Regione Lazio

Piano Casa Governo Berlusconi 2009

 

 

28 ottobre 2009 - Asca

Moscardelli (PD), percorso istituzionale condiviso e poi voto

'Nella fase attuale e' nostra intenzione aprire un percorso istituzionale condiviso nel rispetto delle norme, coinvolgendo in un dialogo continuo l'opposizione di centrodestra e avviando l'iter che ci condurra' alle elezioni''. Lo dice in una nota Claudio Moscardelli, vice capogruppo del Pd alla Regione Lazio.
''Le dimissioni di Marrazzo sono un atto di responsabilita' nei confronti delle istituzioni e dei cittadini - aggiunge -, perche' per chi guida un'istituzione non puo' esserci confine tra vita pubblica e privata''.
Secondo l'esponente del Pd ''la vicenda personale del Presidente non cancella 5 anni di esperienza di governo positivi, in cui ci siamo fatti carico dell'emergenza finanziaria ereditata, mettendo un punto all'incremento del debito ed evitando l'aumento della pressione fiscale, dando risposte concrete ai cittadini e rimettendo in moto la macchina amministrativa regionale.
Abbiamo - continua Moscardelli - rilanciato il ruolo di programmazione e di indirizzo della Regione, approvando il pacchetto anti-crisi a sostegno di famiglie e imprese, il Piano Casa regionale, dando corso ad una politica forte di sviluppo infrastrutturale, con opere programmate e realizzate, e mettendo in campo - conclude - misure serie di sostegno alle fasce piu' deboli, come la legge sul reddito minimo garantito''.

27 ottobre 2009 - Adnkronos

Caso Marrazzo: Montino, Legge Piano Casa sarà portata a termine

"Dal momento che il presidente del consiglio regionale Astorre fara' il decreto ci sara' lo scioglimento del consiglio e le dimissioni non solo di Piero Marrazzo ma della giunta. Il governo sara' garantito attraverso l'ordinaria amministrazione". Lo ha chiarito il vicepresidente della giunta regionale del Lazio Esterino Montino spiegando ai giornalisti le funzioni che potranno continuare ad essere espletate dalla regione.
Tra questi provvedimenti, ha spiegato Montino, vi e' ad esempio il piano casa: "il consiglio regionale -ha precisato Montino- si puo' riunire per un fatto tecnico, penso ad esempio alla legge sul piano casa per la quale era gia' in programma lo stralcio della parte sul fascicolo di fabbricato".
Diverso discorso invece per il bilancio: "il bilancio di tipo programmatico -ha spiegato- i piani e i programmi finanziari nuovi non si potranno fare ma c'e' la garanzia della gestione della macchina amministrativa e delle cose gia' decise e gia' programmate. La giunta -ha precisato- puo' fare le delibere, io posso fare gli atti per garantire l'azione di governo. Questo e' importante per dare continuita' nel rapporto politico istituzionale garantendo la soluzione a tanti problemi".

26 ottobre 2009 - Edilportale - Paola Mammarella

Piano Casa, nel Lazio previsto volume di affari per 4 mld

Stanziati dalla Regione 500 mln per la risoluzione del disagio abitativo, Comuni al lavoro con l’housing sociale
Diventerà operativo il 6 dicembre il Piano Casa del Lazio. Nel frattempo il Governatore Marrazzo si è fatto garante per il recepimento delle misure della L.R. 21/2009 da parte dei Comuni. La messa in pratica degli interventi avrà infatti effetti positivi per il rilancio dell’economia.
Opportunità economiche e tensione abitativa: Dalle stime di Ance Lazio emerge come a fronte di investimenti da parte del 12% degli aventi diritto a usufruire del Piano Casa, potrebbe crearsi un volume d'affari pari a 2 miliardi e 800 mila euro, con un incremento occupazionale di 47 mila unità.
Per l’Assessore Di Carlo esiste invece un volume di affari pari a 4 miliardi, attualmente fermo a scapito della carenza di alloggi presente nella regione. Soltanto a Roma ci sono 20 mila famiglie senza casa, problema al quale negli ultimi 15 anni si è cercato di dare una risposta con la costruzione di 324 appartamenti di edilizia popolare.
Il Piano Casa regionale dedica ampio spazio all’housing sociale. La Legge Regionale 21/2009, recante “Misure straordinarie per il settore edilizio ed interventi per l’edilizia residenziale sociale”, prevede infatti un nuovo ruolo delle Ater, oltre a uno stanziamento di risorse per la costruzione di nuovi alloggi.
Canoni agevolati: Con gli interventi di edilizia sociale inseriti nel Piano Casa si potrà disporre di alloggi pubblici o privati, tramite agevolazioni o esenzioni fiscali o fondi di garanzia. Si creano infatti le condizioni per costruire case che possono essere affittate o acquistate con 500-550 euro al mese. Finito di scontare l’importo si potrà rimanere inquilini o riscattare l’abitazione.
Risorse regionali: Secondo il Presidente Marrazzo il provvedimento assicura nello stesso tempo sviluppo economico e diritto all’abitare. La Regione ha infatti stanziato 500 milioni di euro derivanti dalla somma di vari capitoli di spesa, che potrebbero stimolare gli investimenti privati nel settore edilizio.
Per soddisfare il diritto alla casa attraverso una programmazione edilizia estranea al concetto della rendita e orientata allo sviluppo economico, sarà anche istituito il Fondo di solidarietà, con cui si potrà sospendere per 18 mesi il pagamento delle rate del mutuo sulla prima casa. Potenziate anche le risorse destinate alla realizzazione di 12 mila nuovi alloggi, che verranno costruiti secondo i criteri della bioedilizia.
L’impulso al settore delle costruzioni arriverà anche dagli aumenti volumetrici, con premialità di cubaruta riconosciute in base ai criteri della bioedilizia e agli interventi di ristrutturazione o demolizione con successiva ricostruzione.

23 ottobre 2009 - Casa e Clima

Lazio: con il Piano Casa investimenti per 4 miliardi

A tanto ammonta il volume d'affari che si potrebbe generare con l'erogazione di 500 milioni di fondi dalla Regione Lazio
Se il 12% degli aventi diritto ad usufruire delle norme contenute nel Piano casa - varato ad agosto dalla Regione Lazio - avviasse i lavori, si creerebbe un volume d'affari pari a 2 miliardi e 800mila euro. Si tratterebbe di investimenti capaci di creare 47mila nuovi posti di lavoro, 35mila nel settore delle costruzioni e 12mila nell'indotto. È quanto afferma uno studio dell'Ance Lazio, illustrato nel corso della conferenza dal titolo “Nuove politiche abitative nella Regione Lazio”, svoltasi ieri in Regione alla presenza del governatore Piero Marrazzo, dell'assessore regionale alla Casa Mario Di Carlo e dei presidenti delle Ater del Lazio.
Affari potenziali per 4 miliardi
Nel corso della discussione è emerso che l'erogazione dei 500 milioni di euro di fondi regionali destinati alla casa, derivanti dalla somma di vari capitoli di spesa, potrebbero stimolare gli investimenti privati nel settore edilizio, consentendo di movimentare solo nel Lazio un volume di affari pari a circa 4 miliardi di euro. “Abbiamo un volume d'affari potenziale di 4 miliardi fermo, è un delitto sia nei confronti dei cittadini che del sistema produttivo – ha affermato l'assessore Di Carlo - Tanto più se consideriamo che a Roma ci sono 20mila famiglie senza casa e negli ultimi 15 anni abbiamo costruito 324 appartamenti di edilizia popolare”.
Le misure del Piano casa
Tra le misure più importanti del Piano casa laziale, l'Housing sociale, l'istituzione di un Fondo di solidarietà che consentirà di sospendere per 18 mesi il pagamento dei mutui sulla prima casa, il potenziamento delle risorse per la costruzione – secondo i criteri della bioedilizia - di 12mila nuovi alloggi, l'accelerazione della procedura per la cessione agli inquilini degli appartamenti che devono essere venduti dalle Ater. “Una delle priorità dei prossimi anni è quella di soddisfare il diritto alla casa - ha detto il presidente della Regione Marrazzo – Questa sfida si vince se si rinuncia alle politiche della rendita edilizia”.
Premi volumetrici
“È cambiata la politica regionale rispetto all'ambito delle abitazioni – ha aggiunto Marrazzo - Cioè sosteniamo lo sviluppo economico del settore attraverso una legge che dà delle premialità in relazione alla bioedilizia o alle ristrutturazioni o demolizioni”.

21 ottobre 2009 - Adnkronos

CNA Roma, no al fascicolo del fabbricato non bloccherà Piano Casa

"Grande partecipazione delle imprese di costruzioni di Roma, ieri, al seminario sul piano casa della Regione Lazio organizzato da Cna Roma. L'incontro e' stata l'occasione per avviare un approfondimento sul piano di misure urgenti a sostegno del settore edilizio, che ha visto protagonisti imprese, Regione e Comune di Roma". E' quanto si legge in una nota della Cna di Roma.
"Le dichiarazioni dell'on. Carapella, presidente della Commissione Lavori Pubblici della Regione Lazio hanno allontanato le preoccupazioni circa l'efficacia della legge, che diventera' operativa a partire dal 4 dicembre 2009 - prosegue la Cna - Il ricorso del governo contro l'introduzione del fascicolo del fabbricato, posto come condizione essenziale per gli interventi di ampliamento, di demolizione e ricostruzione, non inficera', quindi, la validita' del Piano Casa visto che la Regione interverra' affinche' le domande possano essere presentate prescindendo dal fascicolo del fabbricato".
"L'intervento e' particolarmente gradito se si valutano i dati forniti dal Cresme in merito alle positive ricadute per il settore - continua la Cna - Secondo la stima effettuata dal Cresme, l'impatto della legge regionale recante le misure straordinarie per il settore edilizio potra' interessare per il comparto residenziale 443.000 edifici suscettibili di ampliamento. Se aderisse soltanto il 12% degli interessati, come stimato, si otterrebbero ampliamenti per 7 milioni di mc a cui corrispondono 2,829 miliardi di euro di investimenti e circa 47.500 occupati tra diretti e indiretti".
La Cna di Roma spiega che "il provvedimento riguardera' anche il comparto non residenziale, per il quale si potra' concretizzare in circa 56.000 mq di superficie di ampliamento. Assumendo un costo di ampliamento di 750 euro/mq il provvedimento generera' una ricaduto pari a circa 42 milioni di euro di somme investite".
"Particolarmente importante quello che emerge dall' indagine campionaria Cresme sulla propensione delle famiglie ad usufruire del Piano Casa - aggiunge la Cna - Si e' rilevato che l'8% dei potenziali beneficiari dichiara che sarebbe interessato alle opportunita' offerte dalla legge, ma non fa i lavori perche' vorrebbe capire meglio come funziona".
"Alla luce di questo la Cna di Roma - conclude la nota - ha programmato un ciclo di 5 incontri sul territorio per favorire una maggiore informazione circa i contenuti del piano e la messa in rete di imprese, amministrazioni e cittadini".

21 ottobre 2009 - CastelliNews.it - Stefano Corradi

Il PdL si riunisce per discutere del Piano Casa regionale

Dure critiche dall'onorevole Lollobrigida: «La maggioranza in Regione Lazio sempre più ostaggio dei Verdi e Marrazzo non ha la forza di cambiare»
«Il coordinamento provinciale del Popolo della Libertà ha organizzato un incontro-seminario dedicato al "Piano Casa". Eloquente il titolo scelto "Piano Casa: Marrazzo ed il suo centro-sinistra demoliscono le speranze. Costruiamo l'alternativa". L'evento si è svolto lo scorso lunedì all'interno del Hotel Duca D'Este di Tivoli, alla presenza dell'Onorevole Francesco Lollobrigida (consigliere regionale del Pdl e coordinatore per la provincia di Roma), l'Onorevole Angelo Santori (vice-coordinatore provinciale Pdl), l'Onorevole Fabio Armeni (capogruppo Fi-Pdl in Regione Lazio), l'Onorevole Antonio Cicchetti (capogruppo An-Pdl in Regione Lazio), il Senatore Angelo Maria Cicolani e l'Onorevole Fabio Rampelli. Molto partecipato e costruttivo l'incontro che ha visto rappresentanti, dirigenti e quadri del Pdl di tutta la provincia di Roma, assai nutrita anche la delegazione di Velletri, guidata dal capo-gruppo in consiglio comunale Giancarlo Righini e dai consiglieri Carlo Quaglia e Fabio D'Andrea, ed il gruppo di Lariano con il vice-sindaco Claudio Crocetta e l'Assessore Stefano Calvani».
«Nei vari interventi che si sono susseguiti sono stati affrontati nello specifico i temi del "Piano Casa", iniziativa portata avanti dal Governo Berlusconi, che è poi passata alle Regioni, per le competenze specifiche e come dall'intesa Stato-Regione, sancita in conferenza unificata lo scorso 31 marzo, proprio le Regioni dovevano approvare strumenti legislativi volti a dare la possibilità di un ampliamento del 20% della cubatura a soggetti che ne facciano richiesta (comunque soltanto privati). Secondo il Governo questo avrebbe anche incentivato interventi di demolizione e ricostruzione, riconoscendo premi di cubatura, e nel contesto andavano introdotti sistemi di snellimento delle procedure. Proprio qui il nocciolo della questione, la Regione Lazio ha praticamente "demolito le speranze", utilizzando proprio la frase scelta dal Pdl, visto che ha introdotto molteplici restrizioni che vanificano il lavoro fatto proprio dal Governo nazionale. Sull'argomento è molto critica proprio la componente di centro-destra in Regione Lazio. Ancora una volta il presidente Piero Marrazzo e il suo centro-sinistra – hanno precisato dal Popolo della Libertà – tradiscono i cittadini del Lazio, infatti hanno escluso dai benefici la maggior parte degli immobili esistenti inoltre è loro intenzione penalizzare gli immobili a destinazione non residenziale». «Quanto sta portando avanti Marrazzo ed il suo centro-sinistra – aggiungono dal gruppo del Pdl in Regione Lazio – non risolve il problema del disagio abitativo esistente e vieta qualsiasi ampliamento ai proprietari di immobili ricadenti in zone agricole e soprattutto non affronta i problemi delle periferie urbane e dei grandi centri. Anche in questo caso Marrazzo ha fallito, lui e tutto il centro-sinistra sono sempre più "ostaggi" dei Verdi».

19 ottobre 2009 - Casa e Clima

Il Governo impugna il Piano Casa del Lazio

L'obbligo di redigere il fascicolo di fabbricato costituisce “una prestazione imposta”, ha come effetto un “aggravio di costi” per i privati e viola l'articolo 3 della Costituzione. Con queste motivazioni il Consiglio dei Ministri di giovedì scorso ha impugnato davanti alla Corte Costituzionale la legge regionale 21/2009 del Lazio, meglio nota come “Piano casa”.
Ricordiamo che ad un'analoga censura è incorsa anche la legge n. 25/2009 della Basilicata; anche per il Lazio il Governo contesta che l'obbligo di redigere il fascicolo di fabbricato è di competenza legislativa statale in materia di governo del territorio, ai sensi dell'art. 117, comma 3 della Costituzione. Tale disposizione, infatti, rientra nella disciplina spettante al legislatore, che per uniformità di trattamento sull'intero territorio nazionale non può essere rimessa alle singole differenti discipline regionali.
Ampliamenti subordinati al fascicolo
Il disegno di legge sul Piano casa laziale, approvato lo scorso 6 agosto dal Consiglio regionale ed entrato in vigore il 5 settembre, prevede la dotazione obbligatoria del fascicolo di fabbricato per le case oggetto degli interventi di ampliamento volumetrico, pari al 20% con volume non superiore a 1.000 metri cubi. In realtà quest'obbligo non vale per tutti gli edifici: “Credo che sia stata fatta un'interpretazione estensiva del nostro testo di legge – puntualizza l'assessore regionale alla Casa, Mario Di Carlo -. Noi abbiamo previsto l'obbligatorietà del fascicolo di fabbricato solo per gli edifici di proprietà pubblica, come quelli delle Ater o quelli di edilizia sovvenzionata dalle casse regionali. Non obblighiamo nessun privato a dotarsi di questo strumento contro la sua volontà”.
Impugnato solo un articolo
A gettare acqua sul fuoco è il presidente della Regione Piero Marrazzo: “il governo ha impugnato solo un articolo del Piano casa della regione, sul fascicolo di fabbricato. Eravamo stati anche avvertiti. La legge è comunque in vigore e noi ci stiamo riservando o di presentare una delibera con la quale revocheremo solo quell'articolo oppure di prendere altre strade”. “Di certo, non prenderemo - ha aggiunto Marrazzo - la strada di un'opposizione al governo stesso su questo tema. La legge sulla casa vive, il governo ha impugnato solo un articolo e noi ne prendiamo atto, e penso che fa parte della normale dialettica tra istituzioni”. La norma in questione era stata condivisa con il comune di Roma: “Quell'articolo - ha detto - era stato concordato con il comune di Roma. Regione e comune di Roma ritenevano che il fascicolo di fabbricato aveva comunque una sua rilevanza”.
La Regione corre ai ripari
Il vicepresidente della Regione, Esterino Montino, sottolinea infatti come la normativa sul fascicolo di fabbricato “è legittima oltre che necessaria, perché crea le condizioni per una moderna cultura della sicurezza”, e rappresenta “un atto di grande civiltà”. In ogni caso, la Regione si è detta pronta a correggere in tempi rapidi la norma contestata dal Governo.

17 ottobre 2009 - Il Giornale

Il sollievo del governatore: «Impugnato un solo articolo»

«Il governo ha impugnato solo un articolo del Piano casa della regione, sul fascicolo di fabbricato. Eravamo stati anche avvertiti. La legge è comunque in vigore e noi ci stiamo riservando o di presentare una delibera con la quale revocheremo solo quell’articolo oppure di prendere altre strade». Il giorno dopo la bocciatura del piano casa del Lazio da parte del governo Piero Marrazzo, presidente della regione Lazio, ha voluto ridimensionare la portata del provvedimento governativo e ha anche assunto un atteggiamento conciliante: «Di certo - ha aggiunto Marrazzo - non prenderemo la strada di un’opposizione al governo stesso su questo tema». Marrazzo ha comunque sottolineato che la norma in questione era stata condivisa con il comune di Roma: «Quell’articolo -ha detto - era stato concordato con il comune di Roma. Ci siamo già sentiti con il sindaco Alemanno e stiamo valutando insieme quale può essere la strada giusta. Regione e comune di Roma ritenevano che il fascicolo di fabbricato avesse comunque una sua rilevanza». Una tesi condivisa anche dal suo vice Esterino Montino: «La legge regionale sulla casa è vigente e sarà applicata. Solo la Corte Costituzionale può bocciare una legge che fino a quel momento è in tutto e per tutto legittima. Tuttavia la contestazione riguarda esclusivamente un articolo e quindi appaiono strumentali e fuori luogo molte delle dichiarazioni che abbiamo letto in queste ore sui giornali. Tutto il resto della normativa, dall’housing sociale allo snellimento burocratico fino al rilancio dell’economia del settore edilizio è in vigore senza contestazioni».
Le precisazioni del governatore non spengono però le polemiche, anzi se possibile le esasperano. «A scorrere le dichiarazioni presidenziali, sembra quasi che Piero Marrazzo, dopo aver appreso che la bocciatura del suo Piano casa riguarda “solo un articolo”, abbia tirato un sospiro di sollievo. Ciò la dice lunga sulle capacità di governo del sinistracentro - dice Fabio Desideri (Pdl), vicepresidente della commissione Urbanistica del Consiglio regionale del Lazio -. In realtà la bocciatura rappresenta l’ennesima figuraccia di una maggioranza allergica al confronto e al dialogo con l’opposizione, in aula consiliare e nelle commissioni».

9 ottobre 2009 - Asca

Territorio: Venneri (Legambiente), quanto ci costerà il Piano Casa?

Quanto incidera' il nuovo Piano Casa sull'abusivismo? Lo chiede Sbastiano Venneri di Legambiente ricordando come tutti i condoni concessi dai governi negli anni abbiano fatto impennare la cementificazione selvaggia nel paese con conseguente disastro per il territorio.
''Il recente condono edilizio - ricorda - aveva il fine esplicito di far diventare legali quelle 362mila costruzioni abusive fatte dal 1994 al 2002 e spesso, soprattutto nel mezzogiorno, edificate dalla criminalita' organizzata. Oltre a stimolare un deterioramento dell'idea di legalita' in Italia, oltre a degradare il paesaggio, oltre a fare carta straccia di vincoli e piani regolatori, oltre a essere un regalo alle ecomafie ci sono altre due conseguenze evidenti: ingenerare la convinzione negli abusivi che il rischio di ripristino della legalita' per gli edifici fuorilegge in Italia sia davvero minimo e sospingere verso l'alto il mercato dell'illegalita'''.
''La rivolta delle regioni e di tanti sindaci alle sanatorie dell'abusivismo - prosegue Venneri - dimostra che questi condoni piacciono solo a chi li vara, agli abusivi e alla criminalita' organizzata che ha ormai inserito il ciclo del cemento tra i suoi business principali. Tutti gli altri, dagli amministratori a Confindustria e ai costruttori edili, dagli ingegneri, agli urbanisti, sino a quella stragrande maggioranza di italiani onesti che la casa l'hanno costruita o acquistata rispettando la legge, li accolgono per quello che sono: danni enormi per il territorio di cui le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti. Danni anche per la legalita' e per l'economia, destinati a ripetersi con il Piano Casa: quanto incidera' infatti questo nuovo provvedimento sull'abusivismo?''..

9 ottobre 2009 - Adnkronos

Radicali, stop a Piano Governo per rilanciare edilizia sostenibile

Stop al piano casa del governo, subito la ''vera grande opera necessaria: la manutenzione del territorio e il rilancio di un'edilizia sostenibile''. E' quanto chiedono i radicali che considerano le tragedie di Abruzzo e Messina come la dimostrazione della necessita' di una ''nuova politica del territorio volta a metterlo in sicurezza''.
La questione sara' al centro di un convegno che si terra' domani a Milano dal titolo ''Fermare il Piano Casa, subito la vera Grande Opera necessaria: manutenzione del territorio, rottamazione edilizia e rilancio di un'edilizia eco-sostenibile''. Al termine, sara' lanciato un manifesto perche' ''Parlamento, governo, forze politiche nazionali e locali diano priorita' a questi temi individuando le risorse e gli strumenti necessari''.
''La tragedia di Messina -avverte l'esponente radicale, Elisabetta Zamparutti- e' solo l'ultimo degli eventi luttuosi che dimostrano quanto siano devastanti le conseguenze di una cattiva gestione del territorio, dell'assenza di un'efficace azione di sua tutela e delle gravissime carenze della politica urbanistica ed edilizia degli ultimi sessant'anni''. .