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29 ottobre 2009 - Adnkronos
Faraone (PD), su Piano Casa ennesimo annuncio
''Piano casa, atto terzo. L'ultimo annuncio del governo, dopo i due precedenti, e' l'ennesimo atto di una farsa teatrale. Intanto la Sicilia aspetta di poter riaprire i cantieri edili per mettere in sicurezza il proprio patrimonio immobiliare, riqualificare i centri storici e incentivare il risparmio energetico''. Lo dice Davide Faraone, deputato regionale del Pd e componente della commissione Ambiente dell'Assemblea regionale siciliana.
''Mentre tutte le altre regioni d'Italia - aggiunge - hanno gia' legiferato al riguardo, la Sicilia, per colpa del governo Lombardo, continua ad perdere tempo''. ''Oltretutto -prosegue il parlamentare del Partito democratico- un giorno, magari sulla spinta di speculatori senza scrupoli, si consente di intervenire sugli immobili abusivi e in zone a rischio idrogeologico e un altro, sull'onda dei fatti di Messina, non si consente nessun intervento nei centri storici. Insomma, si passa dal tutto al niente, siamo nelle mani di un governo schizofrenico: o l'assalto al territorio oppure l'immobilismo piu' estremo. Occorre invece una politica del buon senso e della responsabilita' che sappia indicare la strada della riqualificazione del patrimonio edilizio siciliano''.
29 ottobre 2009 - AgrigentoNotizie - Claudia Giocondo
Beninati e Marinello al Grand'hotel delle terme per il Piano casa e nuovi progetti
Nino Beninati incontrerà i sindaci e gli amministratori del territorio, domani alle 15, presso il Grand hotel delle Terme a Sciacca. L'assessore regionale ai Lavori pubblici ha previsto questo incontro al fine di confrontarsi sulle progettualità e sulle proposte da parte degli enti locali. Un incontro voluto anche dal vicepresidente della commissione Bilancio alla Camera, Giuseppe Marinello. Si discuterà sulla possibilità da parte dei Comuni, delle risorse comunitarie e seguirà un incontro con tecnici ed imprenditori locali sul Piano casa.
29 ottobre 2009 - Asca
Beninati formalizza nuovi emendamenti modificativi Piano Casa
Valorizzare gli interventi di demolizione e ricostruzione a discapito dei semplici ampliamenti per garantire la riqualificazione del patrimonio edilizio siciliano, escludere dalla possibilita' di accesso alla legge gli immobili che eventualmente sorgano nelle zone ad alto rischio (R3 ed R4) o ad alta pericolosita' idrogeologica (P3 e P4) secondo le prescrizioni dei Piani di Assetto Idrogeologico e che si trovino nei centri storici perimetrati come zona A del piano regolatore comunale, valorizzare le aree destinate a verde urbano.
Sono le tre principali modifiche al ddl ''piano casa'' che il governo della Regione ha deciso di proporre alla Commissione territorio dell'Assemblea Regionale Siciliana dopo una accurata riflessione durata alcune settimane.
L'Assessore ai Lavori Pubblici Nino Beninati ha formalizzato in commissione i nuovi emendamenti migliorativi del suo stesso disegno di legge approvato dalla Giunta regionale nella seduta del 18 agosto scorso. Gli emendamenti modificano la norma nella direzione concordata con l'intera Giunta di Governo e dopo aver ascoltato pareri ed opinioni provenienti sia dal mondo dei costruttori che da quello degli ambientalisti e perfino della piccola e media proprieta' edilizia.
La competente Commissione dell'Ars, nella prossima seduta, potra' analizzare gli emendamenti proposti dal Governo e valutare il testo di legge coordinato dopo il pronunciamento sulle modifiche proposte.
14 ottobre 2009 - Quotidiano di Sicilia - Luca Salici
“Il Piano casa sia programma per la sicurezza in Sicilia”
L’appello è di Leandro Janni, presidente della sezione siciliana di “Italia Nostra”. L’attuale disegno di legge prevede l’incremento delle cubature in zone a rischio
PALERMO – L’associazione ambientalista Italia Nostra ha espresso soddisfazione in seguito alla scelta del presidente della Regione di congelare il disegno di legge sul Piano casa in discussione all’Ars.
Leandro Janni, presidente dell’associazione, auspica che l’adozione da parte di Raffaele Lombardo di un atteggiamento intransigente possa finalmente essere l’inizio di una serie di interventi efficaci per ridurre nell’Isola il dissesto idrogeologico: “Le parole di Lombardo sono importanti e impegnative, pronunciate in una regione dove, abusivismo, permessi facili, e interessi illeciti legati al mattone e al cemento, alimentano una fetta dell’economia isolana”.
“Più che un Piano casa – ha detto Janni - serve un Piano Territorio, ovvero messa in sicurezza, manutenzione ambientale, valorizzazione della pianificazione urbanistica e paesaggistica, realizzazione di qualificati interventi di restauro urbano e di architettura, realizzazione e compimento delle opere infrastrutturali necessarie”.
Riguardo al ddl sul Piano casa, gli ambientalisti hanno avanzato tre concrete proposte di modifica: un limite chiaro chiaro e rilevante all’eventuale aumento della cubature edilizie; l’esclusione totale delle nuove costruzioni edilizie nelle aree a rischio idrogeologico e nelle aree protette; l’esclusione degli interventi sugli immobili non residenziali.
“Nel piano attuale – spiega il presidente di italia nostra sicilia – non c’è alcuna indicazione esplicita che escluda incrementi di volume negli edifici esistenti nelle aree a rischio idrogeologico, o in zone importanti e delicate, dal punto di vista ambientale e paesaggistico, quali i parchi. inoltre, il piano attuale consente di allargare o sopraelevare abitazioni di tutte le dimensioni, senza specificare, con chiarezza, il limite di cubatura. e ancora, sono possibili interventi edilizi persino negli immobili non residenziali (ad esempio, nei centri commerciali, nei capannoni artigianali, ecc.) e nei fabbricati di pertinenza adiacenti alle abitazioni (ad esempio, nei i fabbricati agricoli)”.
Quanto durerà il congelamento in ars del piano casa? si chiede l’associazione ambientalista: “il termine “congelare” sarà la consueta, sconcertante ambiguità del potere politico, in attesa di tempi migliori?”, soprattutto alla luce dei malumori dei deputati regionali di palazzo dei normanni.
In una regione in cui l’80 per cento dei comuni è a rischio idrogeologico, e alla luce dei disastri di questi anni, la nuova priorità per la classe politica deve essere quella di dotarsi di un piano di riqualificazione del territorio.
Gli amministratori, secondo Italia Nostra, prevedano la liberazione delle aste e delle foci fluviali dal cemento che le ha invase.
Gli edifici e le infrastrutture che si trovano nelle aree più vulnerabili vengano delocalizzate. Siano consolidati i versanti delle montagne e delle colline con interventi di rinaturazione e rimboschimento.
“Per realizzare tutto questo – conclude Janni -, occorrono politici e amministratori seri e responsabili, capaci di gestire, governare la complessità. Capaci di pensare, programmare e attuare uno sviluppo equo e sostenibile dell’Isola. Politici e amministratori capaci di coniugare passato, presente e futuro; tutela e innovazione”.
13 ottobre 2009 - Sicilia Informazioni
Lombardo alle prese con la "legge piano casa" in Sicilia - Legambiente a Beninati: "Pensate al riordino del territorio"
Lombardo è convinto che sulle tematiche della salvaguardia dell’Ambiente, dell’ecosistema e della salubrità delle condizioni di vita dei cittadini, si gioca il futuro sviluppo economico e civile della Sicilia. E quindi, il futuro delle forze politiche, che saranno percepite come vicine o lontane dagli interessi dei cittadini siciliani.
Per questo, ha fissato il principio in Giunta di governo, che quando si trattano materie riferibili al trattamento del territorio ed ambiente, lui vuole conoscere, preventivamente le ragioni scientifiche degli ambientalisti. La sua battaglia preventiva contro l’incubo del termovalorizzatore di Palermo e la sciagurata alluvione di Messina, gli hanno offerto solo oggettivi riscontri a questa sua convinzione.
Così, l’Assessore ai lavori pubblici Beninati, impegnato a ridefinire la legge regionale sul piano casa, ha incontrato Legambiente, per effettuare una ricognizione sugli elementi pro e contro, con i quali la legge dovrà necessariamente confrontarsi, nel suo futuro impatto attuativo.
Del resto, già il 2 ottobre a ridosso dell’alluvione di Messina, Lega Ambiente e l’Ordine dei geologi di Sicilia avevano inviato all’ARS ed al Presidente della Regione un appello ragionato.
“Le violenze subite dal nostro territorio siciliano negli ultimi decenni- scrivevano i due Presidenti regionali Mimmo Fontana e Gianvito Graziano – un concatenarsi di incendi boschivi, abusi edilizi e piani regolatori dissennati che hanno consentito di edificare in aree a rischio, hanno creato le condizioni perché si giungesse al disastro a cui siamo giunti oggi. Perciò, chiediamo un atto di responsabilità e di rispetto per le vittime di Messina: la Sicilia rinunci ad approvare un Piano-casa regionale che preveda un considerevole aumento delle cubature edilizie e di consumo di suolo, in una realtà già pesantemente pregiudicata, in cui l’80% dei Comuni è a rischio di dissesto idrogeologico”.
“In Sicilia milioni di persone vivono in condizioni di grave pericolo per la propria incolumità – proseguiva il documento dei due esponenti della società civile - senza averne la minima consapevolezza, e senza che le istituzioni abbiano fatto quanto in loro potere per garantirla. Il Governo della Sicilia, allora, decida di trasformare il Piano-casa in un grande progetto di riqualificazione del territorio. Delocalizzando gli edifici e le infrastrutture dalle aree più vulnerabili, liberando i corsi fluviali e le loro foci dal troppo cemento che le ha invase nel tempo, consolidando i versanti delle montagne e delle colline con interventi di rinaturazione e rimboschimento. Per il rilancio del settore edilizio una sfida come questa avrebbe un effetto positivo sul piano economico, ben maggiore di come si intende comunemente il cosiddetto Piano casa.”
“Una importante stagione di manutenzione straordinaria è la prima vera “grande opera” di cui la Sicilia ha bisogno- concludeva il documento – così, se il Governo e tutta la classe politica siciliana sapranno raccogliere questa sfida, la nostra regione potrebbe diventare l’avanguardia di una nuova politica di gestione del territorio nel nostro Paese, trasformandosi da fanalino di coda, nel faro di un moderno e sostenibile modello di sviluppo”.
Dopo questo appello, il Governo Lombardo aveva ritirato il Piano casa -che aveva già raggiunto l’ARS - al fine di apportarvi alcune modifiche sui temi della difesa idrogeologica ed antisismica del territorio,nonché dell’avvio di una vasta opera di risanamento urbanistico.
L’altro giorno ci è stato pure il confronto tra l’Assessore Beninati e Lega Ambiente. Uno scambio di opinioni franco e ad ampio raggio. Dice Mimmo Fontana, Presidente regionale degli ambientalisti: “Ho chiarito all’Assessore, che se vogliono trasformare il loro testo in un progetto di reale riqualificazione del patrimonio edilizio esistente, capace di ridurre i rischi (adeguamento sismico, delocalizzazione di edifici che si trovano in aree di rischio), la strada è una sola: usare pure gli incentivi volumetrici ma, per coerenza con le finalità dichiarate, solo nei casi proposti di interventi di demolizione e ricostruzione. Per il resto, invece, riteniamo vada eliminata la previsione degli ampliamenti parziali. Il famoso 20% in più di aggiunta di cubatura, distribuito su tutto il territorio e spalmato su tutte le possibili costruzioni. Perseverare su una sciagurata scelta di tale tipo, comporterebbe un maggiore consumo di suolo,per nulla bilanciato dalla riduzione del rischio. Al contrario, andremmo incontro ad un possibile aumento del rischio sismico.” “Le scelte da noi suggerite mi rendo conto siano ostiche – conclude Fontana – perché darebbero, sicuramente, meno potere contrattuale alla politica clientelare, sarebbero molto meno spendibili sul piano del consenso elettorale, ma potrebbe servire, una volta per tutte, ad avviare un processo di riqualificazione del patrimonio edilizio. Temiamo, infatti, che passata l'emozione per i morti di Messina, le forze politiche ritorneranno ad attestarsi sulla vecchia e disinvolta filosofia del Piano casa : costruite dove e come volete, l’importante è che costruiate.”
Con buona pace di ogni possibile, conseguente, effetto deleterio in futuro. Sempre pronti, poi, a blaterare di “tragedie annunciate”.
13 ottobre 2009 - Asca
Piano Casa, parte confronto Beninati - Ambientalisti
'Un importante e costruttivo momento di incontro e di confronto dal quale sono emersi temi degni di approfondimento''.
Lo dice l'assessore ai Lavori Pubblici Nino Beninati dopo avere incontrato gli estensori del documento con il quale geologi ed ambientalisti chiedevano, dieci giorni fa, un momento di riflessione sul disegno di legge per il piano casa.
Il documento esprime alcune preoccupazioni su possibili ''effetti collaterali'' alla norma ed anche per questo il ddl dovra' essere rivisitato dalla giunta di governo.
''Nel presentare il documento mi sono stati chiarite le preoccupazioni degli ambientalisti ed esplicitati i loro suggerimenti. Prendo atto con soddisfazione - dice Beninati - del fatto che esiste un intento comune, ovvero quello di far si che il piano casa sia una occasione di riqualificazione del territorio e, al tempo stesso, di rilancio del settore edile. Occorre incentivare buone imprese a realizzare buone case. Abbiamo condiviso le scelte su abbattimenti e ricostruzioni, ampliandone perfino la loro applicabilita' rispetto alla previsione del ddl. Sono pronto ad accogliere il suggerimento di escludere i centri storici dall'applicabilita' mentre portero' in giunta le altre proposte. Ogni scelta sara' fatta, come sempre, collegialmente dalla giunta di governo''.
''Considero comunque - conclude Beninati - il clima di collaborazione che si e' instaurato, una risorsa che ci permettera' di migliorare la norma nell'interesse della Sicilia, perseguendo il medesimo comune fine''.
8 ottobre 2009 - Quotidiano di Sicilia - Luca Salici
Lombardo congela il Piano casa: “Da folli aumentare le cubature”
Il presidente della Regione, Raffaele Lombardo, ha congelato il disegno di legge sul Piano casa prima dell’approdo al parlamento regionale. Il giorno dopo l’alluvione che ha colpito il messinese, Lombardo, intervenuto a Rainews24, aveva dichiarato che il ddl sarebbe stato ritirato e rivisto. “Andare a pensare di riedificare con il trenta per cento in più di cubatura sarebbe da folli – aveva detto Lombardo – considerato il fragilissimo equilibrio idrogeologico di alcune zone della Sicilia. Nel messinese, più che altrove, ci sono state alterazioni”.
Era stato duro il suo commento dopo le notizie secondo cui la polizia municipale aveva individuato 1.200 costruzioni abusive nelle zone colpite: “C’è un clientelismo che rispetto alle demolizioni mancate può portare a eventi drammatici e a crimini che hanno fatto perdere la vita a delle persone. Non si può che parlare di crimini in questi casi”.
Il presidente della commissione Territorio dell´Ars, Fabio Mancuso (Pdl), non ci sta. “Non possiamo perdere una straordinaria opportunità di sviluppo per un settore in crisi come l´edilizia. Certo – ha detto Mancuso - bisogna bloccare le norme che favoriscono l´abusivismo”.
‘’Ci sono voluti decine di morti – ha detto Bernardo Mattarella (Pd) – per rendere il governo regionale consapevole del fatto che il suo disegno di legge sul piano casa può innescare una nuova stagione di edificazione selvaggia e di aggressione al territorio. La tardiva marcia indietro di Lombardo sarà utile solo se si cambierà il provvedimento nel suo complesso’’.
Erano stati tanti gli appelli delle associazioni ambientaliste per bloccare il disegno di legge; tra queste Italia nostra, Legambiente e il Wwf. Quest’ultima ha inviato alla Regione tre proposte di modifica affinché l’attuale Piano casa siciliano possa impedire ulteriori disastri: escludere esplicitamente l’applicazione degli interventi previsti nelle aree a rischio per il dissesto idrogeologico e nelle aree protette, porre un limite all’aumento della cubature, escludere gli interventi anche su immobili diversi da quelli residenziali, nel pieno rispetto di quanto stabilito nell’intesa dell’1 aprile 2009 tra Governo e Regioni.
Nel Piano Casa che sarebbe dovuto andare in discussione all’Ars, secondo il Wwf “si rischiava di dare il via ad un’altra colata di cemento, mettendo a rischio le persone e il territorio. Nella versione attuale non c’e’ alcuna indicazione esplicita che escluda di procedere per gli ampliamenti degli edifici esistenti nelle aree a rischio idrogeologico o in zone delicate dal punto di vista ambientale quali i parchi”. “Si consente di allargare o sopraelevare case di tutte le dimensioni – dichiara in Wwf in una nota -, senza specificare il limite di cubatura (mentre l’intesa Stato-Regioni del 1° aprile 2009 consente intervento solo su quelle uni e bifamiliari) oltre agli immobili non residenziali (centri commerciali, capannoni artigianali, ecc.) e i fabbricati di pertinenza adiacenti alle abitazioni di residenza (ad es. i fabbricati agricoli)”.
“Accogliamo con soddisfazione lanotizia del ritiro del ddl sul Piano casa - ha detto Mimmo Fontana, presidente di Legambiente -. La Sicilia decida, adesso di trasformare il Piano casa in un grande progetto di riqualificazione del territorio”.
Leandro Janni, presidente di Italia Nostra Sicilia, ribadisce che la prima opera da realizzare, per il Paese e per la Sicilia, è la messa in sicurezza del territorio. “Si continuano a concepire e a realizzare opere faraoniche e insostenibili – ha detto Janni -. Spesso inutili. Si concepiscono e si tramutano in legge sconcertanti Piani casa”. Gli ambientalisti propongono al Governo la trasformazione del Piano casa in “un grande progetto di riqualificazione del territorio; liberando le aste fluviali e le foci dal troppo cemento che le ha invase, delocalizzando gli edifici e le infrastrutture dalle aree più vulnerabili, consolidando i versanti delle montagne e delle colline con interventi di rinaturazione e rimboschimento”.
