famiglie in difficolta'".

26 ottobre 2009 - Il Giornale

Piano Casa Nuovo ossigeno per le imprese e gli artigiani del settore

Piano Casa. Stanno anche nel significato di queste due parole le speranze di nuovo ossigeno economico per migliaia di imprese e di artigiani del settore edile italiano. All’edizione del Saie di quest’anno non mancheranno i momenti di dibattito e le proposte che faranno riferimento alle opportunità create dal varo, a livello nazionale, di una normativa quadro per l’ampliamento e la riqualificazione del patrimonio edilizio, e dalle declinazioni che sono state elaborate dalle singole Regioni.
Il Piano Casa si pone l’obiettivo di rilanciare l’attività edilizia, che per lungo tempo è stata frenata dalla burocrazia. Eccessi di farraginosità ai quali ha spesso fatto da contraltare l’assenza di un’effettiva attività di prevenzione degli abusi. Il Piano, come dimostrano le normative adottata dalle singole Regioni (sette, dopo la recente approvazione di quella della regione Sardegna, quelle che hanno completato l'iter) non vuole essere una sorta di condono a priori.
Il Piano Casa fa appello al senso di responsabilità di tutti: dagli architetti e ingegneri, ai quali è demandato il compito di effettuare perizie e dare inizio a interventi di ampliamento di superfici o cubature (generalmente fino al 20% per gli edifici residenziali, nel caso di ristrutturazione, e fino a 35%, in quello di abbattimenti e di ricostruzioni nel rispetto di norme di bioedilizia e di efficienza energetica), fino alle pubbliche amministrazioni e all'utenza stessa, sensibilizzata a investire in riqualificazione architettonica, ecosostenibilità e sicurezza. A seconda delle Regioni e delle città, l’attuazione del Piano coinvolge infine anche l’edilizia commerciale, artigianale, industriale e dei servizi.

21 ottobre 2009 - Milano Finanza

Piano Casa, Regioni bloccano iter per timore elezioni

Le motivazioni politiche di alcune Regioni, in vista delle elezioni, stanno bloccando l'iter per l'avvio del Piano casa varato dal Governo da oltre un anno. Lo denuncia il sottosegretario alle Infrastrutture, Mario Mantovani. La legge prevede la costituzione di un gruppo di lavoro che stili un regolamento che avvia l'iter operativo del piano ma "alcune Regioni si oppongono in vista delle elezioni" spiega l'esponente di Governo perche' temono di far fare bella figura al Governo e "un cambio di maggioranza nella Conferenza delle Regioni".
Mantovani, nel corso di una tavola rotonda sull'housing sociale organizzata dal gruppo Rdb, a chi chiedeva interventi del Governo per ridurre la fiscalita' per l'edilizia abitativa, ha risposto che oltre all'abolizione dell'Ici e' da considerare la misura "allo studio" della cedolare secca sugli affitti che potra' rilanciare il mercato delle locazioni.

16 ottobre 2009 - Edilportale - Paola Mammarella

In Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna, Toscana, Trentino e Umbria già possibile presentare domande di ampliamento o sostituzione edilizia

Con l'arrivo della Lombardia sale a 6 il numero delle Regioni giunte alla fase esecutiva del nuovo Piano Casa. La regione Lombardia affiancherà Piemonte, Emilia Romagna, Toscana, Trentino e Umbria dove già da alcune settimane è terminato il periodo concesso ai Comuni per operare modifiche alle leggi regionali ed e dunque possibile presentare domanda per gli interventi di ampliamento volumetrico o sostituzione edilizia.
Per i cittadini residenti in queste aree via libera dunque ai lavori (con Dia o permesso di costruire) mediante semplice consultazione delle misure legislative adottate dal Comune in cui si trova l’immobile, ed in assenza di quest'ultime mediante semplice applicazione della norma regionale approvata.
Vediamo nel dettaglio le Regioni in cui è già possibile presentare domanda:
Lombardia: La Legge Regionale 13/2009 del 14 luglio è entrata in vigore il 17 luglio, un giorno dopo la pubblicazione sul Bollettino Ufficiale. Alcuni Comuni hanno operato modifiche nell’applicazione della legge sul proprio territorio. Il 16 ottobre si è concluso il periodo concesso ai Comuni per eventuali modifiche ed è iniziato il periodo di 18 mesi messo ai disposizione dei residenti per la consegna della Dia o la richiesta dei permessi di costruire.
Piemonte: la Legge Regionale 20/2009 è stava approvata il 14 luglio. Il 30 settembre è iniziato il periodo utile per la presentazione delle domande, che scadrà il 31 dicembre 2011.
Emilia Romagna: La Legge Regionale 6/2009 del 6 luglio è entrata in vigore il 21 luglio. La presentazione delle istanze di ampliamento è iniziata il 22 settembre. Sarà possibile presentare domanda fino al 31 dicembre 2010.
Toscana: In base alla L.R. 25/2009 dell’8 maggio, prima in Italia ad essere approvata, la presentazione delle istanze è iniziata il 28 maggio e si concluderà il 31 dicembre 2010.
Trentino Alto Adige: Nella Provincia di Bolzano la Delibera di Giunta 1609/2009 del 15 giugno, pubblicata sul Bollettino Ufficiale del 7 luglio, sta rendendo possibile la presentazione delle istanze da metà agosto. I lavori dovranno iniziare entro il 31 dicembre 2010.
Umbria: La L.R. 13/2009 del 26 giugno è entrata in vigore il 30 giugno. Dal 30 agosto è già possibile presentare istanza di ampliamento. Il termine della presentazioneè anche qui di 18 mesi.
Ancora un pò di attesa invece per i cittadini di altre 7 Regioni, dove il Piano Casa risulta già approvato, ma sono ancora aperti i termini per la presentazione di eventuali delibere comunali. Nel dettaglio:
Veneto: Con la L.R. 14/2009 dell’8 luglio, è entrata in vigore l’11 luglio e sarà valida per 24 mesi, fino all’11 luglio 2011. I Comuni deliberano entro il 30 ottobre se e con quali limiti applicare la legge sul proprio territorio. Le istanze potranno quindi essere presentate a partire dal 31 ottobre.
Abruzzo: In base alla Legge Regionale 16/2009 del 19 agosto, entrata in vigore il 29 agosto, i Comuni hanno a disposizione 120 giorni, quindi fino al 29 dicembre, per escludere dall’applicazione della norma determinati immobili o territori. Diventa possibile presentare domanda di ampliamento dal 30 dicembre per 24 mesi, fino al 30 dicembre 2011.
Basilicata: La Legge Regionale 25/2009 del 7 agosto è entrata in vigore l’8 agosto 2009. Dal 9 novembre sarà possibile l’inoltro della Dia. Ai Comuni è riservato infatti un limite di 90 giorni per modificare l’applicazione della legge, che resta in vigore per 24 mesi.
Lazio: Con la Legge Regionale 21/2009 dell’11 agosto, entrata in vigore il 5 settembre, quindici giorni dopo la pubblicazione sul Bollettino Ufficiale, i Comuni hanno a disposizione 90 giorni per la limitazione della legge o la riduzione degli oneri di urbanizzazione. Sarà quindi possibile presentare la Dia o le domande di concessione del permesso di costruire dal 6 dicembre fino allo scadere dei 24 mesi di validità della legge.
Puglia: Una nuova interpretazione della L.R 14/2009 del 30 luglio, che ha escluso il non residenziale dagli interventi di ampliamento volumetrico, ha spostato al 24 novembre il termine per le delibere comunali e al 25 novembre il via alle domande di riqualificazione edilizia. La norma ha una durata di 18 mesi.
Nelle Marche, la L.R. 22/2009 dell'8 ottobre, in vigore dal 16, dà ai Comuni 45 giorni di tempo, fino al 30 novembre, per l'approvazione delle delibere attuative. La presentazione della Dia e le richieste dei permessi avranno inizio dal primo dicembre per i successivi 18 mesi.
In Valle d’Aosta, Regione che non ha limitato la durata del Piano Casa, la L.R. 24/2009 del 4 agosto prevede per i Comuni la facoltà di imporre modalità costruttive diverse da quelle della norma regionale entro 30 giorni dal ricevimento della Dia. Questa possibilità è riconosciuta solo per gli interventi su immobili non vincolati.
Ricordiamo infine che in Calabria, Campania, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Molise, Sardegna e Sicilia l’iter di approvazione del Piano Casa non è ancora terminato. In questi casi i termini per le domande slitteranno molto probabilmente al prossimo anno.

16 ottobre 2009 - Rassegna.it

Piano casa: Sunia, governo blocca leggi regionali

"Il Governo ha impugnato le leggi regionali di Lazio e Basilicata sull’adozione del piano casa, mettendo in particolare in discussione le norme, contenute nelle due leggi regionali, che prevedono l’esistenza del fascicolo di fabbricato come condizione per avviare lavori edilizi di ampliamento e ristrutturazione". Lo riferisce in una nota Franco Chiriaco, segretario generale del Sunia.
"Riteniamo grave quest’atto - afferma Chiriaco - che ancora una volta mette ai margini dell’attenzione governativa i problemi della sicurezza e della relativa certificazione dai quali, invece, non si può prescindere se si vuole evitare che l’intervento sul patrimonio abitativo non lo riqualifica e ne accentua i fattori di pericolo e rischio statico e ambientale".
Quanto alle motivazioni che sembrerebbero alla base dell’impugnativa per il Sunia siamo al paradosso: "Il Governo, che non ha emesso il provvedimento quadro al quale si era impegnato con le Regioni, contesta a queste la competenza a legiferare in materia di fascicolo di fabbricato!".
"Allora è lecito chiedersi - conclude Chiriaco - perché allora il Governo non fissa un serio quadro della certificazione di sicurezza imprescindibile per avviare i piani casa regionali?".

13 ottobre 2009 - Ance

Piano casa 2. Pronta la circolare della Regione Veneto. In arrivo anche i primi provvedimenti attuativi

Oltre alla provincia autonoma di Bolzano, 11 Regioni hanno emanato una propria legge per disciplinare il Piano di rilancio dell’ attività edilizia.
Sono stati di recente approvati da parte della rispettive Giunte regionali i disegni di legge di Calabria e Sicilia che sono passati ora all’esame del Consiglio. In corso di approvazione definitiva sono ancora i ddl di Campania, Friuli Venezia Giulia, Marche e Sardegna. In dirittura d’ arrivo anche il testo del Molise che deve ancora ricevere l’ok della Giunta.
Il Veneto ha predisposto una circolare esplicativa (n. 4 del 29/9/09) della LR 14/2009 con l’obiettivo di fare chiarezza sui contenuti della normativa e soprattutto sulle modalità di realizzazione degli interventi. Con la circolare è stato ribadito che la legge ha carattere straordinario e pertanto la sua durata è stata limitata a due anni a partire dalla data di entrata in vigore della legge stessa. Per tale motivo essa prevale sulle previsioni dei regolamenti comunali e degli strumenti urbanistici e territoriali comunali, provinciali e regionali.
Inoltre è stato ulteriormente chiarito che la legge è immediatamente applicabile solo alla prima casa, mentre per quanto riguarda tutti gli altri edifici occorre attendere le delibere applicative dei Comuni, che hanno tempo fino al 30 ottobre per decidere.
Il Veneto ha emanato due delibere di Giunta con le quali sono state definite: con la DGR n. 2508 del 4/8/09 le caratteristiche tipologiche e dimensionali delle pensiline e delle tettoie sulle quali poter installare impianti solari di tipo termico o fotovoltaico ai sensi dell’ art. 5 co. 1 LR 14/2009; con la DGR n. 2499 del 4/8/09 sono state invece approvate alcune modifiche alle linee guida in materia di edilizia sostenibile di cui all’ art. 2 della LR 4/2007 al fine di individuare le modalità per la graduazione della volumetria assentibile in riferimento alle prestazioni energetico - ambientali degli edifici.
L’Umbria con DGR n. 1063 del 27/7/09 ha individuato i criteri di efficienza energetica che devono essere rispettati per gli interventi di ampliamento degli edifici residenziali di cui all’ art. 34 co.3 LR 13/2009. Inoltre ha comunicato che le denunce di inizio attività e le istanze di permesso di costruire abbreviato dovranno essere trasmesse al Comune esclusivamente per via telematica. A tal fine la Regione emanerà, a breve, una Direttiva esplicativa delle modalità attuative per la presentazione delle pratiche edilizie on line.
Con la DGR n. n. 10134 del 7/8/09 la Lombardia ha invece emanato le “Determinazioni relative alla qualificazione degli insediamenti attraverso la realizzazione di spazi verdi” ai sensi dell’art. 3 co. 6, LR n. 13/2009 che infatti ha previsto di elevare al 35% l’incremento volumetrico nel caso in cui gli interventi assicurino un congruo equipaggiamento arboreo. I criteri approvati forniscono le indicazioni generali che dovranno essere applicate in sede di progettazione e realizzazione degli interventi.
Infine, si segnala che il Consiglio dei Ministri ha impugnato davanti alla Corte Costituzionale le leggi di Puglia e Basilicata. La legge n. 14/2009 della Puglia è stata contestata nella parte in cui prevede la trascrizione nei registri immobiliari degli spazi per i parcheggi pertinenziali, procedura non prevista però dalla legislazione statale di riferimento (art. 9 Legge 122/1989).
Peraltro proprio perché la trascrizione comporta il pagamento di un’imposta ipotecaria, che non può essere disciplinata dalla Regione, tale disposizione si trova in contrasto con l’articolo 117 della Costituzione perché invade la competenza statale in materia di sistema tributario e ordinamento civile.
L’impugnativa non ha sospeso gli effetti della legge
Motivo dell’impugnativa della legge n. 25/2009 della Basilicata è la parte in cui si prevede l’obbligo di redigere il fascicolo di fabbricato. Tale disposizione si pone in contrasto con diverse norme costituzionali in quanto sarebbe contraddittoria rispetto alle finalità perseguite dalla legge, ovvero l’incentivazione e l’incremento dell’edilizia privata, aggravando inoltre gli adempimenti e gli oneri amministrativi dei proprietari privati nell’intrapresa di nuove iniziative edilizie.
Inoltre viene rilevato come l’obbligo di prevedere il fascicolo di fabbricato rientri nella competenza legislativa statale in materia di governo del territorio, ai sensi dell’ art. 117, comma 3, cost. Infatti, tale previsione costituisce indubbiamente principio fondamentale della materia succitata che, per uniformità di trattamento sull’intero territorio nazionale, non può essere rimessa alle singole differenti discipline regionali.

13 ottobre 2009 - Edilportale - Paola Mammarella

Piano Casa, Radicali e ambientalisti chiedono lo stop

Disposizioni pericolose, inique e poco attente al fabbisogno abitativo
Stop al Piano Casa e rilancio di un’edilizia sostenibile. È il manifesto congiunto di Parlamentari radicali, Radicali italiani, Inu - Istituto nazionale di urbanistica, Legambiente, Fai e Wwf, adottato durante il convegno “Fermare il Piano Casa” tenutosi sabato scorso a Milano.
Le associazioni e gli enti coinvolti hanno chiesto alle forze politiche un confronto serrato sul governo del territorio, così come sulla messa in sicurezza del territorio e la rottamazione edilizia.
Efficienza energetica e sostenibilità: Il manifesto chiede infatti l’accantonamento del Piano Casa e una correzione di quanto stabilito dall’accordo Stato – Regioni del primo aprile scorso per dare spazio alla rottamazione edilizia e all’efficienza energetica. Avanzata infatti la proposta di subordinare gli incentivi al miglioramento di almeno due classi di efficienza energetica, al rispetto delle norme antisismiche e alla redazione del fascicolo di fabbricato.
Riqualificazione: Attenzione anche all’integrità delle aree agricole e alla riqualificazione urbanistica, ottenibile legando il prelievo degli introiti derivanti dagli oneri di urbanizzazione comunali al loro utilizzo per opere di risanamento e riqualificazione.
Paesaggio: Proposto il rafforzamento della capacità operativa dei soggetti preposti alla pianificazione paesaggistica e urbanistica, alla tutela del patrimonio culturale e naturale e al contrasto degli abusi edilizi, senza privilegiare misure di rilancio dell’edilizia considerate estemporanee e non ben coordinate.
Consumo del territorio: Bandito il consumo ingiustificato di suolo. È stata proposta infatti la revisione di Ici e Irpef per favorire il suo utilizzo parsimonioso, nonché la riqualificazione energetica degli edifici e la locazione residenziale degli immobili.
Dopo la tragedia di Messina e il sisma in Abruzzo gli ambientalisti pretendono infatti nuove politiche per l’utilizzo di una risorsa non riproducibile come il territorio. Necessaria quindi la rottamazione degli immobili privi di qualità architettonica, non rispondenti alla normativa antisismica e ubicati in aree non idonee. Indispensabili anche la messa in sicurezza del territorio e l’implementazione del monitoraggio.
La concezione del Piano Casa appare invece pericolosa, perché non dà priorità alla messa in sicurezza del patrimonio edilizio, insostenibile, perché promuove un modello di benessere legato alla quantità delle risorse consumate e non alla riqualificazione delle dotazioni esistenti, nonché inadeguata rispetto all’emergenza abitativa.

13 ottobre 2009 - Edilportale - Paola Mammarella

Piano Casa, tra pochi giorni il decreto di semplificazione

Fitto ottimista sulla ripresa del dialogo con le Regioni, promessa a breve la norma di riferimento nazionale
Potrebbe vedere la luce nei prossimi giorni il decreto di semplificazione sul Piano Casa. E' uno degli aspetti emersi nel corso dell'inchiesta condotta dalla trasmissione televisiva “Report” sulla complessità delle procedure di rilascio dei titoli edilizi in Italia.
In una dichiarazione, il Ministro per i Rapporti con le Regioni Raffaele Fitto, ha affermato che il Governo ha intenzione di riprendere il decreto relativo al Piano Casa, che modifica il Testo Unico dell’Edilizia. Il Piano Casa, arenatosi per lo scontro sul conflitto di competenze tra Governo e Regioni, si compone infatti di un decreto legge e di un disegno di legge. Le semplificazioni apportate al settore edile secondo il Ministro Fitto potrebbero sbloccarsi nei prossimi giorni, insieme a una ripresa del dialogo con gli enti locali.
Nel disegno di legge, che una volta in vigore dovrebbe delegare il Governo alla semplificazione del Dpr 380/2001, Testo Unico dell’Edilizia, è contenuta la semplificazione delle procedure anche attraverso la sostituzione dei titoli edilizi preventivi con certificazioni di conformità asseverate da professionisti abilitati. Prevista inoltre la riduzione dei singoli pareri e degli atti di assenso necessari per intraprendere l’attività edilizia.
Il decreto legge derivato dall’accordo Stato Regioni del 31 marzo scorso, ricorda Fitto, ha ceduto il passo alla discussione sulle norme antisismiche dopo il terremoto in Abruzzo. Il testo, la cui approvazione doveva avvenire entro 10 giorni dal raggiungimento dell’intesa, elenca tutti gli interventi rientranti nel campo dell’edilizia libera, sostituendo l’articolo 6 del Dpr 380/2001. A manutenzione ordinaria, rimozione delle barriere architettoniche e opere temporanee per attività di ricerca nel sottosuolo, il DL somma manutenzione straordinaria su parti non strutturali, movimenti di terra pertinenti all’attività agricola, opere temporanee da rimuovere entro 90 giorni, serre stagionali, pavimentazione e finitura degli spazi esterni, impianti per l’incremento dell’efficienza energetica ed elementi di arredo delle aree pertinenziali dell’edificio.
Tra questi nella prima stesura era compreso anche il cambio di destinazione d’uso, successivamente cancellato perché rientrante tra le competenze legislative riconosciute alle Regioni dalla Costituzione.
In base al DL, il completamento della semplificazione burocratica in funzione anticrisi deve passare attraverso l’attribuzione di poteri minori alla Conferenza di Servizi. Previsti anche alleggerimenti relativi al Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio, nonché in materia ambientale. La scorsa settimana il CdM ha approvato in via preliminare la semplificazione degli interventi di lieve entità sui beni vincolati. La proposta di regolamento modifica il Decreto Legislativo 42/2004.
L’iter del Piano Casa in estate si è arricchito del ddl 2441/C, presentato dall’onorevole Marco Pili per il rilancio dell'economia e la riqualificazione energetico-ambientale del patrimonio edilizio. Anche questo provvedimento, che abbina gli incentivi volumetrici e la semplificazione delle procedure al miglioramento degli standard energetici, si è però arenato in Parlamento.
Nel frattempo prosegue l’iter di approvazione dei Piani Casa regionali. Le differenti norme provocano un quadro frastagliato e non omogeneo sul territorio nazionale. Situazione che sarà acuita dalle delibere con cui i singoli Comuni potranno limitare o ampliare l’applicazione della legge regionale di riferimento. Differenziati anche i tempi. In alcune regioni i termini per l’emanazione delle delibere comunali scadranno a giorni. Mentre in altre non si è ancora raggiunto l’accordo sulla norma regionale.

 

NOTIZIE PRECEDENTI »»»