Regione Piemonte

Piano Casa Governo Berlusconi 2009

 

 

23 ottobre 2009 - Cuneo Cronaca

Fossano gli artigiani a fianco del Comune per protestare contro il patto di stabilità, Bramardo: "Problema che indirettamente colpisce anche noi"

Molto partecipato l’incontro tra Confartigianato zona di Fossano e l'amministrazione comunale. Un incontro fortemente voluto dalla presidente di zona Graziella Bramardo, che testimonia la fattiva collaborazione tra la Confartigianato e i politici locali.
Nel corso della serata si è discusso di diversi temi di attualità: piano casa, rete fognaria locale, piattaforma logistica, ricollocazione di dipendenti in mobilità, ma soprattutto si è parlato dei problemi legati al patto di stabilità, al quale devono sottostare i Comuni con più 15.000 abitanti. “Quello del patto di stabilità è un problema che colpisce indirettamente anche noi artigiani – afferma la presidente di zona Graziella Bramardo -. Anche noi ci associamo alla protesta portata avanti ad inizio mese a Torino da numerosi sindaci del Cuneese per votare la mozione relativa al patto di stabilità, nella quale si chiede al Governo e al Parlamento il superamento dei vincoli che impediscono ai Comuni, in particolar modo ai più virtuosi, di utilizzare le risorse a disposizione per completare i lavori già appaltati o in avanzata fase di realizzazione. Per rispettare il patto, l’Amministrazione Comunale non può infatti pagare i lavori effettuati da numerosi nostri artigiani per conto della cosa pubblica; lo Stato, visto anche il periodo di crisi, dovrebbe essere più vicino alle imprese”.
Alla serata, oltre alla presidente di zona Graziella Bramardo e ai suoi vice Gianfranco Canavesio e Diego Fenoglio, hanno preso parte anche il sindaco di Fossano, Francesco Balocco, il vice sindaco e assessore alle Finanze, Vincenzo Paglialonga; l'assessore alle Attività produttive, Emilio Bertero, con il quale si è decisa la prossima apertura di un tavolo di concertazione cui prenderanno parte i vice-presidenti di zona ed i rappresentanti delle attività produttive locali; l'assessore ai Lavori pubblici, Antonio Vallauri; l'assessore ai Servizi alla persona, Maurizio Bergia; i responsabili di categoria ed i rappresentanti del Gruppo Giovani Imprenditori e Donne Impresa di Confartigianato zona di Fossano.

16 ottobre 2009 - Edilportale - Paola Mammarella

In Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna, Toscana, Trentino e Umbria già possibile presentare domande di ampliamento o sostituzione edilizia

Con l'arrivo della Lombardia sale a 6 il numero delle Regioni giunte alla fase esecutiva del nuovo Piano Casa. La regione Lombardia affiancherà Piemonte, Emilia Romagna, Toscana, Trentino e Umbria dove già da alcune settimane è terminato il periodo concesso ai Comuni per operare modifiche alle leggi regionali ed e dunque possibile presentare domanda per gli interventi di ampliamento volumetrico o sostituzione edilizia.
Per i cittadini residenti in queste aree via libera dunque ai lavori (con Dia o permesso di costruire) mediante semplice consultazione delle misure legislative adottate dal Comune in cui si trova l’immobile, ed in assenza di quest'ultime mediante semplice applicazione della norma regionale approvata.
Vediamo nel dettaglio le Regioni in cui è già possibile presentare domanda:
Lombardia: La Legge Regionale 13/2009 del 14 luglio è entrata in vigore il 17 luglio, un giorno dopo la pubblicazione sul Bollettino Ufficiale. Alcuni Comuni hanno operato modifiche nell’applicazione della legge sul proprio territorio. Il 16 ottobre si è concluso il periodo concesso ai Comuni per eventuali modifiche ed è iniziato il periodo di 18 mesi messo ai disposizione dei residenti per la consegna della Dia o la richiesta dei permessi di costruire.
Piemonte: la Legge Regionale 20/2009 è stava approvata il 14 luglio. Il 30 settembre è iniziato il periodo utile per la presentazione delle domande, che scadrà il 31 dicembre 2011.
Emilia Romagna: La Legge Regionale 6/2009 del 6 luglio è entrata in vigore il 21 luglio. La presentazione delle istanze di ampliamento è iniziata il 22 settembre. Sarà possibile presentare domanda fino al 31 dicembre 2010.
Toscana: In base alla L.R. 25/2009 dell’8 maggio, prima in Italia ad essere approvata, la presentazione delle istanze è iniziata il 28 maggio e si concluderà il 31 dicembre 2010.
Trentino Alto Adige: Nella Provincia di Bolzano la Delibera di Giunta 1609/2009 del 15 giugno, pubblicata sul Bollettino Ufficiale del 7 luglio, sta rendendo possibile la presentazione delle istanze da metà agosto. I lavori dovranno iniziare entro il 31 dicembre 2010.
Umbria: La L.R. 13/2009 del 26 giugno è entrata in vigore il 30 giugno. Dal 30 agosto è già possibile presentare istanza di ampliamento. Il termine della presentazioneè anche qui di 18 mesi.
Ancora un pò di attesa invece per i cittadini di altre 7 Regioni, dove il Piano Casa risulta già approvato, ma sono ancora aperti i termini per la presentazione di eventuali delibere comunali. Nel dettaglio:
Veneto: Con la L.R. 14/2009 dell’8 luglio, è entrata in vigore l’11 luglio e sarà valida per 24 mesi, fino all’11 luglio 2011. I Comuni deliberano entro il 30 ottobre se e con quali limiti applicare la legge sul proprio territorio. Le istanze potranno quindi essere presentate a partire dal 31 ottobre.
Abruzzo: In base alla Legge Regionale 16/2009 del 19 agosto, entrata in vigore il 29 agosto, i Comuni hanno a disposizione 120 giorni, quindi fino al 29 dicembre, per escludere dall’applicazione della norma determinati immobili o territori. Diventa possibile presentare domanda di ampliamento dal 30 dicembre per 24 mesi, fino al 30 dicembre 2011.
Basilicata: La Legge Regionale 25/2009 del 7 agosto è entrata in vigore l’8 agosto 2009. Dal 9 novembre sarà possibile l’inoltro della Dia. Ai Comuni è riservato infatti un limite di 90 giorni per modificare l’applicazione della legge, che resta in vigore per 24 mesi.
Lazio: Con la Legge Regionale 21/2009 dell’11 agosto, entrata in vigore il 5 settembre, quindici giorni dopo la pubblicazione sul Bollettino Ufficiale, i Comuni hanno a disposizione 90 giorni per la limitazione della legge o la riduzione degli oneri di urbanizzazione. Sarà quindi possibile presentare la Dia o le domande di concessione del permesso di costruire dal 6 dicembre fino allo scadere dei 24 mesi di validità della legge.
Puglia: Una nuova interpretazione della L.R 14/2009 del 30 luglio, che ha escluso il non residenziale dagli interventi di ampliamento volumetrico, ha spostato al 24 novembre il termine per le delibere comunali e al 25 novembre il via alle domande di riqualificazione edilizia. La norma ha una durata di 18 mesi.
Nelle Marche, la L.R. 22/2009 dell'8 ottobre, in vigore dal 16, dà ai Comuni 45 giorni di tempo, fino al 30 novembre, per l'approvazione delle delibere attuative. La presentazione della Dia e le richieste dei permessi avranno inizio dal primo dicembre per i successivi 18 mesi.
In Valle d’Aosta, Regione che non ha limitato la durata del Piano Casa, la L.R. 24/2009 del 4 agosto prevede per i Comuni la facoltà di imporre modalità costruttive diverse da quelle della norma regionale entro 30 giorni dal ricevimento della Dia. Questa possibilità è riconosciuta solo per gli interventi su immobili non vincolati.
Ricordiamo infine che in Calabria, Campania, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Molise, Sardegna e Sicilia l’iter di approvazione del Piano Casa non è ancora terminato. In questi casi i termini per le domande slitteranno molto probabilmente al prossimo anno.

14 ottobre 2009 - L'Eco del Chisone - Alberto Maranetto

Il Piano casa rischia un grande flop

Per ora poco interesse – A renderlo poco applicabile anche le nuove e severe norme antisismiche
E "Piano casa" sia. La maggior parte dei Comuni del Pinerolese ha deciso di adottare la legge regionale che, in base alle direttive del Governo varate allo scopo di rilanciare l'edilizia, concede ai proprietari di case uni e bifamigliari, con alcune restrizioni, ampliamenti del 20 per cento in deroga ai Piani regolatori. Un via libera passato quasi inosservato in molte realtà, là dove le Amministrazioni comunali hanno deciso di non far discutere il provvedimento in Consiglio comunale e magari di normarlo a loro volta in base alle proprie esigenze e sensibilità ambientali, ma di adottarlo così com'è, con la semplice formula del silenzio assenso. Da sottolineare che due soli Comuni del Pinerolese hanno deciso di respingere in toto le nuove norme, si tratta di Angrogna (Val Pellice) e Cantalupa (Val Noce).
Ciò nonostante tra gli addetti ai lavori ci sono già molti dubbi sul fatto che il provvedimento possa avere l'effetto voluto ovvero di rilancio del settore e più in generale dell'economia locale. Non solo perché la normativa introdotta dalla Regione richiede interventi qualificati dal punto di vista del risparmio energetico, ma anche a causa, e di questo aspetto fin'ora non si è quasi mai parlato, delle nuove norme antisismiche introdotte all'indomani del terromoto in Abruzzo che, se applicate in modo corretto, di fatto rendono assai più complicato e oneroso intervenire su edifici esistenti.
Una breve verifica tra gli addetti ai lavori e gli uffici urbanistici dei Comuni rileva, per ora, scarso interesse da parte dei privati su questa norma. Insomma non si sta assistendo alla corsa all'ampliamento come gli ambientalisti temevano, ricordiamo che la concessione edilizia deve essere rilasciata entro il 2011 dopo di che la norma non sarà più in vigore. «Per ora si sta muovendo poco - ci conferma l'architetto Tarditi, professionista di Pinerolo - bisogna considerare che con vari strumenti già erano state introdotte possibilità di ampliamenti, pensiamo alla legge regionale sul recupero degli edifici rurali; riscontriamo interesse soprattutto per il recupero dei sottotetti, ma ci stiamo accorgendo che in base alle nuove norme antisismiche sarà ben difficile intervenire».
E qui siamo al punto cruciale. Avverte l'ingegner Franco Piccotto, strutturista, titolare di uno degli studi più affermati del Pinerolese, di ritorno da un corso di aggiornamento proprio sulle nuove norme antisismiche: «Penso che dal punto di vista sismico il Piano casa sarà applicabile laddove gli ampliamenti potranno avere una propria autonomia statica senza di fatto interessare la struttura dell'edificio principale. Restano di fatto escluse le sopraelevazioni o, in molti casi, anche il solo semplice recupero dei sottotetti non abitabili, se non a prezzo di invasivi e costosi interventi di miglioramento o adeguamento sismico, le nuove normative infatti trattano con estrema severità gli interventi su edifici esistenti». Ancora non ce ne siamo accorti, ma si sta prospettanto una vera e propria rivoluzione nel modo di costruire: «È una questione che riguarda soprattutto il recupero - spiega l'ing. Piccotto - che sarà sempre meno recupero. Ovvero ci si dovrà orientare sempre più verso la demolizione e la ricostruzione quale tipologia d'intervento davvero sicura ed efficace, penso che sarà necessaria a questo punto una sollecita revisione delle norme urbanistiche in questo senso, per evitare il rischio che a causa dell'elevata incidenza dei costi di progettazione e soprattutto di esecuzione, si rinunci a intervenire». Dovranno cambiare anche le tipologie costruttive con il ricorso a materiali come acciaio e il legno che per le note caratteristiche di leggerezza ben si prestano ad essere utilizzati in zona sismica.
Il Piano casa rischia un clamoroso flop, probabilmente sì anche se un convegno dell'imprenditoria edile tenutosi all'Unione industriale il 7 ottobre proprio su questo tema è arrivato a conclusioni più ottimistiche: «Dal confronto è emerso un quadro articolato e non privo di problemi - afferma un comunicato dell'Unione industriale di Torino - tuttavia il Piano casa secondo le valutazioni degli addetti ai lavori potrà concorrere in maniera significativa alla ripresa dell'economia piemontese nel suo complesso».

13 ottobre 2009 - Edilio

Al Centro Nord il piano casa entra nel vivo

Anche in Piemonte e in Emilia Romagna, dopo la Toscana e la provincia di Bolzano, il piano casa è operativo. In queste due Regioni è scaduto il tempo concesso ai Comuni per decidere se escludere o limitare gli aumenti di volume nel proprio territorio.
Ora i cittadini possono presentare le domande in base agli orientamenti del proprio Comune. In Piemonte tutti i capoluoghi di provincia, tranne Torino, hanno scelto di non aggiungere ulteriori vincoli. In Emilia Romagna panorama più diversificato: escluse vaste zone a Ravenna e Rimini, più permissiva Parma. A Modena nei trenta giorni della Dia il Comune valuterà anche la qualità architettonica dei progetti. Entro fine mese si conosceranno le scelte dei Comuni lombardi e veneti. La scorsa settimana è arrivata anche la legge delle Marche.

9 ottobre 2009 - Ansa

Anci:Piano Casa, intesa Anci-Geometri per servizio telematico

L'Associazione nazione dei comuni italiani, il Consiglio nazionale e la Cassa previdenziale dei geometri, Ancitel spa, hanno siglato oggi un'intesa per lo sviluppo del servizio telematico finalizzato all'acquisizione, alla gestione e al monitoraggio a livello municipale delle pratiche edilizie. Il servizio - è stato detto oggi nel corso di una conferenza stampa che si è svolta a margine della 26/ma Assemblea nazionale dell'Anci in corso fino a domani al Lingotto di Torino - sarà attivo a partire dal mese di gennaio 2010.
Tra gli elementi qualificanti del progetto messi in evidenza dal segretario generale dell'associazione, Angelo Rughetti, vi é la semplificazione delle norme burocratiche, la standardizzazione delle procedure; il servizio servirà anche per verificare con anticipo che cosa "si potrà fare - ha aggiunto Rughetti - per il decreto legge, il cosidetto Piano casa 1". Il presidente del Consiglio nazionale dei Geometri e dei Geometri laureati, Fausto Savoldi, ha ricordato che il progetto ha obiettivi di semplificazione e di trasparenza ed ha aggiunto che il Consiglio stimolerà tutti ad utilizzare questo strumento informatizzato. Secondo Savoldi nell'accordi dovranno essere coinvolti anche altri soggetti come l'Istat, l'agenzia del Territorio e l'Agenzia delle Finanze.
"Ancitel spa, una delle società del gruppo Anci - ha concluso Osvaldo Napoli, vicepresidente vicario dell'Anci e presidente di Ancitel - è entrato in questo mercato con l'intenzione di portare a casa grandi risultati. E' una società in attivo che vogliamo sia presente in questo settore".

3 ottobre 2009 - Il Secolo XIX - Bruno Mattana

Piano Casa, così si può costruire o ampliare a Ovada

Edilizia e urbanistica per sostenere il rilancio dell’economia. Chiamata a esprimersi sul piano Casa l’amministrazione comunale di Ovada snellisce le procedure, riqualifica il patrimonio edilizio esistente, guarda con interesse al risparmio energetico, permettendo ampliamenti, demolizioni e ricostruzioni premiando la volumetria. Il consiglio comunale ha approvato le nuove norme, che riprendono la recente legge regionale numero 20: «Viene premiata la volumetria - sottolinea l’assessore all’Urbanistica Paolo Lantero - in deroga agli strumenti urbanistici locali in vigore, dal punto di vista della qualità architettonica, dell’accessibilità, della sicurezza strutturale e del risparmio energetico».
Gli interventi edilizi saranno possibili solo sugli edifici di tipo residenziale già costruiti al 31 luglio 2009, e sono attuabili solo attraverso una riqualificazione energetica dell’intero stabile che raggiunga i parametri di qualità previsti dalla legge cioè il protocollo “Itaca”, strumento di valutaione della qualità costruttiva/abitativa utilizzato dalla Regione Piemonte.
«I nostri obiettivi sono chiari - aggiunge l’assessore Lantero - e tengono conto di eventuali inapplicabilità dei nuovi indirizzi. Ad esempio tutelando le zone storiche, gli edifici caratterizzanti e le zone di rispetto». Ricorda ancora l’assessore all’Urbanistica che la scelta è stata fatta dopo discussioni approfondite con le forze politiche locali e con i tecnici professionisti che operano sul territorio ovadese e la Commissione consiliare preposta. «Sono stati coinvolti nella discussione - afferma ancora Lantero - anche i sindaci della zona per offrire l’opportunità di una omogeneità di applicazione della legge regionale, nel rispetto delle autonomie di ciascun Comune».
Alcuni esempi. Per ampliamenti di case uni e bifamiliari si può operare per l’incremento della volumetria del 20%, con un massimo di 200 mc., ed un volume massimo dell’intera costruzione di 1200 mc. Gli ampliamenti vanno realizzati in unica soluzione con l’edificio esistente. Sono assoggettati ad una riqualificazione energetica che ne migliori complessivamente del 40% il rendimento. Sono previste possibili deroghe anche in altezza.
Per la demolizione e ricostruzione è prevista la possibilità di ricostruire gli stessi volumi incrementati del 25% qualora si raggiunga il valore 1,5 del protocollo Itaca (utilizzato per la valutazione degli aspetti energetici e di qualità degli edifici), o del 35% quando si raggiunga il valore 2,5 sempre dello stesso sistema di valutazione. Anche in questo caso sono previste deroghe in altezza. Da sottolineare che la ricostruzione dovrà avvenire nel rispetto delle caratteristiche tipologiche dell’edificio demolito e del contesto urbanistico.
«In tutti i casi - sottolinea ancora l’assesore - non sono comunque concessi cambi di destinazione d’uso, mentre per le percentuali di ampliamento ci si riferisce, come base di volume da incrementare, alle superfici residenziali esistenti, comprese le eventuali pertinenze. Vanno fatte salve le disposizioni sulle distanze dagli altri edifici, dai confini e dalle strade».