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23 settembre 2009 - Eco del Chisone
Cantalupa non applica il Piano casa
Lunedì scorso il Consiglio di Cantalupa ha deciso (pur con nove voti favorevoli e i quattro contrari di Calcagnile, Spinosi, Rostan e Paglia) di non applicare gli articoli 3 e 4 della legge regionale 20 del 2009 (che promuove la possibilità di ampliare le abitazioni del 20 per cento), con la riserva di riesaminare i termini dell'applicabilità dopo l'adozione del nuovo Piano di assetto idrogeologico.
«Una volta definito l’assetto del paese - ha commentato il sindaco Bello -, approfondiremo la questione, pur considerando il fatto che, da Piano regolatore vigente, questa Amministrazione consente già una serie di agevolazioni per ampliare la propria abitazione». L'assessore Rosa ha aggiunto che «non si registrano a Cantalupa segnali di crisi nel settore edilizio che l’applicazione della legge dovrebbe contribuire a mitigare. Nel 2007 sono state presentate 227 pratiche, 230 nel 2008 e 150 nel 2009 fino ad agosto».
Tra le agevolazioni già realizzabili: la possibilità di recupero totale dei fabbricati di civile abitazione e dei fabbricati rurali già a uso agricolo; il trasferimento di capacità insediativa a carattere residenziale anche da lotti non contigui; la possibilità di sopraelevare fino a un metro gli edifici per adeguamenti igienico-sanitari; l'ampliamento degli impianti igienici fino al 20 per cento della superficie utile; il recupero dei sottotetti a fini abitativi.
A titolo provocatorio, i consiglieri di minoranza Calcagnile e Spinosi hanno richiesto anche l’annullamento del trasferimento di cubatura. Ha accolto la sfida l’assessore Tartaglia: «Se ne deve parlare in sede di Piano regolatore».
22 settembre 2009 - Eco del Chisone
Angrogna respinge il Piano casa
È stato il punto sul Piano casa a suscitare maggiore discussione durante il Consiglio comunale di Angrogna del 18 settembre: «Non è facile interpretare questa legge - ha premesso il sindaco, Mario Malan -, e Angrogna è stato uno dei primi Comuni che si trova a doverla mettere ai voti». Ad eccezione di Sergio Signori della maggioranza, tutti i consiglieri hanno scelto di non recepire il Piano casa: «Ci sono troppe limitazioni - ha ribadito Malan -. Se arriveranno maggiori informazioni torneremo sulla questione. Sicuramente - ha sottolineato - sarebbe più sensato portare avanti un unico ragionamento a livello di valle, e non frammentarlo nei vari Comuni».
Sulla stessa linea anche Marco Fraschia della minoranza: «Sul Piano casa non c’è stata divisione tra maggioranza e opposizione - ha precisato -. Anche la nostra linea era sin dall’inizio il non recepire la nuova legge». Sempre l’opposizione si è poi astenuta sulla terza variazione al bilancio di previsione 2009.
22 settembre 2009 - Il Secolo XIX
Piano casa, i Comuni tra ampliamenti e recuperi
Il terzo piano della discordia. Il Piano casa divide le opinioni: sì all’ampliamento delle abitazioni, ma con o senza deroghe sull’altezza degli edifici? Lo deciderà il 28 settembre alle 21 il consiglio comunale di Predosa. La discussione è aperta. Venerdì sera, intanto, presso la sala riunioni del municipio si è svolto l’ incontro pubblico promosso dai consiglieri capigruppo di minoranza Giancarlo Rapetti e Maurizio Lanzavecchia per conoscere le nuove normative urbanistiche introdotte dal Piano Casa e discuterne le possibilità di applicazione in ambito locale.
«Non per posizione critica – ha detto Rapetti – ma per dare un contributo propositivo alla discussione di un tema di particolare attualità». Tutti i Comuni, infatti dovranno esprimersi sulle nuove normative entro il 1° ottobre.
Il Comune non può certo proporre modifiche, ma in riferimento al piano regolatore può stabilire opportune deroghe alla legge regionale n. 20 del 14 luglio 2009 in materia di snellimento delle procedure edilizie e urbanistiche, centri storici esclusi. Dà attuazione alla recente intesa tra Stato ed enti locali per il rilancio dell’economia attraverso gli interventi edilizi. «Le novità urbanistiche sono già alla nostra attenzione – è intervenuto il sindaco Gian Carlo Sardi- stiamo valutando tutti gli aspetti connessi alla realtà locale, che meritano di essere approfonditi, ma non faccio anticipazioni rispetto al prossimo consiglio, non sarebbe corretto nei confronti della mia maggioranza e dell’organo collegiale».
E’ stata illustrata la Legge 20 con particolare riferimento agli interventi di ampliamento, demolizione e ricostruzione. C’è chi pregusta la possibilità di ampliare la casa non potendone costruire un’altra per il figlio che sta per sposarsi e c’è chi vede bene il miglior utilizzo degli immobili esistenti invece di nuove aree edificabili. »Non ci interessano le storie da libro Cuore – dice Maurizio Lanzavecchia – le novità urbanistiche riguardano anche gli edifici industriali, è l’occasione per riflettere sulle aree di sviluppo, servono regole per tutelare il paese».
L’art. 1 della Legge sostiene proprio la riqualificazione del patrimonio edilizio esistente dal punto di vista della qualità architettonica e dell’efficienza energetica, il miglioramento della sicurezza, l’eliminazione delle barriere architettoniche,concede il 40% di nuove cubature, ma a favore di un progetto che migliori l’edificio, restituendo il 40% di risparmio del consumo energetico complessivo, con soluzioni edilizie innovative..
17 settembre 2009 - Pagina.to.it
Parte il "piano casa" della Regione Piemonte: fondi per 3.000 alloggi
L'obiettivo è raggiungere i 10.000 alloggi entro il 2012. Destinati 256 milioni di euro per costruire 3.000 nuovi alloggi.
Si comincia domani per la seconda parte del "Programma casa - 10.000 alloggi entro il 2012", l'ambizioso programma che vuole dare nuovi alloggi in affitto alle famiglie meno abbienti.
Alla presentazione di oggi è intervenuto Sergio Conti, Assessore regionale alle Politiche territoriali: «La Regione continua ad investire risorse per assicurare ai cittadini piemontesi l´accesso alla casa, un diritto che la pesante congiuntura economica, con i suoi riflessi sull´occupazione, mette sempre più a rischio per migliaia di famiglie.»
Per questa seconda tranche, sono previsti bandi di edilizia sovvenzionata, bandi di edilizia agevolata sperimentale e agevolata in Comuni con più di 8.000 abitanti. Previsti anche esperimenti di social housing e riqualificazioni urbane a canone sostenibile.
13 settembre 2009 - Repubblica - Diego Longhin
"Case in collina, il Comune sbaglia"
I costruttori contestano i paletti posti dall'assessore all'Urbanistica, Mario Viano, all'aumento delle volumetrie, dal 20 al 35 per cento, per la case uni-bifamiliari. L'Ordine dei geologi invece apprezza la scelta: giusta la cautela
«Il Comune ci ripensi, eliminare del tutto la collina dal piano casa varato dalla Regione vuol dire ridurre al minimo la portata dell´intervento in città». Alle associazioni che raggruppano imprese edili e piccoli proprietari non convincono i paletti posti dall´assessore all´Urbanistica, Mario Viano, all´aumento delle volumetrie, dal 20 al 35 per cento, per la case uni-bifamiliari votata a Palazzo Lascaris.
La delibera verrà portata nella riunione di giunta di martedì prossimo e poi inizierà l´iter di discussione in Sala Rossa. Il centrodestra, in testa la Lega Nord, è già sul piede di guerra per la decisione di Viano di eliminare tutte le zone a rischio idrogeologico «3» e non solo le «3a» come previsto dalla Regione Stop in tutta la collina, oltre a quartieri come Barca e Bertolla. «Così si annullano drasticamente tutti gli effetti del piano casa - dice Alessandro Cherio, presidente del collegio costruttori di Torino - mi stupisce come impostazione, visto che già a livello regionale, dopo una lunga mediazione, siamo riusciti ad arrivare ad un testo accettabile. In collina non ci sono solo i miliardari con le ville».
Per i costruttori porre la questione del problema idrogeologico è un´esagerazione: «Se si ha un porticato e si vuole chiudere per avere una stanza in più non si devasta il territorio, non si toccano nemmeno le fondamenta. È un banale lavoro di muratura», sostiene Cherio. E aggiunge: «Se il testo definitivo dovesse essere quello prospettato dall´assessore Viano spero che le associazioni di categoria vengano convocate per spiegare le loro ragioni». Sulla stessa linea i vertici dell´Uppi, ad iniziare dalla presidente Piera Bessi: «Abbiamo già ricevuto molte richieste d´informazione da parte di associati e no - dice - tanto che stiamo organizzando un convegno per il 9 ottobre proprio sul piano casa.
Siamo discretamente soddisfatti della legge regionale, se però gli effetti vengono meno su Torino la questione si complica». A livello tecnico l´Uppi sostiene che «è necessario fare dei distinguo - sostiene il geometra Luigi Pagliero - non ci si può riferire alle caratteristiche idrogeologiche generali, bisognerebbe verificare il tipo di intervento che si vuole realizzare. Altrimenti si è troppo ingessati, mi pare un´esagerazione». I Comuni hanno tempo fino a fine settembre per porre dei paletti rispetto alle deroghe decise dalla Regione, superato il termine vale il silenzio-assenso. L´Uppi è preoccupata perché anche le principali amministrazioni dell´hinterland, a partire da Collegno, «vogliono prendere tempo, disapplicando la legge regionale, per poi decidere successivamente in quali zone si può intervenire», sostiene Pagliero. Ma il tempo è prezioso, anche perché i proprietari possono approfittare dell´aumento dei volumi solo fino al 31 dicembre del 2011.
I geologi cosa pensano dei paletti fissati dal Comune? Risponde Silvio Cremasco, presidente dell´ordine professionale: «La cautela dell´amministrazione sulla destra orografica del Po e sulla zona della collina è comprensibile - dice - Basta vedere quello che succede in alcune aree della collina con qualche acquazzone». E aggiunge: «Quando si parla di rischio 3 si parla di impossibilità di edificare, è consentito solo il recupero dell´esistente. Si potrebbe però lasciare uno spiraglio: la valutazione caso per caso degli interventi e del loro peso»





