Regione Emilia Romagna

Piano Casa Governo Berlusconi 2009

 

 

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30 settembre 2009 - ParmaDaily.it

Dal piano anti-crisi al piano casa: tutti gli incentivi per il recupero edilizio

Sono stati illustrati oggi dall'assessore del Comune di Parma Manfredi le nuove possibilità per ampliamenti fino al 35% della superficie e risparmio energetico.
Ampliamenti che possono raggiungere il 35% della Superficie Lorda Utile e, in alcuni casi, anche il 50%: sono state presentate questo pomeriggio dall’assessore alle Politiche urbanistiche ed edilizie Francesco Manfredi le misure straordinarie in materia edilizia recepite dal Comune di Parma sulla base del "Piano Casa" del Governo.
Gli incentivi illustrati oggi si aggiungono ai sistemi premiali legati al piano anti-crisi e ai quelli a sostegno delle azioni per il risparmio energetico, che entreranno in vigore con l’approvazione del Regolamento energetico, prevista per metà ottobre.
“La nuova legge urbanistica della Regione Emilia - Romagna - spiega l’assessore Manfredi - contiene anche quella parte del Piano Casa del Governo Berlusconi inerente la possibilità di ampliamenti delle volumetrie. Avevamo auspicato norme regionali che garantissero maggiore flessibilità e ampiezza degli interventi. Per fortuna il Comune di Parma ha approntato due maxi-interventi incentivanti, uno già in funzione all’interno del piano anti-crisi, e l’altro di prossima approvazione col regolamento energetico, che garantiranno un sostegno e una valorizzazione senza precedenti degli interventi di recupero e di nuova edificazione.
Grazie a questo impegno saremo in grado di ottenere due risultati: sostenere il settore dell’edilizia e i livelli occupazionali e valorizzare ulteriormente gli investimenti che i cittadini faranno sulle loro proprietà immobiliari”. L’iter. La Regione Emilia - Romagna con la Legge regionale 6 luglio 2009 n. 6 ha recepito l’intesa sottoscritta il 1° aprile 2009, in sede di Conferenza unificata fra Stato, Regioni ed Enti locali, in materia del cosiddetto “Piano Casa”, volto a rilanciare investimenti privati nel settore dell’edilizia per cercare di far fronte alla crisi economica del momento.
La scelta del Comune di Parma è stata quella di porre solo quelle esclusioni o limitazioni all’applicazione delle misure straordinarie previste necessarie a salvaguardare il patrimonio edilizio esistente tutelato dagli strumenti urbanistici.
Il Comune di Parma ha aggiunto il divieto di ampliamenti e demolizioni/ricostruzioni per tutti gli edifici vincolati e tutelati, nonché per tutti gli edifici situati in fasce di rispetto o vincoli di inedificabilità assoluta.
Nessuna ulteriore restrizione all’applicazione della Legge regionale nell’ambito del territorio comunale; pertanto, possono essere ampliati, a titolo meramente esemplificativo, gli edifici non vincolati in zona agricola o quelli pertinenziali alle attività produttive.
Gli interventi premiali sono comunque consentiti su edifici legittimi: più esattamente, non sono ammessi sulle unità immobiliari oggetto di interventi edilizi abusivi i cui procedimenti sanzionatori non siano stati conclusi entro il 31 marzo 2009.
Gli incentivi. I sistemi incentivanti sono di due tipologie: gli interventi di ampliamento e gli interventi di “demolizione e ricostruzione”.
Entrambi i sistemi incentivanti riguardano, comunque, solo ed esclusivamente gli edifici a destinazione residenziale esistenti alla data del 31 marzo 2009, sia che si tratti di case monofamiliari, di bifamiliari o di immobili aventi altra tipologia, alla condizione che la loro superficie utile non superi i 350 mq.
Gli ampliamenti devono essere realizzati in aderenza quindi non possono essere “staccati”, come invece è consentito in altre Regioni, e possono raggiungere il 20% della Superficie Lorda Utile fino a un massimo di 70 mq.
Solo nell’ipotesi di riqualificazione energetica o di adeguamento sismico dell’intero edificio, l’ampliamento può raggiungere il 35% della Superficie Lorda Utile con un massimo di 130 mq.
Nell’ipotesi in cui oggetto della demolizione e ricostruzione sia un edificio classificato dallo strumento urbanistico come “incongruo”, l’ampliamento può raggiungere il 50% della Superficie Lorda Utile dell’edifico da demolire.
DEMOLIZIONE/RICOSTRUZIONE
Edifici ammessi
A destinazione d’uso residenziale, oppure con unità non abitative, ma fino al 30% della SLU
Ampliamento
Fino al 35% della superficie utile lorda con un massimo di 130 mq. Fino al 50% se edifici incongrui o delocalizzati
Tipologia
Qualsiasi tipologia purché esistente al 31.03.2009
Requisiti energetici
Uso di tecniche costruttive che garantiscano applicazione integrale requisiti di prestazione energetica degli edifici ex delibera regionale 156/2008, incrementati di almeno il 25%
Condizioni urbanistiche
Esistenza di urbanizzazioni e parcheggi
Modifica della destinazione d’uso
Non ammessa
Ampliamenti separati
Non ammessi
Cumulo con cubature residue
Non ammesso
Deroga agli strumenti urbanistici
Non ammessa
Deroga alle altezze
Ammessa
Deroga alle distanze legali
Non ammessa salvo 20 cm. spessore pareti e 20 cm. spessore copertura per garantire applicazione integrale requisiti prestazione energetica
Titolo edilizio
DIA
Potere dei Comuni sul piano casa
Sì, entro 60 gg dall’entrata in vigore della legge
Termine di validità
Presentazione della DIA entro il 31.12.2010
SISTEMI PREMIALI A SUPPORTO DELLE AZIONI PER IL RISPARMIO ENERGETICO CHE ENTRERANNO IN VIGORE CON L’APPROVAZIONE DEL REGOLAMENTO ENERGETICO (META’ OTTOBRE)
Nel caso di edifici esistenti, gli incentivi si potranno esprimere sotto forma di:
- Scomputo degli extra-spessori per isolamento;
- Semplificazione delle pratiche edilizie (sostituzione della DIA con semplice comunicazione);
- Riduzione della tassa per occupazione del plateatico;
- Incentivi ed agevolazione nella fase di cantierizzazione;
- Riduzione degli oneri di urbanizzazione e/o del costo di costruzione
- Scomputo dei volumi necessari ad accogliere accorgimenti strutturali e/o impiantistici collegati all’utilizzo delle energia rinnovabili e/o al riscaldamento/raffrescamento passivo;
- Recupero ai fini abitativi di sottotetti esistenti*.
Nel caso di nuovi edifici ovvero di ristrutturazione con ampliamento di edifici esistenti, gli incentivi si potranno esprimere sotto forma di:
- Scomputo degli extra-spessori per isolamento;
- Semplificazione delle pratiche edilizie (sostituzione della DIA con semplice comunicazione);
- Scomputo dei volumi necessari ad accogliere accorgimenti strutturali e/o impiantistici collegati all’utilizzo delle energia rinnovabili e/o al riscaldamento/raffrescamento passivo;
- Premio volumetrico
SISTEMI PREMIALI LEGATI AL PIANO ANTI-CRISI
Incentivi sugli oneri e sulle procedure edilizie:
- Congelamento dei valori relativi alle quote delle monetizzazioni (costo del terreno e dell’opera) per gli anni 2009-2010
- Prolungamento automatico della proroga sulle scadenze dei PdC / DIA per gli anni 2009-2010
- Omogeneizzazione dei tempi di realizzazione delle opere di urbanizzazione ai tempi di realizzazione degli stralci funzionali dei Pua
Incentivi sugli strumenti di pianificazione:
- Diminuzione della superficie minima per l’attivazione dei sub-ambiti di trasformazione garantendo la progettazione unitaria e la funzionalità delle urbanizzazioni
- Partenza immediata dei sub-ambiti di trasformazione produttivi e misti e di quelli legati alla realizzazione di opere di interesse pubblico urgenti
- Primo stralcio del RUE cartografico per favorire interventi mirati di tipo produttivo e misto
- Eliminazione dei costi del processo perequativo con conseguente diminuzione del valore del contributo

30 settembre 2009 - Sabatoseraonline.it

Imola: pubblicato il Piano Casa sul sito del Comune

Imola. Sono state pubblicate sul sito internet del Comune di Imola le informazioni relative al “Piano Casa” trattato dalla Legge Regionale n. 6/2009 al titolo III “Norme per la qualificazione del patrimonio edilizio abitativo”.
Nella sezione “Piano Casa” delle pagine relative allo Sportello Edilizia è possibile scaricare la Delibera di Consiglio, la modulistica specifica e le tabelle esplicative di più facile lettura. “Abbiamo caricato il materiale sul sito internet – precisa l’Assessore alla Pianificazione Territoriale Andrea Bondi – per dare l’opportunità ai cittadini e ai tecnici di documentarsi a fondo sul provvedimento preso. Stiamo inoltre organizzando, insieme al Circondario, un appuntamento di approfondimento per chiarire i dubbi e le interpretazioni da dare alle normative. Ci auguriamo che questo provvedimento contribuisca, insieme alle opportunità già presenti da un punto di vista fiscale, al miglioramento delle abitazioni del nostro territorio da un punto di vista energetico e sismico”.

29 settembre 2009 - NewsRimini.it

Piano Casa. Collegio geometri: occasione persa e poca concertazione

Il Piano Casa "versione Rimini" è una grossa occasione mancata. A dirlo Adriano Leardini presidente del collegio dei geometri di Rimini che attacca anche il comune per la scarsa capacità di concertazione.
La scorsa settimana il consiglio comunale di Rimini ha dato il via libera definitivo al Piano Casa. Il documento presenta molti vincoli però alla possibilità di ampliamenti. Vincoli necessari, secondo l'amministrazione, per tutelare il paesaggio e le zone di pregio della città in vista anche dei futuri strumenti urbanistici che saranno adottati.
Per il collegio dei geometri si tratta però di una occasione persa. Ne abbiamo parlato con il presidente del collegio, Adriano Leardini, nel corso della nostra trasmissione Tempo Reale.
"E' stato travisato il concetto - ha detto Leardini - di questa norma che doveva servire a rimettere in moto la nostra disastrata economia locale. In questa maniera invece sono state tagliate anche le minime possibilità di intervenire con dei blocchi inconcepibili. Tra l'altro non si sarebbe trattato di ampliamenti che sarebbero andati a deturpare l'aspetto estetico delle zone di pregio: si trattava di interventi minimali, il 20-25% in più, praticamente una stanza. Rimini è in provincia il comune che ha introdotto le norme più restrittive".
"Abbiamo avuto un incontro con l'amministrazione - ha spiegato ancora Leardini - ma non abbiamo potuto dire niente perchè era ormai già tutto deciso. A Rimini si parla sempre di concertazione ma in realtà non c'è. Bisogna sempre fare quello che decide l'amministrazione."

29 settembre 2009 - NewsRimini.it

Piano Casa. La nota diffusa dal Collegio dei Geometri

Il Collegio dei Geometri e Geometri Laureati della Provincia di Rimini attende con curiosità e giustificato pessimismo la quantificazione delle domande di ampliamento che verranno presentante nel Comune di Rimini con il cosiddetto “Piano casa”, domande che è possibile presentare già da lunedì 21 settembre scorso e fino al 31/12/2010. Certamente, anche se tutti i beneficiari ne usufruiranno, saranno enormemente distanti dalle previsioni dell’Ente (50.000 famiglie - dati pubblicati dalla stampa locale nei mesi scorsi).
Il Comune ha infatti definito, unilateralmente, i parametri che limiteranno l’applicazione di una norma nata per il rilancio dell’edilizia che però a Rimini disattenderà le aspettative per la quale era stata creata.
Pur essendo quotidianamente a contatto con il nostro territorio e con chi lo vive, come categoria non siamo stati coinvolti nelle scelte relative all’applicazione della norma. Non vi è stata concertazione alcuna.
Pur condividendo alcune scelte, come ad esempio quella di salvaguardare le zone di tutela paesaggistica, siamo convinti che il Comune ne abbia volutamente limitato l’applicazione.
Come Collegio dei Geometri e Geometri Laureati della Provincia di Rimini, abbiamo redatto un documento (che si allega) indirizzato al Consiglio Comunale, dove venivano proposte richieste di emendamento alla Delibera Comunale redatta ad hoc per NON CONSENTIRE l’applicazione del “Piano casa” a Rimini. Ma dov’erano la maggior parte dei Consiglieri comunali quando si approvava tale Delibera su un argomento così importante? La maggior parte NON C’ERA…
L’Amministrazione di Rimini è stata l’unica a mettere così importanti restrizioni per l’applicazione del “Piano casa”, al contrario degli altri Comuni limitrofi della Provincia. Disparità di trattamento? Per noi la risposta è decisamente Sì….
Ufficiosamente tale “indirizzo” risulta essere una conseguenza difensiva alla prossima emanazione del “Piano strutturale”. Ma che cos’è il piano strutturale? Forse una grande macchina o meglio, in questo momento, un prototipo di macchina, per la quale le date del collaudo e il conseguente utilizzo saranno possibili probabilmente fra qualche anno, quando tutti ci auguriamo questa “crisi” sia solo un ricordo. Ma a prescindere dai tempi di realizzazione del progetto, per quello che ci è dato a sapere sarà un Piano di intervento per opere più importanti, non certo per i piccoli ampliamenti previsti dal “Piano casa”.
Questa scelta dell’Amministrazione di Rimini sembra denunciare che nel nostro Comune il rilancio dell’economia tramite lo strumento statale del “Piano casa” non sia necessario, nonostante questo momento di crisi stia portando al licenziamento o alla cassa integrazione di molti operai del settore e trovava invece in questa norma un piccolo contributo, pur minimale, per permettere alle imprese in difficoltà di rimanere in piedi.
I nostri toni risultano forse polemici, ma le annotazioni costruttive che abbiamo provato a proporre, sono state tutte “archiviate”.

28 settembre 2009 - Sassuolo2000

Piano casa, Leoni (PDL): Sitta re dei vincoli e delle complicazioni

Dichiarazione del Consigliere regionale e comunale del Popolo della Libertà, Andrea Leoni in merito alle dichiarazioni dell’Assessore comunale all’urbanistica Sitta durante il seminario regionale sul Piano casa, che si è tenuto questa mattina a Modena.
“Il Comune di Modena è riuscito nel difficile tentativo di complicare ulteriormente ai cittadini la possibilità di usufruire delle opportunità garantite dal piano casa del governo. A Modena la realtà è ben diversa da quella decritta dagli slogan dell’Assessore PD all’urbanistica. Anziché quella della semplificazione l’Assessore all’urbanistica PD Sitta ha scelto quella della complicazione. L’Amministrazione di sinistra ha aggiunto vincoli e burocrazia alla già restrittiva legge regionale, creando anche un ulteriore commissione burocratica di valutazione. Il risultato sarà quello di rendere sempre più difficile l’applicazione della legge. Questo è sempre stato e rimane l’obiettivo della sinistra. Limitare al massimo l’azione e la libertà privata e la possibilità di investire per garantire lo sviluppo”.

28 settembre 2009 - ViaEmiliaNet.it - Miriam Accardo

E/R pronta per Piano casa

C'è una legge e c'è un termine entro il quale presentare domanda: la nostra Regione è in pari con gli strumenti necessari all'applicazione del piano casa varato dal Governo. Spetta ai singoli comuni stabilire eventuali limiti all'applicazione della legge.
C'è anche l'Emilia Romagna tra le 12 regioni appena, in pari con l'approvazione delle legge urbanistica che rende operativo il piano casa. Da Parma a Piacenza sono quindi fissati i termini generali che delineano modalità e tempi per l'ampliamento delle abitazioni fino al 20% della superficie. Termini che puntano al minor consumo di territorio, riducono la burocrazia e giocano tutto in termini di qualità delle costruzioni sotto il profilo di risparmio energetico, sicurezza sismica e garanzia di quote di edilizia residenziale sociale. Una legge insomma che punta a trasformare il piano casa statale a vera e propria azione strutturale di qualificazione del territorio, in un quadro però che fortemente risente della mancata emanazione, da parte del Governo, di un decreto legge di semplificazione delle procedure, bloccato in conferenza stato-regioni nella scorsa primavera. La legge regionale non ha impedito il delinearsi di misure locali frammentate da distinguo e differenze da comune a comune: a Modena, per esempio, come altri del territorio, si è introdotto l'obbligo di sottoporre progetti di ampliamento ad una commissione che, entro i 30 giorni previsti, effettua controlli di qualità architettonica e paesaggio. Punto di raccordo per tutti i cittadini della regione un termine: quello del 31 Dicembre 2010 per presentare domanda di ampliamento della propria abitazione.

28 settembre 2009 - QuotidianoCasa.it

Piano Casa, le critiche di Fiaip Bologna sull’attuazione in regione

Valutazione molto critica da parte del presidente FIAIP Bologna sulle modalità di applicazione della legge regionale 6 a favore del cosiddetto Piano Casa dell'Emilia Romagna. Un danno per l'edilizia e l'economia in genere.
Sulla “Giornata regionale della Casa“, appena celebrata il 26 ottobre 2009, ha detto Libero Calamosca, presidente FIAIP Bologna, che nel bolognese la legge regionale è stata snaturata e che ben difficilmente l’edilizia ne trarrà vantaggi.
“E’ una Giornata Regionale della Casa, quella di oggi organizzata da Confedilizia, che si porta dietro un sapore piuttosto amaro. Se mi guardo intorno, scorgo troppi Comuni che nel Bolognese hanno deciso di ridurre drasticamente i buoni frutti che sul terreno dell’edilizia si potevano ottenere. La legge regionale sulla casa, approvata nel mese di luglio, ha subìto da parte di numerose giunte un ridimensionamento consistente”.
Il convegno di Confedilizia ha avuto per titolo: “Piano Casa Emilia Romagna: modalità operative ed attuative”.
Secondo il presidente FIAIP Bologna, la federazione che tra città e provincia rappresenta oltre 400 agenzie immobiliari professionali, il ridimensionamento ha arrecato un duplice danno al patrimonio edilizio esistente, oltre al fatto che in questo modo si è impedito all’edilizia di fungere da volano per la ripresa economica in genere.
“Imponendo alla maggioranza degli immobili di non poter approfittare della legge regionale 6 e pertanto di non poter essere migliorati, significa ostacolare il tentativo di produrre ricchezza riaccendendo il motore dell’edilizia e quindi dell’economia in generale. Ma vuol dire anche che quegli immobili non potranno tornare sul mercato. Insomma, un doppio danno arrecato all’intera comunità”.

27 settembre 2009 - Sassuolo2000

Piano casa e legge regionale, se ne parla in un seminario a Modena

I privati potranno ampliare i propri edifici fino a un massimo del 20% dell’attuale metratura, il Psc non potrà attribuire il diritto ad edificare, una quota del 20% del fabbisogno complessivo di residenza sarà destinata all’edilizia sociale, e verranno introdotti piani intercomunali e accordi territoriali precedenti ai singoli processi di pianificazione. Cambia, inoltre, la metodologia di lavoro per tecnici e progettisti pubblici e privati. Questi ed altri sono i temi di cui si parlerà lunedì 28 settembre 2009 in occasione del seminario si approfondimento sulla “Legge regionale 6/2009, Governo e riqualificazione solidale del territorio”.
All’iniziativa, che si terrà dalle 9.30 alle 13.30 all’Hotel Raffaello (strada per Cognento, 5). Ad aprire i lavori sarà l’assessore alle Infrastrutture e sviluppo delle città e del territorio della Provincia di Modena Egidio Pagani, seguiranno la presentazione della legge regionale a cura di Giovanni Pietro Santangelo, responsabile servizio Affari generali, giuridici e Programmazione finanziaria della Regione Emilia Romagna, e gli interventi di Daniele Sitta, assessore alla Programmazione e gestione del territorio del Comune di Modena, Antonio Gioiellieri, direttore Anci Emilia Romagna, Enrico Manicardi, direttore Upi Emilia Romagna, e Carla Ferrari C.U.P. Centro unitario delle Professioni di Modena. Chiuderà l’incontro, a fine dibattito, l’assessore alla Programmazione e sviluppo territoriale della Regione Emilia Romagna Giancarlo Muzzarelli.

26 settembre 2009 - AGI

FIAIP Bologna, snaturata legge regionale sulla casa

A livello locale, la legge regionale sulla casa e' stata snaturata e ben difficilmente l'edilizia ne trarra' vantaggi. A sostenerlo e' Libero Calamosca, presidente delle oltre 400 agenzie immobiliari professionali aderenti a Fiaip Bologna, a margine del convegno "Piano casa Emilia Romagna: modalita' operative ed attuative" organizzato da Confedilizia per celebrare la giornata regionale della casa. "Se mi guardo intorno- ha detto Calamosca - scorgo che la legge regionale sulla casa, approvata nel mese di luglio, ha subito da parte di numerose giunte comunali del bolognese un ridimensionamento consistente". "Imponendo alla maggioranza degli immobili di non poter approfittare della legge regionale 6 e pertanto di non poter essere migliorati, significa ostacolare il tentativo di produrre ricchezza riaccendendo il motore dell'edilizia e quindi dell'economia in generale. Ma vuol dire anche - ha concluso Calamosca - che quegli immobili non potranno tornare sul mercato. Insomma, un doppio danno arrecato all'intera comunita'".

25 settembre 2009 - Adnkronos

Caricento, destinato plafond da 10 milioni di euro per sostenere piano Governo

La Cassa di Risparmio di Cento ha destinato un plafond di 10 milioni di euro finalizzato ad interventi per favorire il settore edile, recependo le misure previste dal 'Piano Casa' del Governo, reso operativo dalla Regione Emilia Romagna e dagli enti locali. I finanziamenti sono destinati alle necessita' dei privati e correlati agli ampliamenti delle cubature delle abitazioni con il limite del 20% ed elevabile sino al 35% ove l'ampliamento sia unito alla riqualificazione energetica ed al 50% in caso di delocalizzazione di edifici da zone di tutela o a rischio.
La Cassa di Risparmio di Cento fa sapere anche che viene assicurata un'istruttoria rapida e a basso costo, a condizioni agevolate, in particolare ove si perseguano anche obiettivi di efficienza energetica dell'edificio.

 

22 settembre 2009 - Sassuolo2000.it

Piano casa: via libera del Consiglio comunale alla delibera attuattiva

Il Consiglio comunale ha approvato ieri sera – 23 voti favorevoli (Pd, Idv e Sinistra e Verdi); 13 contrari (Udc, Pdl e Lega nord); un astenuto (Lista civica Reggio 5 Stelle beppegrillo.it) – la deliberazione attuativa della legge regionale 6 del 6 luglio 2009 sul cosiddetto Piano Casa. Il Consiglio ha approvato inoltre l’immediata esecutività della delibera.
Nell’ambito delle misure che contrastano la crisi economica, la Regione Emilia-Romagna ha approvato la legge regionale 6 del 6 luglio 2009, introducendo novità strutturali e non solo contingenti su alcuni punti che rafforzano il carattere innovativo della strumentazione urbanistica regionale.
La nuova legge modifica, tra l’altro, la legge urbanistica regionale 20 del 2000 ”Disciplina generale sulla tutela e uso del territorio” e altre norme in materia di disciplina generale sull’edilizia, riqualificazione urbana e riqualificazione del patrimonio edilizio abitativo, quest’ultimo punto in relazione al Piano Casa del governo che, anche in deroga agli strumenti urbanistici vigenti, prevede fino a tutto il 2010 la possibilità di incentivi volumetrici.
Alcuni dei provvedimenti attuativi della legge regionale sono competenza dei Comuni. Per il Comune di Reggio, l’assessore alle Risorse del territorio e Urbanistica, Ugo Ferrari ha presentato oggi la delibera relativa 8approvata in serata) e i punti salienti della legge al Consiglio comunale.
“Il documento all’attenzione del Consiglio – dice l’assessore Ferrari – consente, in via straordinaria e per un tempo limitato dalla legge, interventi che non stravolgono la struttura degli edifici e risponde ad alcune esigenze concrete della cittadinanza. Anche se i tecnici e gli operatori edili in primis non si aspettano di certo che questa norma transitoria rilanci in modo duraturo l’edilizia. Così come non si presenta il rischio, dopo le cautele introdotte dalla legge regionale e dalla delibera comunale, di azioni devastanti per il territorio. Si ricorda inoltre che il Piano strutturale comunale e il Regolamento urbanistico edilizio già contengono, in modo più strutturato e adeguatamente analizzato, le premialità progressive in termini di volumetrie e ampliamento, legate anche alle norme antisismiche e all’efficienza energetica, che hanno di fatto anticipato le nuove regole, puntando decisamente sulla riqualificazione e il rinnovo del patrimonio edilizio esistente. Siamo piuttosto in attesa dal governo del vero e proprio Piano Casa, che risponda realmente alle esigenze delle giovani coppie e delle famiglie in crescente difficoltà”.
AMPLIAMENTI - In particolare sono previsti:
a) interventi di ampliamento del 20 o 35 per cento di edifici residenziali mono o bi-famigliari, o anche di altro tipo, purché di dimensione pari o inferiore a 350 metri quadrati di superficie utile lorda;
b) interventi di demolizione e ricostruzione con ampliamento del 35 o 50 per cento di edifici residenziali (di qualunque tipologia e dimensione).
ESCLUSIONI – La legge regionale 6/2009 esclude l’applicazione di queste possibilità nei centri storici, negli insediamenti e infrastrutture storiche del territorio rurale, nelle aree gravate da vincoli di inedificabilità, nelle aree destinate (dal Prg pre-vigente) ad opere e spazi pubblici. Gli ampliamenti sono esclusi, ad esempio, per zone agricole o ambientali di pregio come i parchi del Rodano e del Crostolo; la città storica come prevista dal Psc; gli oltre 1.200 edifici singoli o complessi (di cui 783 rurali) riconosciuti come di interesse storico-architettonico di pregio storico-culturale e testimoniale del Rue. Sono esclusi anche gli edifici in costruzione e i piani particolareggiati in fase di attuazione.
La legge, che vale dunque per gli edifici esistenti al 31 marzo scorso, prevede che i Comuni entro il termine di 60 giorni dall’entrata in vigore della legge stessa possano escludere dall’applicazione delle suddette norme parti del territorio comunale, in relazione a specifiche ragioni di carattere urbanistico, edilizio, paesaggistico, ambientale e culturale, ovvero stabilire limiti differenziati in ordine alle possibilità di ampliamento accordate dalle norme medesime.
PSC e RUE – Alcune delle azioni introdotte con la legge regionale confermano le politiche e gli indirizzi introdotti su gran parte del territorio urbanizzato dal Psc e dal Rue.
“Per le aree urbane consolidate di più vecchio impianto – ribadisce Ferrari – i nuovi strumenti urbanistici si sono orientati proprio in questa direzione, incentivando in modo organico e non transitorio questi interventi e individuando nel contempo un giusto punto di equilibrio fra questa esigenza e gli effetti che si possono determinare in termini di addensamento e incremento di carico urbanistico”.
LA NORMA SI APPLICA – L’applicazione della nuova normativa è invece consentita all’interno di ambiti o comparti assoggettati a Piano urbanistico attuativo la cui convenzione urbanistica attuativa sia ancora in corso di efficacia alla data del 31 marzo 2009 , qualora sia stata dichiarata la funzionalità delle opere di urbanizzazione primaria dell’intero comparto e che gli edifici realizzati abbiano comunicato la fine lavori alla data del 31 marzo 2009.
Inoltre, l’applicabilità è consentita, in territorio rurale, agli interventi attuati da Imprenditori agricoli su edifici funzionali alle esigenze dell’impresa agricola e del suo conduttore. Restano ferme le esclusioni per gli edifici vincolati o presenti in zone di pregio ambientale e nei parchi campagna.
NIENTE CUMULI – Per tutto il territorio comunale, gli incentivi in forma di incremento di superficie offerti in via transitoria non si possono cumulare con gli incrementi di superficie consentiti in via ordinaria dagli strumenti urbanistici vigenti.
Si ritiene infine necessario che la procedura edilizia che disciplina l’attuazione degli interventi edilizi diretti che comportano alterazione della sagoma volumetrica del fabbricato, disciplinati dalla legge in oggetto e non esclusi dal campo di applicazione di cui ai precedenti punti, preveda l’acquisizione entro un mese del parere di competenza della Commissione per la Qualità architettonica e il paesaggio.
Approvato odg di Lega Nord
Nell’ambito del dibattito sul Piano casa, il Consiglio comunale ha approvato all’unanimità (con la sola astensione del Pdl) un ordine del giorno proposto dalla Lega nord, in cui si impegna la giunta a “relazionare alla Commissione competente, entro il 30 giugno 2010, circa lo stato dell’arte dell’applicazione della norma sulla riqualificazione del patrimonio edilizio abitativo”. Il documento fa riferimento alla deliberazione consiliare approvata (vedere nota delle 20.04), in attuazione della legge regionale 6 del 6 luglio 2009, inerente al cosiddetto Piano casa.

21 settembre 2009 - Sassuolo2000.it

Sassuolo applica il piano casa senza aggiungere ulteriori limitazioni

L’Assessore Claudia Severi, per il Comune di Sassuolo e i comuni di Montefiorino, Frassinoro, Palagano, Prignano, Fiumalbo, Polinago, scelgono di applicare il piano casa licenziato dalla regione senza aggiungere ulteriori limitazioni, visto che il piano nazionale è già stato limitato dalla nostra legge regionale.
Il piano pensato dal Governo intende, infatti, configurarsi come uno strumento di rilancio del settore e, più in generale, dell’economia consentendo ai cittadini di aumentare la cubatura degli edifici attraverso un premio di costruzione soprattutto per chi decide di sfruttare tecniche di bioedilizia. La legge regionale che lo applica in Emilia Romagna, prevede copiosi criteri di salvaguardia per gli ampliamenti ammessi , disponendo limitazioni da applicare a centri storici, parchi, aree ed edifici vincolati, appartenenti al demanio statale, regionale, provinciale e comunale, zone a rischio idrogeologico o di incidenti, immobili abusivi, vietando inoltre la modifica della destinazione d’uso. La Regione lascia poi in capo ai Comuni la possibilità di individuare entro il 21 settembre, ulteriori ambiti ed immobili da escludere dal piano casa. Sassuolo e i Comuni di Montefiorino, Frassinoro, Palagano, Prignano, Fiumalbo, Polinago, nella convinzione che le misure restrittive apportate dalla Regione forniscano ampie garanzie per la salvaguardia del territorio e nel convincimento che il piano casa nazionale rappresenti una boccata d’ossigeno per l’economia, un’occasione da non perdere per rinnovare il patrimonio edilizio locale, hanno deciso di non disporre ulteriori limitazioni rispetto alla normativa regionale. “È quindi possibile in generale – chiarisce l’Assessore all’Urbanistica Claudia Severi – ampliare del 20% gli edifici abitativi esistenti al 31 marzo 2009, che abbiano superficie fino a 350 metri quadrati. L’incremento potrà essere al massimo di 70 mq e deve essere realizzato garantendo l’applicazione dei requisiti energetici regionali fissati dalla delibera 156/2008”.
Sono ammesse eventuali sopraelevazioni. Per realizzare ogni intervento bisogna però valutare la sicurezza dell’opera, ed effettuare l’adeguamento sismico dell’intera costruzione. Bonus volumetrici più alti (fino al 35% della superficie e non oltre i 130 mq) sono concessi se il raggiungimento dei requisiti energetici non riguarda solo l’ampliamento ma l’intero edificio e si provvede all’adeguamento sismico di tutta la struttura. Per demolizioni e ricostruzioni l’aumento volumetrico è del 35%: può arrivare al 50% se sono abbattuti immobili incongrui o collocati in aree tutelate delocalizzati in altre zone.
Queste interventi si attuano previa una Denuncia di Inizio di Attività, che potrà essere presentata entro il 31 dicembre 2010. L’impianto di legge regionale è, però, ricco di casistiche. Per questo, l’ufficio tecnico del Comune di Sassuolo è a disposizione dei cittadini e professionisti, per contribuire a fornire chiarimenti sulla applicabilità della legge. A questo proposito l’Amministrazione di Sassuolo ha programmato un incontro pubblico come momento di confronto e approfondimento della materia del quale verrà data ogni più ampia indicazione nei prossimi giorni.

21 settembre 2009 - Sassuolo2000.it

Piano casa, la delibera in Consiglio comunale

Nell’ambito delle misure che contrastano la crisi economica, la Regione Emilia-Romagna ha approvato la legge regionale 6 del 6 luglio 2009, introducendo novità strutturali e non solo contingenti su alcuni punti che rafforzano il carattere innovativo della strumentazione urbanistica regionale.
La nuova legge infatti modifica, tra l’altro, la legge urbanistica regionale 20 del 2000 ”Disciplina generale sulla tutela e uso del territorio” e altre norme in materia di disciplina generale sull’edilizia, riqualificazione urbana e riqualificazione del patrimonio edilizio abitativo, quest’ultimo punto in relazione al cosiddetto Piano casa del governo che, anche in deroga agli strumenti urbanistici vigenti, prevede fino a tutto il 2010 la possibilità di incentivi volumetrici.
Alcuni dei provvedimenti attuativi della legge regionale sono competenza dei Comuni. Per il Comune di Reggio, l’assessore alle Risorse del territorio e Urbanistica, Ugo Ferrari ha presentato oggi la delibera relativa e i punti salienti della legge al Consiglio comunale.
“La delibera – dice l’assessore Ferrari – consente, in via straordinaria e per un tempo limitato dalla legge, interventi che non stravolgono la struttura degli edifici e risponde ad alcune esigenze concrete della cittadinanza. Anche se i tecnici e gli operatori edili in primis non si aspettano di certo che questa norma transitoria rilanci in modo duraturo l’edilizia. Così come non si presenta il rischio, dopo le cautele introdotte dalla legge regionale e dalla delibera comunale, di azioni devastanti per il territorio. Si ricorda inoltre che il Piano strutturale comunale e il Regolamento urbanistico edilizio già contengono, in modo più strutturato e adeguatamente analizzato, le premialità progressive in termini di volumetrie e ampliamento, legate anche alle norme antisismiche e all’efficienza energetica, che hanno di fatto anticipato le nuove regole, puntando decisamente sulla riqualificazione e il rinnovo del patrimonio edilizio esistente. Siamo piuttosto in attesa dal governo del vero e proprio Piano Casa, che risponda realmente alle esigenze delle giovani coppie e delle famiglie in crescente difficoltà”.
AMPLIAMENTI – In particolare sono previsti:
a) interventi di ampliamento del 20 o 35 per cento di edifici residenziali mono o bi-famigliari, o anche di altro tipo, purché di dimensione pari o inferiore a 350 metri quadrati di superficie utile lorda;
b) interventi di demolizione e ricostruzione con ampliamento del 35 o 50 per cento di edifici residenziali (di qualunque tipologia e dimensione).
ESCLUSIONI – La legge regionale 6/2009 esclude l’applicazione di queste possibilità nei centri storici, negli insediamenti e infrastrutture storiche del territorio rurale, nelle aree gravate da vincoli di inedificabilità, nelle aree destinate (dal Prg pre-vigente) ad opere e spazi pubblici. Gli ampliamenti sono esclusi, ad esempio, per zone agricole o ambientali di pregio come i parchi del Rodano e del Crostolo; la città storica come prevista dal Psc; gli oltre 1.200 edifici singoli o complessi (di cui 783 rurali) riconosciuti come di interesse storico-architettonico di pregio storico-culturale e testimoniale del Rue. Sono esclusi anche gli edifici in costruzione e i piani particolareggiati in fase di attuazione.
La legge, che vale dunque per gli edifici esistenti al 31 marzo scorso, prevede che i Comuni entro il termine di 60 giorni dall’entrata in vigore della legge stessa possano escludere dall’applicazione delle suddette norme parti del territorio comunale, in relazione a specifiche ragioni di carattere urbanistico, edilizio, paesaggistico, ambientale e culturale, ovvero stabilire limiti differenziati in ordine alle possibilità di ampliamento accordate dalle norme medesime.
PSC e RUE – Alcune delle azioni introdotte con la legge regionale confermano le politiche e gli indirizzi introdotti su gran parte del territorio urbanizzato dal Psc e dal Rue.
“Per le aree urbane consolidate di più vecchio impianto – ribadisce Ferrari – i nuovi strumenti urbanistici si sono orientati proprio in questa direzione, incentivando in modo organico e non transitorio questi interventi e individuando nel contempo un giusto punto di equilibrio fra questa esigenza e gli effetti che si possono determinare in termini di addensamento e incremento di carico urbanistico”.
LA NORMA SI APPLICA – L’applicazione della nuova normativa è invece consentita all’interno di ambiti o comparti assoggettati a Piano urbanistico attuativo la cui convenzione urbanistica attuativa sia ancora in corso di efficacia alla data del 31 marzo 2009 , qualora sia stata dichiarata la funzionalità delle opere di urbanizzazione primaria dell’intero comparto e che gli edifici realizzati abbiano comunicato la fine lavori alla data del 31 marzo 2009.
Inoltre, l’applicabilità è consentita, in territorio rurale, agli interventi attuati da Imprenditori agricoli su edifici funzionali alle esigenze dell’impresa agricola e del suo conduttore. Restano ferme le esclusioni per gli edifici vincolati o presenti in zone di pregio ambientale e nei parchi campagna.
NIENTE CUMULI – Per tutto il territorio comunale, gli incentivi in forma di incremento di superficie offerti in via transitoria non si possono cumulare con gli incrementi di superficie consentiti in via ordinaria dagli strumenti urbanistici vigenti.
Si ritiene infine necessario che la procedura edilizia che disciplina l’attuazione degli interventi edilizi diretti che comportano alterazione della sagoma volumetrica del fabbricato, disciplinati dalla legge in oggetto e non esclusi dal campo di applicazione di cui ai precedenti punti, preveda l’acquisizione entro un mese del parere di competenza della Commissione per la Qualità architettonica e il paesaggio.

21 settembre 2009 - Sassuolo2000.it

Piano casa, il sindaco incontra i tecnici

Mercoledì 23 settembre alle ore 9,30 all’ufficio tecnico del Comune di Maranello, in via Vittorio Veneto, è in programma un incontro tra il sindaco Lucia Bursi e i tecnici liberi professionisti locali per illustrare i contenuti del “Piano Casa” approvato dalla Regione Emilia Romagna e della delibera approvata dal Consiglio Comunale in merito all’applicazione della legge sul territorio di Maranello. Sarà l’occasione per fornire informazioni sulle scelte approntate dal Comune, sulle opportunità di ampliamento delle unità abitative, sugli adempimenti, sui casi e tempi nei quali tali opportunità saranno percorribili.

 

21 settembre 2009 - Adnkronos

Bologna: Salomoni (PdL), Provincia ha depotenziato Piano Casa

"Ritengo assolutamente scorretto che l'Amministrazione provinciale di Bologna abbia posto fra i propri obiettivi quello di depotenziare gli effetti di una legge regionale quale quella sul Piano Casa frutto, come tutti sappiamo, di un'attenta analisi della congiuntura economica e strumento pensato come innesco per il riavvio del settore edilizio". Lo afferma Ubaldo Salomoni, consigliere regionale del Popolo della Liberta' e vicepresidente della Commissione Politiche Economiche. Salomoni prende di mira, si legge in una nota, una lettera inviata dal vicepresidente della Provincia di Bologna ai sindaci del bolognese nella quale li invita a ridurre drasticamente le tipologie di immobili che potranno godere delle opportunita' del Piano Casa.

 

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