Regione AbruzzoPiano Casa Governo Berlusconi 2009 |
![]() |
29 settembre 2009 - City Rumors - Domenico Rastelli
La provincia di Teramo pronta per il Piano Casa
La Provincia di Teramo, nell'ambito degli incontri organizzati con i Comuni per l'esame dei documenti preliminari del Piano Regionale Paesaggistico, ha dato la propria disponibilità per la formazione di un tavolo tecnico per l'applicazione del cosiddetto "Piano Casa". L'assessore provinciale all'Urbanistica, Vincenzo Falasca, ha chiesto alle Amministrazioni Comunali se ritenessero necessario un supporto della Provincia per gli adempimenti previsti dalla nuova normativa, ricevendo apprezzamenti positivi.
Pertanto nei prossimi giorni gli uffici provinciali organizzeranno alcuni tavoli tecnici per discutere con le amministrazioni comunali sia degli aspetti poco chiari della norma sia delle sue modalità applicative.
Il V Settore dell'Ente, diretto dall'Arch. Antonelli, si sta dimostrando fiore all'occhiello dell'Amministrazione fornendo contributi interessanti sia nello studio delle tematiche della pianificazione di area vasta, di concerto con altre Province e con l'INU, Istituto Nazionale di Urbanistica, sia nell'applicazione ed interpretazione delle normative in campo edilizio ed urbanistico, la cui continua evoluzione mette spesso in difficoltà le realtà comunali più piccole, dove gli uffici tecnici non dispongono di personale e di mezzi adeguati.
Il Sistema Informativo Territoriale del Settore è, inoltre, all'avanguardia per la gestione informatizzata di tutti i dati cartografici provinciali, fornendo assistenza a Comuni ed Enti nelle loro esigenze pianificatorie.
"Gli Uffici della Provincia - ha dichiarato l'Assessore Falasca - sono sempre stati a disposizione di Comuni e cittadini, solo che è spesso mancata l'informazione su tale disponibilità. Il patrimonio umano e professionale dell'Ente costituisce una risorsa preziosa alla quale chiunque, per le esigenze del territorio, può accedere, permettendoci così di lavorare in sinergia con altri organismi evitando inutili sovrapposizioni".
Oggi, 29 settembre, è previsto l'ultimo tavolo tecnico per l'esame delle tavole di analisi del P.R.P.
10 settembre 2009 - Edilportale - Rossella Clabrese
Abruzzo: definiti i criteri per assegnare le C.A.S.E.
Priorità alle famiglie numerose, destinazione più vicina possibile alla zona di provenienza
Sarà il sindaco dell’Aquila ad individuare, con proprio decreto, i nuclei familiari o di coabitazione che saranno ospitati nei complessi del Piano C.A.S.E., destinati ai cittadini aquilani le cui abitazioni hanno avuto esito di agibilità E o F o che si trovano nelle “zone rosse” della città. È quanto previsto dall’Ordinanza n. 3806 firmata il 14 settembre dal Presidente del Consiglio.
Nella definizione delle graduatorie avranno la priorità i nuclei familiari numerosi, composti da almeno tre persone o da un solo genitore con un figlio minore a carico, che potranno andare ad abitare in una zona il più possibile vicina a quella dove vivevano prima del 6 aprile. I componenti della famiglia devono essere cittadini italiani, o dell’unione europea, o di Paesi extraeuropei con regolare permesso di soggiorno e non devono avere a disposizione soluzioni abitative alternative, anche in affitto, nel comune dell’Aquila e nei comuni vicini.
Nell’assegnazione delle case verrà tenuto conto anche della presenza in famiglia di disabili, anziani, lavoratori occupati nella regione Abruzzo al momento del terremoto, studenti e minori in età prescolare. L’assegnazione di un alloggio nel Piano C.A.S.E. determina la decadenza del diritto al contributo di autonoma sistemazione.
Sarà sempre il sindaco dell'Aquila ad individuare i cittadini delle frazioni, la cui abitazione è stata distrutta o è classificata con esito di agibilità E o F, che avranno diritto all’assegnazione dei Moduli Abitativi Provvisori (MAP).
10 settembre 2009 - Teramo news
A Giulianova si discute il Piano Casa
Venerdì 11 settembre, alle ore 17.30, nell’aula magna della Facoltà di Scienze del Turismo a Giulianova, si terrà un incontro sulla Legge Regionale 16 del 19 agosto 2009. L’incontro è promosso dal consigliere regionale Claudio Ruffini, in collaborazione con i circoli PD di Giulianova, per informare la cittadinanza sulle novità contenute del testo del nuovo Piano Casa Regionale.
“Una legge” spiega Ruffini “che è il frutto del lavoro congiunto tra diversi attori come ANCI, ANCE e le Associazioni Ambientaliste. Chiameremo a raccolta sia la società civile che i tecnici del settore, per farli partecipi del lavoro svolto in Consiglio Regionale, anche in previsione della Legge sull'Urbanistica che tra poche settimane arriverà in II Commissione”.
All’incontro parteciperanno anche Antonio Sorgi, direttore della presidenza Giunta Regionale e Assetto del Territorio, Antonio Centi, presidente ANCI Abruzzo, Serafino Pulcini, presidente ANCE Teramo e Dante Caserta, consigliere nazionale WWF. L'incontro, rivolto a tecnici, geometri, ingegneri, architetti ed imprese edili, è aperto a tutta la cittadinanza.
9 settembre 2009 - FAI
Piano casa, prosegue azione del FAI
Da una parte il pericolo che incombe sulle coste della Sardegna, dall'altra il rischio per edifici storici, borghi e parchi in Abruzzo. Le minacce al paesaggio legate al cosiddetto Piano casa si moltiplicano su tutto il territorio nazionale. Il FAI, insieme alle altre associazioni ambientaliste, non abbassa la guardia e prosegue la battaglia sul campo.
Un “passo indietro” sul Piano casa in Sardegna. Una rinuncia in toto alla cosiddetta legge “Attila” in Abruzzo. Due richieste separate ma simili, che nascono da un'unica, pressante esigenza: fermare i danni provocati dalle attuazioni regionali del Piano casa, nell'ottica di difendere e mantenere per le future generazioni quel patrimonio unico d'arte e natura messo sempre più in pericolo nel nostro Paese dall'avanzata del cemento e della speculazione edilizia. Due richieste che nascono dalla volontà del FAI, affiancato dalle altre associazioni ambientaliste, di non abbassare mai la guardia, portando avanti senza sosta la propria battaglia per la tutela del paesaggio italiano.
La prima richiesta arriva direttamente dalla Presidente FAI, Giulia Maria Mozzoni Crespi che, in un'intervista rilasciata a “La Nuova Sardegna” del 31 luglio scorso, chiede al Consiglio regionale sardo in procinto di recepire il Piano casa di fare “un passo indietro. Di ripensare. Di non avallare l'autocertificazione. Di aiutare piuttosto l'agricoltura, la zootecnica; di favorire e aiutare i prodotti tipici locali, l'artigianato, di promozionali”.
Secondo la Crespi, ciò che serve per salvare le coste della Sardegna dal cemento è puntare su un “turismo di qualità, un turismo disciplinato” e sul “rispetto per i piani paesistici”. Perché, sottolinea la Presidente FAI, “stanno svendendo la Sardegna facendo credere che in questo modo si incentiva la ripresa”.
Rischi simili stanno correndo oggi anche gli edifici storici, borghi e parchi in Abruzzo a causa di quella legge “Attila” che permetterà di costruire senza limiti favorendo la devastazione di natura, paesaggio, architettura e storia della Regione. Contro il Piano casa abruzzese si è mosso il FAI, al fianco di Legambiente, LIPU, WWF e Italia Nostra, chiedendo ad alta voce di fermare una legge che prevede la possibilità di allargare del 20% tutti gli edifici oppure di abbatterli ricostruendoli con un premio di cubatura tra il 30% e il 65%, senza distinzioni tra quelli residenziali e quelli industriali e senza limiti di cubatura, a differenza delle leggi già approvate in altre regioni come Toscana, Emilia Romagna e Lombardia.
Come sottolineano le associazioni ambientaliste, una delle norme più gravi è proprio quella che permette di applicare la legge anche nelle aree archeologiche e sugli edifici storici. Anche se le Soprintendenze potranno opporsi a queste iniziative, è chiaro che sarà impossibile per loro istruire tutte le migliaia di pratiche che potrebbero arrivare, visto anche il silenzio/assenso che scatta in automatico dopo 60 giorni.
Sulla base di queste riflessioni, il FAI e le altre associazioni ambientaliste hanno chiesto il rinvio dell'approvazione, al fine di emanare una legge che non porti alla deregulation edificatoria e di varare provvedimenti che contengano chiare e precise norme sul risparmio energetico e sulla bioedilizia, con stringenti forme di verifica e controllo sugli obiettivi da raggiungere.
5 settembre 2009 - Adnkronos
Sindaco dell'Aquila: ''Il nostro obiettivo è conservare il tessuto sociale''
'Siamo impegnati nella costruzione di circa 1.000 case in legno da collocare nelle frazioni, che si andranno ad aggiungere a quelle già previste dal Piano Casa''
"L'iniziativa - dice Massimo Cialente all'Adnkronos - nasce per venire incontro alle richieste agli abitanti di alcune frazioni che non intendono andare in altre località. I nostri concittadini sono legati al territorio, è un po' come Siena con le contrade''
1 settembre 2009 - Edilio
Piano casa: in Abruzzo fuori strutture ricettive e sottotetti
In Abruzzo è pronta la legge regionale che recepisce il Piano casa nazionale. Unica eccezione, però, sono gli incentivi per i sottotetti e le attività ricettive turistiche.
Per queste tipologie costruttive saranno emanati provvedimenti appositi.
Pubblicato sul Bollettino Ufficiale della regione Abruzzo n. 45 del 28 agosto 2009, la legge regionale 19 agosto 2009 n. 16 recante "Intervento regionale a sostegno del settore edilizio" c.d. Piano casa. La legge regionale rappresenta l'atto di competenza regionale nel più generale Piano Casa votato dal Governo e concordato con le Regioni in sede di Conferenza.
Il Piano Casa Abruzzo, che dunque va da integrare quello nazionale, ha espressamente escluso i sottotetti e gli incentivi alle attività ricettive turistiche che, come hanno spiegato i consiglieri Luca Ricciuti e Berardo Rabbuffo, "saranno approvati con leggi regionali ad hoc".
Il Piano Casa è essenzialmente tarato su abitazione residenziale.
I privati potranno ampliare fino ad un massimo di 200 metri cubi, con un intervento minimo di 9 metri quadrati.
Capitolo importante è stato riservato alla demolizione e ricostruzione: i privati che abbattono le abitazioni possono ricostruzione fino a un massimo del 65% di cubatura in più.
Si tratta di una percentuale di premialità, nel senso che si può arrivare al 65% di maggiore cubatura solo se le nuove costruzioni sono realizzati con particolari materiali di bioedilizia realizzando un edificio di catalogabile in classe energetica B.
Le norme riportate nel Piano Casa non si applicano alle aree vincolate di qualunque genere, come pure nelle zone "A" di centro storico.
I comuni, che vogliono avvalersi delle norme del Piano Casa, sono tenuti a recepire la legge con atto deliberativo del Consiglio comunale entro 120 giorni dall'entrata in vigore e in ogni caso gli incentivi hanno valore di 24 mesi.
Per i comuni inseriti nel cratere del terremoto, gli incentivi della presente legge hanno una validità maggiore, pari alla durata dello stato di emergenza superiore anche ai 24 mesi
