Regione Liguria

Piano Casa Governo Berlusconi 2009

 

 

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31 ottobre 2009 - La Nazione - Manrico Parma

Piano casa, in arrivo deroghe per i centri storici della città

Esclusi i fabbricati artigianali e commerciali. Introdotte le fasce, cubature ridotte. I parchi decideranno per il loro territorio
E’ scattato il piano casa. La Regione ha varato le norme operative che consentono alle famiglie gli ampliamenti di edifici mono e plurifamiliari e perfino la demolizione di vecchie e fatiscenti abitazioni per ricostruirle di sana pianta. La Liguria si è fatta un po’ attendere prima di dare la sua interpretazione all’azione sviluppata dal governo la scorsa primavera.
Da adesso, ci sono ventiquattro mesi di tempo per presentare le pratiche e beneficiare di regole che vanno oltre le previsioni degli strumenti urbanistici, come si può leggere in dettaglio nel servizio qui a fianco. Non è necessario infatti il permesso di costruzione. Il tecnico scelto dal cittadino dovrà presentare in Comune la sua proposta progettuale attraverso una dia, denuncia di inizio attività, un atto amministrativo che, nel mondo dell’edilizia, rappresenta uno degli strumenti urbanistici più snelli.
Gli uffici tecnici dell’amministrazione hanno tempo venti giorni per verificarla. Entro questo termine, se non ci sono non ci sono interruzioni dovute all’integrazione della pratica, si può dare inizio ai lavori. Resta inteso che il progetto dovrà avere rispetto delle distanze tra i fabbricati e i confini delle proprietà. Bisogna aggiungere che la Regione Liguria ha previsto una legge molto restrittiva tra limitazioni degli interventi ai fabbricati residenziali e esclusioni degli edifici industriali, artigianali e commerciali. E ancora: non si potranno ampliare le abitazioni nelle aree demaniali, nelle vicinanze della costa, nelle zone sottoposte a vincolo ambientale quali i parchi.
L’effetto del piano casa sarà attutito nella provincia spezzina anche dalle recenti normative sismiche. In altri termini, in caso di sopraelevazione o ampliamenti di fabbricati c’è bisogno di una verifica tecnica. Non può usufruire della legge chi ha avviato una pratica di condono cosiddetta di tipologia 1, cioè abusi in difformità del piano regolatore (non riguarda la sanatoria di sottotetti).
La Regione, tuttavia, ha lasciato un po’ margine di manovra ai parchi e alle amministrazioni comunali. Queste ultime possono prevedere deroghe ai divieti per gli ampliamenti nei centri storici. Hanno tempo quarantacinque giorni per metterle a punto. Guardando all’aspetto pratico, in città potranno beneficiare del piano casa aree come Migliarina, Canaletto, Rebocco, Chiappa, in parte i Colli. Sono allo studio eccezioni nelle zone di centro storico, laddove sono possibili trasformazioni.
L’interesse per il piano casa è elevato. Sono tante le famiglie che hanno necessità di trovare spazio. «In città, il Comune — osserva comunque l’assessore all’urbanistica Maurizio Savoncelli — ha già un suo piano urbanistico che consente di intervenire su ogni fabbricato con varie tipologie di ristrutturazione. Prevedono l’ampliamento di 16 mq, il recupero di sottotetti a uso abitativo e l’ampliamento fino a 75 mq di piccoli alloggi. Di più. I nostri distretti di trasformazione, previsti in zone da riqualificare, danno la possibilità di edificare recuperando percentuali di superficie».
«La Regione — siamo ora al parere di Norberto Maggiani, presidente dell’Upi, Unione piccoli proprietari immobiliari — non ha dato corso a disposizioni come era nato nelle intenzioni della legge sul piano casa. E’ grave il danno che si fa ai piccoli proprietari di case e ai proprietari in genere che si vedono rifiutare un ampliamento adeguato. Non siamo di fronte a pericoli di cementificazione. I problemi per la salvaguardia dei patrimoni ambientali sono ben altri».
Polemico anche Renato Oldonini presidente provinciale e regionale di Confedilizia: «Durante le audizioni avevano chiesto attenzione particolare per la residenzialità, l’incremento di volume per le necessità familiari. Invece, la Regione ha scelto una strada diversa. Mentre la legge sul piano casa contemplava aumenti di volume per tutti, le norme liguri hanno previsto limitazione su vari scaglioni. Una complicazione che, temo, favorirà il contenzioso».

31 ottobre 2009 - I.V.G.

Piano casa, Burlando: “Unisce rigore ed equità”

Regione. Il Consiglio regionale ha approvato in questi giorni la legge sul Piano casa. E’ il presidente della Regione Liguria, Claudio Burlando, a delineare un bilancio della norma. “Ritengo che sia un provvedimento equilibrato e giusto, che favorirà le famiglie – spiega Claudio Burlando – soprattutto quelle che hanno abitazioni più piccole e che vogliono migliorare le proprie condizioni abitative, e darà un impulso all’economia. Ma senza mettere in pericolo i valori per noi fondamentali dell’ambiente e del paesaggio della nostra regione”.
“Vorrei anche precisare – prosegue – da un punto di vista politico come sono andate le cose, anche correggendo la versione che è stata diffusa da alcuni organi di informazione: non c’è stato alcun ‘arretramento’ rispetto a un ‘primo disegno’ che sarebbe stato più permissivo: alla fine il Consiglio regionale ha approvato la legge, del cui equilibrio e della cui giustezza eravamo convinti sin dall’inizio, così come era stata definita dalla Giunta”.
“Essa infatti premia, come ho detto – spiega il presidente della Regione – i ‘piccoli’ proprietari, consentendo in ogni caso un vano, e unisce quindi rigore e equità. Sono previste tre fasce, con possibilità di ampliamenti per il 30, il 20 e il 10 per cento man mano che aumenta la dimensione degli immobili. Ma la media globale si attesta su un 17% che è inferiore al 20% previsto dall’accordo tra Governo e Regioni. È a quella intesa che noi abbiamo fatto riferimento”.
“La novità rispetto al testo della Giunta, del resto prevista anche in una regione come la Lombardia, riguarda l’aver riconosciuto ai Comuni, com’è giusto da un punto di vista istituzionale, la facoltà di escludere che in parte dei loro territori questa legge possa trovare applicazione (in aggiunta ai criteri di esclusione già presenti nel testo della legge regionale). È vero che, nella discussione in Commissione, anche dalla maggioranza erano venute proposte per articolare diversamente alcune norme. Ma si è convenuto che la scelta migliore fosse mantenere l’impianto elaborato dalla Giunta (che peraltro non aveva sollevato significative obbiezioni durante i tre mesi dell’iter)”.
“Il PdL e la Lega Nord – sottolinea Burlando – evidentemente, volevano altro. Così come le associazioni dei costruttori. Ricordo che per chi vuole ampliare una attività economica esiste già uno ’sportello unico delle imprese’ con le sue procedure. Il piano riguardava la casa, e la maggioranza delle regioni si è attenuta a questo obiettivo”.
“L’esito del confronto in Consiglio regionale dimostra quanto sbagliati siano stati alcuni giudizi negativi circolati nei giorni scorsi, che hanno espresso disapprovazione sulla legge prima ancora che essa venisse approvata dal Consiglio regionale. Consiglio che ha sostanzialmente confermato l’impostazione originale della Giunta. Forse chi ha diffuso pubblicamente questi giudizi negativi preventivi dovrebbe oggi riconoscere che le cose stavano e stanno diversamente”
“Mi sembra significativa poi, tra le altre, la dichiarazione formulata in Consiglio da Giacomo Conti, a nome di Rifondazione Comunista. Questo partito, insieme ai Verdi e altre formazioni di sinistra, aveva fortemente contestato tutta l’operazione nazionale del Piano casa. Ma Conti ha affermato che la legge ligure, tenendo conto delle premesse nazionali, è risultata ‘la migliore d’Italia’, ribaltando completamente giudizi affrettati e – conclude Burlando – forse non formulati in buona fede”.

30 ottobre 2009 - I.V.G.

Albissola, Piano casa: interrogazione di Nuova Rotta

Albissola M. - A seguito dell’approvazione del Piano casa da parte della Regione Liguria il gruppo consigliare di opposizione Nuova Rotta del comune di Albissola Marina ha presentato un’interrogazione su tale argomento. “Col Piano casa – spiega il capogruppo di Nuova Rotta Luigi Silvestro – gli edifici mono e plurifamiliari e quelli destinati ad uso socio-assistenziale e socio-educativo esistenti al 30 giugno 2009, con un volume massimo di 1000 metri cubi, potranno usufruire di ampliamenti comulabili e/o frazionamenti anche in deroga alla disciplina dei piani urbanistici comunali”. Vista questa premessa il gruppo consiliare di minoranza ha presentato un’interrogazione al Sindaco di Albissola Marina, per conoscere se l’amministrazione comunale intenda o meno intervenire, come previsto dalla nuova legge Regionale in argomento, entro i 45 giorni dall’approvazione della stessa, con proprio deliberato, per meglio adeguare la nuova normativa regionale alle reali ed effettive esigenze del nostro territorio e delle nostre reali necessità di sviluppo.
“Con la nostra interrogazione – spiega ancora Silvestro – vogliamo capire se la maggioranza Vicenzi vuole supinamente subire le scelte della regione Liguria ovvero utilizzare le previsioni della stessa legge regionale per adeguare la normativa regionale alle reali necessità di Albissola, individuando con apposita delibera comunale alcuni correttivi, per ragioni di ordine urbanistico, edilizio, paesaggistico, ambientale e culturale, al fine di intervenire su alcuni aspetti della normativa regionale, per consegnare agli albissolesi un Piano più organico, completo e maggiormente adeguato rispetto alle esigenze del nostro territorio e del nostro sviluppo”. Considerato che gli ampliamenti degli edifici previsti con il Piano Casa regionale, secondo Silvestro, potranno andare anche in in deroga alla pianificazione urbanistica vigente e che l’urbanistica albissolese sta vivendo da circa 2 anni, particolari e gravi difficoltà, anche a causa di un piano regolatore (PUC) comunale di difficile interpretazione e applicabilità, la responsabilità politica della quale è della precedente amministrazione il gruppo Nuova Rotta non intende stare a guardare.
“Pensiamo necessario e corretto che Albissola Marina si attivi per adeguare lo strumento regionale alle concrete necessità del nostro territorio e alle reali esigenze del nostro sviluppo, adottando una normativa comunale integrativa e migliorativa che persegua con criteri di equità, da un lato il giusto e necessario obiettivo di favorire i soli piccoli proprietari che possono avere necessità di riqualificare con interventi di qualità le loro abitazioni, e dall’altro mettere sotto tutela particolari e ben definite aree della nostra città per garantire una salvaguardia di quelle zone che hanno una particolare valenza ambientale, culturale e paesaggistica, pensiamo ad esempio la necessità di escludere dai ‘benefit’ del Piano Casa, il complesso delle aree di Villa Faraggiana, ultimo ed unico polmone verde di Albissola e importantissimo compendio di valenza paesaggistica, architettonica e culturale” conclude Luigi Silvestro.

30 ottobre 2009 - Savona News

Albissola: Silvestro, "adeguare Puc prima del Piano Casa"

Opposizione comunale di Albissola Marina all’attacco dopo l’approvazione del Piano Casa della Regione. Il consigliere Luigi Silvestro, capogruppo della lista “Nuova Rotta” , spiega: “La nostra interrogazione tende a capire se la maggioranza guidata dal sindaco Nico Vicenzi (Partito Democratico) vuole supinamente subire le scelte della Regione, ovvero utilizzare le previsioni della stessa legge per adeguare la normativa alle reali necessità di Albissola, individuando con un’apposita delibera alcuni correttivi, per ragioni di ordine urbanistico, edilizio, paesaggistico, ambientale e culturale, al fine di intervenire su alcuni aspetti della normativa regionale, per consegnare agli albissolesi un Piano più organico, completo e maggiormente adeguato rispetto alle esigenze del nostro territorio e del nostro sviluppo”.
In altre parole, Silvestro sottolinea che l’attuale Puc (Piano urbanistico comunale) sarebbe oggetto di riordino e ulteriori modifiche, prima dell’attuazione sullo stesso del Piano Casa regionale al fine di evitare abusi edilizi, anche in buona fede, da parte di progettisti che si attengono al Puc attuale non allineato alle esigenze del Piano Casa regionale.

29 ottobre 2009 - Città della Spezia

Veschi: "Piano casa prevede interventi in deroga a strumenti urbanistici. Non so cosa voglia il centro-destra"

Liguria. Moreno Veschi, consigliere regionale del Partito Democratico, interviene sul tema del piano-casa rispondendo al vice-presidente del consiglio regionale Luigi Morgillo: "Il giudizio del consigliere Morgillo sul “piano casa” della Giunta Burlando risente di un eccessivo spirito di parte. Quali sono infatti i vincoli già esistenti a cui il provvedimento ne avrebbe aggiunto altri?
Il “Piano casa” prevede interventi in deroga agli strumenti urbanistici, come è avvenuto in tutte le regioni e come prevedeva l’intesa Stato-Regioni. Quindi è qualcosa che si può fare in più rispetto alla situazione precedente, e non in meno. Dove non si applica il piano casa valgono le previsioni degli strumenti urbanistici vigenti. Non si toglie nulla, neppure in quelle aree.
Francamente non capisco cosa voglia il centro destra: tante parole e tante relazioni, poi, al momento del voto in Consiglio regionale emendamenti e proposte, anche le loro, hanno abbandonato l’aula. E ora si lamentano che ci sono troppi vincoli. E’ un atteggiamento davvero singolare e un po’ troppo giustificativo di una condotta politica inconcludente.
E veniamo al Parco di Montemarcello-Magra. Morgillo dovrebbe ben sapere che nell’area del Parco lungo il fiume vige il regime Conservazione del Piano paesistico e, nello stesso tempo, sono in vigore le misure dettate dal rischio di esondazione. Ma davvero Morgillo vuole ampliare case vicino al fiume? Perché non ha presentato un emendamento al riguardo! Forse aveva paura di sfidare l’opinione pubblica? La stessa cosa vale per l’area collinare di Montemarcello, in gran parte soggetta al regime di conservazione del Piano paesistico. Va detto infine, che l’inserimento del Parco di Montemarcello nelle aree nelle quali non si applica il piano casa è stato condiviso dagli amministratori locali e dal Presidente del Parco.
Certo occorre pensare anche alla qualità del territorio; non è con politiche di liberismo sfrenato che per l’interesse di pochi si possa mettere in discussione l’interesse di tutti"

29 ottobre 2009 - La Repubblica Genova - Marco Preve

Piano Casa: stoppata la Cola(ta)

llora, la Liguria ha il suo Piano Casa. Dico subito quello che penso: senza l’attenzione mediatica e la campagna on line che ha coinvolto il blog di Beppe Grillo, i suoi meet up, la Casa della Legalità e centinaia di cittadini, senza dimenticare la battaglia in splendida solitudine di Carlo Vasconi, consigliere regionale dei Verdi, forse oggi avremmo un Piano Casa assai più cementificatore di quello varato l’altro giorno in consiglio regionale. La pressione della società civile ha stoppato alcuni dei più invasivi emendamenti – anzi tr-emendamenti come li ha definiti l’amico Giacomo del blog Baroni Rampanti – presentati dal consigliere Pd Luigi Cola. Oddio, ci sono ancora alcune cose che sinceramente sono difficili da mandar giù (come la possibilità di ampliamento fino al 60% per volumi entro i 100 metri cubi oppure ampliamenti del 35% per chi ricostruisce in zone non esondabili le proprie abitazioni) però se si pensa che i tr-emendamenti volevano premiare pure le abitazioni condonate oppure garantire ampliamenti ad attività artigianali o industriali quando siamo pieni di aree ex industriali abbandonate che si trasformano in seconde case, beh allora diciamo che questa volta è andata bene.
Vi lascio con queste chicche da via Fieschi che mi ha mandato un amico presente alla votazione:
Caro Marco, ho assistito alla votazione del piano casa alla Regione Liguria. Un’esperienza istruttiva. Dopo aver cercato di far passare un piano che avrebbe ricoperto di cemento la Liguria, ieri i consiglieri del centrosinistra parlavano come fossero dei paladini dell’ambiente.
Con alcune chicche imperdibili. C’era per esempio il consigliere Pd Moreno Veschi che mercoledì sera si era opposto fino all’ultimo a chi voleva tutelare il parco di Monte Marcello escludendolo dall’applicazione del piano. Ieri mi si presenta con un sorriso grande così e mi dice: “Ha visto? Abbiamo salvato Monte Marcello…”. Allora io gli faccio notare che proprio lui, appena dodici ore prima, si era opposto all’emendamento che salvava il parco. E Veschi sbianca, ma in pochi secondi recupera: “Eh sì, è vero, ma sa… non avevo letto il documento… poi l’ho letto e ho cambiato idea”.
Un’altra? Quando il consigliere regionale (Pdl) e geometra Graziano Falciani, strenuo difensore del piano che prevedeva di costruire ovunque, si è rivolto all’assessore all’Urbanistica Ruggeri: “L’assessore Ruggeri è una persona che capisce che cosa vuole dire costruire”. Per Falciani era un complimento.
Sì, proprio Falciani che poco dopo, ha detto: “Purtroppo i cittadini liguri si renderanno conto che non andiamo a cementificare niente”. Lapsus grammaticale o freudiano?

29 ottobre 2009 - Sanremo News

Piano Casa, Saldo (Pdl) "Solo limiti e vincoli"

E’ stato licenziato dal Consiglio Regionale il Ddl 479 'Misure urgenti per il rilancio dell’attività edilizia e per la riqualificazione del patrimonio urbanistico-edilizio', il famoso piano casa. Il provvedimento, che si prefiggeva di favorire il rilancio del settore edile attraverso l’introduzione di misure idonee a promuovere il recupero a fini abitativi degli edifici residenziali esistenti “in realtà – dice Gabriele Saldo, Consigliere regionale del Pdl - non ha fatto altro che introdurre, oltre quelli già esistenti, ulteriori vincoli e limitazioni.”
L’esponente del Pdl punta il dito contro la Giunta Burlando e precisa: “Su questo disegno di legge si è spaccata la Maggioranza portando a galla le contraddizioni interne e le diversità degli schieramenti che la compongono. Maggioranza che è stata costretta contrattare, per poter contare sul voto di astensione di Verdi e Rifondazione Comunista, porzioni di territorio ligure.” “Le novità introdotte – avanza ancora Saldo- su pressione dei Verdi e di Rifondazione, hanno solo inserito limiti e vincoli vanificando così le aspettative degli operatori del settore e quelle delle aziende del comparto produttivo che aspettavano questa legge per adeguare ed ampliare le proprie sedi.”
“Inoltre l’esclusione di porzioni di tanti territori aggiunti ai centri storici e alle zone vincolate da altri strumenti urbanistici di fatto limitano notevolmente l’applicazione di questa normativa facendo sì che pochi – spiega ancora il consigliere del PDL - potranno essere i fortunati proprietari di abitazioni che usufruiranno delle limitatissime possibilità di ampliamento introdotte con il Piano Casa di Burlando”.
“La rottura della Maggioranza di centro sinistra in Regione dimostra così la sua assoluta debolezza ed è l’evidente segnale che Burlando governa sotto il ricatto degli ambientalisti – conclude Gabriele Saldo - senza fare gli interessi dei cittadini e del territorio”.

29 ottobre 2009 - Savona News - Simone Anselmo Coordinatore provinciale PCL Savona.

Piano casa, l'intervento di Simone Anselmo (Pcl)

L'approvazione del piano casa firmato non a caso dall'ex sindaco di Savona Ruggeri maestro nel cementificare le nostre coste, è l'ennesima cambiale in bianco firmata dalla sinistra radicale al PD e al loro nuovo alleato UDC di Casini-Monteleone. Nonostante queste forze ( Sinistra Libertà,Verdi, PDCI e Rifondazione) si presentino come forza ambientaliste, a sostegno delle classi più deboli per non rischiare di perdere le loro poltrone sostengono la giunta che più di altre ha permesso che il cemento aumentasse in maniera esponenziale a discapito dell'ambiente, che non ha speso un solo provvedimento a favore dei lavoratori.
Astenendosi ( per il regolamento regionale e come votare a favore) hanno gettato la maschera, nonostante si presentino come forze di sinistra alternative al PD e al centro democristiano sono totalmente inglobate nel sistema creato dai poteri forti che da troppi anni governa la nostra regione, il PCL si presenterà come vera unica forza alternativa comunista alle prossime regionali per poter rappresentare realmente i lavoratori e tutto il popolo della sinistra che non vuole più essere governato dal duo dei due Claudio Scajola-Burlando.

29 ottobre 2009 - Città di Genova

Piano casa - La Consulta dell'edilizia lo boccia "Inutile e dannoso"

«Inutile e dannoso»: la Consulta genovese dell’edilizia boccia il Piano casa approvato ieri dal Consiglio regionale. I costruttori avevano chiesto che, a parità di volumi, fosse concesso l’ampliamento delle superfici abitabili, ma la proposta non è stata accolta. «Prendiamo atto che c'è un atteggiamento di blocco rispetto alle istanze del mondo economico di una parte della politica», dice Davide Viziano, presidente della Consulta per l'Edilizia.

29 ottobre 2009 - Città della Spezia

Ameglia: mozione urgente del PDL sul Piano Casa

Val di Magra - Val di Vara. Una mozione urgente del Gruppo Consiliare del Popolo della Libertà è stata presentata negli Uffici Comunali affinchè il Sindaco e l'Amministrazione si pronuncino sul provvedimento della Giunta Ragionale, DDL 479 "Misure urgenti per il rilancio dell'attività edilizia e per la riqualificazione del patrimonio urbanistico-edilizio", il cosiddetto "PIANO CASA", il quale prevede l'esclusione dell'applicabilità di tale norma per tutti gli immobili insistenti nei territori del Parco di Montemarcello Magra.
"Una grave presa di posizione della sinistra ligure- sottolinea il capogruppo PDL Giacomo Raul Giampedrone - che oltre a mortificare i cittadini Amegliesi vuole essere un chiaro segnale di come il Parco di Montemarcello Magra venga addirittura usato politicamente come "merce di scambio" al fine di garantire gli equilibri di maggioranza della Giunta Regionale. Tutto ciò è evidentemente inaccettabile in quanto le ripercussioni negative sui cittadini si manifestano in tutta la loro evidenza nel DDL 479 con la chiara dimostrazione che il Parco funge così solo da vincolo e non da opportunità di sviluppo sostenibile. Vogliamo capire se l'Amministrazione Comunale Amegliese e il Presidente del Parco stesso, condividano la scelta di tale esclusione. Un'occasione mancata quindi a cui la nostra mozione vuole cercare di porre rimedio impegnando l'Amministrazione Comunale ad attivarsi immediatamente al fine di pervenire ad una quanto più sollecita proposta di revisione del testo DDL 479 che elimini il vincolo di non apllicabilità della norma per gli immobili insistenti nel Parco".

29 ottobre 2009 - Primocanale.it - Davide Lentini

Piano casa regionale, per i costruttori è "inutile e dannoso"

"Inutile e per certi versi dannoso": così Davide Viziano, presidente della Consulta per l'edilizia di Genova, definisce il Piano casa della Regione approvato ieri in consiglio, con soli 16 voti a favore e parecchie astensioni. "E' un Piano che risente inevitabilmente delle intemperanze elettorali - dice a Primocanale - e quindi frutto di compromessi che scontentano tutti. La tenzone elettorale - aggiunge Viziano - non può essere un'arma per impedire di rilanciare l'economia". La Consulta per l'Edilizia aveva proposto che, a parità di volumi, si potessero aumentare le superfici di abitazioni e capannoni. Richiesta che è stata bocciata. "Mantenendo inalterati i volumi - spiega Viziano - gli ampliamenti non avrebbero avuto impatti estestici e ambientali, ma avrebbero permesso a molte aziende di espandersi. Il mondo della produzione, che storicamente in Liguria ha problemi di spazio, ne avrebbe avuto vantaggi vitali". La valutazione rispetto al Piano, quindi, non può che essere negativa: "Prendiamo atto che c'è un atteggiamento di blocco rispetto alle istanze del mondo economico di una parte della politica - dice il presidente genovese della Consulta per l'Edilizia - Non lamentiamoci se ci sono imprese che fuggono dalla Liguria perchè qui non trovano le condizioni giuste per lavorare". Secondo Viziano, visto il periodo delicato di campagna elettorale, sarebbe stato più opportuno rinviare l'approvazione del Piano casa a dopo le elezioni regionali, "affinchè - spiega - non fosse vittima di scontri politici".

29 ottobre 2009 - Il Secolo XIX

Che cosa prevede il piano Casa della Liguria

Il piano Casa della Regione Liguria prevede ampliamenti degli edifici esistenti al 30 giugno 2009, «aventi totale o prevalente destinazione residenziale e costituiti da fabbricati mono o plurifamiliari purché in ogni caso non eccedenti la volumetria massima di 1000 metri cubi».
Gli interventi di ampliamento devono risultare finalizzati al miglioramento della funzionalità, della qualità architettonica, statica e/o energetica e possono comportare:
per edifici di dimensioni sino a 200 metri cubi, incrementi nel limite massimo del 60 metri cubi;
per edifici di dimensioni comprese tra 200 e 500 metri cubi, per la parte eccedente la soglia di 200 metri cubi si applica la percentuale del 20% (per esempio: su un edificio di 205 metri cubi, sulla porzione sino a 200 si applica la percentuale del 30%, mentre sui restanti 5 si applica la percentuale del 20%);
per edifici di dimensioni comprese tra 500 e 1000 metri cubi, per la parte eccedente la soglia di 500 metri cubi si applica la percentuale del 10%.
Gli ampliamenti sono realizzabili anche in deroga alla disciplina dei piani urbanistici vigenti o in corso di formazione, fermo restando il rispetto:
- del parametro della distanza fra gli edifici;
- delle indicazioni tipologiche formali e costruttive stabilite nella strumentazione urbanistica o nei piani territoriali vigenti.
La disciplina si applica anche agli edifici destinati a uso socio-assistenziale e socio-educativo in quanto configurabili sotto il profilo urbanistico quali residenze di tipo specialistico.
Sono previste incentivazioni e premialità per l’adeguamento alla normativa antisismica dell’intera costruzione nonché per l’installazione di impianti di energia alternativa o il rispetto dei requisiti di rendimento energetico degli edifici.
Sono escluse dal piano casa:
- le aree soggette a regime di inedificabilità assoluta;
- le aree demaniali marittime date in concessione per finalità turistico-ricreativa;
- gli immobili gravati da vincolo storico-artistico;
- i centri storici, fatta salva la facoltà dei Comuni di individuare porzioni dei medesimi in cui rendere applicabile, con atto di esclusiva approvazione comunale, la disciplina di ampliamento.
Nei Comuni costieri non saranno possibili ampliamenti nella fascia di profondità di 300 metri in linea d’aria dalla battigia.
Per gli edifici ricadenti nei territori del parco nazionale delle Cinque Terre e dei parchi regionali si introduce la facoltà di ogni ente Parco di scegliere di rendere applicabile la disciplina degli ampliamenti prevista dalla presente legge mediante l’assunzione di una specifica deliberazione.
Viene anche disciplinata la possibilità di realizzare interventi di demolizione e ricostruzione con incremento sino al 35% della volumetria esistente alla data del 30 giugno 2009 aventi a oggetto edifici residenziali qualificabili come incongrui.
Prevista, infine, la possibilità dei Comuni di approvare interventi di demolizione e ricostruzione anche di edifici a destinazione diversa da quella residenziale mediante ricorso alla conferenza dei Servizi.

28 ottobre 2009 - Il Secolo XIX

Liguria, il piano Casa è legge Ora costruire è più facile

Con 16 voti a favore, uno contrario, quello di Nicola Abbundo (Pdl), e cinque astenuti - i consiglieri di Rifondazione, Verdi e Comunisti Italiani - è stato approvato ieri pomeriggio, dopo una seduta fiume del consiglio regionale, il piano Casa della Liguria.
Intitolata “misure urgenti per il rilancio dell’attività edilizia e per la riqualificazione del patrimonio urbanistico-edilizio”, la legge ricalca la proposta della giunta regionale con alcune modifiche che non ne stravolgono l’impianto.
Come annunciato dalla maggioranza, nessun emendamento per estendere anche ai manufatti produttivi è passato.
Il centrodestra, che chiedeva l’aumento delle possibilità di ampliare gli edifici, ha abbandonato l’aula prima dell’inizio delle votazioni.
Tutti gli emendamenti presentati dal centrodestra sono stati respinti. Alla votazione sono stati presenti i due consiglieri dell’Udc, Rosario Monteleone, e Luigi Patrone, che però non hanno votato perché volevano rinviare la pratica a dopo le elezioni.
Per la giunta è intervenuto Carlo Ruggeri, assessore all’Urbanistica, che ha ricordato la possibilità di ampliare gli edifici da riqualificare del 20% nel caso di case di piccole dimensioni e del 10% per quelle più grandi e la possibilità di demolire edifici fatiscenti o collocati in zone inadatte e di ricostruirli con un premio: «Abbiamo fatto delle scelte a favore dei piccoli e della riqualificazione degli edifici, abbiamo guardato a criteri di equità e qualità - ha detto Ruggeri - Diamo la possibilità ai Comuni di prendere delle decisioni perché in Liguria ci sono situazioni particolari di cui occorre tenere conto. Contrariamente a quanto veniva chiesto da alcuni, abbiamo consentito di ampliare solo gli edifici residenziali e quelli socio assistenziali e socio educativi. Non abbiamo consentito la possibilità di interventi a edifici non residenziali perché stravolgerebbero gli obiettivi di qualità che la legge si prefigge».
Come detto, astenuti i consiglieri di Rifondazione, che hanno ribadito la loro posizione volta a «limitare il danno rispetto al decreto del governo nazionale»; soddisfatta Cristina Morelli (Verdi): «Grazie agli emendamenti bloccati, si è evitata una ulteriore colata di cemento sul territorio della Liguria».
Nei giorni scorsi, Roberto Della Seta, di Legambiente, e capogruppo del Pd in commissione Ambiente al Senato, aveva definito il piano Casa della Liguria «il peggiore d’Italia» e aveva contestato al proprio partito di avere settori legati al cosiddetto “partito del cemento”.
Il presidente dell’associazione dei costruttori edili liguri, Roberto Principe, si è detto «deluso» dal piano Casa approvato dal consiglio regionale ligure: «È un ulteriore, deludente segno della particolarità ligure. Siamo delusi perché gli interessi di centinaia di lavoratori e imprese non sono stati considerati. Misure che nelle regioni confinanti vengono approvate senza scontri, scatenano in Liguria guerre di religione»; secondo l’Ance, «le attività produttive meritavano maggiore considerazione: la proposta di emendamento che consentiva l’ampliamento in caso di miglioramento delle condizioni di lavoro e della capacità di produzione dell’azienda era ragionevole e utile».

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