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27 ottobre 2009 - Brundisium.net - Prof. Pietro Mita
Il Consiglio Comunale recepisce la legge regionale sulla casa
Il Consiglio Comunale di Ceglie Messapica ha approvato, nella seduta del 26 ottobre, la delibera con cui recepisce la Legge regionale 14/’09. Quest’ultima, a differenza dei provvedimenti approvati in altre regioni, è una virtuosa mediazione tra il sostegno all’edilizia in crisi e le buone pratiche urbanistiche ed architettoniche necessarie per la qualità degli immobili e la salvaguardia del paesaggio.
La legge in questione non è il “Piano casa”, di cui pure c’è bisogno, ma il Governo nazionale finora non ha dato segnali e soprattutto non ha messo a disposizione risorse finanziarie.
La legge 14/’09 della Regione Puglia nasce come attuazione dell’Intesa tra Governo nazionale, e Conferenza Stato-Regioni; ha in sé i caratteri della straordinarietà e consente deroga, per due anni rispetto agli strumenti urbanistici dei Comuni.
Non si può pretendere da questa norma ciò che è possibile ottenere dai Piani Urbanistici Generali (PUG). Il limite, in sostanza, è nel carattere derogatorio della legge e non nella interpretazione che possono fare i singoli Consigli Comunali.
A Ceglie Messapica il centro-destra locale, a differenza di quanto accaduto in Consiglio Regionale, ha imbastito un’azione denigratoria della legge 14/’09 ed ha irriso la delibera comunale di accoglienza ed utilizzo della norma per tutto il territorio di competenza. Ha presentato un ordine del giorno, respinto, con cui pretendeva modificare la stessa ratio della legge; un ordine del giorno dagli esiti comunque nulli e privo di effetti pratici, anche se fosse passato in Consiglio.
Non si è mai visto che un Consiglio Comunale dai poteri esclusivamente amministrativi possa modificare una legge di un organo con pieni poteri legislativi. I tentativi ostruzionistici del centro-destra si rivelavano sterili e alla fine di fronte alle evidenti difficoltà per la tortuosa e irresponsabile strada imboccata -il centro-destra- suo malgrado era costretto a votare a favore della delibera insieme con la maggioranza di centro-sinistra.
Il territorio di Ceglie Messapica, come tutta la Valle d’Itria ed aree confinanti, è di particolare pregio; merita la massima tutela e non il saccheggio che in parte si è già consumato. Il PUTT/p vigente valuta la maggior parte di questi luoghi come Ambiti Territoriali Estesi B, ne consegue che legge 14/’09, non poteva consentire in essi altri indifferenziati interventi. Consente invece opere di miglioramento, con ampliamento di volumetria, “su immobili in contrasto con le qualità paesaggistiche dei luoghi”.
La legge 14/’09 su questi territori ha un campo di azione circoscritto: si possono fare ampliamenti, demolizioni e ricostruzioni con premialità su immobili da riqualificare e ricondurre alle caratteristiche paesaggistiche e alle tradizioni storiche e culturali dei luoghi.
La Regione Puglia ha già approntato il Piano Paesaggistico che sostituirà il vecchio PUTT/p.
Il nuovo Piano supera una concezione rigidamente vincolistica ed offre un largo spettro di indicazioni ed orientamenti ai Comuni, di cui sollecita un più consapevole protagonismo nella programmazione e nel governo del territorio.
Sostituisce gli attuali Ambiti Territoriali Estesi, con macroaree dal comune profilo geografico, morfologico, geologico e paesaggistico e relative schede tecniche.
Appare evidente che il punto dirimente per l’agro di Ceglie Messapica non è la riduzione delle aree in Ambito B, come richiesto dal centro-destra locale, bensì la capacità di programmazione dell’Ente locale nel governo degli assetti e degli usi del territorio, alla luce dell’imminente Piano Paesaggistico Regionale.
Ceglie Messapica è avvantaggiata rispetto ad altri comuni perché, a breve, si doterà del Piano Urbanistico Generale (PUG), redatto dal professore Dino Borri docente del Politecnico di Bari, costruito in questi anni con la partecipazione della città e il concorso di diverse Amministrazioni Comunali. Uno strumento urbanistico, rielaborato alla luce della recente normativa, che nell’attuazione potrà intrecciarsi virtuosamente con i nuovi orientamenti della legislazione regionale.
27 ottobre 2009 - Sud News
Piano Casa, proposta di legge della Confartigianato di Lecce per modificare i termini
La proposta di modificare la L.R. Regione Puglia n.14/2009 è dettata dall’esigenza di rimuovere o mitigarne i vincoli e le restrizioni e di ridurne l’onerosità. In particolare, è molto sentita l’esigenza di consentire gli interventi previsti anche su edifici non residenziali. Il tessuto urbano dei comuni pugliesi vede infatti coesistere, nelle medesime aree, abitazioni, esercizi di vicinato, laboratori artigianali ed uffici. In una realtà urbana di questo tipo, la limitazione degli interventi ai soli edifici residenziali (artt. 3 e 4 ): contraddice l’obiettivo della legge di migliorare il patrimonio edilizio esistente; costituisce un freno ad un reale intervento di contrasto alla crisi economica, mediante un riavvio dell'attività edilizia; discrimina immotivatamente le attività commerciali ed artigianali.
Per rendere effettivamente utilizzabili gli incentivi volumetrici previsti dalla legge, è poi opportuno limitarne l’onerosità, prevedendo la possibilità per i Comuni di ridurre il contributo di costruzione (art. 5 punto 3 lett. a) ed eliminando l’obbligo di cessione delle aree a standard o della loro monetizzazione (art. 5 punto 3 lett. b), almeno per gli interventi di ampliamento.
Per quanto riguarda i parcheggi, è opportuno correggere la formulazione attuale che prevede, per gli interventi di demolizione e ricostruzione, il reperimento dei relativi spazi con riferimento sia alla volumetria preesistente sia all’aumento volumetrico (art. 5 punto 3 lettera c), ed estendere la possibilità di monetizzazione, nel caso in cui sia impossibile reperire le aree, anche per gli interventi di demolizione e ricostruzione, altrimenti irrealizzabili (art. 5 punto 4). Infine, è necessario intervenire anche sul regime delle esclusioni, con riferimento al divieto assoluto di intervento sugli immobili ubicati in aree sottoposte a vincolo paesaggistico (art. 6 punto 1 lett. f), salva la possibilità per i comuni di individuare immobili in contrasto con le qualità paesaggistiche dei luoghi sui quali consentire gli interventi di ampliamento o demolizione e ricostruzione (art. 6 punto 2 lett. d).
Così come formulata la norma è eccessivamente limitativa, praticamente inattuabile e contraddittoria con le finalità della legge. Non si comprende infatti perché non si debba consentire un piccolo ampliamento, purché compatibile dal punto di vista paesaggistico, su immobili già esistenti e a loro volta compatibili. Così come è contraddittorio consentire i piccoli ampliamenti per gli immobili individuati dai Comuni come contrastanti con le qualità paesaggistiche dei luoghi: in tali casi infatti, per perseguire l’obiettivo di riqualificazione urbana, dovrebbe consentirsi solo l’intervento di demolizione e ricostruzione.
E’ molto più agevole, ribaltando l’impostazione legislativa, consentire in linea generale gli interventi incentivati nelle aree sottoposte a vincolo paesaggistico, stabilendo in linea di principio che gli interventi sono assentibili solo se ritenuti compatibili dal punto di vista paesaggistico e demandando ai Comuni: l’individuazione degli immobili esclusi; la regolamentazione degli interventi. Per quanto riguarda gli ambiti territoriali estesi classificati “A” e “B” dal PUTT, l’esclusione sembra coinvolgere anche i “territori costruiti”, che invece, se già perimetrati, devono poter beneficiare degli incentivi (art. 6 punto 1 lettera g). Con le modifiche proposte si ritiene che la L.R. 14/2009 potrà effettivamente perseguire gli obiettivi dichiarati.
Proposta di legge “MODIFICHE ALLA L.R. N. 14 DEL 30/7/2009”
Art. 1 - Il titolo della L.R. n. 14/2009 è così modificato: “Misure straordinarie e urgenti a sostegno dell’attività edilizia e per il miglioramento della qualità del patrimonio edilizio”
Art. 2 - Il punto 1 dell’art. 3 della L.R. n. 14/2009, sino alla frase “con le modalità seguenti”, è così modificato: 1. Possono essere ampliati, nel limite del 20 per cento della volumetria complessiva, e comunque per non oltre 200 m3: gli edifici residenziali uni-bifamiliari; gli edifici residenziali plurifamiliari di volumetria non superiore a 1.000 m3; gli edifici non residenziali di volumetria non superiore a 1.000 m3 destinati ad attività artigianali e/o commerciali o ad uffici; di edifici a destinazione d’uso mista di volumetria non superiore a 1.000 m3, nei quali la parte non residenziale sia destinata ad attività artigianali e/o commerciali o ad uffici; con le modalità seguenti:”
Art. 3 - Il punto 1 dell’art. 4 della L.R. n. 14/2009 è così modificato: “1. Al fine di migliorare la qualità del patrimonio edilizio esistente, sono ammessi interventi di demolizione e ricostruzione, con realizzazione di un aumento di volumetria sino al 35 per cento di quella legittimamente esistente alla data di entrata in vigore della presente legge: di edifici destinati a residenza; di edifici non residenziali di volumetria non superiore a 1.000 m3 destinati ad attività artigianali e/o commerciali o ad uffici; di edifici a destinazione d’uso mista di volumetria non superiore a 1.000 m3, nei quali la parte non residenziale sia destinata ad attività artigianali e/o commerciali o ad uffici;
Art. 4 - Alla fine della lettera a) del punto 3 dell’art. 5 della L.R. n. 14/2009 è aggiunto il seguente comma: “I Comuni hanno facoltà di ridurre l’ammontare del contributo di costruzione, sino al massimo del 50 per cento, con deliberazione adottata dal Consiglio Comunale entro sessanta giorni dall’entrata in vigore della presente legge.”
Art. 5 - All’inizio della lettera b) del punto 3 dell’art. 5 della L.R. n. 14/2009 è aggiunta la seguente frase: “solo per gli interventi di demolizione e ricostruzione previsti dall’art. 4” Art. 6 - La lettera c del punto 3 dell’art. 5 della L.R. n. 14/2009 è cosi modificata: “c) al reperimento di spazi per parcheggi pertinenziali nella misura minima di 1 metro quadrato (m2) ogni 10 m3 della volumetria realizzata con l’ampliamento o con la ricostruzione. Il rapporto di pertinenza, garantito da un atto da trascriversi nei registri immobiliari, è impegnativo per sé e per i propri successori o aventi causa a qualsiasi titolo;”
Art. 6 - All’inizio del punto 4 dell’art. 5 della L.R. n. 14/2009 è eliminata la seguente frase: “Solo per gli interventi di demolizione e ricostruzione previsti dall’art. 3,”
Art. 7 - Il punto 6 dell’art.5 della L.R. n. 14/2009 è così modificato: “Gli interventi previsti dagli art. 3 e 4 seguono la destinazione d’uso dell’edificio principale. In caso di edifici a destinazione d’uso mista, la percentuale destinata ad uso abitativo dopo gli interventi non può essere inferiore a quella preesistente.”
Art. 8 - La lettera f) del punto 1 dell’art. 6 della L.R. n. 14/2009 è così modificata: “f) su immobili ubicati in area sottoposta a vincolo paesaggistico ai sensi degli articoli 136 e 142 del d.lgs. 42/2004, così come da ultimi modificati dall’articolo 2 del decreto legislativo 26 marzo 2008, n. 63, quando l’intervento proposto non sia compatibile con le qualità paesaggistiche dei luoghi. I Comuni, con apposito regolamento approvato dal Consiglio Comunale entro il termine perentorio di 120 giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, determinano le condizioni di compatibilità paesaggistica, con specifico riferimento sia alle parti strutturali, sia alle finiture materiali sia ai tipi architettonici.”
Art. 9 - La lettera g) del punto 1 dell’art. 6 della L.R. n. 14/2009 è così modificata: “g) negli ambiti territoriali estesi classificati “A” e “B” dal piano urbanistico territoriale tematico per il paesaggio (PUTT/P), approvato con deliberazione della Giunta regionale del 15 dicembre 2000, n. 1748, salvi i “territori costruiti” così come definiti dalle Norme Tecniche di Attuazione del PUTT e già perimetrali con deliberazione del Consiglio Comunale;”
Art. 10 - La lettera d) del punto 2 dell’art. 6 della L.R. n. 14/2009 è così modificata: d) l’individuazione di ambiti territoriali estesi di tipo “B” del PUTT/P, approvato con del. giunta reg. 1748/2000, nonché immobili ricadenti in aree sottoposte a vincolo paesaggistico ai sensi della legge 29 giugno 1939, n. 1497 (Protezione delle bellezze naturali), nei quali consentire, su immobili in contrasto con le qualità paesaggistiche dei luoghi, solo gli interventi di cui 4 della presente legge, purché gli stessi siano realizzati conformemente al regolamento di cui all’art. 6 lettera f) comma secondo della presente legge.”
Art. 11 - Tutti i termini previsti dalla L.R. n. 14/2009 decorrono dall’entrata in vigore della presente legge.
18 ottobre 2009 - Brundisium.net - Pietro Federico – Sindaco di Ceglie Messapica
Piano casa: il Sindaco Federico risponde all'opposizione
La PDL ha diffuso una nota in cui sbandiera il cosiddetto “Piano Casa” come la panacea di tutti i mali.
Intanto, relativamente alla L.R. 14/2009 ( peraltro approvata all’unanimità dal Consiglio Regionale, quindi anche dal centrodestra, oggi sconfessato addirittura da quello locale… ), va precisato che non si tratta della demagogica Legge Berlusconi, ma di una legge regionale straordinaria e temporanea, così come definita nell’intesa Stato – Regioni di aprile, trattandosi di materia concorrente.
Non è l’ennesimo “condono” del Governo Berlusconi o di altri governi precedenti ( l’ultimo è del 2003 ) che tanto danno hanno prodotto al nostro territorio ( e non solo ), incentivando di fatto un abusivismo selvaggio e scriteriato e generando aspettative inesistenti ed una mentalità irresponsabile dal punto di vista civico, a fronte di una legislazione nazionale e regionale perentoriamente ed esplicitamente prescrittive e regolatrici riguardo agli strumenti ordinari della pianificazione urbanistica ( la stessa L.R. 20/2001 del Governatore Fitto e della sua maggioranza di centrodestra impone giustamente ai Comuni di dotarsi di P.U.G. , un “piano regolatore”, come si diceva una volta, che la nostra Città aspetta da 40 anni!!!).
A Ceglie siamo ormai agli sgoccioli: la Giunta Regionale ha deliberato la nomina di un Commissario ad acta per l’adozione del PUG, come richiesto dal Sindaco e dalla sua maggioranza di centrosinistra ( dichiaratisi, per scelta, incompatibili in quanto il centrodestra aveva già preannunciato ricorsi amministrativi a fini ostruzionistici, contro gli interessi reali della maggior parte dei cittadini cegliesi e, probabilmente, a favore di pochi furbetti ).
Mi sento di ringraziare pubblicamente la Regione Puglia e, in particolare, l’Assessore Regionale Barbanente e il Consigliere Regionale Pietro Mita per l’ottimo lavoro svolto in campo urbanistico, ove le “regole” sono state elevate finalmente alla normalità di una dignità istituzionale e giurisprudenziale senza distinzione di colore politico ( la Barbanente ha favorito, infatti, fattivamente l’approvazione di centinaia di Piani Regolatori rimasti nei cassetti regionali per anni, quando governava il centrodestra!).
Il Centrodestra è preoccupato forse per l’ormai imminente adozione del PUG? Non vuole, forse, un PUG perequativo e con bassi indici di fabbricabilità? Vuole ritornare alla tradizionale politica dei palazzinari e della cementificazione selvaggia? Vuole distruggere la rara vegetazione mediterranea rimasta? Il paretone? Le specchie? Il centro storico? Quello ottocentesco? Le masserie? Il caratteristico agro circostante? Nei lavori di commissione consigliare non era emerso questo, anzi… Allora, perché questo dietrofront? E’ solo per mero interesse elettorale? Avremo tempo per parlarne, nelle sedi istituzionali e politiche…
Intanto, la Città ha un Sindaco ed una Giunta in carica, e non è affatto politicamente allo sbando (mentre le due fallimentari Amministrazioni precedenti di centrodestra sono durate rispettivamente solo 16 e 22 mesi, la mia ha superato i 4 anni e mezzo di mandato con buoni ed evidenti risultati: PUG in dirittura d’arrivo, Castello recuperato nella parte pubblica, Polivalente Giovanile in fase d’avvio, ex Municipio in fase di completamento, PIRP per le periferie in procinto di finanziamento, ecc. ), nonostante tutto e tutti. Mi sono assunto la responsabilità di nominarla, ai sensi di legge, per assoluto rispetto dei cittadini, che vanno tutelati tutti ( e non solo i soliti noti ) negli interessi generali, riservandomi di integrarla, se necessario.
Il centrodestra ha seminato, in questi anni, zizzania e bugie, ma il tempo è galantuomo. Intanto, non ho concesso l’atrio al PDL perché si tratta di un’attività di pura e semplice propaganda politica.
Per le attività non istituzionali il vigente Regolamento Comunale prevede la Sala Conferenze dell’Istituto Musicale ( del resto, già l’anno scorso, non avevo concesso - per gli stessi motivi - l’atrio a Rifondazione Comunista per una manifestazione pubblica sulla Scuola: non sono tenuto forse ad essere imparziale? ). Io non ho mai tappato la bocca a nessuno nella mia vita personale, professionale ed istituzionale, cerco di essere giusto e corretto, e forse lo sono, anche troppo, secondo alcuni!!!
16 ottobre 2009 - Brundisium.net
Piano casa: insorge l'opposizione
Il sindaco di Ceglie Messapica ha negato ai gruppi di opposizione l’uso dell'atrio comunale per un incontro-dibattito con la cittadinanza sul Piano Casa, dimostrando così di voler tappare la bocca alla minoranza e nascondere le bugie su un provvedimento che, se applicato senza alcuna modifica, non consentirà a nessun cegliese di utilizzare i benefici previsti dalla legge.
Piuttosto che inventarsi riferimenti inesistenti a Regolamenti che impedirebbero ai partiti l’uso dell’atrio comunale, bene farebbe il sindaco e la sua maggioranza magica a spiegare ai cittadini perché vogliono uccidere il piano casa e l’edilizia locale.
C’è soltanto da rimanere sconcertati per il mero furore ideologico con cui il Sindaco ed il suo Consigliere regionale Pietro Mita vogliono affossare e depotenziare un provvedimento che il Governo Berlusconi ha voluto per rilanciare l’economia e il comparto della piccola edilizia.
Sul Piano Casa la città non ha bisogno di delibere di facciata o della libera interpretazione dell’Ufficio Tecnico ma della opportunità che TUTTI i cittadini possano usufruire degli ampliamenti previsti dalla legge.
Invece di arrogarsi meriti inesistenti circa il miglioramento della legge regionale n. 14 del 3.8.2009, perché il Consigliere regionale Mita, da ormai cinque anni Presidente della Commissione Ecologia, Urbanistica, Edilizia Residenziale, Lavori Pubblici, etc., non ha sollecitato la modifica del famigerato PUTT/p, che di fatto impedisce qualsiasi tipo di intervento sulla quasi totalità del territorio comunale cegliese?
Una città economicamente in ginocchio e politicamente allo sbando, con una giunta, sempre la stessa, che si accende e si spegne come una lampadina, non ha bisogno di prestigiatori e del gioco delle tre carte. I cittadini sono stanchi e non vedono l’ora di fare tabula rasa.
14 ottobre 2009 - Adria Live
Piano casa, i comuni della Bat a lavoro per vincolare le “aree protette”
Il protocollo d'intesa tra regione e sindacati punta al riuso delle abitazioni già esistenti
I comuni della provincia di Barletta-Andria-Trani hanno ancora un po' di tempo per vincolare immobili e aree del territorio protetti escludendo per loro la possibilità di ampliamento delle cubature.
Come spiega Gianni Nicastri, segretario regionale della Fillea, la federazione del sindacato Cgil che si occupa del settore Edilizia, ai Comuni è stato concesso ancora del tempo a seguito della correzione apportata alla legge regionale 14/ 2009.
La correzione pubblicata lo scorso 24 settembre 2009 ha spostato la scadenza per l'apposizione dei vincoli prevista per lo scorso 2 ottobre.
Gli enti locali nel prendere le loro decisioni dovranno attenersi a quello che è l'orientamento della legge regionale sul Piano casa e al protocollo d'intesa che i sindacati hanno siglato venerdì scorso con la Regione Puglia nella persona dell'assessore regionale all'Urbanistica, Angela Barbanente.
Il protocollo, spiega Nicastri, “tende a favorire lo sviluppo dell'edilizia nella regione per rilanciare l'economia e l'utilizzo tutti i fondi oggi a rischio a causa delle decisioni che il governo attuale sta prendendo” nell'ambito della sua politica economica.
L'accordo, continua Nicastri, ha come obiettivo quello di “coordinare i provvedimenti in attuazione del Piano casa che saranno presi dagli enti locali e dagli assessorati regionali interessati come quello all'Urbanistica, quello ai Lavori Pubblici, quello alle Infrastrutture e quello ai Trasporti”.
In base a quanto pattuito, sostenere l'edilizia equivarrà “a realizzare nuove infrastrutture, rilanciare l'edilizia popolare, individuare nuovi finanziamenti per sostenere il contributo fitto-casa e sostenere i Programmi Integrati per la Riqualificazione delle Periferie (P.I.R.P.)”.
Ma tutto questo, aggiunge Nicastri, dovrà avvenire “individuando e salvaguardando le aree protette”, e quindi evitando “impatti ambientali disastrosi e tutelando il nostro patrimonio paesaggistico” nel rispetto“ delle norme antisismiche e sul recupero energetico”.
Per questo motivo, la Cgil di Nicastri assieme agli altri sindacati, grazie al protocollo d'intesa appena sottoscritto, auspica l'applicazione del Piano casa” tendente al riuso e al recupero degli edifici che già ci sono”.
Intanto, adesso, tocca all'associazione dei comuni e a quella degli imprenditori edili stipulare un protocollo “per fare in modo”, conclude Nicastri, che “gli appalti pubblici siano rispettosi delle norme sulla sicurezza e sulla legalità”
13 ottobre 2009 - Regione Puglia
Assetto del territorio, la Puglia adotta il Drag
Facilitato il confronto sulle scelte strategiche tra Regione ed enti locali
Adottato dalla Giunta regionale il provvedimento di approvazione definitiva del DRAG, Documento regionale di assetto generale - Indirizzi, criteri e orientamenti per la formazione dei Piani Territoriali di Coordinamento Provinciale, PTCP, integrato sulla base delle osservazioni pervenute a seguito della Conferenza Programmatica e della Conferenza di Servizi.
Il Drag, la Delibera di Giunta 1759/2009 per l’approvazione e la relazione di accompagnamento, sono stati pubblicati nel Bollettino Ufficiale n.155 del 6 ottobre 2009.
Il documento costituisce lo strumento necessario a definire le linee generali dell'assetto del territorio con l'obiettivo, nuovo per il governo della Puglia, di fornire alle province le indicazioni utili per svolgere efficacemente il ruolo di coordinamento delle politiche territoriali e di snodo fra livello regionale e comunale nel rispetto del principio di sussidiarietà.
In particolare il DRAG determina:
a) il quadro degli ambiti territoriali rilevanti al fine della tutela e conservazione dei valori ambientali e dell'identità sociale e culturale della Regione;
b) gli indirizzi, i criteri e gli orientamenti per la formazione, il dimensionamento e il contenuto degli strumenti di pianificazione provinciale e comunale, nonché i criteri per la formazione e la localizzazione dei Piani Urbanistici Esecutivi (PUE);
c) lo schema dei servizi infrastrutturali di interesse regionale.
Gli "Indirizzi" servono ad agevolare il confronto fra Regione, Province e Comuni su metodologie, principi informatori e scelte strategiche nell'ambito delle conferenze di copianificazione preordinate all'adozione dei PTCP, previste nello spirito di collaborazione che deve informare i rapporti fra Regione ed Enti locali in ogni fase del processo di pianificazione.
Altro obiettivo è stimolare le Province alla redazione di strumenti di pianificazione dotati di quadri conoscitivi e di assetto strutturale condivisi, per organizzare in modo più efficace i processi di localizzazione di attività e/o di infrastrutture di interesse sovracomunale.
9 ottobre 2009 - Casa e Clima
Piano Casa, impugnate le leggi di Puglia e Basilicata
Il Governo contesta la trascrizione nei registri immobiliari degli spazi per i parcheggi e l'obbligo del fascicolo di fabbricato
La Corte Costituzionale viene chiamata in causa su alcuni punti di due leggi regionali per il rilancio del settore edilizio, impropriamente definite “Piano Casa”: le leggi di Puglia e Basilicata sono state infatti impugnate davanti alla Consulta dal Consiglio dei Ministri.
Puglia
In particolare, la legge n. 14/2009 della Regione Puglia viene contestata nel punto in cui è prevista la trascrizione nei registri immobiliari degli spazi per i parcheggi pertinenziali, una procedura tuttavia non contemplata all'art. 9 della Legge 122/1989, la norma statale di riferimento.
Secondo il Governo, inoltre, questa disposizione invade la competenza statale in materia di sistema tributario e ordinamento civile, e pertanto risulta in contrasto con l'articolo 117 della Costituzione. Infatti, la trascrizione degli spazi nei registri immobiliari comporta il pagamento di un'imposta ipotecaria, che non può essere disciplinata dalla Regione. L'impugnativa non ha comunque sospeso gli effetti della legge regionale.
Basilicata
Su proposta del ministro per i Rapporti con le Regioni Raffaele Fitto, il Consiglio dei Ministri ha impugnato anche la legge regionale n. 25/2009 della Basilicata, contenente misure urgenti e straordinarie per il rilancio dell'economia e la riqualificazione del patrimonio edilizio esistente.
Nel mirino la disposizione che prevede l'obbligo di redigere il fascicolo di fabbricato, ritenuta in contrasto con diverse norme costituzionali in quanto contraddittoria rispetto alle finalità perseguite dalla legge, ossia l'incentivazione e l'incremento dell'edilizia privata. La disposizione, secondo il Governo, aggraverebbe infatti gli adempimenti e gli oneri amministrativi a carico dei proprietari privati nell'intrapresa di nuove iniziative edilizie, violando anche l'articolo 97 della Costituzione circa il principio di efficienza e buon andamento della pubblica amministrazione.
Inoltre, l'obbligo di redigere il fascicolo di fabbricato rientra nella competenza legislativa statale in materia di governo del territorio, ai sensi dell'art. 117, comma 3 della Costituzione. Tale disposizione, infatti, rientra nella disciplina spettante al legislatore, che per uniformità di trattamento sull'intero territorio nazionale non può essere rimessa alle singole differenti discipline regionali.
Il Governo si è detto disponibile a rinunciare all'impugnativa di fronte alla Corte Costituzionale nel caso la Regione Basilicata abroghi la parte contestata della legge n. 25/2009.
8 ottobre 2009 - Brundisium.net
CNA promuove convegno sul "Piano Casa"
La CNA di Brindisi ha inteso promuovere un convegno su La Legge Regionale n 14 del 30 luglio 2009 riguardante “Misure straordinarie e urgenti a sostegno dell'attività edilizia e per il miglioramento della qualità del patrimonio edilizio residenziale”, meglio nota come “PIANO CASA”.
Così come concordato tra Governo e Regioni, la Legge Regionale Pugliese prevede il sostegno all’attività edilizia e il miglioramento della qualità architettonica, energetica e ambientale del patrimonio edilizio esistente.
Nello specifico prevede l’ampliamento degli edifici residenziali del 20 per cento della volumetria complessiva e comunque non oltre 200 m3.
Al fine di migliorare la qualità del patrimonio edilizio sono ammessi, inoltre, interventi di demolizione e ricostruzione di edifici residenziali in misura minima del 75 per cento della volumetria esistente e con realizzazione di aumento della volumetria sino al 35 per cento di quella legittimamente esistente.
Naturalmente anche per la ricostruzione le condizioni vincolanti impongono che venga realizzata secondo i criteri di edilizia sostenibile (Legge Regionale 10 giugno 2008 n 13)
Alla luce di questa nuova normativa, e nelle more dell’acquisizione della stessa da parte dei vari Consigli comunali della provincia di Brindisi, la CNA ha ritenuto indispensabile aprire un confronto tra imprenditori, amministratori locali, ordini professionali e Regione Puglia, al fine di promuovere una discussione propositiva in ordine ad eventuali limiti che provengono dalla legge stessa.
Pertanto il “Piano Casa” sarà discusso venerdì 9 ottobre alle 18 presso la Biblioteca Comunale di Ostuni con l’intervento dell’Assessore Regionale all’Assetto del territorio e all’Urbanistica Angela Barbanente, del Presidente Regionale CNA Costruzioni di Angelo Contessa, del Sindaco di Ostuni Domenico Tanzarella e con il contributo degli Ordini degli ingegneri, degli Architetti e il Collegio dei Geometri. Saluto del Presidente Provinciale CNA Emanuele Sternativo e del nuovo Presidente CNA Ostuni, Giovanni Amati.
2 ottobre 2009 - Edilio
Puglia, avanti con il piano casa
Il Governo ha impugnato una norma del piano casa pugliese (legge regionale 14/2009) che riguarda la trascrizione nei registri immobiliari degli spazi adibiti a parcheggi di pertinenza. «Si tratta di un rilievo irrisorio che non mette in pericolo l’attuazione del piano casa – commenta l’assessore pugliese al Territorio, Angela Barbanente – valuteremo se procedere con una modifica del testo».
Delibera Consiglio dei ministri 18 settembre 2009 . Impugnativa legge regione Puglia n. 14/2009 “Misure straordinarie e urgenti a sostegno dell'attività edilizia e per il miglioramento della qualità del patrimonio edilizio residenziale”
