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14 settembre 2009 - Ansa
Vivere sostenibile - Efficienza energetica, da Toscana Certificazione
La Toscana vuole leadership sull'ecoedilizia. E' in cantiere una proposta di modifica alla legge sull'energia che vara la certificazione energetica resa obbligatoria dalle Linee guida nazionali sull'energia entrate in vigore, dopo una lunga attesa, il 25 luglio scorso.
La Toscana si adegua alle norme nazionali prevedendo tra l'altro la realizzazione di un sistema informativo regionale sulle certificazioni energetiche consultabile da Province e Comuni, gli enti locali cui spetteranno le funzioni di controllo. Le misure regionali hanno l'intento di orientare i cittadini consumatori a scegliere e attrezzare case che consumano meno energia riducendo l'emissione di anidride carbonica e anche le spese per elettricita' e riscaldamento.
Novita' qualificanti nella proposta di legge trasmessa al consiglio regionale: nel caso di compravendita di un immobile, per esempio, se il certificato energetico non viene allegato, si ha l'automatico inserimento nella classe di efficienza piu' bassa, mentre le linee guida nazionali prevedevano comunque l'inserimento di un'autocertificazione. Viene anche semplificato il lavoro dei professionisti del settore, che per poter rilasciare certificazioni energetiche non avranno l'obbligo di iscriversi a un albo o a un elenco regionale.
14 settembre 2009 - GreenReport.it - Renzo Moschini
Piano casa, sul botta e risposta Lorenzetti–Conti
Maria Rita Lorenzetti e Riccardo Conti rispondono sull'Unità a Settis che aveva accusato le regioni anche di centro sinistra di fare piani casa alla Berlusconi. Risposta opportuna perché le due regioni non è giusto siano accomunate a chi in questi anni non ha riservato la stessa attenzione e impegno alla tutela del territorio, del paesaggio, dell'ambiente.
E tuttavia qui va anche subito aggiunto che sul nuovo codice dei beni culturali le regioni -anche quella Toscana- hanno generalmente accolto senza battere ciglio quel testo malgrado le norme che rendono più difficile - e non migliore né più efficace- la gestione del paesaggio. Non conosco la situazione dell'Umbria che sui parchi per la verità non ha mai brillato, ma la Toscana ha subito tolto ai parchi il nulla osta che così torna a battere strade e percorsi frammentati sulla base di schede paesaggistiche per molti versi sconcertanti. E questo non mi pare una scelta che fa onore a quel passato che giustamente Conti ricorda e richiama. E la ragione semplicissima è che il governo del territorio e dell'ambiente -paesaggio incluso- in Toscana come altrove non passa solo dall'urbanistica. Come non passa solo da una gestione fondata unicamente sui confini amministrativi; regione, province, comuni e quel che resta delle comunità montane.
E sta qui l'intoppo per cui la nuova legge sui parchi non va avanti come ho avuto modo di dire e di scrivere in più occasioni. Non va avanti perché per taluni la casa madre rimane l'urbanistica dove non tutte le partite si possono vincere. Anzi spesso si perdono. Anche per questo sarebbe bene discuterne di più e meglio anche in occasione del congresso del PD come si è cominciato a fare non molti giorni fa a Livorno alla festa dell'ambiente. Se davvero vogliamo puntare sull'economia verde non basta, infatti, scriverlo nelle mozioni.
11 settembre 2009 - Regione Toscana - Laura Pugliesi
Baronti: «Il piano casa nazionale? Cifre irrisorie»
L'assessore regionale confronta l'impegno con quello deliberato a livello toscano - «Neanche la metà dei soldi stanziati da Prodi, poi tagliati»
«Nelle ultime settimane ho letto molti articoli, su vari giornali, che riportavano con grande risalto le notizie sul piano casa che il governo da mesi sta riproponendo, in tutte le salse.
Il messaggio è: 350 milioni di euro per realizzare 100 mila nuovi alloggi in 5 anni. Tuttavia, voglio far notare che di questi 350 milioni, 200 vanno a coprire neanche la metà del precedente piano casa del governo Prodi che prevedeva 550 milioni di euro. Inoltre, il piano casa è già partito in molte parti del Paese grazie al fatto che le Regioni hanno anticipato i soldi. In Toscana, ad esempio, la scadenza per l'avvio dei lavori nei cantieri era lo scorso 4 agosto. Quindi le risorse che il Governo mette ora a disposizione in realtà erano già impegnate in un Piano già definito e in via di realizzazione».
Con queste parole l'assessore regionale alla casa, Eugenio Baronti, torna sulla questione del piano casa del governo, con una serie di osservazioni e precisazioni, sottolineando che, in realtà, dal governo, più che soldi sono arrivati tagli: «Per la Toscana dai 31,5 milioni assegnati dal governo Prodi si è scesi ad una decina di milioni scarsi».
Tornando al piano nazionale Baronti propone una semplice sottrazione. «A conti fatti - fa notare - per il grande piano nazionale casa per 100 mila nuovi alloggi rimangono 150 milioni di euro, cioè 1500 euro disponibili per ogni alloggio. Una cifra assolutamente ridicola». E a chi obietta che è previsto il coinvolgimento dei privati per attivare un fondo immobiliare e che per lo scopo è stato istituito un gruppo di lavoro, l'assessore regionale replica: «Mettiamo, ottimisticamente, che attraverso i privati si moltiplichino per 10 i volte le risorse, e si raggiunga così ; la cifra di 1,5 miliardi di euro. Se dividiamo per 100mila alloggi, fanno 15mila euro ad alloggio. Se invece il contributo dei privati fosse pari a 20 volte quello statale, si avrebbero 3 miliardi di euro. Una cifra enorme, difficile da immaginare, in un momento di crisi come questo, ma comunque siamo a 30mila euro ad alloggio».
«Allora – conclude Baronti – chiedo: ammesso che si riesca ad attivare dai privati in tempi di crisi una quantità così ingente di capitali, che tipo di alloggi verranno costruiti con questi fondi immobiliari a stragrande maggioranza privati? Per quali politiche abitative verranno impiegati, per rispondere a quali domande e bisogni sociali? Alle famiglie colpite dalla crisi che chiedono alloggi a canone sociale chi darà una risposta se lo Stato si ritira e delega la politica sociale della casa ai privati? Quanto alle cifre e alla loro credibilità – rimarca l'asse ssore – si commentano da sole. La Toscana per far fronte all’emergenza ha messo 143 milioni di soldi veri e disponibili. Se le promesse fossero mattoni, il governo sicuramente sarebbe in grado di farci uscire dall’emergenza abitativa, ma mattoni non sono e parlare di un piano casa con queste cifre, per tutto il paese, diventa ridicolo e offensivo per l'intelligenza».
