Regione Marche

Piano Casa Governo Berlusconi 2009

 

 

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31 ottobre 2009 - Fano Informa

Teodosio Auspici (Sinistra Unita):“Sul Piano casa a Fano tutto tace”

“La Regione Marche ha approvato la legge sul cosiddetto ‘Piano casa’ e a Fano non si è udito rumore”. Ad intervenire è Teodosio Auspici di Sinistra Unita.
“Sono già 15 giorni che è stata pubblicata sul BUR e tutto tace –dice Auspici- a differenza di altri comuni dove si è già aperto un confronto e si sono presi provvedimenti. Si tratta della possibilità di ampliare edifici esistenti residenziali e non di un buon 20% con la possibilità di demolire e ricostruire da nuovo con la possibilità di incrementare l’edificabile di un 35% fino ad un 50% per l’edilizia pubblica. Infatti gli edifici interessati dal provvedimento sono tutti, sia pubblici che privati. Ci sono dei vincoli ma i benefici maggiori potrebbero arrivare proprio alla cosa pubblica. Un’opportunità offerta da una legge regionale che prevede, ad esempio, con accordi fra Comune ed Erap di ricostruire con un più 50%. Già, una grande opportunità di valorizzare il patrimonio pubblico senza passare per una STU già superata quanto dimenticata. Ma a parte la STU di una volta, ora non si dice niente di questa legge. Cosa ancora più strana e preoccupante è che la stessa legge dà ai Comuni 45 gironi per limitare e regolamentare questi incrementi urbanistici in deroga anche al PRG già generoso”.
“Sinistra Unita ha presentato a proposito una interrogazione in Consiglio Comunale per sapere come questa Amministrazione vuole comportarsi, chiedendo se vorrà regolamentare il tutto o come al solito abdicare ai proprio doveri. La cosa ci preoccupa in quanto le ricadute sul territorio potrebbero essere veramente importanti sia in positivo che in negativo. Non si tratta solo di stimolare lavoro ma anche di adeguare alle nuove norme antisismiche ed energetiche tutto un parco immobiliare. Su questo vorremmo attenzione”.
“I tempi per farlo sono brevi, solo 45 giorni appunto di cui ne sono già passati 15 senza alcun segnale. La nostra interrogazione vuole essere di stimolo e non mancheremo di trasformarla in mozione per cercare di vincolare questa amministrazione molto distratta a governare. Restiamo convinti che il PRG Fanese da poco varato realizzi fin troppo cemento e governi ben poco dello sviluppo futuro della città. Detto questo sul PRG, ancora più grave sarebbe non indirizzare il ‘Piano Casa’ che viste le attuali condizioni economiche offre comunque buone possibilità. Quello che manca è solo un po’ di senso di responsabilità della nostra amministrazione. Ma questa non è una novità”.

30 ottobre 2009 - Fermo Notizie

La Provincia supporta i comuni nell'applicazione del Piano Casa

Si è svolto stamane 30 ottobre presso la Sala Consiliare della Provincia di Fermo un incontro voluto dall’Assessore all’Urbanistica Renzo Offidani con i Sindaci e i tecnici dei comuni fermani per condividere osservazioni e richieste di chiarimento in merito alla L.R 22/09 che applica a livello regionale le direttive del “Piano Casa” nazionale.
All’incontro hanno partecipato anche l’Ing. Pignoloni, Dirigente del Servizio Urbanistica della Provincia di Fermo e l’architetto Baffoni, Funzionario della Regione Marche per il governo del territorio per rispondere alle domande in merito all’interpretazione del testo legislativo.
Numerosi i tecnici comunali presenti in considerazione della grande responsabilità in capo agli enti locali nell’applicazione della norme in una materia così delicata che coinvolge centri storici, aree agricole e zone sottoposte a vincoli paesaggistici Gli obiettivi della legge sono condivisibili – ha dichiarato l’Assessore Offidani – e vanno nella direzione di un miglioramento del patrimonio edilizio esistente, attraverso la riqualificazione e la messa in sicurezza degli stabili e la loro ottimizzazione energetica. Un'altra finalità è quella di rilanciare l’economia locale attraverso un sostegno alle piccole imprese edilizie e del relativo indotto, nel rispetto dell’ambiente e del paesaggio come risorse irrinunciabili per lo sviluppo futuro di questo territorio.
È intervenuto anche il Presidente Cesetti che ha espresso condivisione per l’iniziativa, confermando la disponibilità della Provincia nel farsi portavoce del territorio Fermano per sostenere, eventualmente, la modifica della legge, in particolare quelle relative alla tempistica, che fissa in 45 giorni il termine per il recepimento della legge e l’eventuale adozione di misure restrittive da parte dei Comuni e in 18 mesi i tempi per la presentazione delle domande da parte dei privati, troppo ristretta sia secondo il Presidente Cesetti che secondo gli enti locali e i professionisti.
Intanto la Regione, in collaborazione con l’Anci, ha istituito un tavolo tecnico che sta lavorando sulle problematiche interpretative del testo normativo e potrebbe fin da subito accogliere le richieste di chiarimento provenienti dal territorio. L’Assessore Offidani, a tal proposito, ha fatto presente che l’Amministrazione Provinciale, nell’ambito delle proprie funzioni di coordinamento, è disponibile a raccogliere i quesiti e le osservazioni provenienti dai Comuni all’interno di un documento che dia organicità alle istanze del territorio fermano, e una volta sciolti i dubbi interpretativi, a fornire supporto per una modulistica unica per i tecnici e per i comuni.

28 ottobre 2009 - IlQuotidiano.it - Francesca Pasquali

Piano casa e Legge regionale, martedì il convegno

Fermo - Tecnici e consulenti della Regione spiegheranno cos'è e in che consiste la Legge n. 22. L'incontro si svolgerà al Palazzo dei Priori.
Tema di grande attualità quello al centro del convegno di martedì prossimo nella Sala dei Ritratti di Palazzo dei Priori. ‘Il Piano casa della Regione Marche’, incontro organizzato in collaborazione con il Settore Urbanistica del Comune di Fermo, proporrà relazioni e approfondimeti sulla Legge regionale n.22/09 ‘Interventi della Regione per il riavvio delle attività edilizie al fine di fronteggiare la crisi economica, difendere l’occupazione, migliorare la sicurezza degli edifici e promuovere tecniche di edilizia sostenibile’.
Dopo la registrazione dei partecipanti, alle 9, e il saluto del sindaco Saturnino Di Ruscio, Fabrizio Lorenzotti, docente dell’Università di Camerino e consulente della Regione Marche, illustrerà gli aspetti più importanti della Legge regionale. Oltre a lui relazioneranno dirigenti e funzionari della Regione. La chiusura del convegno è prevista per le 14.30.

27 ottobre 2009 - Fano Informa

Piano casa, convegno in Provincia

Pesaro (PU)– Attività edilizia, sicurezza degli edifici, sviluppo sostenibile. Queste e altre le tematiche che saranno affrontate nel corso del convegno “Il Piano casa nelle Marche”, in programma giovedì 29 ottobre, alle ore 17.30, nella sala del consiglio provinciale “Wolframo Pierangeli” (viale Gramsci, 4). L’incontro, aperto al pubblico, approfondirà in particolare la relativa legge regionale 22/2009: approvata nei giorni scorsi, si configura come un progetto anticrisi per il rilancio dell’economia e delle imprese di settore, delineando le procedure per ampliamenti volumetrici, demolizioni e ricostruzioni. Sono previsti gli interventi dell’assessore provinciale alle Opere pubbliche Massimo Galuzzi, del capogruppo Pd in consiglio regionale Mirco Ricci, del consigliere regionale Udc Leonardo Lippi e del sindaco di Pesaro Luca Ceriscioli. Concluderà il dibattito il presidente della Provincia Matteo Ricci.

24 ottobre 2009 - Informazione.tv

"Piano Casa. Che fare?". E' il titolo del workshop promosso dalla Compagnia delle Opere Marche Sud

L'incontro è stato fissato per martedì 27 ottobre alle ore 18:00 presso la sala convegni del Residence Le Terrazze in viale De Gasperi a Grottammare.
L'obiettivo è quello di approfondire la recente normativa regionale. Il Piano Casa mira a riavviare le attività edilizie al fine di fronteggiare la crisi economica, difendere l'occupazione, migliorare la sicurezza degli edifici e promuovere tecniche di edilizia sostenibile.
Il provvedimento dalla regione Marche punta a creare fin da subito posti di lavoro con l'apertura di nuovi cantieri. Altra finalità è quella di promuovere l'edilizia sostenibile e migliorare nel contempo la sicurezza degli edifici esistenti. Il Piano è stato definito per garantire aumenti volumetrici in funzione del miglioramento della sicurezza e dell'utilizzo di tecniche innovative ed orientate al risparmio energetico.
Ad illustrare i principali contenuti della nuova normativa è stato invitato l'architetto Rodolfo Novelli, dirigente il Servizio Governo del Territorio, Infrastrutture e Mobilità della regione Marche.

23 ottobre 2009 - Fano Informa

Assemblea della Confcommercio su finanziamenti al turismo e “Piano casa”

Pesaro (PU)- Si terrà lunedì 26 ottobre alle ore 16.00 nella Sala Convegni di Confcommercio a Pesaro una Assemblea organizzata da Federalberghi e Confcommercio per illustrare i nuovi finanziamenti regionali al turismo ed il recente “Piano Casa” approvato dalla regione Marche.
All’Assemblea sono stati invitati tutti gli operatori turistici della Provincia.
Amerigo Varotti Segretario di Federalberghi-Confcommercio sottolinea l’importanza dell’incontro:
A giorni sarà pubblicato il bando della Regione Marche per i finanziamenti agevolati al settore turistico. Avremo poi pochi giorni per fornire assistenza alle imprese e presentare le domande. Per cui la nostra riunione è assolutamente tempestiva. Così come di grande rilevanza ed attualità è il ‘Piano casa’ della Regione approvato solo nei giorni scorsi che, oltre alle abitazioni, è molto interessante anche per i fabbricati destinati alle attività turistiche. Per questo, con il Presidente Angelo Serra di Federalberghi, abbiamo convocato urgentemente questa Assemblea per la quale rinnovo l’invito a tutti gli imprenditori a partecipare”.

23 ottobre 2009 - Informazione.tv

2000 interventi nella Provincia di Fermo grazie al Piano Casa. Partecipato il convegno del Collegio Geometri

La stima degli ampliamenti e delle ricostruzioni che caratterizzeranno il nostro territorio l'ha fornita l'on. Remigio Ceroni in apertura del convegno-dibattito organizzato dal Collegio dei Geometri del Circondario di Fermo e che si è svolto oggi in un centro congressi S.Martino gremito da professionisti del settore e semplici cittadini. Un numero di interventi importante, sempre se verrà confermato dai fatti, per una legge molto importante che, come è stato ribadito da tutti i relatori invitati dal presidente dei Geometri fermani, Tiziano Cataldi, ha l'obiettivo di fronteggiare la crisi economica in atto ridando slancio e vigore ad un settore in enorme difficoltà come l'edilizia. Assieme al parlamentare del PdL, hanno voluto salutare gli addetti ai lavori anche il sindaco di Fermo, Saturnino Di Ruscio - che ha parlato di legge importante ma che va chiarita e migliorata in più di un aspetto - e il presidente della Provincia Fabrizio Cesetti, che ha annunciato ai professionisti la buona notizia, tanto attesa dai geometri fermani, dell'attivazione dell'Agenzia provinciale del Territorio, meglio conosciuta come Catasto. Dopo i saluti, spazio alle relazioni. L'architetto Rodolfo Novelli, dirigente servizio governo del territorio Regione Marche, ha sintetizzato le peculiarità del Piano Casa soffermandosi sui tipi di interventi che si potranno effettuare. Sottolineato in modo particolare il fatto che a beneficiare del Piano saranno quelle giovani coppie che non possono permettersi una casa nuova ma che potranno sfruttare l'ampliamento dell'abitazione dei genitori. Occhi puntati quindi sulle zone agricole, più lontane dai centri abitati, dove la possibilità di intervenire sarà maggiore. Nel concreto, il primissimo articolo della legge regionale 22 dell'8 ottobre 2009, recita come sia consentito l'ampliamento degli edifici residenziali nei limiti del 20 per cento della volumetria esistente, per un incremento massimo non superiore a 200 metri cubi. Di come la Regione è arrivata ad approvare il Piano Casa ha parlato Rosalba Ortenzi, presidente della IV Commissione Consiliare, mentre l'avv. Massimo Ortenzi ha centrato l'attenzione sugli aspetti legali del Piano. Quelli fiscali sono stati chiariti infine dal dr. Leonardo Muzzupappa, capo Area Servizi Agenzia delle Entrate di Fermo.

22 ottobre 2009 - Sanbenedetto Oggi - Oliver Panichi

Piano Casa, edilizia cittadina: la politica s’interroga

Il consiglio comunale dovrà stabilire gli ambiti d’attuazione delle nuove norme approvate in Regione. Ecco alcune pillole su ampliamenti del 20%, sicurezza antisismica (che non c'è), demolizione e ricostruzioni, hotel
SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Ampliamenti con premi volumetrici del 20%, demolizione e ricostruzione con ampliamenti del 35%, accorpamenti delle pertinenze agli edifici abitativi in zona agricola: ci sono rischi di ulteriori e non necessarie cementificazioni oppure ci sono solo opportunità per avere un’edilizia migliore, più anti sismica e che consuma meno energia?
Il Piano Casa Berlusconi-Regione Marche approda in Comune. La politica cittadina sta cercando di “capirci qualcosa”, orientandosi nelle potenzialità e nei limiti della legge regionale numero 22 dell’8 ottobre scorso che recepisce le direttive del Governo.
«Il consiglio comunale ha 45 giorni di tempo per individuare gli ambiti di attuazione della legge regionale», ha spiegato il sindaco Gaspari martedì pomeriggio alla commissione Urbanistica. Si tratta in sostanza di scegliere le aree cittadine in cui far valere queste nuove norme.
I tecnici del Comune Germano Polidori e Luigina Zazio hanno illustrato cosa prevede la legge regionale per gli interventi di ampliamento e di demolizione-ricostruzione.
Testo complesso e specifico, la legge regionale sul Piano Casa assegna ai Comuni la prerogativa di stabilire dove gli imprenditori possono avvalersene. Sembra che questa potenziale differenza di decisioni da Comune a Comune potrebbe scatenare ricorsi da parte dei privati che sostenessero disparità di trattamento rispetto a quanto previsto pochi chilometri più in là.
La differenza fondamentale con il Progetto Casa sviluppato dal Comune di San Benedetto negli ultimi mesi è che la legge regionale non contempla la possibilità di cambi di destinazione urbanistica negli edifici che vengono ampliati grazie alle nuove norme.
Il titolo della legge parla di “riavvio delle attività edilizie al fine di fronteggiare la crisi economica, difendere l’occupazione, migliorare la sicurezza degli edifici e promuovere tecniche di edilizia sostenibile”.
E dalla commissione apprendiamo che a San Benedetto la quasi totalità degli edifici non è a norma anti sismica. Vero che non siamo in una propriamente sismica, ma la notizia c'è.
La prima domanda riguarda gli standard urbanistici da reperire. Sta a dire: dove vengono trovati gli spazi per verde pubblico e servizi che devono accompagnare ogni incremento di spazio residenziale e di abitanti equivalenti? La risposta data dai tecnici è che gli spazi standard prodotti dagli ampliamenti sarebbero comunque dei “francobolli”, che possono essere “monetizzati”. Il privato in sostanza dà al Comune una somma pari al valore di mercato delle aree che avrebbero dovuto cedere alla collettività.
Andiamo per ordine, ricordando che una volta che il consiglio comunale ha approvato gli ambiti, i privati interessati avranno 18 mesi di tempo per presentare i progetti:
GLI AMPLIAMENTI L’ampliamento degli edifici residenziali, anche se si trovano in zona agricola, è consentito nei limiti del 20 per cento del volume esistente, per un incremento massimo di 200 metri cubi. Non è consentito nei centri storici, nella aree di tutela integrale e nelle zone esondabili. Vale la pena ricordare che a San Benedetto ci sono 3 zone A (centri storici): il Paese Alto, il quadrilatero via Manzoni-Albula-ferrovia-corso Mazzini e il centro di Porto d’Ascoli fra via Mare, via Toti, via Turati e la Statale 16.
L’ampliamento degli edifici industriali, artigianali, direzionali, commerciali o agricoli è permesso nella misura del 20% della superficie utile lorda (non oltre i 400 metri quadrati). Se comporta l’incremento dell’altezza dell’edificio, è consentito nei limiti del 20% e non oltre i 100 metri quadrati.
ZONE AGRICOLE Gli edifici in zona agricola costruiti prima del 1950 possono essere ampliati solo se non vengono alterate le caratteristiche architettoniche. Per gli altri, previa approvazione di un piano di recupero, la legge regionale consente di accorpare all’edificio principale la volumetria degli accessori di pertinenza per una superficie massima di 70 metri quadrati, anche con un mutamento della loro destinazione d’uso.
Significa che se ho una casa in zona agricola, posso ampliarla di un volume pari al volume della stalla, della cascina, del ricovero dei conigli o dei suini. Incrementando quindi il potenziale abitativo, lo spazio per le persone.
DEMOLIZIONI E RICOSTRUZIONI Gli edifici residenziali degradati, non sicuri sismicamente, possono essere demoliti e ricostruiti con un ampliamento del 35%, se vengono messi a norma anche dal punto di vista energetico. Rimangono vincolanti le prescrizioni sui distacchi massimi fra gli edifici, perciò l’applicabilità di questa norma viene messa in dubbio nei contesti urbani sovraffollati di palazzi vicini fra loro, come viale De Gasperi.
GLI HOTEL Se demolite e ricostruite, le strutture ricettive alberghiere beneficeranno di un aumento di volume del 35%, a patto che i proprietari si impegnino a mantenere aperto l’hotel per venti anni.
CASE POPOLARI I benefici volumetrici della ricostruzione possono aversi solo nei casi in cui gli edifici di edilizia residenziale pubblica appartengano interamente agli Erap o ai Comuni. A San Benedetto non è così in nessun caso.

21 ottobre 2009 - Fermo Notizie

Piano Casa: le riflessioni della Confartigianato Uapi

E’ un Piano Casa, quello pubblicato sul BUR Marche il 15/10/2009 (L.R. 8/10/2009 n. 22 “Interventi della Regione Marche per il riavvio delle attività edilizie al fine di fronteggiare la crisi economica, difendere l’occupazione, migliorare la sicurezza degli edifici e promuovere tecniche di edilizia sostenibile”), che è stato analizzato in tutti gli aspetti dalla Confartigianato Imprese UAPI.
Il piano si articola su tre possibilità di intervento: ampliamenti (sono previsti nell’ordine massimo del 20%), demolizioni e ricostruzioni (aumento di volumetria concesso nella misura massima del 35%). A sottolineare luci ed ombre del provvedimento è Francesco Silvi, presidente della categoria Edilizia di Confartigianato UAPI. “Si tratta di un Piano – riferisce Silvi – che tra gli elementi di forza annovera la riduzione minima del 20% del contributo di costruzione dovuto stabilito dalla legge 10/77, cosiddetta legge Bucalossi. Tale riduzione è stata inserita nella legge regionale grazie alle istanze della Confartigianato. Nella legge si punta molto ad incentivare l’edilizia eco-sostenibile e questo rappresenta senza dubbio un altro punto a favore. “La nostra associazione – ricorda Francesco Silvi – da anni organizza incontri specifici sulle energie alternative e bioedilizia al fine di sensibilizzare le imprese delle costruzioni ai nuovi temi in ordine ambientale per formare una coscienza nuova del costruire nel rispetto dell’ambiente e delle persone”. Tra i punti di debolezza del Piano Casa Regionale in particolare due elementi rischieranno di minare l’efficacia complessiva del provvedimento.
Il primo riguarda il permesso di ampliare le abitazioni anche nelle zone agricole: ma questo sarà permesso esclusivamente se il Comune interessato avrà provveduto al censimento degli immobili rurali ai sensi della legge 13/90. In mancanza di tale censimento, la legge sarà inefficace.
Il secondo elemento di criticità riguarda i distacchi. La legge da la possibilità di ampliare gli immobili, ma di fatto non è contemplata nessuna deroga alle distanze dai confini previste dagli strumenti urbanistici e regolamenti comunali. In tal modo, sarà molto difficile per tutti usufruire delle possibilità del Piano Casa. Le eventuali sopraelevazioni saranno possibili solo se verificate sotto l’aspetto strutturale. Questi i tempi per l’attuazione concreta del Piano: esso dovrà essere recepito dai comuni entro 45 giorni di tempo dal giorno successivo alla sua pubblicazione (15/10/2009) mentre i proprietari avranno 18 mesi di tempo per presentare i progetti. Nel sito www.uapi.org tutte le informazionie il testo completo della legge.
“In generale - conclude Francesco Silvi - il Piano Casa, se opportunamente integrato/modificato, potrà concorrere a rilanciare un settore trainante qual è quello dell’edilizia, liberando e mettendo in circolo nuove risorse economiche che produrranno ricadute positive in moltissimi settori dell’indotto”.

20 ottobre 2009 - Informazione.tv

Convegno a Fermo sul Piano Casa organizzato dal locale Collegio dei Geometri e Geometri Laureati

Si terrà venerdì prossimo alle ore 9,00 presso il Centro Congressi San Martino. Il tema è di particolare interesse. L'evento ha lo scopo di illustrare la Legge Regionale, uniformare su tutto il territorio provinciale le interpretazioni e le procedure di applicazione, ai fini di dare tempi e risposte certe ai cittadini interessati. La finalità della legge è quella di favorire la ripresa dell'attività edilizia, di fronteggiare la crisi economica, difendere l'occupazione, migliorare la sicurezza degli edifici e promuovere tecniche di edilizia sostenibile.
Molte le aspettative sia da parte dei cittadini che vorrebbero adeguare le proprie abitazioni e sia da parte delle imprese del settore.
All'incontro sono invitati, oltre agli ordini professionali e le associazioni di categoria, tutte le amministrazioni locali, sindaci ed uffici tecnici.

20 ottobre 2009 - Vivere Senigallia - Roberto Primavera

Verdi: piano casa, ora cosa succede?

"Dopo essere stato sbandierato per mesi dal presidente del consiglio e infine ricondotto, attraverso un iter istituzionalmente più corretto, alle legittime competenze dell’ ente regione, ha visto in questi giorni la luce il piano casa".
Alcuni hanno atteso quasi con insofferenza i tempi dell’assemblea regionale, altri, come noi, con un’apprensione che oggi si dimostra più che mai giustificata. L’azione del governo regionale ci presenta oggi il frutto di un lavoro controverso e un tentativo timido di contenere gli effetti di questo provvedimento ispirato dal governo nazionale attraverso una legge quadro. Il risultato era in gran parte prevedibile, con la prospettiva del voto imminente si comprende come a nessuno piaccia esporsi fino al punto di perdere fette importanti di consenso tra le categorie economiche e fra i cittadini interessati, ma ci sono circostanze nelle quali, a costo di essere impopolari, occorre guardare al di là delle convenienze del momento assumendosi la responsabilità di proteggere la città dalla barbarie che oggi si annuncia. Questo programma, potenzialmente, può cambiare il volto di intere parti della nostra città più di qualsiasi provvedimento adottato in questi anni, esautorando di fatto l’amministrazione comunale dai compiti ad essa delegati in materia di governo del territorio.
A Senigallia indebolisce l’azione di una amministrazione che ha riequilibrato in questi anni, attraverso controverse varianti in riduzione dei volumi edificabili, le previsioni di un PRG obsoleto e sovradimensionato, sostituendo ad una pianificazione misurata mirante al risparmio del territorio, l’urbanistica fai da te, espressione di una rozzezza senza precedenti. E’ un provvedimento che parla alla pancia dei cittadini, che riproduce in forma di legge il malcostume diffuso di porsi al di fuori delle regole, ma che non alimenta alcun reale sviluppo. Esauritosi in un effetto passeggero e potenzialmente devastante, lascerà la nostra economia in condizioni ancora peggiori di quelle attuali. Quando saranno consumate per il sostentamento di un sistema economico malato, le risorse oggi disponibili e compromesso l’equilibrio di quartieri e frazioni in spregio alle più elementari regole di convivenza civile, di questo piano casa non resteranno che le macerie.
Questo provvedimento e’ espressione di una economia autoreferenziale che vede nel costante aumento dei consumi l’unico motore per uno “sviluppo insostenibile”. Un occasione per rivedere i nostri modelli di consumo in una visione etica e solidale, è stata irrimediabilmente persa. Qualcuno ritiene che questo sia un provvedimento democratico perché offre a tutti le medesime condizioni di accesso ai premi di cubatura previsti dalla legge in deroga al PRG; noi Verdi crediamo che non sia così, crediamo invece che per tanti oggi strozzati tra precarietà lavorativa e difficoltà di accesso al credito, quella del piano casa non resterà che una stridente e frustrante delusione. Lungi dal riuscire a dare risposta ai bisogni reali di tante famiglie che si trovano nella difficoltà di vivere in spazi inadeguati, a godere dei bonus previsti dal “piano casa” saranno i soliti che oltre a possedere una casa di proprietà dispongono delle risorse necessarie per attivare i processi edilizi.
Come Verdi di Senigallia esprimiamo di conseguenza un giudizio negativo su tale provvedimento, e intendiamo aprire con la città e i soggetti politici interessati, un confronto circa le reali ricadute di questo provvedimento, rompendo l’assordante silenzio che ha accompagnato gli ultimi passaggi di una legge “scomoda” sulla quale in tanti vorrebbero oggi sorvolare.

19 ottobre 2009 - Edilio

Piano casa permissivo nelle Marche

Un piano casa bipartisan. Si potrebbe descrivere così, in sintesi, la normativa per il rilancio del settore edilizio approvata alcuni giorni fa dalla Regione Marche. Il provvedimento si può annoverare tra quelli più estensivi licenziati fino a ora.
Gli ampliamenti sono consentiti sugli edifici residenziali, anche se ubicati in zone agricole, nei limiti del 20 per cento, con un incremento complessivo non superiore ai 200 metri cubi. Lo stesso vale nelle strutture non residenziali – situate in aree industriali, artigianali, direzionali, commerciali e agricole – in cui l’espansione totale può arrivare a 400 mc, se «motivata da specifiche esigenze produttive». In caso di incrementi in altezza, sempre nel limite del 20 per cento, la soglia è fissata a 100 metri quadrati. In ogni caso, tutti gli ampliamenti sono permessi se «finalizzati a realizzare il miglioramento del comportamento energetico» secondo quanto stabilito dal decreto 192/2005.
Per le demolizioni la percentuale massima di incremento dei volumi è ferma al 35 per cento, ad esclusione degli immobili di edilizia residenziale pubblica appartenenti a Comuni ed Erap (Ente regionale per l’abitazione pubblica ) in cui sono concessi allargamenti fino al 50 per cento.
Regione Marche – Interventi della Regione per il riavvio delle attività edilizie al fine di fronteggiare la crisi economica, difendere l’occupazione, migliorare la sicurezza degli edifici e promuovere tecniche di edilizia sostenibile – Legge approvata il 6 ottobre 2009 e in attesa di pubblicazione sul Bollettino della Regione

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