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26 settembre 2009 - Il Tempo - Latina
Urbanistica, verso il recupero dei sottotetti ad uso abitativo
Sottotetti e piano case all'esame della Commissione Urbanistica. Le due leggi varate dalla Regione Lazio sono state oggetto ieri mattina dell'attenzione della Commissione presieduta da Ivano Di Matteo. La legge 13 prevede infatti il recupero dei sottotetti ad uso abitativo, che possono cosi diventare abitabili.
«Si definiscono sottotetti – recita l'articolo due della legge – i volumi sovrastanti l'ultimo piano dell'edificio o di sue parti, compresi nella sagoma di copertura, che, all'atto del rilascio del relativo titolo abitativo, non siano stati computati come volumi residenziali». Perché il recupero sia possibile l'altezza media dei locali deve essere di 2,40 metri. Gli interventi dovranno essere conformi alla legge regionale della bioedilizia, per quanto riguarda l'isolamento termico, il recupero delle acque piovane e il ricorso a fonti energetiche rinnovabile. La legge regionale prevede che il Comune possa aggiungere nuovi limiti al recupero dei sottotetti, ma l'indicazione data dalla Commissione è quella di non aggiungere nuove limitazioni, se non quelle legate agli edifici storici del centro di Latina e dei borghi. In questi casi i consiglieri sono in questo momento d'accordo nel limitare la possibilità di modifiche strutturali.
«Vogliamo recepire la legge regionale – afferma l'assessore Rosolini – ma evitando quegli interventi che stravolgono gli ambiti storici». La Commissione ha poi iniziato la discussione che riguarda il piano case deciso dal Governo e che è stato reso operativo dalla Regione Lazio con la legge del 6 agosto 2009. Ora tocca ai comuni predisporre la sua applicazione, come ha specificato in un suo intervento l'assessore regionale alla casa Mario Di Carlo. «In questi giorni numerosi cittadini stanno contattando l'assessorato alla Casa per chiedere informazioni riguardo l'approvazione di un fantomatico regolamento attuativo - afferma - E' mia intenzione rassicurare tutti i cittadini del Lazio ribadendo che il Piano Casa è legge regionale da oltre un mese, mentre la sua applicazione è demandata ai Comuni».
L'assessore regionale alla Casa, precisa dunque che «è importante che coloro i quali si sentiranno rispondere da amministrazioni pigre e da tecnici incompetenti che il Piano Casa non è applicabile per via di un ritardo dell'amministrazione regionale sappiano che non è previsto alcun regolamento attuativo del Piano Casa. L'unico atto regionale che deve ancora completare il proprio iter è il regolamento per la costituzione dell'albo degli operatori dell'housing sociale, per quanto riguarda invece gli interventi dei privati i comuni sono in condizione di applicare immediatamente la legge». Tocca, quindi, ora al Comune di Latina darsi da fare per rendere applicabile al più presto la legge sul piano case.
26 settembre 2009 - Asca
Casa, Confedilizia: senza rilancio affitti sfumati lavori per 7,5 mld
Nei sette mesi passati da quando la Confedilizia ha fatto le relative proposte, il mancato rilancio della locazione attraverso misure di incentivo fiscale ha fatto gia' sfumare circa 7 miliardi e mezzo di euro di interventi edilizi.
E' quanto rileva la Confedilizia, che in un comunicato ricorda di aver segnalato nel marzo scorso - in occasione dell'annuncio da parte del Governo del Piano casa - che in Italia vi sono fra i 700 e gli 800 mila immobili inabitabili perche' da ristrutturare o da rimettere in pristino, in gran parte situati nei centri storici. ''Per effetto delle annunciate disposizioni del Governo in materia di edilizia - spiega la confederazione - molti di questi immobili avrebbero potuto essere destinati all'affitto a canoni agevolati, vale a dire stabiliti dagli accordi stipulati dalla Confedilizia in tutta Italia con i sindacati degli inquilini, come prevede la legge. Ma perche' tali immobili venissero destinati alla locazione, occorreva restituire redditivita' all'affitto, attraverso l'introduzione per i contratti di locazione agevolati di una cedolare secca del 18-20%''.
A sei mesi di distanza da quell'annuncio del Governo e da quelle osservazioni della Confedilizia, si puo' stimare che - se anche solo 500 mila di quei 700/800 mila proprietari di immobili inabitabili avessero dato il via ad interventi di ristrutturazione, spendendo tra i 10 e i 20 mila euro per ciascun immobile - sarebbe stato pari a circa 7,5 miliardi di euro l'importo dei lavori ai quali avrebbe dato luogo l'azione combinata di Piano casa e cedolare secca sugli affitti. Lavori che sarebbero immediatamente partiti e che avrebbero sin da subito avviato la ripresa dell'economia, senza contare il gettito fiscale che sarebbe stato garantito allo Stato in termini di Iva e di altre imposte.
''Ora che gli effetti del Piano casa sono rimessi alle scelte regionali - anche se alcune Regioni ne hanno fatto un vero e proprio sabotaggio, condizionando la possibilita' di effettuare ampliamenti all'assoggettamento ad obblighi come quello del libretto casa - la necessita' di rilanciare la locazione non e' comunque venuta meno e si e' fatta anzi piu' urgente'', aggiunge la Confedilizia. L'introduzione della cedolare secca per i contratti agevolati - che, secondo i calcoli dell'Ufficio Studi della Confedilizia, costerebbe all'Erario meno di 200 milioni di euro - ''contribuirebbe infatti ad aiutare tutte quelle famiglie che sono alla ricerca di immobili in affitto, magari quale via d'uscita da mutui gia' in essere ovvero quale alternativa all'accensione di nuovi mutui''.
24 settembre 2009 - Dire
Casa, Di Carlo: il piano della Regione è legge, i Comuni lo applichino
L'assessore regionale: "I cittadini chiamano per avere informazione ma non serve alcun regolamento attuativo"
ROMA - "In questi giorni numerosi cittadini stanno contattando l’assessorato alla Casa per chiedere informazioni riguardo l’approvazione di un fantomatico regolamento attuativo. E’ mia intenzione rassicurare tutti i cittadini del Lazio ribadendo che il Piano Casa è legge regionale da oltre un mese, mentre la sua applicazione è demandata ai Comuni". L'assessore regionale alla Casa, Mario Di Carlo, precisa dunque che "è importante che coloro i quali si sentiranno rispondere da amministrazioni pigre e da tecnici incompetenti che il Piano Casa non è applicabile per via di un ritardo dell’amministrazione regionale sappiano che non è previsto alcun regolamento attuativo del Piano Casa. L’unico atto regionale che deve ancora completare il proprio iter è il regolamento per la costituzione dell’albo degli operatori dell’housing sociale, per quanto riguarda invece gli interventi dei privati i comuni sono in condizione di applicare immediatamente la legge".
Conclude Di Carlo: "Al fine di favorire un clima sereno che consenta a tutti i cittadini di cogliere le opportunità contenute nel Piano invito quindi tutti i soggetti interessati ad assumersi in pieno le proprie responsabilità e a diffondere informazioni corrette al riguardo".
23 settembre 2009 - Il Giornale - Jacopo Granzotto
«Sulle graduatorie non si può barare»
Nella tana politicamente scorretta di Luca Casciani mancava solo il sindaco.
Affrontare in diretta il pugnace conduttore di Radio Tiricordi non è roba da poco. Così quando Gianni Alemanno varca l’ingresso degli studi all’Aventino dimostra carattere e riconoscenza verso chi ha contribuito all’elezione. «Questa è casa tua - incalza Casciani - però tieniti pronto alle critiche». Ok si parte, in studio c’è anche Dario Rossin, presidente del gruppo del Pdl al Comune. Nessun filtro agli ascoltatori. Si comincia con la casa.
Alla radio centinaia di mail di chi teme di essere scavalcato ingiustamente. «É una leggenda metropolitana quella delle graduatorie truccate, nessun romeno o filippino scavalcherà mai un romano - rassicura -. Ho letto sui giornali la notizia delle case popolari ai rom, ma l’assessore Belviso ha già smentito. Le graduatorie sono aperte, ma non esistono corsie preferenziali per i nomadi. Nel frattempo stiamo accelerando il Piano Casa. Il principio che verrà seguito sarà la storicità in graduatoria». Un Piano che non comprenderà solo l’edilizia residenziale pubblica, ma anche case in affitto calmierato: «Il Comune darà i terreni e le società si impegneranno a vendere o affittare le case a prezzi ragionevoli».
Il faccia a faccia prosegue sui vigili. «Sono troppo pochi, ancora meno quelli in strada. «Sui vigili si deve lavorare, penso che andrebbe ridotto l’organico degli uffici comunali e non certo quello della polizia municipale». Capitolo Passetto, Casciani ha il dente avvelenato. «Sono arrabbiato anch’io con la proprietà del ristorante, il locale è chiuso, c’è un procedimento in atto, quello che hanno fatto non glielo perdonerò, abbiamo dovuto spedire Cutrufo in Giappone per riparare al danno di immagine; spero in un ritiro della licenza».
Nessuna pausa: Caffarella e verde insicuro. «Serve più volontariato da parte dei cittadini per rendere i parchi vivibili». Tridente. «Ci sono troppi cantieri. Forse dobbiamo rivedere l’agenda. Sui sampietrini a via del Corso prendiamo tempo». Terminal Anagnina, buio e pericoloso. «Ora ci sono le colonnine, aspettiamo a vedere se le cose migliorano...». Sugli stadi di Roma e Lazio, Casciani fa notare che forse di questi tempi si dovrebbe pensare ad altro. «Ma faceva parte del mio programma elettorale - precisa il primo cittadino -. Non è qualcosa nato sotto la pressione di qualcuno o per la richiesta delle due squadre, l’Olimpico non è adatto al calcio. L’amministrazione comunale e regionale vigilerà affinchè dietro questi progetti non si nasconda speculazione o cementificazione selvaggia: non venderemo l’anima al diavolo per avere uno stadio».
Chiusura sulle botticelle. Gli animalisti (e gran parte dei romani) le vorrebbero eliminare ma i vetturini sono pronti alla guerra. Così il Comune cerca di mediare, studiando percorsi dedicati. «Ci sarà una delibera che deciderà i percorsi precisi che dovranno fare i vetturini nel rispetto dell’antica tradizione romana e degli animali. Dico solo che rappresentano una fonte di reddito per una categoria e dunque di abolirle non se ne parla». Solo ora Casciani si rende conto di aver scordato due temi da cerchietto rosso come prostituzione e taxi. Troppo tardi, sarà per la prossima volta. Sui 99 in Fm torna a suonare la (grande) musica senza tempo dei dj Martini, Famiglietti e Guarnieri.
22 settembre 2009 - Adnkronos
Alemanno, per graduatorie unico principio sarà storicità
''Ho letto sui giornali la notizia delle case popolari agli zingari, ma l'assessore Belviso ha gia' smentito. Tutte le graduatorie sono aperte, ma non esistono corsie speciali per i nomadi o per altri. Intanto stiamo accelerando il piu' possibile il Piano Casa. L'unico principio che verra' seguito, sara' la storicita' in graduatoria''. Lo ha dichiarato il sindaco di Roma Gianni Alemanno ai microfoni di 'Radio Ti Ricordi', 99 Fm, nella trasmissione condotta da Luca Casciani, 'Giorno per giorno'.
''Il Piano casa non comprendera' soltanto Erp (edilizia residenziale pubblica), ma anche case in affitto o mutuo calmierato. Tra sei mesi, un anno al massimo, dovremmo cominciare a firmare contratti di questo tipo con le societa' costruttrici. Il Comune di Roma - ha concluso - dara' i terreni e le societa' si impegneranno a vendere o affittare le case a prezzi ragionevoli. Contiamo, cosi', di esaurire le graduatorie esistenti e di aprirne di nuove''.
22 settembre 2009 - Adnkronos
Alemanno, punti critici Piano Casa mobilità e manutenzione
''I tre punti critici, ma fondamentali, che Roma deve affrontare sono il Piano Casa, la Mobilita' e la Manutenzione, intesa come decoro urbano, riferimento delle strade, potatura degli alberi, ma non solo''. Lo dichiara ai microfoni di 'Radio Ti Ricordi', Gianni Alemanno, sindaco di Roma. ''Per far si' che si dica che Roma e' cambiata - conclude - che ha raggiunto gli standard delle capitali europee''.
