Regione Toscana

Piano Casa Governo Berlusconi 2009

 

 

28 ottobre 2009 - ToscanaNotizie - Francesca Calonaci

Conti: «Piano casa, illusoria l’impostazione del Governo»

«Ad oggi 174 Comuni hanno fornito i dati di settembre relativi al piano casa varato dalla Toscana, per prima in Italia, il 22 aprile scorso, dichiarando la presentazione di 71 pratiche di ampliamento e 5 pratiche di demolizione e ricostruzione.
I 114 Comuni che non hanno ancora risposto, tra cui il Comune di Firenze e numerosi comuni di medie dimensioni, sono stati sollecitati per poter tracciare un quadro completo della situazione.»
Questi i dati riassuntivi che questa mattina l'assessore all'urbanistica e territorio, Riccardo Conti, ha fornito in Consiglio regionale rispondendo ad un'interrogazione del consigliere Alessandro Antichi.
«I risultati del monitoraggio - ha valutato Conti - delineano una situazione di lento avvio in Toscana ma anche in tutta Italia (come testimoniano recenti indagini del Sole24ore), dovuta alla situazione economica nazionale, ma anche alla necessità di approfondimento da parte degli interessati e dei progettisti. Illusoria, quindi, l'impostazione del Governo per il piano casa varato come misura per il rilancio dell'economia. «Nell’interrogazione viene scritto che i limiti inseriti nella legge “hanno ridotto notevolmente gli effetti del Piano Casa auspicati sia dal Governo, sia dalla Giunta Regionale”. «La legge toscana sull'edilizia – replica l'assessore - ha consentito ulteriori interventi rispetto alla pianificazione urbanistica dei comuni, senza mettere in discussione il nostro sistema di pianificazione, basato sul rispetto del Titolo V della Costituzione. Il territorio toscano, infatti, è pianificato spesso con norme comunali che consentono ampliamenti e interventi di sostituzione edilizia più consistenti rispetto a quelli inseriti nell’intesa tra Governo e Regioni del 31 marzo 2009. Credo inoltre – ha proseguito Conti- che sia necess ario inquadrare l’attuazione della legge in una congiuntura economica, in cui sono numerosi i permessi di costruire che non vengono ritirati presso i comuni toscani perché il richiedente non versa gli oneri di urbanizzazione. La crisi, infatti, sta consumando i risparmi delle famiglie depositati in banca che non possono adesso investire nel mattone, mentre le grandi imprese aumentano i loro capitali. »
Nella risposta all'interrogazione si precisa, inoltre, che l’entrata in vigore delle leggi regionali sull’edilizia doveva essere accompagnata dal decreto legge sulla semplificazione edilizia, che il Governo si era impegnato a varare entro dieci giorni dall’Intesa del 31 marzo e che ancora non c’è, né se ne può prevedere la definizione, nonostante il forte impegno delle Regioni nel corso delle riunioni della Conferenza Unificata ad esso dedicate.
«E' la stessa Intesa del 31 marzo che non ha avuto l’efficacia prevista – conclude l'assessore Conti - come dimostrano anche i dati di tutte le Regioni sulle pratiche presentate. Per quello che riguarda la Toscana ritengo che il rapporto di collaborazione tra Regione e Enti locali consentirà anche di intervenire per rendere la pianificazione comunale maggiormente coerente con le finalità della legge regionale, introducendo ulteriori incentivi a livello comunale che apriranno ulteriori possibilità di intervento. Contestualmente la Giunta sta approfondendo misure di collaborazione per affrontare, tramite un “patto per lo sviluppo” le esigenze delle attività produttive anche per interventi edilizi, operando con ulteriori incentivi e agevolazioni nel sistema del governo del territorio della Regione. Inoltre domani approfondiremo i temi dell'edilizia urbanistica straordinaria ed ordinaria in occasione della IV Rassegna di urbanistica regionale a DireeFare».

28 ottobre 2009 - Greenreport.it

Il curioso insuccesso della declinazione toscana del 'piano casa'

FIRENZE. Anche la versione toscana del Piano casa voluto dal Governo pare ad oggi non aver riscosso un gran successo. La legge 24 del 2009, cioè le misure straordinarie per rilanciare l'economia e riqualificare il patrimonio esistente, ha messo in moto in tutta la regione solo 71 domande di intervento presentate alle amministrazioni comunali.
Secondo le previsioni della Regione, fatte in base ai calcoli fatti dall'Ance, la legge approvata nel maggio scorso avrebbe potuto attivare interventi a un bacino di ben 80 mila famiglie in Toscana. Le potenzialità quindi per un impulso al settore edilizio c'erano tutte almeno secondo le stime ex ante. In realtà sono diverse le valutazioni analitiche di questo flop. Per l'assessore regionale al Territorio e alle infrastrutture Riccardo Conti, incalzato in Consiglio dalle domande dell'opposizione di Centrodestra, il motivo dell'insuccesso va ricercato non tanto nei limiti posti dalla legge, quanto nel fatto che le famiglie toscane in questo momento non hanno soldi da spendere per ampliare le abitazioni.
«Secondo le stime fornite da Bankitalia- ha dichiarato l'assessore- le famiglie toscane sono in difficoltà economiche e stanno cominciando a erodere i risparmi accumulati negli ultimi anni. Insomma, non hanno soldi da spendere». A supporto di questa considerazione, Conti ha informato che negli uffici comunali, a prescindere dalla legge 24, giacciono decine di permessi per costruire già concessi e che nessuno ritira. «Inoltre i dati nelle altre regioni che hanno fatto una legge analoga sono ancora peggiori di quelli della Toscana, forse anche perché la Toscana è stata la più veloce a produrre la normativa. In definitiva, l'assunto di Berlusconi che con la decisione del governo nazionale si sarebbe rimessa in moto l'economia non era giusto».
In realtà un effettivo e assai curioso vincolo è quello che riguarda le villette a schiera o comunque le strutture abitative multiproprietà, escluse dalle possibilità d'ampliamento in quanto né monofamilairi né bifamiliari, ed essendo appunto appartamenti contigui impossibilitatati anche a rientrare nel limite massimo di 350 mq complessivi della struttura (non dell'appartamento!).
La vede in modo diverso da Conti il portavoce dell'opposizione Alessandro Antichi: «I benefici si sono rivelati ben pochi e questo dimostra che la Giunta aveva sbagliato le previsioni e che evidentemente in questa legge qualcosa non funziona». Della stessa opinione Maurizio Dinelli (Fi-Pdl) che propone, interpretando le necessità dei toscani, modifiche alla norma. «C'è bisogno che la legge sia rivista e modificata in tempi brevi, togliendo alcuni vincoli, in modo da poter venire incontro finalmente alle necessità dei toscani».
Se dal Centrodestra vengono richieste di allentamento dei vincoli, dalla componente di sinistra della maggioranza non si piange certo per il mezzo passo falso della norma «è importante il fatto che il piano non abbia stravolto le norme di tutela del territorio che casomai vanno potenziate e non ridotte» ha affermato Bruna Giovannini (Sd), e sulla stessa linea si è posta Monica Sgherri (Rc): «è importante non aver accettato deroghe che avrebbero risposto a criteri di speculazione edilizia ai danni del territorio, e comunque questo piano non viene incontro a esigenze come quelle delle famiglie costrette a pagare un affitto troppo alto, ma solo di chi una casa ce l'ha già».
Il dibattito si è concluso con la votazione di una mozione, presentata da Dinelli che impegnava il presidente della Giunta a "modificare la legge regionale 24/09 eliminando i troppi vincoli inseriti rispetto a quanto disposto dal cosiddetto ‘Piano Casa' elaborato dal governo nazionale", che è stata respinta dall'aula.
L'iniziativa normativa del Governo (e le sue declinazioni regionali) sembra, per fortuna, non destinata ad entrare nella storia: oltreché potenzialmente dannosa per il territorio, si è dimostrata anche anacronistica rispetto alla congiuntura economica.

16 ottobre 2009 - Edilportale - Paola Mammarella

In Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna, Toscana, Trentino e Umbria già possibile presentare domande di ampliamento o sostituzione edilizia

Con l'arrivo della Lombardia sale a 6 il numero delle Regioni giunte alla fase esecutiva del nuovo Piano Casa. La regione Lombardia affiancherà Piemonte, Emilia Romagna, Toscana, Trentino e Umbria dove già da alcune settimane è terminato il periodo concesso ai Comuni per operare modifiche alle leggi regionali ed e dunque possibile presentare domanda per gli interventi di ampliamento volumetrico o sostituzione edilizia.
Per i cittadini residenti in queste aree via libera dunque ai lavori (con Dia o permesso di costruire) mediante semplice consultazione delle misure legislative adottate dal Comune in cui si trova l’immobile, ed in assenza di quest'ultime mediante semplice applicazione della norma regionale approvata.
Vediamo nel dettaglio le Regioni in cui è già possibile presentare domanda:
Lombardia: La Legge Regionale 13/2009 del 14 luglio è entrata in vigore il 17 luglio, un giorno dopo la pubblicazione sul Bollettino Ufficiale. Alcuni Comuni hanno operato modifiche nell’applicazione della legge sul proprio territorio. Il 16 ottobre si è concluso il periodo concesso ai Comuni per eventuali modifiche ed è iniziato il periodo di 18 mesi messo ai disposizione dei residenti per la consegna della Dia o la richiesta dei permessi di costruire.
Piemonte: la Legge Regionale 20/2009 è stava approvata il 14 luglio. Il 30 settembre è iniziato il periodo utile per la presentazione delle domande, che scadrà il 31 dicembre 2011.
Emilia Romagna: La Legge Regionale 6/2009 del 6 luglio è entrata in vigore il 21 luglio. La presentazione delle istanze di ampliamento è iniziata il 22 settembre. Sarà possibile presentare domanda fino al 31 dicembre 2010.
Toscana: In base alla L.R. 25/2009 dell’8 maggio, prima in Italia ad essere approvata, la presentazione delle istanze è iniziata il 28 maggio e si concluderà il 31 dicembre 2010.
Trentino Alto Adige: Nella Provincia di Bolzano la Delibera di Giunta 1609/2009 del 15 giugno, pubblicata sul Bollettino Ufficiale del 7 luglio, sta rendendo possibile la presentazione delle istanze da metà agosto. I lavori dovranno iniziare entro il 31 dicembre 2010.
Umbria: La L.R. 13/2009 del 26 giugno è entrata in vigore il 30 giugno. Dal 30 agosto è già possibile presentare istanza di ampliamento. Il termine della presentazioneè anche qui di 18 mesi.
Ancora un pò di attesa invece per i cittadini di altre 7 Regioni, dove il Piano Casa risulta già approvato, ma sono ancora aperti i termini per la presentazione di eventuali delibere comunali. Nel dettaglio:
Veneto: Con la L.R. 14/2009 dell’8 luglio, è entrata in vigore l’11 luglio e sarà valida per 24 mesi, fino all’11 luglio 2011. I Comuni deliberano entro il 30 ottobre se e con quali limiti applicare la legge sul proprio territorio. Le istanze potranno quindi essere presentate a partire dal 31 ottobre.
Abruzzo: In base alla Legge Regionale 16/2009 del 19 agosto, entrata in vigore il 29 agosto, i Comuni hanno a disposizione 120 giorni, quindi fino al 29 dicembre, per escludere dall’applicazione della norma determinati immobili o territori. Diventa possibile presentare domanda di ampliamento dal 30 dicembre per 24 mesi, fino al 30 dicembre 2011.
Basilicata: La Legge Regionale 25/2009 del 7 agosto è entrata in vigore l’8 agosto 2009. Dal 9 novembre sarà possibile l’inoltro della Dia. Ai Comuni è riservato infatti un limite di 90 giorni per modificare l’applicazione della legge, che resta in vigore per 24 mesi.
Lazio: Con la Legge Regionale 21/2009 dell’11 agosto, entrata in vigore il 5 settembre, quindici giorni dopo la pubblicazione sul Bollettino Ufficiale, i Comuni hanno a disposizione 90 giorni per la limitazione della legge o la riduzione degli oneri di urbanizzazione. Sarà quindi possibile presentare la Dia o le domande di concessione del permesso di costruire dal 6 dicembre fino allo scadere dei 24 mesi di validità della legge.
Puglia: Una nuova interpretazione della L.R 14/2009 del 30 luglio, che ha escluso il non residenziale dagli interventi di ampliamento volumetrico, ha spostato al 24 novembre il termine per le delibere comunali e al 25 novembre il via alle domande di riqualificazione edilizia. La norma ha una durata di 18 mesi.
Nelle Marche, la L.R. 22/2009 dell'8 ottobre, in vigore dal 16, dà ai Comuni 45 giorni di tempo, fino al 30 novembre, per l'approvazione delle delibere attuative. La presentazione della Dia e le richieste dei permessi avranno inizio dal primo dicembre per i successivi 18 mesi.
In Valle d’Aosta, Regione che non ha limitato la durata del Piano Casa, la L.R. 24/2009 del 4 agosto prevede per i Comuni la facoltà di imporre modalità costruttive diverse da quelle della norma regionale entro 30 giorni dal ricevimento della Dia. Questa possibilità è riconosciuta solo per gli interventi su immobili non vincolati.
Ricordiamo infine che in Calabria, Campania, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Molise, Sardegna e Sicilia l’iter di approvazione del Piano Casa non è ancora terminato. In questi casi i termini per le domande slitteranno molto probabilmente al prossimo anno.

 

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