Regione Veneto

Piano Casa Governo Berlusconi 2009

 

 

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31 ottobre 2009 - Il Giornale di Vicenza - Antonio Trentin

Piano casa, sì a regole per gli ampliamenti

CONSIGLIO COMUNALE. La maggioranza, con qualche voto differenziato, vota la delibera Via libera a interventi che riqualifichino le tecnologie delle abitazioni Limitate le operazioni su edifici di un secolo fa e le aree rurali di pregio
Quanto sta funzionando a Vicenza il Piano Casa di luglio, che la Regione ha trasferito da Roma a città e paesi del Veneto e che consente ampliamenti automatici - bastano progetto e dichiarazione - a chi vuole far più grande la casa dove risiede? Per il momento è tutt'altro che un boom: «Sette pratiche aperte in Comune» ha raccontato in sala Bernarda l'assessore all'edilizia Pierangelo Cangini. Altre ne arriveranno, ma lo slancio al settore edile in crisi (25 mila posti di lavoro persi nel Veneto) ancora non si vede. E il Piano, a giudizio di Cangini, resta ancora «un misto tra la politica degli annunci e la concretezza, un po' propaganda e un po' opportunità vera».
Intanto però vanno in vigore le norme che il Comune doveva specificare per gli ampliamenti degli stabili che non sono ‘prima casa': paletti limitativi, esplicativi e interpretativi rispetto alla normativa regionale, come richiesto dalla legge di luglio. Le hanno votate Pd, Vicenza capoluogo e Lista Variati, con il "no" del Pdl e di Vicenza libera (assenti Lega, Udc e 360°).
Da questa estensione del Piano potrebbero derivare più consistenti occasioni di cantieri e lavoro, ha auspicato Claudio Veltroni, presidente della commissione Territorio.
TEMPO LIMITE. Cangini ha portato al dibattito le indicazioni nell'ultimo giorno utile prima che arrivasse la Regione a "commissariare" la materia. Ci voleva più tempo, ha ammesso, per approfondire meglio le scelte, ma i chiarimenti da Venezia sono arrivati tardi. Durante la riunione consiliare è arrivato il resto: una mozione di Marco Zocca per conto del Popolo della libertà e 36 emendamenti alla delibera.
La maggior parte veniva del Pdl (Zoppello, Rucco, Zocca) in funzione aperturista: più possibilità di costruire. Limiti anti-cementificazione erano stati indicati invece dalla Lista Variati (con Francesco Vettori) e da Vicenza libera per quanto riguarda le case rurali. Le ultime proposte erano state inoltrate dai costruttori dell'Associazione industriali e presentate da Veltroni e Zocca.
PUNTI BASE. L'assessore ha segnalato - prima della lunga sequenza di votazioni - i punti fondamentali immessi dal Comune nella normativa regionale. Eccone un riassunto.
Nell'applicazione del Piano Casa vengono valorizzati la riqualificazione e l'aggiornamento tecnologico degli edifici. Viene limitato l'intervento su edifici dell'Otto-Novecento e nelle aree rurali di pregio, mentre nelle zone urbanistiche Rsa il "sì" agli ampliamenti è finalizzato al recupero di volumetrie esistenti, come i sottotetti. Il via libera a interventi con abbattimento di alberi è vincolato al Regolamento comunale sul Verde. Viene facilitato l'ampliamento degli stabili commerciali, compresi i negozi di vicinato come chiesto dal centrodestra. Non è consentita l'abbinata tra ampliamento in base alla legge e frazionamento delle unità immobiliari: in sostanza il Comune non vuole che si creino occasioni di speculazione immobiliare né che, realizzando più abitazioni singole ricavate in ampliamento, finisca gravata (con più residenti, più auto, più traffico) la situazione urbanistica.
VOTO DIFFERENZIATO. La maratonina di votazioni ha visto una differenziazione nella maggioranza: i variatiani si sono distinti dal resto del centrosinistra negando sempre il "sì" alle proposte di alleggerimento dei vincoli costruttivi del centrodestra (alcune accettate), mentre al contrario Luca Balzi (Pd) si è schierato in diversi casi col Pdl, fino ad astenersi nel voto conclusivo. Caratterizzante di tutto, alla fine, il pacchetto di 10 "sì" incamerato sugli emendamenti proprio dalla Lista Variati: una sequenza di richiami alla rigorosità nella concessione degli ampliamenti edilizi.
BIOTESTAMENTO RINVIATO. Rinviato, a fine serata, il voto sulla questione dell'istituzione di un registro per chi intende lasciare le sue volontà come "testamento biologico".

31 ottobre 2009 - L'Arena

Piano casa al via con clausola «anti-furbi» e mutui agevolati

EDILIZIA. Il nuovo regolamento licenziato dal Consiglio comunale fa proprie alcune proposte del Partito democratico. Chi venderà l'edificio o cambierà residenza entro cinque anni dal termine dei lavori dovrà versare gli oneri dai quali è stato esentato
Verona. Palazzo Barbieri ha dato il via libera definitiva al Piano casa, dopo l'approvazione in Consiglio comunale - con i 31 voti a favore della maggioranza e l'astensione dei 10 consiglieri di minoranza presenti - del regolamento che contiene le disposizioni attuative. Il testo approvato fa propri anche alcuni degli emendamenti presentati dall'opposizione. «Lo scopo della nostra proposta», spiega il capogruppo del Pd, Stefania Sartori, «è impedire operazioni puramente speculative ed elusioni dalla normativa regionale che riguarda solo le case di abitazione».
In pratica, con l'introduzione della nuova norma, se il proprietario, al termine dei lavori, sposta la residenza o vende l'edificio ristrutturato entro cinque anni dall'intervento edilizio di ampliamento, dovrà rimborsare per intero l'ammontare degli oneri di urbanizzazione, della cui esenzione aveva beneficiato. Il regolamento, su richiesta sia della maggioranza che dell'opposizione, esclude dai benefici del Piano casa anche i capannoni adibiti ad allevamenti intensivi.
«Una loro espansione», affermano gli assessori all'urbanistica, Vito Giacino e all'edilizia privata, Alessandro Montagna, «potrebbe bloccare i cantieri nelle abitazioni vicine, la cui distanza da tali impianti è regolamentata.
Gli assessori Giacino e Montagna fanno inoltre sapere che «per agevolare le famiglie e i titolari di negozi che necessitano di un mutuo, il Comune ha preso contatti con un importante istituto di credito veronese che metterà a disposizione un prodotto finanziario specifico».
«Il Piano casa è un provvedimento fondamentale per la nostra città», assicurano Giacino e Montagna, «che creerà nuove possibilità di lavoro per le piccole imprese, rappresenterà un'agevolazione all'utilizzo della bioedilizia e darà una risposta alle famiglie che hanno la necessità di ampliare la propria abitazione». In Consiglio Giacino aveva sottolineato che «il regolamento coordina le opportunità offerte dalla legge regionale con la pianificazione urbanistica in via di definizione, garantendo il rispetto del territorio e la qualità progettuale degli interventi, risultato raggiunto anche grazie al contributo della Commissione urbanistica e al parere positivo delle Circoscrizioni».
Il Piano casa si potrà applicare in tutto il territorio comunale, tranne il centro storico come prescrive già la legge regionale, ad esclusione dei parchi individuati dal Pat (parco dell'Adige nord e sud, Spianà, collina), degli edifici ricadenti in ambiti strategici per la riqualificazione e riconversione delle aree produttive di Verona sud, degli edifici che si trovano negli ambiti "Riva Acciai" e "Cartiere di Cà di David" e interessati alle varianti del Paqe, e gli edifici che già hanno usufruito di deroghe in fatto di volumetria e di cubatura. gli immobili con caratteristiche architettonico-ambientali meritevoli di conservazione e le cosiddette attività produttive fuori zona.

31 ottobre 2009 - Il Giornale di Vicenza - Veronica Molinari

Piano Casa, sì unanime Premiata la bioedilizia

Ok dal Consiglio con il plauso delle minoranze: «Così si rimette in moto il settore» Ampliamento fino al 30 % se si restaurerà utilizzando i principi del risparmio energetico. Fino al 40% se si demolirà e ricostruirà
Nessun onere di costruzione se rispetti l'ambiente. Scegliendo la bioedilizia, con impianti a risparmio energetico, l'esenzione è totale per i proprietari di immobili. Premiata, dunque, la scelta di sistemi ecocompatibili come pannelli solari per creare energia elettrica o acqua calda. È uno dei punti cardine del Piano Casa, presentato dal sindaco Alberto Neri e approvato all'unanimità in Consiglio.
LE NORME. Per 2 anni saranno possibili ampliamenti fino al 40% del volume. «Dalla legge regionale siamo arrivati - ha spiegato Neri- al testo comunale, con pareri di tecnici, associazioni di categoria e commissione urbanistica con l'obiettivo di tutelare il territorio. Si è imposta una sorta di supremazia del Regolamento edilizio e del Piano regolatore generale comunali, sulla legge regionale». In generale l'ampliamento massimo è del 20% del volume. Utilizzando la bioedilizia lsi sale al 30%. Fino al 40% del volume in caso di demolizione e ricostruzione. La legge regionale prevede una riduzione del 60% per il contributo di costruzione. Il piano casa comunale ha stabilito che, per l'incentivo alla bioedilizia, l'esonero fino al 100% dagli oneri se l'edificio rientra in classe A o B di risparmio energetico.
AMPLIAMENTI. Esclusi interventi in centro storico, Città sociale, residenze industriali, grandi impianti industriali Marzotto, lottizzazione Favorita, ex area Valdol o ex fungaia in contrada Mari. Niente ampliamenti sul patrimonio artistico e culturale della città: chiesetta di S. Maria di Panisacco, palazzetto Zenere, villa Orsini Marzotto compreso il parco della Biblioteca civica, palazzo Pedoni-Caneva-Perin, cimitero.
Escluse demolizioni e ricostruzioni in centri storici minori come Piana e Campotamaso, in edifici di pregio e in contrada. Nel rispetto del Prg, estensione di volumi consentita in zona industriale. Esclusi, invece, interventi in edifici industriali. SODDISFAZIONE. Il Piano casa piace alle opposizioni. «Un buon tentativo di rimettere in moto l'edilizia -ha affermato Carlo Fongaro, Lega-. La legge era molto generica, ma è stata calata nella nostra realtà con spirito di collaborazione». Per Lorenzo Bosetti si è trattato di «dimenticare per una volta le rigide norme urbanistiche, per avere una misura contingente per sostenere l'edilizia». Vittorio Vencato del Pdl ha auspicato «una proroga della legge per permettere a tutti di usufruirne. Semplificazioni e vincoli ci trovano d'accordo».

30 ottobre 2009 - Il Giornale di Vicenza

Montecchio - I Castelli fuori dal Piano casa

Il Consiglio ha approvato le linee direttive per l’applicazione della legge regionale sugli ampliamenti. Le abitazioni potranno essere ingrandite fino al 40 per cento del volume, ma non nel centro e nelle aree a rischio di incidente
Ampliamento massimo delle abitazioni del 40% del volume e una riduzione del 60% degli oneri di urbanizzazione per chi amplia la prima casa o utilizza le tecniche di bioedilizia. Questi i cardini del Piano casa di Montecchio, redatto dall'amministrazione di Milena Cecchetto su base della legge regionale 14, approvato in Consiglio comunale. AMPLIAMENTO. Il massimo consentito per l'ampliamento della cubatura delle abitazioni dovrà essere del 40%. Ammesse deroghe alle altezze solo nell'ipotesi che l'intervento di ampliamento sia finalizzato a migliorare le altezze utili esistenti, senza però aumentare il numero dei piani.
SCONTI FISCALI. Per chi amplia la prima casa o fissi i lavori entro 2 anni dall'entrata in vigore della legge regionale, avrà una riduzione del 60% degli oneri di urbanizzazione. In caso di utilizzo delle tecniche costruttive di bioedilizia e che prevedono il ricorso alle energie rinnovabili, verrà applicata un'ulteriore riduzione del 60%. Per le destinazioni diverse dalla residenziale, al fine di favorire l'ampliamento di piccole realtà produttive sul territorio castellano, è riconosciuta una riduzione del contributo di costruzione del 30%, qualora l'ampliamento sia uguale o inferiore a 200 metri quadri di superficie coperta.
CENTRO E CASTELLI. Non rientrano nel Piano i Castelli ed il centro storico. L'area Castelli, ha diversi vincoli: idrogeologico, paesaggistico, archeologico, di inedificabilità assoluta e monumentale. Per quanto riguarda il centro storico, dalla zona Valle fino a villa Cordellina, invece, essendo già interessati dal piano di recupero delle zone storiche, non rientrano nel regolamento. Saranno escluse dall'applicazione del Piano anche le zone a ridosso del centro storico, come ad esempio via San Pio X, nonostante ad oggi non abbiano un proprio piano di recupero.
EDIFICI STORICI E PIRUEA. Stesso discorso per edifici storici che, pur non essendo in centro, fanno parte del patrimonio della città: La Gualda, Villa Zanovello, la Colombaretta. Escluse anche le zone a rischio di incidente, come Fis e Missilgas, e le aree interessate dal Piruea, già individuate nella variante al piano regolatore. Come ha spiegato il geometra Luigi Schiavo, che ha illustrato il piano in Consiglio comunale, la legge non vieta l'edificabilità nelle zone a rischio ma il Comune ha deciso, per motivi di sicurezza, di non appesantire le situazioni anomale già esistenti.
ZONE AGRICOLE. Per quanto riguarda le zone agricole, se la legge regionale prevede che gli edifici possano ottenere l'ampliamento fino a 800 metri cubi, il Comune, ritenendo che questa volumetria rappresenti una quantità non trascurabile, ha deciso di attuare il Piano solo per la prima casa di residenza. Plauso al Piano casa anche dalle forze all'opposizione, che lo hanno approvato all'unanimità. «Nella stesura sono stati recepiti i principi di salvaguardia e sensibilità già espressi dalla precedente amministrazione - ha riassunto l'ex sindaco Maurizio Scalabrin - confermando anche le considerazioni inserite nel preliminare del Pat». Anche il capogruppo di minoranza Essere Montecchio, Pierangelo Carretta, è intervenuto sulla questione, evidenziando che «il settore edilizio potrà contare sul volano economico offerto dal piano».
«Si darà più lavoro a piccole imprese ed artigiani - ha aggiunto, dal fronte della maggioranza, Roberto Dambi di Montecchio Città-Udc - mantenendo inalterate le peculiarità del territorio». «Le indicazioni non deturperanno il territorio e l'abitato - spiega Emanuele Festival, capogruppo Pdl - ma favoriranno le energie rinnovabili e l'edilizia»

30 ottobre 2009 - L'Arena

Piano casa, «sì» al regolamento

Verona. Il Consiglio comunale ha approvato il regolamento comunale per l'applicazione della normativa regionale cosiddetta «Piano casa» che autorizza ampliamenti alle abitazioni e strutture private per contribuire a rimettere in moto il settore edilizio e delle piccole imprese.
Il provvedimento è passato anche grazie all'astensione dell'opposizione che, nonostante le critiche e gli emendamenti presentati, alcuni dei quali anche accolti dall'amministrazione, si è augurata che il regolamento sia una opportunità per le famiglie e per le imprese veronesi.
In particolare Roberto Uboldi (Pd) ha dichiarato: «Saremmo quasi tentati di rivendicare la paternità del Piano casa visto il nostro ordine del giorno del novembre del 2008, non abbiamo quindi pregiudizi di tipo ideologico sul provvedimento, ma vogliamo sottolineare che se, come auspicato, ci saranno 100mila nuovi posti di lavoro nei cantieri, non si finga di ignorare che la quasi totalità di questi posti sarà occupata da lavoratori stranieri».
Carlo Pozzerle (Pd) ha poi sollevato le sue perplessità rispetto agli ampliamenti previsti per i portatori di handicap, per i cosiddetti «intensivi» e sull'altezza degli edifici ampliati mentre il capogruppo Stefania Sartori ha giudicato la legge regionale «l'ennesimo pannicello caldo».
Dai banchi della maggioranza, Marco Comencini (Pdl) ha rassicurato dicendo che «ci sono già tanti regolamenti che vincolano le costruzioni, sia in altezza e distanze, e quindi in tante situazioni sarà difficile l'applicazione di questa legge e i conseguenti ampliamenti».
Infine l'assessore all'Urbanistica, accogliendo gran parte degli emendamenti e concordandone uno con la minoranza, ha replicato: «Sarà anche un pannicello caldo, ma è sempre meglio di niente», e ha annunciato che l'amministrazione ha già siglato un «protocollo d'intesa con il maggiore istituto di credito veronese che offrirà un prodotto specifico abbinato al piano casa».

30 ottobre 2009 - Corriere del Veneto - Alessandro Zuin

Cortina sfida la Regione: «Ampliamenti respinti anche per la prima casa»

Il sindaco Franceschi: «Non vogliamo agevolare i finti cortinesi». L’assessore Marangon: «Li capisco»
CORTINA D’AMPEZZO - Gelosa della sua peculiarità ambientale e di una politica urbanistica che da anni si misura con l’assalto delle seconde case, Cortina d’Ampezzo ha detto no al Piano casa voluto dalla Regione Veneto. Anche a costo di sfidare, sul piano giudirico, uno dei punti-cardine della legge che disciplina gli interventi a sostegno del settore edilizio, approvata in luglio dal consiglio regionale: l’applicazione automatica del bonus di ampliamento (20% della cubatura esistente) alla prima casa di abitazione, senza bisogno di alcuna autorizzazione o deliberazione da parte del Comune.
Invece no. Cortina è Cortina, unica e diversa anche in questo dal resto del Veneto. Perciò, come recita testualmente la delibera approvata mercoledì pomeriggio dal consiglio comunale, «questa Amministrazione si ritiene autorizzata a decidere, senza eccezioni, se e in quale misura applicare sul territorio comunale, interamente considerato, le disposizioni della legge regionale». Prime case comprese, naturalmente. Non è un desiderio di distinguersi dal resto del mondo. L’applicazione fortemente restrittiva del Piano casa risponde a una considerazione di fatto: anziché favorire i residenti cortinesi doc, che per la stragrande maggioranza sono proprietari di immobili nelle aree dove i bonus edificatori non si potrebbero comunque applicare (centro storico e centri frazionali, edifici storici o schedati, rustici), il Piano finirebbe per beneficare, in realtà, quanti possiedono nella Conca ampezzana una seconda casa.
Con un’ulteriore aggravante, sottolineata dal sindaco Andrea Franceschi: «Abbiamo un problema reale, rappresentato dai tanti cortinesi fittizi. Persone che hanno preso la residenza a Cortina, per motivi di agevolazioni fiscali o di altro tipo, ma che in realtà hanno qui la loro casa di vacanza e abitano da tutt’altra parte. Per non dire del fatto ­aggiunge il sindaco - che del bonus volumetrico potrebbero usufruire anche quanti dichiarano di voler prendere la residenza nell’arco dei prossimi 24 mesi. E se poi non lo faranno noi come dobbiamo regolarci, gli mandiamo le ruspe per abbattere il costruito? Meglio mettere dei paletti rigorosi prima. Per noi, restano valide le previsioni del Prg vigente e quelle del Piano di assetto territoriale (Pat) in fase di definizione».
Il Comune, sapendo che gli interessi in gioco sono forti e molteplici, si è tutelato nella stesura della delibera chiedendo la consulenza dell’avvocato Alessandro Calegari, esperto di diritto urbanistico ed edilizio. Spiega Calegari: «Cortina non vuole disapplicare la legge sul Piano casa o aggirarla, come dimostra la parte della delibera in cui si aumentano gli sgravi a quanti utilizzeranno, per la loro prima casa, tecniche costruttive di edilizia sostenibile. Semplicemente - continua l’avvocato -, in una realtà delicata dal punto di vista ambientale e paesaggistico come la Conca ampezzana, si vuole evitare che manovre poco accorte vanifichino l’attenta politica urbanistica del Comune. Anche alla luce della definizione molto discutibile che la Regione ha dato di prima casa». Già, la Regione. Come giudicano in laguna la «ribellione» di Cortina? Renzo Marangon, assessore regionale all’Urbanistica, ragiona con pacatezza: «Diciamo che considero Cortina come l’eccezione che conferma la regola. Mi rendo conto della specificità assoluta dell’Ampezzo, il cui mercato immobiliare è unico in Italia. Per questo - concede Marangon - posso comprendere le ragioni protezionistiche dell’amministrazione. Però mi riservo di leggere e valutare la delibera». Quel blocco sulle prime case, infatti, è destinato a non passare inosservato.

30 ottobre 2009 - Edilportale - Paola Mammarella

Piano Casa Veneto, nuova legge modifica norme urbanistiche

Chiarimenti su incentivi al fotovoltaico, ristrutturazioni edilizie, nuove costruzioni e concetto di prima abitazione
Si aggiornano le disposizioni regionali del Veneto in materia di edilizia e urbanistica. Con l’approvazione della Legge Regionale 26/2009, vengono apportate correzioni e integrazioni al Piano Casa, nonché chiarimenti sulla portata degli interventi di ampliamento volumetrico e riqualificazione in funzione anticrisi.
Fotovoltaico: Cambia parzialmente l’impostazione dell’articolo 5, che regola gli interventi per l’installazione di impianti solari e fotovoltaici. Secondo la nuova formulazione, non concorrono a formare cubatura aggiuntiva le pensiline e le tettoie realizzate su abitazioni esistenti alla data di entrata in vigore della legge, finalizzate all’impianto di pannelli solari e fotovoltaici di tipo integrato o parzialmente integrato, con potenza non superiore ai 6 Kw. Non costituiscono cubatura aggiuntiva neanche gli impianti aderenti, non aderenti o non integrati.
Pensiline e tettoie possono essere realizzate anche in zona agricola dopo la presentazione della Dia, denuncia di inizio attività, in deroga a regolamenti comunali e strumenti urbanistici e territoriali, fatto salvo quanto previsto dal Decreto Legislativo 42/2004, Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio.
Reinterpretati gli articoli che definiscono la prima abitazione del proprietario e la prima casa di abitazione, con cui si intende l’unità immobiliare di proprietà, usufrutto o altro diritto reale in cui l’avente titolo e i suoi familiari risiedono o si obbligano a stabilire la propria residenza e a mantenerla per ventiquattro mesi dall’entrata in vigore della legge.
Riviste anche le disposizioni sulle ristrutturazioni. In base al Testo Unico dell’edilizia, Dpr 380/2001, possono essere realizzate con l’integrale demolizione delle strutture murarie preesistenti per consentire nuove tecniche costruttive. La nuova costruzione dovrà però avere un volume uguale al precedente. La nuova legge prevede anche interventi di riedificazione con volumi inferiori.
Ricordiamo che gli interventi di demolizione e ricostruzione sono considerati ristrutturazione edilizia per la parte in cui rispettano la volumetria precedente e “nuova costruzione” per la porzione di ampliamento.
Modificata anche la Legge Regionale 11/2004, recante “Norme per il governo del territorio”. Secondo i nuovi orientamenti i piani regionali di settore approvati dal Consiglio regionale ed i piani di sviluppo delle grandi reti di servizi sono sempre oggetto di coordinamento con il PTRC, Piano territoriale regionale di coordinamento, che deve essere aggiornato per consentire un coerente quadro conoscitivo.

29 ottobre 2009 - Corriere del Veneto - Marina Menardi

Cortina boccia il Piano casa

«Agevola i non residenti che hanno soldi». Respinti gli ampliamenti delle abitazioni
CORTINA - Cortina boccia il piano casa della Regione, stoppando le possibilità di ampliamento delle abitazioni esistenti prevista dalla legge veneta approvata nel luglio scorso. La legge, che disciplina gli interventi a sostegno del settore edilizio e dell'edilizia sostenibile, dà la possibilità di ampliamento del 20% sulla prima casa o sulle abitazioni di chi entro i prossimi 24 mesi ha intenzione di stabilire la re­sidenza nel comune di Cortina, nonchè sulle strutture ricettive e produttive. La maggioranza di centrodestra che governa il comune ampezzano nel corso dell'ultima seduta consiliare ha votato a mag­gioranza contro il provvedimento. «Abbiamo interesse a mantenere un rigoroso controllo del territorio - ha spiegato l’assessore comunale all’edilizia Adriano Verocai - . Interesse che deve prevalere su quello dei privati».
Per il consiglio municipale di Cortina, l’ampliamento delle abitazioni «non rappresenta una priorità e rischia di agevolare soltanto i non residenti - puntualizza Verocai - con maggior capacità economiche». L'assessore aveva presentato una proposta di delibera in cui si dovevano respingere gli articoli 2, 3 e 4 della legge, cioè la parte riguardante gli ampliamenti degli edifici ad uso residenziale, in quanto ciò avrebbe favorito «nuove edificazioni e nuove residenze fittizie, andando contro la logica del Prg che vuole il blocco delle seconde case sul territorio di Cortina d'Ampezzo». E’ stata recepita, invece, la parte riguardante la possibilità di demolizione e ricostruzione con Dia (dichiarazione inizio attività), anzichè con permesso di costruire («i tempi di attesa vengono dimezzati »), e lo sconto del 60% sugli oneri di urbanizzazione per chi costruisce la prima casa seguendo i principi dell'edilizia sostenibile, a cui il Comune aggiunge un ulteriore sconto del 10%. Le minoranze hanno votato contro la delibera, sostenendo che «i cittadini stanno perdendo un'opportunità per sistemare le loro abitazioni ». Ha replicato il sindaco Andrea Franceschi: «Questa è una legge che può andare bene a Mestre, non a Cortina. Dobbiamo opporci ed essere uniti se vogliamo salvaguardare il nostro territorio».

28 ottobre 2009 - Il Giornale di Vicenza - Anna Lirusso

Via libera al Piano Casa Pannelli solari in centro

EDILIZIA. La Lega ha proposto otto emendamenti. Accolto solo quello sulle zone di espansione Documento varato all'unanimità dall'assemblea consiliare Tettoie e pensiline del fotovoltaico escluse dal computo dei volumi
Approvato all'unanimità, dal consiglio comunale di Schio, il Piano Casa che seguirà 4 indirizzi precisi: la sostenibilità, la crescita della città pubblica a servizio dei cittadini, uno sviluppo urbanistico armonico, la tutela del paesaggio e del territorio agricolo. Non sono tuttavia mancate le discussioni che hanno coinvolto soprattutto la Lega Nord.
«Un voto altamente significativo di cui la città deve essere orgogliosa» hanno commentato il sindaco, Luigi Dalla Via, e l'assessore al territorio, Giorgio Pizzolato.
Il capogruppo del Carroccio, Valter Orsi, pur condividendo in buona parte il lavoro della commissione preposta alla stesura del documento da approvare entro il 30 ottobre, prima di procedere alla votazione ha però chiesto di discutere 8 emendamenti. «Mi sembra una scorrettezza chiedere in questa sede la discussione di otto punti -ha replicato Paola Maso del Pd- escludendo dal dibattito tutti i professionisti che finora hanno collaborato attivamente al Piano casa». Degli emendamenti proposti, alla fine è stato approvato solo quello riguardante l'edilizia agevolata in alcune zone di espansione. Gli altri, pur raccogliendo i voti di Ups e Liga Veneta Repubblica, sono stati respinti.
«C'è stata un'evoluzione rispetto al progetto iniziale -ha spiegato Valter Orsi, dopo aver approvato il Piano- ma ci rimane l'amaro in bocca su alcuni punti che secondo noi andranno ad agevolare ancora una volta i proprietari dell'area ex Lanerossi». Il Pdl invece fin da subito aveva appoggiato il lavoro svolto e non aveva dubbi su quanto presentato al consiglio: «Il nostro giudizio politico sul documento, elaborato nell'ultimo mese da una commissione collaborativa e aperta al dialogo -ha sottolineato il capogruppo, Alberto Bressan- è positivo e non vediamo volontà di restringimenti per i cittadini».
In effetti tra le novità approvate c'è la possibilità di realizzare anche in centro storico tettoie e pensiline funzionali all'installazione di impianti solari e fotovoltaici, senza che queste entrino nel computo volumetrico dell'abitazione. Sarà inoltre possibile ricavare, attraverso l'applicazione degli incentivi volumetrici, più unità abitative: una misura pensata con l'obiettivo di contenere il consumo del suolo.
Il piano scledense così come è stato approvato è, tra l'altro, in linea con i principi posti dal Wwf.
È stato inoltre approvato all'unanimità con immediata esecutività l'acquisizione da parte del Comune di Schio del 48% delle quote della società consortile Fav Scarl, ente preposto alla formazione professionale post-diploma. Avendone già il 51%, ora l'Amministrazione ne detiene il 99%.

28 ottobre 2009 - L'Arena - Giancarla Gallo

Piano casa? «Va usato per favorire le famiglie»

>VALPOLICELLA. I consiglieri di Negrar, Pescantina, Sant'Ambrogio, San Pietro e Fumane Gli esponenti del centrosinistra: servono regole uniformi nei Comuni incentivando l'edilizia «positiva» e non gli interventi speculativi
I rappresentanti dei gruppi di minoranza, liste civiche e partiti del centrosinistra nei Consigli comunali della Valpolicella (Fumane, Negrar, San Pietro in Cariano, Sant'Ambrogio e Pescantina) hanno redatto un documento unitario, in cui si danno dei suggerimenti guida riguardanti la legge regionale 14 sul Piano casa. L'approvazione delle delibere deve avvenire entro il 31 ottobre.
Hanno sottoscritto il documento Mirco Frapporti per Fumane, Valentino Viviani per Negrar, Paola Zanolli per Pescantina, Elly Zampieri per Sant'Ambrogio e Elisa Cavazza per San Pietro. «Tutto il territorio della Valpolicella», spiega Frapporti, «è vincolato paesisticamente ai sensi e per gli effetti del D.Lgs 42/04 e negli ultimi tempi ci sono state diverse azioni tendenti a tutelare il territorio, come la proposta di "moratorie edificatorie" presentando in Regione specifiche interrogazioni a firma della Lega, Forza Italia, An e Udc e la raccolta di firme per la realizzazione del Parco della Valpolicella, proposta già depositata in Regione».
Partendo dalla necessità di salvaguardia della Valpolicella, il documento sottolinea alcuni punti fermi nell'applicazione del Piano casa, allo scopo di garantire l'applicazione della legge 14/09 come aiuto alle famiglie con prima casa, di realizzare un significativo miglioramento dell'efficienza energetica degli edifici, incentivare la realizzazione di interventi di adeguamento o miglioramento sismico, promuovere l'eliminazione delle barriere architettoniche, assicurare il rispetto dei requisiti igienico sanitari degli abitati e dei locali, favorire l'applicazione del Piano casa comunale come legge economica nelle parti positive per le famiglie e le disabilità, «al fine di evitare che si trasformi in aiuto a speculazioni edilizia». I gruppi del centrosinistra ritengono necessario che le singole delibere vengano uniformate per tutti i comuni della Valpolicella. «Si devono confermare i limiti nelle zone "A" centro storico così come perimetrato e definito dai rispettivi Prg vigenti», sottolinea Valentino Viviani, «e il Piano casa non va applicato agli edifici anche parzialmente abusivi soggetti all'obbligo della demolizione. Nel caso di ampliamento ci si deve attenere al rispetto delle norme di decoro architettonico previste dai regolamenti comunali vigenti».
«L'ampliamento del 20 per cento dovrebbe valere per edifici uni e bifamiliari o comunque con volumetria non superiore a 1.000 metri cubi, con aumento volumetrico massimo di 200 metri cubi», aggiunge Paola Zanolli. «Inoltre non deve essere consentita alcune deroga rispetto alle disposizioni dei piani e regolamenti vigenti in materia di standard urbanistici, sia per le zone agricole che commerciali e turistiche. Inoltre va limitata la deroga alle altezze dei fabbricati a un massimo del 20 per cento rispetto alle previsioni della pianificazione vigente e, per le aree collinari di pregio, non va permessa alcuna deroga, garantendo il rigido rispetto delle norme antisismiche più restrittive». Infine, «per ogni istanza si dovrà presentare un elaborato che illustri il corretto inserimento paesaggistico dell'intervento mediante rendering o fotomontaggio».

28 ottobre 2009 - Padova24Ore

Piano casa a Padova: Gianni Berno spiega dal suo punto di vista quanto accaduto in consiglio comunale

Da Gianni Berno capogruppo del Pd riceviamo e pubblichiamo una "cronaca" del consiglio comunale in cui si è discusso del piano casa:
Alle 1.30 circa è stato votato il piano casa proposto dalla nostra amministrazione che ha cercato con grande equilibrio di mediare tra alcune opportunità offerte dalla legge regionale alle famiglie e al sistema produttivo (nonché della ricerca e della logistica) per ampliamenti e la necessità di tutelare contestualmente l'ambiente, evitare speculazioni, porre una certa quantità di vincoli per governare l'operazione, non applicare il piano ad alcuni quadranti della città (es zip zona nord). Abbiamo assistito agli attacchi da destra dove si voleva dare la massima applicabilità all'espansione prevista dal piano casa regionale e ad un fuoco incrociato di emendamenti (oltre 60). Alcuni di essi sono stati presentati dai gruppi di maggioranza per mettere a punto alcuni passaggi del piano dopo l'ampio dibattito sviluppatosi; il resto degli emendamenti di Lega e PDL (circa 50) sono stati formalizzati ed interpretati nel classico stile ostruzionistico.
Molti erano davvero ridicoli sul piano tecnico e ancor più per le conseguenze laddove fossero stati accolti (vedasi esempi sotto riportati).
La "chicca" della serata è rappresentata dallo show Mazzetto che dopo aver richiesto di bloccare i lavori perché eravamo vicini alla mezzanotte (NB che il rallentamento dei lavori era frutto del loro ostruzionismo) a tre quarti della discussione sull'unico punto trattato (Piano Casa); al rifiuto ovvio della maggioranza che doveva votare il piano entro fine ottobre, la Mazzetto si è lanciata in urla e offese (documentate) a me rivolte in quanto proponente della delibera del 5/11 per la chiusura dei lavori entro le 24.
Il paradosso è che la consigliera Mazzetto ha abbandonato l'aula e se ne è andata a dormire lasciando però oltre 20 emendamenti della Lega che chi è rimasto ha dovuto votare (tutti bocciati) - in quanto già depositati e vagliati dall'amministrazioneenza- senza che si potesse fruire delle spiegazioni della proponente ....che era già a casa. Questa è la serietà dei ns colleghi di opposizione!
La consigliera Mazzetto poi dovrebbe studiarsi la famosa delibera sui tempi di chiusura del consiglio! Noi della maggioranza abbiamo votato (compresi Salmaso Avruscio Cavalla della minoranza) un impegno a trovare soluzioni tecniche che permettano il + possibile di chiudere entro la mezzanotte (anticipo dell'inizio consiglio, contenimento dei tempi di intervento ed altre soluzioni che dovranno essere trovate dalla conferenza dei capigruppo e votati in consiglio). Ora se non vogliamo prenderci in giro non si può fare ostruzionismo e poi chiedere a noi di bloccare i lavori alle 24; la proposta mia e del PD è una proposta seria che sollecità ad uno stile di responsabilità in consiglio ma che implica l'impegno di tutti - maggioranza e opposizione; se poi Mazzetto e anche Foresta vogliono provocare su questo tema credo che i fatti parlino da soli ed i cittadini capiscano chi vuole proporre uno stile di serietà ai lavori consiliari e chi fa show e pagliacciate. Poiché Mazzetto ieri è uscita urlando "pagliaccio" credo che ci sia da riflettere molto su alcune forze politiche e sulla loro credibilità. Comunque lei ha dormito sonni sereni alle 24 noi siamo stati responsabilmente a votare i suoi emendamenti - peraltro mal formulati - sino alle 1.30; poi il piano casa è passato col voto della maggioranza. Prevale equilibrio e senso di responsabilità, così si governa una città.
EMENDAMENTI DI PDL – LEGA SUL PIANO CASA .....SCELTI PER VOI!
Quando un gruppo consiliare presente emendamenti per una delibera importante come quella votata il 26/10 (Piano Casa) dovrebbe valutare se si tratta di una proposta che può essere sostenuta ed argomentata, quali effetti comporta in caso di voto favorevole.
Non so se i consiglieri PDL – Lega stessero attuando puro ostruzionismo scrivendo tutto e l’esatto contrario negli emendamenti oppure se non abbiano valutato la gravità delle proposte, qualora queste fossero state votate favorevolmente. Ovviamente la maggioranza le ha bocciate ma abbiamo scelto alcuni emendamenti particolarmente curiosi ed inquietanti:
EMENDAMENTO PDL PER FAVORIRE GLI ALLAGAMENTI (i titoli sono nostri)
Salmaso e Cruciato PDL chiedono - con uno dei tanti emendamenti presentati (la documentazione è agli atti) – che non venga rispettato il regolamento e le norme per la sicurezza idraulica pur coprendo nuovo terreno in base a quanto previsto dal piano casa. Sembra che questo emendamento voglia incentivare ...gli allagamenti!
CAOS PARCHEGGI
Altro emendamento PDL chiede di non rispettare la dotazione di parcheggi previsti per nuove unità immobiliari residenziali o commerciali...E le auto in più derivanti da maggiori volumi dove le mettiamo?
SFONDAMENTO PIAZZA DE GASPERI
L’area Piazza De Gasperi e Via Tommaseo è un’area che ha già volumetrie molto importanti (5 mc/mq); ancora la coppia Salmaso-Cruciato PDL propone l’aumento di volumetrie non si sa sviluppando i volumi come e dove fino a 7,5 mc/mq....avanti così e la piazza sprofonda sotto il peso dei volumi!
ANCORA MOSTRI PADOVA EST
Il PDL propone di applicare il piano casa anche nelle zone commerciali PT1-PT2-PT3....tanto per capirci su aree come l’IKEA, come non bastassero i disastri del passato su quell’area.
ADDOSSARSI AD UNA SCUOLA
Altro emendamento PDL propone il non rispetto delle distanze per le aree pubbliche; quanto a dire che un privato ad esempio può addossarsi ad una scuola o ad altra struttura pubblica.
COPIA E INCOLLA
La Lega invece ha copiato molte norme proposte nel pacco di emendamenti dal regolamento edilizio del Comune di Padova e quindi le loro proposte poco azzeccavano con il piano casa; Mazzetto & C. hanno copiato qua e là ma le proposte erano prive di senso, segno grave di incapacità amministrativa e di inadeguatezza. Lo show dell’abbandono della Mazzetto e degli altri leghisti prima della discussione dei loro emendamenti (con la scusa dell’ora) dimostra il disagio della Lega nel dover motivare a tecnici e amministratori una gran quantità di emendamenti insostenibili sul piano tecnico e delle motivazioni.
Infine gli emendamenti proposti da PD-IDV-Sinistra per Padova erano stati proposti e concordati dalla maggioranza con l’amministrazione dopo una serie di approfondimenti e discussioni, con vari confronti anche nei quartieri. Segno che il Consiglio sostiene con convinzione l’amministrazione ma esercita fino in fondo anche il ruolo propositivo che gli spetta.

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