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17 ottobre 2009 - Il Messaggero
Sì al piano casa in Sardegna, ma è scontro - Cappellacci: così rilanciamo l'edilizia
Secondo il centrosinistra il provvedimento apre la strada a una vera «colata di cemento»
Scontro tra maggioranza e opposizione in Sardegna dopo l'approvazione da parte del Consiglio regionale del disegno di legge per l'edilizia.
«Non si sta per abbattere uno "Tsunami di cemento"». Così il Governatore della Sardegna, Ugo Cappellacci, respinge le accuse del centrosinistra secondo il quale il provvedimento apre la strada a una vera «colata di cemento» soprattutto sulle coste. «È una mistificazione - ha ribadito - ed è il colmo che quest'accusa ci venga rivolta da quelli che nella passata legislatura hanno dato il via libera con lo strumento dell'intesa, cioè di un atto discrezionale, a aumenti di cubatura per un milione e mezzo. Loro (la Giunta precedente guidata da Renato Soru, ndr) hanno concesso le volumetrie a pochi, ai cosiddetti businiss-man, noi abbiamo fissato regole uguali per tutti». Per il centrodestra non si tratta di un piano casa vero e proprio, ma di una legge di rilancio dell'edilizia.
La Confindustria sarda giudica positivamente il provvedimento perché rappresenta una opportunità per la ripresa dell'economia e ridà ossigeno alle aziende edili che hanno perso in quest'ultimo periodo migliaia di posti di lavoro.
I punti contestati. Il centrosinistra parla di «colate di cemento che possono arrivare a 15 mln di mc sulle coste e altre aree di pregio», annunciando che contrasterà con tutti i mezzi (compresi ricorsi ai vari organi giudiziari). Uno dei punti più contestati dall'opposizione è quello che prevede la possibilità di un ampliamento fino al 10% delle case nella fascia dei 300 metri dal mare, ma solo - come ha spiegato l'assessore dell'Urbanistica Gabriele Asunis - per interventi che migliorino la qualità architettonica e applichino le norme sul risparmio energetico. E ogni intervento sarà monitorato e dovrà passare al vaglio finale della commissione regionale per il paesaggio che sarà composta da tre esperti di livello internazionale.
17 ottobre 2009 - L'Unione Sarda - Lorenzo Piras
Piano casa: scatta la rivoluzione nei 300 metri
Premi fino al 35 per cento per gli alberghi, al 10 per le abitazioni.
Aumenti di cubature e regole certe su ristrutturazioni e ampliamenti. Scatta la rivoluzione nei 300 metri: il Piano casa, con i suoi 16 articoli, diventa - in poco più di un mese di dibattito, scontri e modifiche - la legge di riferimento per il rilancio dell'economia in Sardegna. Lo strumento transitorio, che promuove il sostegno del settore edilizio con la riqualificazione del livello architettonico, l'efficienza energetica e la semplificazione delle procedure, ha ottenuto il via libera del Consiglio regionale ieri alle 14,40, dopo il sì all'articolo 16, la disposizione finale, che fissa l'entrata in vigore del testo il giorno dopo la pubblicazione nel Buras, cosa che potrebbe avvenire entro la settimana prossima.
LE MISURE Molti i contenuti che hanno surriscaldato la dialettica tra i poli e all'interno della stessa maggioranza. A cominciare da quelli sanciti dall'articolo 11, che dispone l'aggiornamento e la revisione del Piano paesaggistico da parte della Giunta. Per proseguire con il 12 (concorso degli enti locali allo sviluppo dei piani territoriali) e ancora con il 13 (disciplina degli interventi ammissibili nella fase di aggiornamento dei Puc al piano paesaggistico). Su quest'ultimo articolo, forse il più politico, il confronto si è acceso sulla possibilità - che conferma quanto già stabilito dalle leggi in vigore - di aumentare le volumetrie degli alberghi fino al 35 per cento. In base alla legge urbanistica, previo accordo tra Comune e Regione, è garantito l'ampliamento del 25 per cento. Il Piano casa concede un ulteriore 10 per cento. Resta inoltre in piedi lo strumento dell'accordo di programma, la trattativa diretta con la Giunta per l'approvazione degli interventi. Non basta: gli hotel che hanno già aumentato la cubatura sfruttando la legge 23 del 1993 potranno ottenere il 10 per cento di volumetria in più. L'articolo 2 concede invece un incremento fino al 10 per cento per edifici a uso residenziale situati nei 300 metri dalla linea della battigia, ma senza sopraelevazione, previo parere della commissione per il paesaggio istituita dall'articolo 7. Novità interessanti per i proprietari di sottotetti. L'articolo 15 prevede il loro recupero a fini abitativi, ma dovranno essere alti almeno 2,40 metri. Niente da fare per i seminterrati: il Consiglio regionale ha recepito un emendamento della Giunta che li mette fuori partita. Oltre i 300 metri, l'articolo 2 dispone che gli indici massimi di edificabilità possano essere fino al 20 per cento per le case uni-bifamiliari e plurifamiliari e fino al 30 per cento se l'incremento volumetrico sia accompagnato da interventi di demolizione e ricostruzione (articolo 5) in base ai canoni del risparmio energetico. Gli stessi interventi sono ammessi nei centri storici per gli edifici costruiti meno di cinquant'anni fa. Premi anche per le aziende agricole (articolo 3): nei 300 metri, fino al 10 per cento per gli ampliamenti di attività escludendo le abitazioni; oltre i 300 metri, fino al 20 per cento, cioè 10 per le attività e un altro 10 per cento per le abitazioni.
TEMPI E REGOLE Come ricorda l'assessore all'Urbanistica Gabriele Asunis, «tutti gli ampliamenti sono ammissibili su edifici realizzati entro marzo 2009, sempre che siano muniti di titolo abilitativo e che, infine, entro 30 giorni dall'entrata in vigore della legge sia stato depositato il loro accatastamento». Gli interventi esterni alla fascia dei 300 metri e ai centri storici (assoggettati a concessione edilizia dei Comuni) dovranno essere accompagnati dalla dichiarazione di inizio attività (Dia).
EOLICO Prima del voto, l'Aula ha approvato all'unanimità un ordine del giorno bipartisan contro la realizzazione di parchi eolici sulle coste sarde. Si chiede al governatore Cappellacci di opporsi alla concessione demaniale trentennale nell'Oristanese e a eventuali altre iniziative analoghe. Ma anche di attuare «le iniziative giudiziarie più opportune contro tutti i provvedimenti che dovessero essere rilasciati».
17 ottobre 2009 - Adnkronos
Cappellacci, nessuno tsunami di cemento sulle coste dell'isola
''Sulla Sardegna non si sta per abbattere uno tsunami di cemento''. Lo afferma il presidente della Regione Sardegna Ugo Cappellacci, a proposito dell'approvazione da parte del Consiglio regionale della legge sul rilancio dell'economia attraverso il settore edilizio. ''Capisco che e' un po' entrato nel linguaggio per un'esigenza di semplificazione il titolo 'Piano Casa', ma noi abbiamo spiegato da subito - dice Cappellacci - che si tratta di una legge che punta a rilanciare un settore importante per l'economia isolana e da tempo in sofferenza, quello dell'edilizia, perche' il 'Piano casa' vero e proprio sara' ben altro. Ma al di la' di questo aspetto, mi auguro che, con la conclusione dell'iter in Consiglio, cessino le strumentalizzazioni e le mistificazioni con l'opposizione ha cercato di lanciare un messaggio del tutto falso e fuorviante''.
''Non abbiamo fatto assolutamente una legge che portera' colate di cemento sulle coste e in tale aree o zone di pregio del nostro territorio - ha spiegato Cappellacci - Con questa legge, che e' un tassello di un percorso e un programma di sviluppo economico-sociale della nostra isola, non ci sara' nessuna devastazione ma una serie di interventi che puntano a recuperare e riqualificare il nostro patrimonio edilizio. E a riprova di cio' e' introduzione, per i casi di piccoli incrementi delle volumetrie, di un terzo passaggio di garanzia''.
''Oltre all'Ufficio regionale del Piano Paesaggistico e alla Sovrintendenza nazionale dei beni paesaggistico-ambientali - prosegue Cappellacci - abbiamo previsto l'istituzione di una Commissione regionale per il Paesaggio, che sara' composta da tre saggi di livello internazionale, che avranno l'ultima parola''.
Un'altra precisazione fatta dal presidente della Regione e' quella sull'introduzione con la legge della possibilita' di ampliamenti fino al 25% per gli alberghi: ''E' una possibilita' gia' prevista dalla legislazione vigente e noi abbiamo solo fissato una regola che vale per tutti, mentre nella passata legislatura sono state concesse deroghe che hanno portato ad ampliamenti per oltre un milione e 600 mila metri cubi, ma col sistema delle intese, cioe' quelle a favore di pochi''.
Su questo aspetto interviene anche l'assessore dell'Urbanistica Gabriele Asunis: ''Purtroppo in queste ultime settimane e' stato un continuo alzare il tiro' a chi la sparava piu' grossa, come quando si e' detto che con le nostre modifiche abbiamo violato il Codice Urbani. E' esattamente il contrario e la legge approvata guarda soprattutto a quella che e' la realta' economica della nostra isola, fatta di tante piccole e microimprese, a cui con questa legge diamo finalmente un po' di ossigeno''.
17 ottobre 2009 - Il Manifesto
Piano casa in riva al mare
“Piano casa” secondo il centrodestra, “piano cemento” secondo l'opposizione di centrosinistra. Venerdì il consiglio regionale sardo ha approvato un disegno di legge che il presidente della giunta, Ugo Cappellaci, aveva messo al centro della sua campagna elettorale, quella che nel febbraio di quest'anno lo vide correre, e vincere, contro il governatore uscente, Renato Soru. Cappellacci promise agli elettori che una delle prime cose che avrebbe fatto sarebbe stata la modifica radicale delle norme urbanistiche approvate da Soru, quel “Piano paesaggistico” che il centrodestra indicò, durante lo scontro elettorale, come una delle cause principali, se non la principale, delle difficoltà dell'economia sarda. In una regione dove l'industria è al collasso e gli agricoltori sono strangolati dai debiti contratti con le banche, era gioco facile, per Cappellacci e soci, presentare turismo e sviluppo dell'edilizia come i toccasana per curare il crollo del pil regionale e l'impennata del tasso di disoccupazione. Ora la promessa viene puntualmente mantenuta. C'è voluto un mese e mezzo dalla presentazione del testo della giunta e due settimane di scontri molto aspri in consiglio regionale, ma alla fine, venerdì scorso a tarda sera, l'aula ha approvato il progetto con il voto compatto di tutta la maggioranza.
Inutili i tentativi dell'opposizione di introdurre parziali modifiche. Inutile il tentativo-provocazione dell'ex assessore Gian Valerio Sanna, principale collaboratore di Renato Soru nell’elaborazione e nella gestione del Piano paesaggistico, che ha presentato un documento per chiedere ai consiglieri regionali di impegnarsi a non usufruire personalmente dei benefici della legge. Né sono serviti a molto gli interventi dei capigruppo del Pd, Mario Bruno, della Sinistra, Luciano Uras, dell’Idv, Adriano Salis. Al vice presidente del consiglio, Giuseppe Cucca, che chiedeva di mettere da parte le contrapposizioni della passata legislatura e di aprire un confronto nel merito della legge, Chicco Porcu, uno dei consiglieri più vicini a Soru, ha replicato: “Se confronto deve essere sia sulle riforme vere, a iniziare dai conflitti di interessi”.
La battaglia più aspra è stata quella sull'articolo 13 della legge, che consente aumenti di cubature sino al 10 per cento dei volumi già esistenti “in strutture a finalità turistico-ricettiva” anche entro la fascia sinora protetta dei trecento metri dalla linea del mare. E questo senza la verifica prevista dal “Piano paesaggistico” attraverso il meccanismo dell'intesa preventiva tra enti locali, costruttori e assessorati all'ambiente e all'urbanistica. Un meccanismo che garantiva il controllo regionale sulla base delle norme generali dettate dal Piano paesaggistico. La cancellazione della procedura dell'intesa è uno stravolgimento palese del sistema di tutela voluto dalla giunta Soru, ma anche delle norme del Codice Urbani. Lo ha ricordato Gian Valerio Sanna. “Non si possono usare norme urbanistiche, come quelle approvate dal consiglio, per intervenire sulla tutela paesaggistica, garantita sia dal piano regionale sia dal Codice Urbani. La legge ora prevede che si potrà costruire entro i trecento metri dalla costa a condizione che venga concessa un'autorizzazione paesaggistica da parte di una commissione nominata, in pratica, dalla maggioranza. Ma non può essere concessa alcuna autorizzazione paesaggistica entro zone che sono, sia secondo la normativa regionale sia secondo quella nazionale, zone a vincolo integrale” .
Secondo il piano casa di Cappellacci, nelle aree non costiere, gli attuali indici di edificabilità potranno essere superati del venti per cento, ma solamente per fabbricati ad uso residenziale uni-bifamiliare (escluse le villette a schiera), con una premialità sino al trenta per cento di volumetria in più se si ristruttura casa con tecnologie che garantiscano un risparmio energetico. Sottotetti e seminterrati potranno ottenere l'abitabilità. I cosiddetti “vuoti tecnici” all'interno della facciate, in pratica verande e terrazzi, potranno essere chiusi se non danno in facciata.
Netta l'opposizione del fronte ambientalista sardo. Per Vincenzo Tiana (Legambiente), Fanny Cao (Italia Nostra) e Luca Pinna (Wwf) il consiglio regionale ha approvato una legge peggiorativa delle norme di salvaguardia paesaggistica: “La Sardegna è l'unica tra le regioni ad avere inserito nel disegno di legge del cosiddetto Piano casa casa norme relative, e peggiorative, al “Piano paesaggistico” vigente. Il rischio è palese e i sardi devono essere informati che attraverso un dispositivo di legge in teoria volto a rendere possibili e più semplici piccoli ampliamenti edilizi, si vuole far passare, grazie a maglie larghe e deroghe, una vera e propria modifica di fatto delle norme in vigore di tutela del paesaggio”.
16 ottobre 2009 - Sardegna Oggi
Il Piano Casa è legge
Il Consiglio Regionale ha varato il Piano casa. La legge introduce nuovi parametri per la valorizzazione degli edifici: per l’edilizia abitativa saranno possibili incrementi volumetrici dal 10 al 30% anche all’interno della fascia dei 300 metri dal mare. Possibili gli interventi per verande e sottotetti. Alle strutture ricettive sarà concesso un ampliamento fino al 35% del volume iniziale. Mentre la maggioranza è soddisfatta, il Pd ha annunciato ricorsi.
CAGLIARI - Con 39 voti favorevoli, 20 contrari e 1 astenuto, il consiglio regionale ha dato il via libera al Piano Casa, dopo circa un mese dall'inizio dei lavori. Per la maggioranza si tratta di un provvedimento “strategico”, mentre la minoranza ha contestato, con la presentazione di oltre 400 emendamenti, una legge definita più volte "Piano cemento".
Nella legge sono previsti gli aumenti di cubatura, fino al 10%, potranno riguardare edifici ad uso residenziale situati anche nei 300 metri dalla linea della battigia, mentre nelle aree urbane, l'indice potrà arrivare al 20% in caso di fabbricati ad uso residenziale uni-bifamiliare, con una premialità nel caso in cui ci siano previsti interventi per il risparmio energetico. Via libera anche agli incrementi volumetrici, fino al 25%, nelle strutture turistico-ricettive, anche nella fascia cosiddetta "protetta" dei 300 metri, purchè non si sviluppino verso il mare e realizzino concreti obiettivi di qualità paesaggistico-architettonica.
Previsto anche il recupero di sottotetti e seminterrati che potranno essere resi abitabili. Soddisfatta la maggioranza che considera il provvedimento “una legge strategica per il rilancio dell’intera economia sarda”. Il Pd annuncia ricorsi.
15 ottobre 2009 - Sardegna Oggi
Centrosinistra all'attacco del Piano Casa
Il centrosinistra contro il Testo Unico T.U. “Disposizioni straordinarie per il sostegno dell’economia mediante il rilancio del settore edilizio e per la promozione di interventi e programmi di valenza strategica per lo sviluppo”, denominato comunemente Piano Casa. Secondo gli esponenti della minoranza si tratterebbe di un vero e proprio “assalto” alle coste sarde.
CAGLIARI – Un vero e proprio assalto alle coste sarde che porterà sui litorali altri 15 milioni di metri cubi, cioè il 50% in più di quanto costruito fino a oggi. E’ questo l’impatto che avrà sul territorio sardo, secondo il centro sinistra, l’approvazione del Testo unificato “Disposizioni straordinarie per il sostegno dell’economia mediante il rilancio del settore edilizio e per la promozione di interventi e programmi di valenza strategica per lo sviluppo”. Il T.U. arrivato alle ultime battute in Consiglio regionale - hanno detto questo pomeriggio durante una conferenza stampa i consiglieri regionali Mario Bruno (Pd), Luciano Uras (comunisti- la sinistra sarda – Rossomori) e Adriano Salis (Italia dei Valori) - è un atto programmatorio sbagliato, è indecente e creerà danni incalcolabili al territorio sardo.
Soffermandosi sull’articolo 13, Mario Bruno capogruppo del Pd, ha detto che si tratta di una legge nella legge. Con questo articolo si vuole modificare il PPR. Per il centrosinistra questo non è il metodo giusto. Sarebbe stato più opportuno, anche se più lungo, aprire una trattativa con lo Stato. Per Bruno, la maggioranza con un inganno sta facendo credere ai sardi che il provvedimento all’esame dell’Aula sia un piano casa mentre in realtà è un modo per mettere le mani sulle coste sarde.
“La nostra opposizione – ha affermato ancora Bruno – sarà durissima fino all’ultimo articolo. Severo soprattutto il giudizio sull’articolo 13 che è “da cancellare” perché non si può barattare il nostro territorio a favore di appetiti di alcuni imprenditori”. Negativo anche il parere su come la maggioranza e la giunta stanno procedendo. “Si porta in discussione un testo – ha detto Mario Bruno – poi si presenta un emendamento e poi un emendamento all’emendamento, che è un’intera leggina”. Per Luciano Uras (comunisti- la sinistra sarda – Rossomori) “l’articolo 13 rappresenta il vero testo della legge. Tutti gli altri articoli erano una cortina fumogena”. Per il capogruppo dei comunisti – la sinistra sarda – rossomori “l’espediente di presentare degli emendamenti all’ultimo momento è una pratica per togliere la parola all’opposizione”. Adriano Salis (Idv) ha definito questa legge “la peggiore legge che sarà approvata in Sardegna. Un guazzabuglio , una legge da respingere che sta creando distruzione anche all’interno della stessa maggioranza. E’ importante far capire ai sardi – ha detto Adriano Salis – che l’opposizione ha fatto di tutto per respingere questo attacco alle coste sarde. Purtroppo la maggioranza ha i numeri per approvarla lo stesso nonostante il nostro dissenso – ha detto Salis – ma ci impegneremo a dare ai sardi una vera legge sulla casa”.
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