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12 settembre 2009 - TerraNews
Piano Casa: a Ferrara i Verdi si astengono.
Bocciate le proposte di esclusione degli edifici condonati, delle aree di rispetto previste dal Piano Aria e degli edifici tutelati dal PSC.
Astensione dei Verdi nella Circoscrizione 1 sulla delibera del Comune di Ferrara sulla legge regionale sul Piano Casa. Leonardo Fiorentini, Presidente del Gruppo dei Verdi in circoscrizione commenta così il voto: "avevo presentato 3 proposte di integrazione, credo di assoluto buon senso, alle esclusioni già previste dalla delibera dell'amministrazione che sono state purtroppo respinte quasi all'unanimità. Di fronte a questa indisponibilità a tentare di salvaguardare ulteriormente il nostro territorio, il nostro patrimonio urbanistico e soprattutto il grande lavoro portato avanti dalla stessa maggioranza solo pochi mesi fa con l'approvazione del PSC mi son visto costretto all'astensione".
Le tre proposte del consigliere riguardavano gli edifici condonati, i vincoli dettati dal Piano Aria e la garanzia di tutela degli immobili di pregio individuati con il PSC. Spiega Fiorentini: "con la prima proposta, che riprendeva una norma fatta propria dalla regione toscana, si voleva escludere dall’applicazione delle norme del piano casa gli edifici che negli anni passati hanno già usufruito, condonando superfici utili, del loro “piano casa fai da te”. Premiare chi in sfregio delle norme urbanistiche ha edificato o ampliato, con una nuova possibilità di ampliamento mi sembra un po’ troppo. Per rispetto del Territorio, della legalità e degli altri cittadini rispettosi delle norme."
La seconda proposta riguardava invece l'introduzione dell'esclusione anche degli edifici all'interno delle fasce di rispetto derivanti dal Piano di Tutela e Risanamento della Qualità dell'Aria. "Si tratta - continua il consigliere verde - di uno strumento di Pianificazione sovraordinato approvato dall'Amministrazione provinciale che al fine di ridurre la popolazione esposta a fonti emissive di notevole entità (come le infrastrutture di trasporto) prevede l'inedificabilità a 50 metri da strade di scorrimento e dalle strade extraurbane provinciali, e 150 metri da autostrade e raccordi autostradali. Ma evidentemente - sorride Fiorentini - non ci si preoccupa di aumentare i potenziali iscritti ai comitati antitangenziale..."
L'ultima proposta riguarda infine gli edifici tutelati dal PSC: "per gli interventi del piano casa varrà la categoria del vecchio PRG finchè non sarà approvato il RUE. Siccome è possibile che ci siano edifici per cui ora sono previsti “interventi di ripristino edilizio e di ristrutturazione edilizia e urbanistica” (per i quali la legge regionali consente l'ampliamento) mentre nel PSC sono stati definiti di “interesse storico-architettonico” (ovvero la tutela maggiore) la proposta è di escludere almeno gli immobili definiti dal PSC vigente appunto di “interesse storico-architettonico”. Questo per esser certi di non dilapidare parte del lavoro fatto negli ultimi 10 anni di pianificazione urbanistica, in particolare si pensi solo a tutta l'analisi e la tutela proposta per l'architettura del novecento.
Il consigliere, che non risparmia certo le critiche al Piano Casa di Berlusconi "un provvedimento che scarica sul territorio inteso come bene comune (e sulla domanda di cemento) l’incapacità della politica di dare risposte nuove alla crisi economica in atto", conclude con una speranza: "mi auguro sinceramente che l'Assessorato e il Consiglio Comunale abbiano il tempo di riflettere e possano migliorare il provvedimento".
Il testo dell'intervento in Consiglio, le proposte, e gli esiti dei voti sulle integrazioni sono on line sul
blog di Leonardo Fiorentini.
11 settembre 2009 - Cronaca Comune
CIRCOSCRIZIONE 3 - L'esame del 'Piano Casa'
Il Consiglio della Circoscrizione 3 si riunirà lunedì 14 settembre alle 18.30 nella sede di piazza Buozzi 14 a Pontelagoscuro. Questo l’ordine del giorno della seduta: - Rettifica della delibera “Costituzione Commissioni Consiliari Circoscrizionali Permanenti: determinazione numero delle Commissioni, competenze per materia e composizione numerica”; Espressione parere su ‘Applicazione ai sensi dell’art. 55 comma 3 della legge Regionale del 06/07/2009 n. 6 Governo e riqualificazione solidale del territorio (Piano Casa)’. All’incontro, per la seconda fase dei lavori, sarà presente l’assessore comunale all’Urbanistica Roberta Fusari.
11 settembre 2009 - RomagnaOggi.it
Forlì, piano casa: nuovo scontro tra maggioranza e opposizione sul piano casa
Prosegue lo scontro tra opposizione e maggioranza a Forlì. Dopo la polemica sulle presidenze delle commissioni consiliari e l'attacco del coordinatore Alessandro Rondoni sulla questione del centro storico, questa volta è l'attuazione del piano casa ad alimentare la divisione. "A Forli' alla fine si potra' agire su pochi edifici, cento o duecento", lamenta il consigliere del Pdl Antonio Nervegna, che pone in evidenza le limitazioni che la giunta Balzani avrebbe posto al piano del governo.
"Basterebbe applicare la legge regionale cosi' com'e', che e' gia' molto limitativa". Il Comune, invece, avrebbe agito, per il consigliere azzurro, "sulle case sparse in campagna che, per le distanze dai confini, sono quelle che hanno piu' possibilita' di ampliamento, col risultato che si inficia ancora di piu' quei risultati che la legge avrebbe dovuto dare, di lancio dell'edilizia". Il piano casa è uno dei temi che saranno posti al centro.
Anche Francesco Aprigliano (Lega Nord) parla di "complessiva disapprovazione del provvedimento, nonostante riconosciamo la disponibilita' alla discussione". In base alla delibera sono esclusi dai benefici del piano casa gli edifici del centro storico, le espansioni storiche del centro, le strutture risalenti al periodo razionalista, i borghi storici fuori citta', il villaggio Matteotti, le ville e i parchi, le aree boscate.
Sugli edifici diffusi sul territorio con funzioni agricole e abitative, invece, la concessione e' subordinata, spiega l'assessore all'Urbanistica Paolo Rava, "a requisiti di risparmio energetico e il non utilizzo di materiali provenienti da sintesi chimica". Insomma, un punto qualificante rappresentato dall'attenzione alle emissioni di anidride carbonica, "che si riducono vietando quei materiali che la generano a monte nel loro processo di produzione", spiega Rava.
Difende il dispositivo Marcello Rosetti, capogruppo del Pd: "Non vedo limitazioni ulteriori alla legge regionale nel dispositivo che ci propone l'assessore", dice rispondendo alle critiche dell'opposizione. Ammette Rosetti: "E' vero forse che i requisiti per la riduzione dell'anidride carbonica riguarderanno poche unita' alla fine, ma si da' un chiaro messaggio politico: iniziare a inserire nella normativa concetti legati alla natura dei materiali usati".
9 settembre 2009 - Estense.com
Piano casa, serve il parere del Comune
Ogni intervento di ampliamento, demolizione o ricostruzione di edifici abitativi consentito dalla Legge regionale 6 del 2009 dovrà ottenere il parere preventivo della Commissione comunale per la qualità architettonica e il paesaggio. E’ questa una delle indicazioni approvate dalla giunta, e presto al vaglio del consiglio, per l’applicazione nel territorio comunale della legge regionale in materia di "Governo e riqualificazione solidale del territorio" che recepisce l’intesa dell’aprile scorso tra Stato, Regione ed Enti locali, nota come ‘Piano casa’ e finalizzata al rilancio dell’attività edilizia.
Le disposizioni comunali prevedono inoltre una serie di esclusioni territoriali agli interventi di ampliamento, demolizione e ricostruzione e definiscono ulteriori limiti e condizioni all’esecuzione degli interventi, così come consentito dalla stessa legge regionale.
8 settembre 2009 - RomagnaOggi.it - Sauro Turroni (Verdi)
Forlì, Turroni (Verdi): "Piano Casa, porterà solo danni al territorio"
Da quello che si legge sui giornali le proposte avanzate dalla AC paiono indicare obiettivi condivisibili, pur all'interno del c.d. piano casa, ennesimo provvedimento di deregulation urbanistica che , come tutti quelli che lo hanno preceduto, porterà solo danni alla collettività e al territorio.
Quindi legare la riduzione dei consumi energetici agli ampliamenti è senz'altro un fatto molto positivo che i verdi apprezzano.
Per quanto riguarda le case agricole vorremmo sottolineare due questioni che a nostro avviso dovrebbero indurre il sindaco ad un atteggiamento di massimo rigore : il piano regolatore vigente pare aver individuato numerosi edifici di interesse storico - testimoniale, la cui tipologia merita di essere conservata .
A questi edifici non dovrebbero applicarsi le norme che consentono l'ampliamento previste dal c.d. piano casa.
Inoltre l'aumento indiscriminato del carico urbanistico in zone agricole lontane dai servizi non farebbero altro che aumentare i loro costi complessivi con danno economico per tutti i cittadini costretti a pagare i maggiori oneri derivati dal diritto di tutti di accedere ai servizi medesimi.
Infine ricordiamo a chi negli ultimi giorni si è si improvvisato urbanista, che da tempo la proposta di Italia Nostra di assimilare il territorio agricolo, non ancora compromesso da quella che Antonio Cederna chiamava la repellente crosta di cemento e asfalto, al tessuto storico delle città, adottandone identici principi di tutela : questa proposta, scaturita dal lavoro della più importante associazione di tutela del nostro paese, deve essere a fondamento della azione della amministrazione comunale il cui territorio negli ultimi decenni è stato troppo spesso oggetto di sconsiderate espansioni in zone vocate all'agricoltura, di residenze e attività produttive , con procedute discutibili e con risultati assai negativi.
5 settembre 2009 - Il Resto del Carlino - Roberto Romin
‘Il piano casa del Governo qui non sarà vantaggioso'
UNA DECINA di richieste di informazioni su come applicare la delibera regionale, niente più». Gabrio Maraldi, assessore comunale all’urbanistica e all’edilizia, ha dato in questi termini la dimensione dell’impatto del cosiddetto ‘Piano casa’ sul territorio ravennate. «Non chiedetemi — ha aggiunto in maniera un po’ ironica — quanti saranno gli edifici che beneficeranno dell’input lanciato dal Governo Berlusconi e recepito dalla conferenza Stato-Regioni ed Enti locali. Di certo, nel caso specifico di Ravenna, con il Rue appena approvato, l’applicazione del ‘Piano casa’, che per altro ha una validità temporanea, ovvero fino al 31 dicembre 2010, sarebbe vantaggiosa solo nelle zone sature, ma noi le abbiamo escluse in partenza dalla possibilità di modifiche strutturali. Dunque, da noi, il provvedimento del Governo è certamente meno appetibile da parte dei cittadini, anche perché, fra l’altro, non è applicabile, ad esempio, su case con abusi edilizi accertati».
SECONDO Palazzo Merlato dunque, l’incidenza del ‘Piano casa’, studiato per il rilancio dell’attività edilizia, sarà tutto sommato limitata: «I dati andranno valutati sul medio periodo — ha aggiunto Maraldi — ma già oggi posso dire che, agli uffici comunali, le richieste di permessi per costruire sono calate del 50 per cento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno». Il che significa: crisi evidente a livello generale e meno oneri di urbanizzazione nelle casse del Comune. Vanno tuttavia ricordati i principali obiettivi che le Regioni si sono impegnate a perseguire, recependo con proprie leggi la ratio del ‘Piano casa’. Prima di tutto, gli interventi di ampliamento della volumetria esistente in edifici residenziali uni-bi familiari, dovranno essere non superiore ai mille metri cubi, per un incremento complessivo non superiore ai 200 metri cubi. Senza dimenticare gli interventi straordinari di demolizione e ricostruzione con ampliamento per edifici a destinazione residenziale esistenti al 31 marzo 2009: essi dovranno ricadere in un limite massimo del 35 per cento della volumetria esistente.
OLTRE ai vincoli imposti dal Rue, esistono comunque ulteriori limitazioni, imposte proprio dal ‘Piano casa’. Sono infatti esclusi gli edifici vincolati, quelli nei centri storici di Ravenna, S. Alberto, Castiglione di Ravenna e Coccolia, così come quelli nelle zone di tutela naturalistica, nel sistema forestale e boschivo, negli invasi, negli alvei di laghi, bacini e corsi d’acqua e nelle zone di tutela della costa e dell’arenile, all’interno delle aree dei parchi e delle riserve naturali, sul demanio statale, regionale, provinciale e comunale a vincolo di inedificabilità assoluta, e nelle zone classificate a rischio idrogeologico molto elevato. Nei centri abitati, devono essere reperiti i parcheggi dovuti all’ampliamento. E poi c’è ovviamente il divieto di cumulo con gli ampliamenti ammessi dai piani: «Non si possono sommare — ha concluso Maraldi — i benefici del Rue con quelli del ‘Piano casa’, così come sono vietati i cambi di destinazione d’uso. Infine, se trasformo un appartamento in due, le due nuove unità abitative potrò metterle sul mercato solo ad affitto concordato».
3 settembre 2009 - RomagnaOggi.it - Giuliano Pedulli - Consigliere regionale PD
Forlì: Pedulli (Pd): "Piano casa? Bene come l'ha 'corretto' la Regione"
Ho trovato appropriate e motivate le dichiarazioni dell'Assessore Rava sull'applicazione del piano casa.
Le uscite dei giorni scorsi del consigliere Nervegna, erano frutto di pregiudizi ed erano legate agli intendimenti originali del Presidente Berlusconi più che ai contenuti della legge regionale. Quando il governo pose la questione, infatti, gli interventi sull'edilizia erano stati presentati come una misura per affrontare la crisi economica del Paese, con un bonus di ampliamento del 20% indiscriminato, a prescindere da qualsiasi altro criterio.
E' stato il Presidente Errani, quale Presidente della Conferenza Stato-Regioni, a mettere sul binario giusto il problema. E la Giunta Regionale prima e l'Assemblea legislativa della nostra Regione poi, sono state fra le prime in Italia ad emanare ed approvare una legge specifica. La legge n. 6 del 6 luglio 2009, che porta un titolo inequivocabile: "Governo e riqualificazione solidale del territorio".
Ci sono molti punti importanti in questa legge, ma a me pare che ce ne siano quattro fondamentali:
1 - la promozione della partecipazione alla definizione degli obiettivi della qualificazione urbana;
2 - la valutazione di sostenibilità e il monitoraggio dei piani, attraverso la Valsat (Valutazione preventiva della Sostenibilità Ambientale e Territoriale). Ciò allo scopo di favorire la qualificazione e il recupero, rispettando la disciplina sugli edifici di valore storico-architettonico, culturale e testimoniale, in coerenza con i caratteri storici, paesaggistici, ambientali e urbanistici degli ambiti ove tali edifici sono ubicati
3 - su questi presupposti, la pianificazione urbanistica stabilisce incentivi volumetrici e altre forme di premialità, perseguendo precisi obiettivi di interesse pubblico. In particolar promuovere la qualificazione urbana, anche con interventi edilizi che qualifichino i tessuti urbanimigliorare l'efficienza energetica degli edifici, applicando integralmente i requisiti di prestazione energetica degli edifici. Di qui l'affermazione dell'Assessore che Forlì potrebbe formulare "il primo piano casa eco-sostenibile"; incentivare interventi di adeguamento e miglioramento sismico; promuovere l'eliminazione delle barriere architettoniche, assicurare il rispetto dei requisiti igienico-sanitari delle abitazioni e la sicurezza degli impianti dei luoghi di lavoro
4 - realizzare la semplificazione e la celerità delle procedure abilitative. Resta fermo lo svolgimento dei necessari controlli sui progetti, sulle opere in corso d'opera e su quelle realizzate. Dentro questo schema, come dichiara giustamente l'Assessore Rava, vanno considerate le opportunità che ciascuno può cogliere, senza alcuna discriminazione.
Per questo le polemiche a prescindere sono improprie, perché proprio utilizzando il metodo previsto dal primo punto della legge, la partecipazione, chi ha idee valide, che vengano dalla maggioranza o dalla minoranza, ritengo saranno sicuramente valutate nel merito, con obiettività, senza paraocchi.
Solo alla fine del percorso, ciascuno potrà giudicare.
3 settembre 2009 - RomagnaOggi.it
Forlì, piano casa. L'assessore: "Risparmio e riduzione delle emissioni di Co2"
Paolo Rava, da meno di due mesi assessore comunale all'Urbanistica del Comune di Forlì, spiega i contenuti del piano casa che sarà discusso nei prossimi giorni, replicando alle accuse piovute dal Pdl nei giorni scorsi. "Abbiamo fatto in maniera che ci siano opportunita' per tutti e di restringere il meno possibile l'applicazione del piano casa". Per Rava "Le dichiarazioni del consigliere Nervegna (che puntava il dito sulle case rurali, ndr) sono prive di fondamento".
Queste tipologie di abitazioni, spiega l'assessore, "potranno ricorrere alle opportunita' del piano se in possesso dei requisiti richiesti dalla legge regionale". Rava sostanzialmente spiega che, per quanto riguarda le restrizioni alla possibilita' di aumentare le volumetrie residenziali, non ci saranno limitazioni comunali rispetto a quelle gia' previste dalla normativa varata dall'Assemblea emiliano-romagnola.
Altro e', invece, quello che per Rava e' il punto qualificante dell'applicazione forlivese del piano nazionale: l'attenzione al risparmio energetico e alle emissioni di Co2. Anzi, quello di Forli' potrebbe essere il primo piano casa eco-sostenibile.
"Non mi risulta che altri Comuni abbiano intrapreso questa strada", risponde Rava. "E' l'innovazione che il Consiglio comunale vuole introdurre: fare di Forli' una citta' a minori emissioni di anidride carbonica". In pratica, gli ampliamenti potrebbero essere subordinati a scelte di maggiori risparmio ed ecologia nelle abotazioni. L'assessore non svela i dettagli, ma specifica che il piano e' stato discusso e vede l'apporto di tutti i soggetti interessati e dagli operatori dell'edilizia.
2 settembre 2009 - Sassuolo2000
Piano Casa del governo, PD: quali effetti su Modena?
Conoscere gli effetti nel Comune di Modena del cosiddetto “Piano Casa” messo in campo dal governo e valutare con quali strumenti il Comune intende affrontare e risolvere il problema della qualità degli interventi previsti dal Piano, sia dal punto di vista eco-ambientale che da quello architettonico. Questi i contenuti dell’interrogazione presentata in questi giorni dal consigliere Fabio Rossi – del gruppo del Partito Democratico di Modena – sugli effetti del Piano Casa nel comune di Modena.
“Il piano casa del governo – sostiene il consigliere Rossi – non prevede stanziamenti per la costruzione di alloggi popolari, ma di fatto liberalizza gli interventi edilizi consentendo ampliamenti fino al 35 percento della volumetria esistente. Si tratta quindi di una deroga agli strumenti urbanistici, che consente nella sostanza di legalizzare abusi di diverso tipo.
Il fatto poi – aggiunge Rossi – che questo impianto normativo lasci campo libero a possibili meccanismi speculativi ci fa temere probabili ricorsi al lavoro sommerso e quindi a inevitabili rischi per la sicurezza nei cantieri. Per questi motivi – conclude il consigliere democratico – è necessario garantire la tutela e il controllo dell’intero tessuto urbano, in particolare dell’assetto paesaggistico del territorio che rischia di essere deturpato da questa misura”.
2 settembre 2009 - Sassuolo2000
Approvato il piano casa
Il Comune di Maranello ha approvato le norme relative al Piano Casa: già nei prossimi giorni gli uffici tecnici del Comune saranno a disposizione per dare informazioni sulle opportunità di ampliamento delle unità abitative, sugli adempimenti, sui casi e tempi nei quali tali opportunità saranno percorribili. In programma anche incontri coi progettisti privati per dare informazioni e chiarire i dubbi. “Può essere uno stimolo – sottolinea il Sindaco di Maranello Lucia Bursi – per l’impresa e l’economia del nostro territorio e può rappresentare un tassello per rimettere in moto il mondo del lavoro. Con le forme di tutela previste dalla Regione e con quelle che abbiamo voluto introdurre, saranno salvaguardati i territori e i luoghi meritevoli di tutela, gli aspetti storici e naturalistici e non sarà snaturata la valenza e la portata del Piano Strutturale Comunale di recente approvato: allo stesso tempo sarà garantita un’opportunità al mondo dell’impresa “.
Tante le possibilità di ampliamento, quindi, ma forte attenzione al minor consumo energetico, alla salvaguardia dei luoghi, dei paesaggi, del valore storico-testimoniale degli edifici.
Il Piano Casa del Governo infatti è stato attuato dalla Regione Emilia Romagna tramite una legge che prevede per gli ampliamenti efficaci criteri di salvaguardia e che lascia in capo ai comuni la possibilità di individuare ambiti ed immobili da escludere dal disposto di legge. Il Comune di Maranello lo ha fatto ed ora, una volta pubblicata la delibera, si potrà procedere. Le disposizioni per il rilancio dell’edilizia saranno operanti fino alla fine del 2010 e prevedono, in generale, un ampliamento fino ad un massimo del 20% dell’edificio (comunque non oltre i 70 mq.) che deve essere realizzato mediante tecniche costruttive che garantiscano l’applicazione integrale dei requisiti di prestazione energetica previsti dalle attuale disposizioni regionali. L’impianto di legge è però ricco di casistiche (l’ampliamento può arrivare al 35%, ad esempio, in presenza di particolari requisiti energetici) e per questo, come detto, l’ufficio tecnico del Comune è a disposizione di tecnici e progettisti attivi sul territorio per dare chiarimenti su ambiti e opportunità.
1 settembre 2009 - RomagnaOggi.it
Forlì, l'attacco di Nervegna: "Piano casa annullato dal Comune"
FORLI' - Il piano casa che sara' applicato dal Comune di Forli' "quasi annullera' la legge regionale dell'Emilia-Romagna" e il piano di rilancio dell'edilizia voluto del governo: e' l'attacco di Antonio Nervegna, consigliere comunale del Pdl, al sindaco Roberto Balzani. Per Nervegna saranno "ingiustamente" escluse le case sparse fuori città, che sono quelle, poi, con maggiori opportunità di ingrandirsi, per via degli spazi disponibili rispetto ai confini di proprietà.
Il coordinatore provinciale del Pdl fa riferimento ad un documento, in corso di elaborazione, stilato sottoforma di bozza dalla giunta comunale. "Nell'elenco delle zone da escludere dal piano casa figurano, oltre al comprensibile ambito del centro storico, anche i complessi edilizi 'diffusi sul territorio' come le zone agricole e rurali, non soltanto classificate in ambito fluviale ma anche boschivo e naturale. Una maglia talmente stretta che limita di fatto per centinaia di famiglie la possibilita' di poter godere del provvedimento", critica Nervegna.
Che argomenta: "E' una proposta che mi hanno detto condivisa dall'assessore all'Urbanistica Paolo Rava, e che toglie la possibilita' di avvalersi del piano casa proprio a chi ha piu' spazio e opportunita' di allargarsi, nel rispetto dei confini dagli altri edifici". Al consigliere azzurro, in particolare, non va giu' che il Comune abbia deciso un'applicazione piu' restrittiva, nonostante "maggioranza e opposizione, enti locali e governo siano tutti d'accordo: il piano casa consentira' l'ampliamento delle residenze familiari e potra' portare buoni risultati in termini sociali ed economici: le famiglie che hanno piccoli risparmi li investiranno volentieri, e la filiera produttiva dell'edilizia puo' uscire da una crisi".
"Forse il sindaco Balzani sconta il prevedibile komeinismo ambientalista che ispira la coalizione 'rosso-verde' da lui guidata- ironizza Nervegna- , ma il risultato proposto e' che le maglie regolamentari del Piano casa in salsa forlivese sono talmente strette da renderlo praticamente ininfluenti ai fini di una risposta anticiclica importante, nel complesso, volta a muovere alcuni punti di Pil per l'intero Paese".
Ma per il sindaco di Forlì Roberto Balzani "non c'e' niente di precostituito sul piano casa, il documento e' solo relativo alle modalita' di consultazione dei vari soggetti coinvolti". E' così che replica a Nervegna: "E' tutto in fieri, non c'e' una proposta della Giunta", taglia corto Balzani. Che punta il dito, invece, su presunte spaccature all'interno del Pdl: "Stamattina (lunedì mattina, ndr) si e' tenuta una riunione con l'opposizione, proprio per trovare una convergenza sul piano casa e in molti, dall'opposizione, si sono trovati d'accordo con diverse nostre proposte".
Dice ancora Balzani: "In molti esponenti del Pdl c'e' stata un'apertura alla discussione, mentre sul punto specifico, quello dell'esclusione delle aree rurali, non si esprime, "staremo a vedere cosa viene fuori dalla discussione, e' talmente in fieri la questione, che non c'e' nulla di deciso". L'argomento sara' comunque il 'piatto forte' del prossimo consiglio comunale del 14 settembre.
