Regione Liguria

Piano Casa Governo Berlusconi 2009

 

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25 settembre 2009 - Città della Spezia

Legambiente esprime perplessità sul piano casa della Regione

La Spezia. Il Presidente di Legambiente Liguria Stefano Sarti ha inviato questa nota sul piano casa regionale:
"In relazione al Piano Casa della Regione Liguria, in applicazione degli accordi tra Governo e Conferenza delle Regioni, in riferimento al Piano Casa Quadro del Governo stesso, siamo dell’opinione che la Liguria, in virtù alla propria orografia tormentata, e della sciagurata storia Urbanistica del passato, non ancora esauritasi nel presente, (basti pensare al termine Rapallizzazione, nato per indicare lo scempio edilizio di nel territorio, a causa della Ligure Rapallo), avrebbe dovuto essere esclusa dalle previsioni del suddetto Piano Quadro.
Visto che ciò non è stato, siamo passati ad analizzare il testo di Proposta Regionale ravvisandovi un’eccessiva permissività soprattutto in relazione:
- alla non esclusione integrale dei Parchi Naturali Regionali, e delle altre Aree Protette ex Legge 12/95 (Riserve Naturali e Monumenti Naturali), fatti salvi il Parco Naturale di Portofino, e il Parco Nazionale delle Cinque Terre, non ricadente nella suddetta 12/95;
- alla non esclusione, dal Piano in oggetto, dei SIC, ZPS, e ZSC ex Direttiva UE 92/43 e costituenti la Rete ecologica Natura 2000 della Liguria; sono Aree Protette, in parte coincidenti e in parte no con i Parchi Naturali, ma sono le uniche riconosciute come tali dall’Unione Europea, la quale le ha adottate in quanto necessarie al mantenimento di habitat in via di scomparsa, e/o di specie animali bioindicatrici in via di estinzione o a forte rischio comunque di scomparsa: non possono essere adeguatamente tutelate se non con l’esclusione dal Piano Casa; le Aree Protette, sia che facciano parte solo della Rete Natura 2000, che anche Normate dalla Legge Quadro 394/91 e dalla Legge Regionale 12/95, devono essere tutelate integralmente dall’Edilizia.
- alla non esclusione degli edifici rurali aventi valore testimoniale, per i quali, interventi di ampliamento e demolizione/ricostruzione, nonostante le prescrizioni del seguente Testo, rappresenterebbero comunque uno stravolgimento del valore Storico Testimoniale;
- Alla non esclusione degli edifici condonati; perché il Condono verrebbe ad assumere un valore premiale di chi ha commesso abusi nel passato e ciò indurrebbe a ricommettere abusi; quindi gli edifici condonati devono essere esclusi dalle previsioni del Piano in questione;
- Alla non esclusione integrale dei Centri Storici, perché non si deve correre il rischio di stravolgere i Centri Storici, e perché oltretutto i Comuni non hanno sufficienti competenze storico – culturali per potere impedire o prevenire ciò: perciò i Centri Storici devono essere esclusi dalla presente Proposta di Legge
- Alla restrizione della tutela della costa ai soli 300 m. dalla battigia: il rischio e la pressione cementizia sulla costa Ligure è tale che la tutela deve essere estesa perlomeno fino a 2000 m., come fatto in Regione Sardegna dalla Giunta Soru nella passata Legislatura.
Questo nostre considerazioni hanno poi portato a richieste puntuali di modifica dell’articolato della Proposta di Legge in questione."

24 settembre 2009 - Il Giornale

Piano casa bocciato da ambientalisti e costruttori

Gli addetti ai lavori demoliscono il piano casa della Regione. È quanto accaduto ieri durante le audizioni in VI Commissione regionale sulle norme della giunta regionale.
La Consulta permanente per l’Edilizia della Provincia di Genova (cui aderiscono l’Ordine degli Architetti, l’Associazione dei Costruttori edili, il Collegio dei Geometri, l’Ordine degli Ingegneri, l’Associazione Industriali, la Proprietà Edilizia, la Fiap e l’Ordine Regionale dei Geologi) e l’associazione costruttori edili Ance, hanno criticato il provvedimento proposto dalla Giunta, apprezzando al contrario la proposta del centro destra che è stata spiegata in commissione dall’onorevole Sandro Biasotti, candidato alla presidenza della Regione (che ha ricordato la sua legge regionale sui sottotetti che aveva lanciato il mercato delle ristrutturazioni) e dal consigliere regionale del Pdl Nicola Abbundo primo firmatario della proposta di legge. «Il grido di allarme lanciato dalle categorie è chiaro: se il testo di legge non cambia, la compatibilità degli interventi alle previsioni del Piano territoriale di Coordinamento Paesistico (Ptcp) e alla sua recente variante renderà inefficaci le previsioni per una significativa parte del territorio urbano ligure. Né si comprende il motivo per cui le strutture produttive sono escluse dagli interventi di ampliamento, a differenza di quanto avviene nelle altre Regioni che hanno già approvato la legge: l'artigiano o il piccolo imprenditore non potranno liberamente ampliare la propria azienda», dice Abbundo che denuncia la situazione allarmante della Liguria e punta il dito contro la giunta Burlando.
«I dati parlano chiaro - dice il consigliere - la crisi ha fatto registrare una flessione che, per l'anno 2009 porterà alla riduzione degli investimenti in costruzione di circa il 10,9% rispetto al 2008, a seguire al calo del 2,3% già registrato nel 2008. E riguarda tutti i comparti di attività: -19% per le nuove abitazioni, -4,6% per gli interventi manutentivi delle abitazioni, -12% per le costruzioni non residenziali private e -8,1% per le opere pubbliche». «Questa situazione ha già determinato nella sola provincia di Genova la perdita nei primi sei mesi del 2009 di ben 652 posti di lavoro con un saldo negativo del 6%, la riduzione del 3% del numero delle imprese attive, del 13% delle ore lavorate con oltre 1 milione di ore di lavoro perse». Il piano case è stato criticato anche da Matteo Rosso e Gianni Plinio del Pdl.

23 settembre 2009 - Sanremo News - Stefano Michero

Regione: commissione Piano Casa, intervento di Saldo

Oggi in Regione si sono svolte le audizioni in VI Commissione sul DDL della Giunta regionale e sul PDL presentato dal centro destra sul cosiddetto Piano Casa.
La Consulta permanente per l’Ediliza della Provincia di Genova ( cui aderiscono l’Ordine degli Architetti, l’Associazione dei Costruttori edili, il Collegio dei Geometri, l’Ordine degli Ingegneri, L’associazione Industriale di Genova, L’associazione Proprietà Edilizia, la FIAP e l’Ordine Regionale dei Geologi della Liguria) tramite il Presidente Dott. Viziano e l’ANCE Liguria, Dotto Principe, hanno criticato aspramente il provvedimento proposto dalla Giunta, mentre stato espresso apprezzamento per la proposta del centro destra.
Ad intervenire l’On. Sandro Biasotti, Candidato alla Presidenza della Regione Liguria per il Centro Destra e il Consigliere regionale del PDL Gabriele Saldo .
Sandro Biasotti sottolinea come con un azione di coinvolgimento delle categorie e delle parti sociali aveva varato agli inizi della sua legislatura la legge 24/2001, meglio conosciuta come Legge sui sottotetti “la nostra iniziativa aveva dato – ricorda Biasotti – un effettiva risposta abitativa ed incentivo economico al comparto edile.”
Saldo denuncia la situazione allarmante della Liguria e punta il dito contro la Giunta Burlando “I dati parlano chiaro: la crisi ha fatto registrare una flessione che, per l’anno 2009 porterà alla riduzione degli investimenti in costruzione di circa il 10,9% rispetto al 2008, a seguire al calo del 2,3% già registrato nel 2008. E riguarda tutti i comparti di attività: -19% per le nuove abitazioni, -4,6% per gli interventi manutentivi delle abitazioni, -12% per le costruzioni non residenziali private e –8,1% per le opere pubbliche.”
“Questa situazione ha già determinato nella sola provincia di Genova la perdita nei primi sei mesi del 2009 di ben 652 posti di lavoro con un saldo negativo del 6%, la riduzione del 3% del numero delle imprese attive, del 13% delle ore lavorate con oltre 1 MLN di ore di lavoro perse.”
Il grido di allarme lanciato dalle categorie è chiaro: se il testo di legge non cambia, la compatibilità degli interventi alle previsioni del Piano territoriale di Coordinamento Paesistico (PTCP) e alla sua recente variante renderà inefficaci le previsioni per una significativa, se non maggioritaria, parte del territorio urbano ligure. “Né si comprende – avanza l’esponente del PDL - il motivo per cui le strutture produttive sono escluse dagli interventi di ampliamento, a differenza di quanto avviene nelle altre Regioni che hanno già approvato la legge: l’artigiano o il piccolo imprenditore non potranno liberamente ampliare la propria azienda.”
“D’altra parte cosa ci si può aspettare da una Giunta pasticciona ed ideologicamente retrograda. Basti pensare – continua Saldo- che le procedure per l’approvazione dei Parchi Eolici (delibera 551/2008) prevedono che in fase di sperimentazione prima di presentare un progetto di ampliamento del parco si debba per un 1 anno censire gli uccelli e pipistrelli presenti nell’area. In sostanza tra la presentazione e l’approvazione del progetto passeranno tre anni.”
“Il provvedimento della Giunta Burlando – concludono Biasotti e Saldo - risulta così inefficace ed inefficiente e non consente di mettere a reddito le opportunità che l’Intesa Governo-Regioni offre di rilancio dell’economia e di riqualificazione urbana.”

18 settembre 2009 - Città della Spezia

Porto Venere: no al Piano Casa in Area Parco

Golfo dei poeti. Un importante passo in avanti è stato compiuto a Porto Venere per la tutela del territorio. Il Comune, attraverso una delibera di Giunta, ha infatti deciso di attivarsi per far sì che l’intera Area Parco possa essere esclusa dalla possibilità degli ampliamenti edilizi collegati al disegno di legge regionale 144/2009.
Il provvedimento, ancora in fase di gestazione, dovrebbe recepire quanto a suo tempo stabilito dall’Intesa Stato – Regioni per individuare misure di contrasto alla crisi economica attraverso la ripresa dell’attività edilizia: il Piano Casa. Se le Cinque Terre e Portofino sono già state escluse in fase di prima redazione della proposta di legge, altrettanto non è stato previsto per il Comune alle estremità occidentali del Golfo dei Poeti.
Zona Parco da più di vent’anni, sito Unesco dal 1997 e con ben tre Siti d’Interesse Comunitario individuati sul territorio, Porto Venere necessita di una reale salvaguardia delle sue bellezze naturali e paessagistiche. È per questo che l’Amministrazione Comunale ha deciso di impegnarsi in prima linea affinché anche il Parco Naturale Regionale di Porto Venere possa essere escluso dai facili ampliamenti edilizi previsti dal Piano Casa. Il primo passo quindi è fissato per la fine di settembre quando, a Genova, si terranno le audizioni fra la VI Commissione Consiliare della Regione e gli Enti Gestori delle Aree Protette per la valutazione dei singoli casi.

18 settembre 2009 - PrimoCanale.it

Porto Venere - Il comune si oppone al "Piano Casa"

Il comune di Porto Venere si oppone al "Piano Casa" nell'area del Parco. Attraverso una delibera di giunta, l'amministrazione si è impegnata a battersi perché l'intera area del Parco "venga esclusa dalla possibilità degli ampliamenti edilizi collegati al disegno di legge regionale 144/2009". In una nota il comune spiega che "il provvedimento, ancora in fase di gestazione, dovrebbe recepire quanto a suo tempo stabilito dall'intesa Stato-Regioni per individuare misure di contrasto alla crisi economica attraverso la ripresa dell'attività edilizia". Porto Venere fa presente che "le Cinque Terre e Portofino sono già state escluse in fase di prima redazione della proposta di legge, ma non Porto Venere, che pure è zona Parco da più di vent'anni, sito Unesco dal 1997 e vanta ben tre Siti d'Interesse Comunitario". Il Comune chiederà che anche Porto Venere sia esclusa dai facili ampliamenti edilizi previsti dal "Piano Casa" avanzando la richiesta già alle audizioni fra la VI Commissione Consiliare della Regione e gli Enti Gestori delle Aree Protette.

2 settembre 2009 - Edilio

Vivere sostenibile - Rinnovabili: in Liguria arriva uno stanziamento di 5 mln di euro

La Regione Liguria sostiene gli enti pubblici che decidono di realizzare impianti per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili (purché la potenza non superi i 20 Kw) o di intervenire per incrementare l’efficienza energetica degli impianti e delle strutture edilizie. Lo stanziamento ammonta a 5 milioni di euro: ogni progetto può accedere a un contributo a fondo perduto pari all’80% della spesa ammessa (in ogni caso un ente non può beneficiare di un contributo superiore a 1 milione di euro). Destinato agli Enti pubblici il nuovo bando di finanziamento “Efficienza energetica e produzione di energia da fonti rinnovabili”. Il documento è stato approvato dalla Giunta regionale con la delibera n.784 del 12 giugno 2009, in attuazione dell’azione 2.1 del Programma Operativo Regionale (Por) 2007-2013 asse 2 – Energia.
Le risorse destinate ammontano complessivamente a 5 milioni di euro. Le domande devono essere presentate dal 1 settembre al 31 ottobre 2009.
Gli interventi ammessi a finanziamento riguardano la realizzazione di impianti per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili di potenza non superiore ai 20 KW e gli interventi finalizzati all’incremento dell’efficienza energetica riguardanti interventi sugli impianti e/o sulle strutture edilizie.
Il contributo è concesso entro i limiti delle risorse finanziarie disponibili, e consiste in un finanziamento a fondo perduto, nella misura massima dell’80% della spesa ammessa. Non può comunque essere richiesto per ciascun Ente richiedente un contributo complessivo superiore a 1.000.000 di euro anche nel caso di finanziamenti concessi per più interventi.