Regione Emilia Romagna

Piano Casa Governo Berlusconi 2009

 

 

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21 settembre 2009 - OstiaNews.com

Bologna: Fiaip, no a Piano Casa approvato dal Comune

«Il Piano Casa approvato nei giorni scorsi dal Comune di Bologna non potrà contribuire a dare respiro all’economia della città. Delbono e la maggioranza che lo sostiene si sono assunti una grave responsabilità».
A sostenerlo è Luciano Passuti, presidente della Fiaip Emilia Romagna, la principale federazione delle agenzie immobiliari professionali che da Piacenza a Rimini rappresenta circa 1500 operatori del settore.
«Al contrario, il Piano Casa del governo e della Regione - prosegue - offrendo a tutti i cittadini l’opportunità di migliorare e ampliare le proprie abitazioni, si poneva l’obiettivo di fondo di stimolare il settore dell’edilizia a uscire dalle sabbie mobili nelle quali si trova da tempo. Per di più con una attenzione particolare al risparmio energetico e al rischio sismico. Purtroppo Delbono ha ridotto drasticamente la possibilità di applicare il Piano Casa e dunque gli effetti generali saranno compromessi. Insomma, ha scelto di non favorire la produzione di ricchezza».
«Ma c’è un aspetto ancora più preoccupante. Il comportamento tenuto dal primo cittadino di Bologna sta contraddistinguendo la grande maggioranza delle amministrazioni (di centrosinistra) dei Comuni della provincia nonchè del resto dell’Emilia Romagna. La conseguenza è che si sta giocando col benessere di tutta la regione. Purtroppo - conclude Passuti - temo che in nome di una strumentalizzazione politica assolutamente controproducente non si sia riflettuto abbastanza sulle opportunità che invece si potevano cogliere permettendo ai cittadini di investire nella propria casa».

21 settembre 2009 - Cronaca Comune - Valentino Tavolazzi

Ferrara: Riprese televisive in Consiglio e Piano casa

Il presidente del consiglio comunale, all’inizio della seduta del 18.9.09, ha negato la parola al consigliere Valentino Tavolazzi, benché gli fosse stato chiesto in più occasioni: nella conferenza dei capigruppo, con una lettera aperta pubblicata nel sito del Comune e personalmente un minuto prima dell’apertura dei lavori.
Poi Colaiacovo ha impedito la votazione, richiesta più volte in modo esplicito in aula dallo stesso consigliere, sulla proposta di autorizzare le riprese televisive da parte del pubblico, in deroga al regolamento che presidente, maggioranza ed opposizione intendono modificare, come era accaduto nel consiglio del 31.8.09.
Ppf giudica il comportamento del presidente lesivo dei diritti garantiti al consigliere dalla legge, dallo statuto e dal regolamento comunale. Tale episodio conferma le perplessità sulle garanzie di tutela dei consiglieri di opposizione, che avevano indotto Tavolazzi all’inizio del mandato a non votare il presidente Colaiacovo.
SI PUO’ COSTRUIRE ANCHE SOPRA AL CVM.
Il consiglio comunale del 18.9 09 ha autorizzato gli ampliamenti previsti dal piano casa e dalla legge regionale 6/09, anche nei siti inquinati come il Quadrante est.
Con i soli voti contrari di Ppf e Pdci-Prc, maggioranza e centro destra insieme hanno dato via libera a nuove costruzioni in ampliamento, in aree colpevolmente urbanizzate a ridosso di discariche note di rifiuti urbani ed industriali, dove è stato accertato l’inquinamento da CVM di origine industriale nelle falde e nel suolo, con valori migliaia di volte superiori ai limiti di legge.
Il fatto più grave è che tale decisione sia stata adottata dopo che l’Asl ha inibito l’utilizzo dell’asilo di via del Salice appena ultimato, opera che il Comune non avrebbe mai dovuto realizzare in quel sito, sprecando 3 milioni di euro pagati dai cittadini, senza dare alcuna risposta alle centinaia di famiglie ferraresi che sono in attesa di un posto per i loro figli.
Che la lezione sia stata inutile per il Pdl che non governa, passi, ma che non sia servita nemmeno al Pd ed ai suoi alleati, che oltretutto hanno ripetuto in fotocopia l’errore del Quadrante est nell’area di via del Lavoro, è davvero sconcertante!
Valentino Tavolazzi - Consigliere comunale Progetto per Ferrara

21 settembre 2009 - Cronaca Comune - Roberta Fusari

Ferrara: Sul "Piano casa"

Relativamente all'approvazione in Consiglio Comunale della delibera relativa al cosiddetto "Piano casa" si precisa che sulle aree dove sono in corso gli accertamenti non si vuole penalizzare ulteriormente i cittadini, che si vedrebbero privati del diritto di ampliare la propria residenza; il tipo di ampliamento è tra 'altro valutabile dalla commissione per qualità architettonica e del paesaggio, che su quelle aree, in particolare dopo che sia stato accertato l'inquinamento e perimetrata l'area in oggetto, può valutare nel merito la possibilità di ampliamento.
Roberta Fusari - Assessore comunale all'Urbanistica

20 settembre 2009 - Estense.com

Ferrara: Piano casa per non penalizzare chi vive in zone inquinate

In riferimento all’articolo pubblicato ieri da Estense.com (''Si può costruire anche sopra al cvm''), l'assessore comunale Roberta Fusari ha inviato una nota nella quale precisa che “sulle aree dove sono in corso gli accertamenti non si vuole penalizzare ulteriormente i cittadini, che si vedrebbero privati del diritto di ampliare la propria residenza; il tipo di ampliamento è tra l'altro valutabile dalla commissione per qualità architettonica e del paesaggio, che su quelle aree, in particolare dopo che sia stato accertato l'inquinamento e perimetrata l'area in oggetto, può valutare nel merito la possibilità di ampliamento”.

19 settembre 2009 - Estense.com

Ferrara: ''Si può costruire anche sopra al cvm''

Approvata la delibera sul Piano casa anche nelle zone inquinate
Nonostante i pareri sfavorevoli e le astensioni durante il giro nelle circoscrizioni, il consiglio comunale di ieri ha autorizzato gli ampliamenti previsti dal piano casa e dalla legge regionale 6/09, anche nei siti inquinati come il Quadrante est.
Con i soli voti contrari di Ppf e Pdci-Prc, e l’astensione di Pdl e Lega, l’assemblea comunale ha dato via libera a nuove costruzioni in ampliamento anche in aree urbanizzate a ridosso di discariche di rifiuti urbani e industriali, dove è stato accertato l’inquinamento da cvm di origine industriale nelle falde e nel suolo, con valori – come nel caso della zona di via del Salice - migliaia di volte superiori ai limiti di legge.
“Il fatto più grave – attacca Valentino Tavolazzi di Progetto per Ferrara - è che tale decisione sia stata adottata dopo che l’Asl ha inibito l’utilizzo dell’asilo di via del Salice appena ultimato, opera che il Comune non avrebbe mai dovuto realizzare in quel sito, sprecando 3 milioni di euro pagati dai cittadini, senza dare alcuna risposta alle centinaia di famiglie ferraresi che sono in attesa di un posto per i loro figli”.
La delibera, illustrata dall’assessore Roberta Fusari, è stata approvata con i voti a favore di Pd, IdV, Sinistra aperta, Io amo Fe; contrari Prc-Pdci e Progetto per Ferrara; astenuti PdL, Lega Nord.
In base al testo approvato dal consiglio, ogni intervento di ampliamento, demolizione o ricostruzione di edifici abitativi consentito dalla Legge regionale 6 del 2009 dovrà ottenere il parere preventivo della Commissione comunale per la qualità architettonica e il paesaggio. E’ questa una delle indicazioni per l’applicazione nel territorio comunale della legge regionale in materia di "Governo e riqualificazione solidale del territorio" che recepisce l’intesa dell’aprile scorso tra Stato, Regione ed Enti locali, nota come ‘Piano casa’ e finalizzata al rilancio dell’attività edilizia.
Le disposizioni comunali prevedono inoltre una serie di esclusioni territoriali agli interventi di ampliamento, demolizione e ricostruzione e definiscono ulteriori limiti e condizioni all’esecuzione degli interventi, così come consentito dalla stessa legge regionale.

18 settembre 2009 - RomagnaOggi.it

Rimini: "Piano Casa", il Comune approva l'attuazione

RIMINI - Nella seduta di Consiglio Comunale di giovedì 17 settembre 2009, sono state approvate le determinazioni ai sensi dell'art.55, 3° comma della L.R. n. 6/2009 sull'applicabilità degli art. 53 e 54 della medesima legge. E' l'applicazione sul territorio comunale di Rimini della legge regionale che recepisce il cosiddetto ‘Piano casa', così come definito dall'accordo Governo/Regioni/Enti locali dell'aprile 2009. Come è noto l'Emilia Romagna dà ai Comuni la facoltà di escludere dall'applicabilità delle norme specifici immobili o ambiti del proprio territorio per ragioni di natura urbanistica, edilizia, paesaggistica, ambientale.
L'Amministrazione Comunale di Rimini - in considerazione della specificità del contesto territoriale e del percorso avviato di redazione dei nuovi strumenti di pianificazione (Piano Strutturale e Regolamento Edilizio) - ha deciso di escludere o limitare in alcuni casi l'applicazione delle misure di legge ‘laddove l'utilizzo in modo diffuso e generico comporterebbe effetti negativi dal punto di vista dell'impatto sul paesaggio, dell'inserimento nel contesto o limiterebbe le possibilità di trasformazione e riqualificazione che i nuovi strumenti urbanistici delineeranno o comporterebbe la perdita o l'alterazione di quegli edifici a valenza culturale e storico testimoniale'.
In sintesi, si è scelto di escludere l'applicabilità delle norme a:
1) gli edifici destinati a zone B0 e BT0. Sono edifici storici per i quali il Prg vigente consente solo interventi di restauro e risanamento senza demolizione o alterazione della sagoma.. Tra questi i cosiddetti ‘villini';
2) gli edifici che ricadono nelle aree di interesse paesaggistico così come perimetrale nei decreti di vincolo dei colli di Covignano e di San Martino Montelabate- San Lorenzo in Correggiano;
3) gli edifici compresi nella cosiddetta fascia turistica, individuata dal Piano territoriale di coordinamento provinciale (Ptcp) e quelli compresi nella fascia di 150 metri dalle sponde o piedi degli argini dei fiumi Uso e Marecchia;
4) gli edifici che hanno già utilizzato gli incrementi di superfici dalle norme di Prg;
5) gli edifici appartenenti al cosiddetto ‘Villaggio dei Lavoratori' , in quanto insediamento della fine anni 40 con particolare impianto urbanistico, la cui riqualificazione abbisogna di un progetto complessivo e coordinato;
6) gli edifici di tipologia a schiera compresi in piani attuativi di iniziativa pubblica o privata.
Quindi si è ritenuto di limitare l'applicabilità delle norme per:le zone agricole. Per questi e per i ghetti 'non storici' sono ammessi ampliamenti a condizione che non superino le altezze previste dal Prg (7,5 metri per i primi e 8,5 metri per i secondi), al fine di salvaguardare il contesto ambientale e paesaggistico.
In tutte le zone, gli ampliamenti non sono consentiti nei manufatti accessori esistenti in corpo staccato rispetto all'edificio abitativo.
L'applicabilità della normativa regionale sul ‘Piano Casa' è consentita per le seguenti tipologie abitative:
a) ampliamenti per immobili mono e bifamiliari con superficie massima di 350 metri quadrati. Sono previsti aumenti volumetrici pari al 20 per cento (fino a un massimo di 70 metri) e al 35 per cento (fino a un massimo di 135 metri);
b) demolizione e ricostruzione per tutti gli edifici (naturalmente non esclusi da leggi e normative vigenti) con incremento del 35 per cento o del 50 per cento per gli edifici incongrui da delocalizzare.
"E' un buon provvedimento- dichiara l'Assessore alla Pianificazione Territoriale del Comune di Rimini, Antonio Gamberini- perché di fatto già in sintonia con il percorso del Piano strutturale. Credo che in questo modo si mantenga inalterato l'obiettivo di rilanciare l'edilizia, ma in maniera equilibrata, rispettando le caratteristiche del territorio, in particolare delle tutele ambientali, paesaggistiche e architettoniche degli edifici, dando risposte strutturali al tema della sicurezza, cominciando dalla normativa antisismica e del risparmio energetico".

16 settembre 2009 - Bologna2000 - Avv. Luca Ghelfi, Consigliere Provinciale – PDL

Piano casa, Luca Ghelfi: tutti parlano di rilancio, ma poi affossano un provvedimento che aiuterebbe l’economia

Il piano casa del Governo Berlusconi è nato sotto una cattiva stella: ancora non era nero su bianco, e già si gridava alla rovina dell’urbanistica delle nostre città.Oggi invece, in maniera più subdola, lo si rende di fatto inutile: prima i vincoli della regione, adesso i vincoli che i singoli comuni stanno ponendo, limitano fortemente la possibilità dei liberi cittadini di usare questo provvedimento per migliorare le proprie abitazioni, e impedendo a tante imprese di sfruttare l’indotto di tale piano. Un bell’inizio per chi dice di voler favorire la ripresa dopo la crisi.
Tutto ciò sta accadendo a Modena, dove un progetto che doveva semplificare amministrativamente le procedure, sta invece diventando più complicato, e nei paesi della provincia, passando quasi sotto silenzio.
Di fatto stiamo diventando una provincia autonoma, perché stiamo riuscendo ad annullare gli effetti di un provvedimento del governo, perché tale governo non è ben visto dalle amministrazioni di sinistra.

16 settembre 2009 - Il Nuovo Giornale di Modena

Piano casa: gli ingegneri lo spiegano ai cittadini

A MODENA SONO PRESENTI TROPPI EDIFICI OBSOLETI ED INSICURI
A seguito di un’intensa attività di analisi dello “stato di salute” degli edifici costruiti negli anni Cinquanta, Sessanta e Settanta nel territorio modenese, l’Ordine degli Ingegneri ha rilevato numerosi casi che presentano segni di grave ammaloramento. La presenza di stati fessurativi necessitanti di interventi di consolidamento e gli ammaloramenti delle facciate, degli infissi e dei rivestimenti esterni rappresenta un vero e proprio campanello d’allarme, sia dal punto di vista strutturale quanto da quello formale-architettonico. La causa principale del diffuso degrado edilizio a cui stiamo assistendo sta nella bassa qualità dei materiali impiegati per la costruzione, oltre ad usi e consuetudini di manutenzione non adeguati e che - in diversi casi - hanno peggiorato la situazione anziché contribuire a migliorarla. Un ulteriore elemento di inadeguatezza é rappresentato dalla scarsa efficienza energetica di questi edifici, che “consumano” notevolmente più energia rispetto a quelli realizzati negli ultimi vent’anni. Questo é un aspetto non più marginale, che sempre più di frequente contribuisce a deprezzare gli immobili (anche alla luce della recente normativa che rende obbligatoria la certificazione energetica).
“PIANO CASA”: OCCASIONE PER RINNOVARE IL PATRIMONIO EDILIZIO
Tutto ciò premesso, l’Ordine degli Ingegneri della provincia di Modena sottolinea come il “Piano casa” recentemente approvato rappresenti un’occasione da non perdere per rinnovare il patrimonio edilizio locale: laddove non vi sia un preponderante valore ambientale e/o architettonico da salvaguardare, non ha più senso ostinarsi nel conservare edifici costruiti con criteri obsoleti, che oltretutto in caso di terremoto presentano un grave rischio per gli occupanti. La nuova normativa nazionale consente infatti di intervenire per adeguare gli edifici esistenti ai moderni criteri antisismici e di risparmio energetico, concedendo inoltre un “premio” volumetrico per chi demolisce e riedifica. Oggi, quindi, esistono le condizioni per procedere ad una vera e propria opera di “rottamazione edilizia”, i cui esiti saranno la riqualificazione del territorio, la messa in sicurezza delle abitazioni, il miglioramento generale della qualità delle case e il contestuale rilancio del settore edilizio. Gli ingegneri modenesi auspicano che tutti i soggetti in causa comprendano l’importanza di queste norme e contribuiscano - ciascuno nel proprio ambito di competenza - a renderle effettivamente praticabili.
ANCORA SCARSA L’INFORMAZIONE DATA AI CITTADINI
In questo contesto, le Amministrazioni pubbliche modenesi si stanno segnalando più per la loro assenza che per lo spirito di collaborazione dimostrato nei confronti dei cittadini e dei professionisti. A pochi giorni dall’entrata in vigore delle nuove norme, infatti, ci risulta che soltanto due Comuni (Castelfranco Emilia e Nonantola) sui 47 che compongono la nostra provincia abbiano organizzato incontri pubblici e momenti di confronto ed approfondimento sulla materia. Tutti gli altri Comuni hanno ritenuto superfluo informare i propri cittadini e i professionisti su questa importante novità normativa, che entrerà in vigore il prossimo 22 settembre. L’Ordine degli Ingegneri ha quindi programmato autonomamente una serie di iniziative che saranno rese pubbliche nei prossimi giorni.

 

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