Regione UmbriaPiano Casa Governo Berlusconi 2009 |
![]() |
29 settembre 2009 - OrvietoNews.it
"Autumn School - Piano casa e paesaggio": Orvieto 30-31 ottobre 2009. Iscrizioni entro il 25 ottobre
Si terrà ad Orvieto nelle giornate del 30 e 31 ottobre 2009, il corso "Autumn School - Piano casa e paesaggio". Il corso, che avrà luogo presso il Centro Studi "Città di Orvieto", è stato attivato per iniziativa del Dipartimento di Diritto dell'Economia, dell'Università di Siena, del Master ACT e del centro di ricerca FOCUS della Sapienza, Università di Roma. Lo scopo è riflettere sulle condizioni e gli effetti che il cosiddetto "Piano casa", nelle sue declinazioni regionali, potrà avere sul territorio, con particolare riguardo al paesaggio e ai centri storici.
Gli interventi avranno inizio alle ore 10 del 30 ottobre e termineranno alle ore 13,30 del 31 ottobre.
Iscrizioni entro il 25 ottobre 2009
Possono iscriversi tutti coloro che sono interessati al tema del seminario.
Sarà rilasciato attestato di partecipazione al seminario e non saranno riconosciuti crediti formativi.
Per maggiori informazioni e modalità di iscrizione:
http://w3.uniroma1.it/arcorvieto/
focus@uniroma1.it
25 settembre 2009 - Edilportale - Paola Mammarella
Piano Casa, in Umbria pratiche informatizzate
Procedimenti edilizi semplificati con l’eliminazione del cartaceo
Semplificate le procedure per il Piano Casa umbro. Le Dia, denunce di inizio attività, e le istanze per la richiesta del permesso edilizio potranno essere presentate on line al Comune, senza il bisogno di presentarsi fisicamente negli uffici competenti.
Obiettivi: La decisione presa dalla Regione è utile al graduale processo di semplificazione e sostituzione dei documenti cartacei nei procedimenti edilizi.
Obiettivo perseguito anche dalla Legge Regionale 13/2009 recante norme per il governo del territorio, la pianificazione e il rilancio dell’economia attraverso la riqualificazione del patrimonio edilizio esistente.
Attuazione pratica: Per l’attuazione della legge regionale è stato messo a disposizione di cittadini, professionisti, Comuni e altri soggetti interessati uno spazio informatico per la presentazione delle pratiche in via telematica. I cittadini interessati e i professionisti incaricati riceveranno una password che li identificherà nel sistema informatico e avranno a disposizione un software applicativo che consentirà di presentare al Comune le pratiche.
Sviluppi futuri: Il processo di informatizzazione è stato presentato a Comuni e Ordini professionali dal direttore della Direzione regionale Ambiente Territorio e Infrastrutture e dal direttore regionale della Direzione Finanziarie Umane e Strumentali. Secondo la Direzione regionale Ambiente in questo modo si sperimenta e si anticipa ciò che Stato, Regioni e Comuni stanno definendo a livello nazionale per l’integrazione dei procedimenti edilizi e catastali attraverso il “Mude”, Modello Unico Digitale per l’Edilizia.
La Regione emanerà a breve una Direttiva esplicativa delle modalità attuative per la presentazione delle pratiche edilizie on line e attiverà ulteriori fasi partecipative tra i soggetti coinvolti.
L’informatizzazione dei procedimenti edilizi è un ulteriore passo avanti verso gli obiettivi di rilancio voluti con l’approvazione del Piano Casa. L’attuazione della norma è stata sancita con la delibera 1063/2009 del 27 luglio, che ha fornito chiarimenti sugli ambiti di applicazione delle disposizioni di ampliamento e risparmio energetico.
23 settembre 2009 - Asca
Piano Casa, pratiche on-line, anticipate procedure nazionali
Per l'attuazione della Legge regionale n.13/2009 (''Norme per il governo del territorio e la pianificazione e per il rilancio dell'economia attraverso la riqualificazione del patrimonio edilizio esistente'') che disciplina il cosiddetto ''Piano casa'' e le facilitazioni previste per gli ampliamenti edilizi, le denunce di inizio attivita' e le istanze di permesso edilizio abbreviato dovranno essere trasmesse al Comune ''on line'', senza presentarsi fisicamente. Con questo provvedimento, la Regione Umbria procede nel graduale processo di semplificazione e sostituzione dei documenti cartacei nei procedimenti edilizi.
La Regione per l'attuazione della legge regionale, ha predisposto e messo a disposizione di cittadini, professionisti, Comuni ed altri soggetti interessati, un ambiente informatico per la presentazione di pratiche edilizie in via telematica. In questo modo, spiegano dalla Direzione regionale Ambiente, Territorio e Infrastrutture della Regione Umbria, si sperimenta e anticipa in Umbria quanto nello scenario nazionale lo Stato, le Regioni e i Comuni stanno definendo per l'integrazione dei procedimenti edilizi e catastali attraverso il Modello Unico Digitale per l'Edilizia (''Mude''). I cittadini proprietari di beni immobili e i professionisti incaricati riceveranno una password - e' detto in una nota - che li identifichera' nel sistema informatico e avranno a disposizione un software applicativo che consentira' di presentare al Comune le pratiche edilizie, dematerializzando cosi' i permessi a costruire. Il processo d'informatizzazione predisposto e' stato presentato ai Comuni e agli Ordini professionali dal direttore della Direzione regionale Ambiente Territorio e Infrastrutture, Luciano Tortoioli, e dal direttore regionale della Direzione Finanziarie Umane e Strumentali, Anna Lisa Doria. a Regione Umbria emanera', a breve, una Direttiva esplicativa delle modalita' attuative per la presentazione delle pratiche edilizie ''on line'' e attivera' ulteriori fasi partecipative tra i soggetti coinvolti.
16 settembre 2009 - Edilportale - Paola Mammarella
Piano Casa, attuazione pratica in Umbria
Definiti dalla Giunta i requisiti per il miglioramento energetico degli edifici ampliati
Piano Casa operativo in Umbria. Pubblicata sul Bollettino Ufficiale 40 del 9 settembre la Delibera di Giunta 1063/2009 del 27 luglio scorso, che attua la Legge Regionale 13/2009 per il rilancio dell’edilizia attraverso l’ampliamento degli edifici a destinazione residenziale.
Requisiti energetici: Ampliata la norma regionale per il governo del territorio, la pianificazione e il rilancio dell’economia attraverso la riqualificazione del patrimonio edilizio esistente.
Le parti di edificio realizzate in conformità all’articolo 34 devono soddisfare i requisiti di alta efficienza energetica attraverso la realizzazione di un involucro esterno dotato di:
- strutture opache verticali con valori di trasmittanza inferiori del 20% a quelli indicati nel Decreto Legislativo 192/2005;
- strutture opache orizzontali inclinate, coperture e pavimenti verso locali non riscaldati o verso l’esterno, con valori di trasmittanza inferiori del 20% rispetto a quelli indicati nel Decreto Legislativo 192/2005;
- messa in opera di strutture trasparenti con valori di trasmittanza inferiori al 10% a quelli indicati nel D.lgs. 192/2005.
Fabbisogno energetico: Gli ampliamenti volumetrici devono essere abbinati a una riduzione del fabbisogno annuo di energia primaria per la climatizzazione invernale. La diminuzione, asseverata da un tecnico abilitato e iscritto al Collegio Professionale competente, deve attestarsi al 10% nel caso di edifici che hanno ottenuto il permesso di costruire prima dell’applicazione del D. Lgs. 192/05 e del 3% per quelli che l’hanno ottenuta dopo.
Il miglioramento energetico dell’edificio può anche avvalersi di riduzione dei ponti termici, sostituzione degli infissi esistenti con infissi a bassa trasmittanza, miglioramento dell’isolamento termico dell’involucro edilizio, messa in opera di caldaie ad alto rendimento, impiego di valvole termostatiche e installazione di sistemi per la produzione di energia da fonti rinnovabili.
Importante anche la valutazione dell’orientamento della parte ampliata rispetto all’edificio, al fine di rendere ottimale l’utilizzo dell’energia solare e l’illuminazione naturale degli ambienti e il ricorso alle tecniche di bioedilizia e bioarchitettura.
14 settembre 2009 - Asca
Casa - Dottorini (Verdi), necessario discutere autocostruzione
'E' necessario che il Consiglio regionale discuta la proposta di legge dei Verdi e Civici sull'autocostruzione e l'autorecupero a fini abitativi; il disagio abitativo di molte famiglie, per le quali la casa di proprieta' rimane un sogno, non puo' attendere dalla politica delle risposte in grado di delineare soluzioni concrete, soprattutto in seguito alla devastante crisi economica che ha investito anche l'Umbria''.
Lo ha detto il capogruppo regionale dei Verdi e Civici, Oliviero Dottorini, annunciando di aver richiesto al presidente della III commissione, Enzo Ronca, competente in materia, di mettere quanto prima all'ordine del giorno la proposta di legge presentata nel giugno 2007. ''Dopo oltre 2 anni di attesa - ha spiegato Dottorini - riteniamo che la Regione debba farsi carico di un provvedimento che puo' divenire un'ottima misura integrata di organizzazione sociale e dare una risposta concreta al disagio abitativo. Attendiamo da tempo che la Giunta definisca le eventuali linee di riforma della legge 23. Se ci sono i tempi, sarebbe opportuno prendere in esame l'intero pacchetto. Altrimenti chiediamo che la Commissione si esprima sulla nostra proposta''.
La proposta di legge prevede che gli enti pubblici individuino nel loro Piano regolatore aree ''Peep' (edilizia popolare) dove verra' prevista la possibilita' di autocostruzione. In questo caso, sotto la direzione dei lavori da parte di esperte figure professionali, insieme al controllo dell'ente, potranno essere gli stessi proprietari, associati in un'apposita cooperativa, a portare avanti i lavori di costruzione dell'edificio. L'obbligatorieta' riguarda il rispetto per l'architettura del luogo, l'uso di criteri di costruzione ecocompatibili ed il risparmio energetico.
Con l'autocostruzione o l'autorecupero (in questo caso l'ente pubblico mettera' a disposizione strutture esistenti non utilizzate e/o fatiscenti) e' possibile abbattere i costi di costruzione o di recupero fino al 70 per cento. Per i soggetti costruttori sono previste facilitazioni per l'accesso al credito.''E' noto ormai - ha sottolineato Dottorini - che in moltissimi casi i cittadini sono chiamati a grandi sacrifici per acquistare una casa e ad un indebitamento legato a mutui ventennali o, addirittura, trentennali. Con questa proposta, si vuole rispondere a questo problema sociale privilegiando lo spirito di auto promozione delle famiglie e responsabilizzandole all'uso rispettoso di un patrimonio pubblico, destinato a soddisfare bisogni e diritti fondamentali.
Siamo disponibili - ha concluso - a ragionare di eventuali modifiche o integrazioni con altri provvedimenti, ma l'importante e' che il Consiglio regionale non indugi ulteriormente nell'affrontare queste tematiche''.
14 settembre 2009 - GreenReport.it - Renzo Moschini
Piano casa, sul botta e risposta Lorenzetti–Conti
Maria Rita Lorenzetti e Riccardo Conti rispondono sull'Unità a Settis che aveva accusato le regioni anche di centro sinistra di fare piani casa alla Berlusconi. Risposta opportuna perché le due regioni non è giusto siano accomunate a chi in questi anni non ha riservato la stessa attenzione e impegno alla tutela del territorio, del paesaggio, dell'ambiente.
E tuttavia qui va anche subito aggiunto che sul nuovo codice dei beni culturali le regioni -anche quella Toscana- hanno generalmente accolto senza battere ciglio quel testo malgrado le norme che rendono più difficile - e non migliore né più efficace- la gestione del paesaggio. Non conosco la situazione dell'Umbria che sui parchi per la verità non ha mai brillato, ma la Toscana ha subito tolto ai parchi il nulla osta che così torna a battere strade e percorsi frammentati sulla base di schede paesaggistiche per molti versi sconcertanti. E questo non mi pare una scelta che fa onore a quel passato che giustamente Conti ricorda e richiama. E la ragione semplicissima è che il governo del territorio e dell'ambiente -paesaggio incluso- in Toscana come altrove non passa solo dall'urbanistica. Come non passa solo da una gestione fondata unicamente sui confini amministrativi; regione, province, comuni e quel che resta delle comunità montane.
E sta qui l'intoppo per cui la nuova legge sui parchi non va avanti come ho avuto modo di dire e di scrivere in più occasioni. Non va avanti perché per taluni la casa madre rimane l'urbanistica dove non tutte le partite si possono vincere. Anzi spesso si perdono. Anche per questo sarebbe bene discuterne di più e meglio anche in occasione del congresso del PD come si è cominciato a fare non molti giorni fa a Livorno alla festa dell'ambiente. Se davvero vogliamo puntare sull'economia verde non basta, infatti, scriverlo nelle mozioni.
1 settembre 2009 - MondoCasaBlog
Regione Umbria. Piano casa, norme regionali (Legge 26 giugno 2009, n. 13, art. 31 - 38)
L’ Umbria è la seconda in Italia, dopo la Toscana. Mantenendosi fedele all’intesa firmata con il Governo consente ampliamenti su edifici residenziali uni o bifamiliari, o comunque anche condomini non oltre i 350 metri quadrati fino a un massimo del 20% di superficie utile coperta, e comunque non oltre i 70 metri quadrati. Restano fuori i centri storici.
Sono ammessi due tipi di sostituzione edilizia attraverso la demolizione e ricostruzione: il primo con un bonus massimo del 25% per edifici con almeno otto alloggi e il secondo con un premio del 35%, possibile solo con tre edifici da abbattere e un piano attuativo. Del tutto innovativo, rispetto alle altre Regioni, è il cosiddetto bonus capannoni, un premio del 20% di ampliamento per edifici industriali, artigianali o di terziario con cui l’Umbria punta a riqualificare aree di almeno 20mila metri quadrati.
“Abbiamo speso 110 milioni per accorpare le aree industriali - spiega il Governatore, Maria Rita Lorenzetti - e ora è il momento di riqualificarle. Se poi le condizioni saranno troppo vincolanti, le cambieremo”. Per il relatore di maggioranza, Giancarlo Cintoli (Pd) con questa legge l’Umbria diventa un laboratorio di sostenibilità. La parte relativa alla riforma urbanistica mette a sistema le esperienze degli ultimi anni e lascia alla Regione il compito di fare solo la programmazione e a Province e Comuni quello di pianificare.
In dettaglio
1. Tipologie di immobili. Tipologie monofamiliare o bifamiliare, senza limiti di ampiezza dell’ esistente. Negli altri casi la SUL massima deve essere di 350 mq. Limite di superficie complessiva di 450 mq per edifici in aree agricole.
2. Zone escluse. Centri storici, aree di inedificabilità, zone boscate, rischi frane, rischio idrogeologico, riserve integrali, aree con divieti di ampliamento o demolizione e ricostruzione. Edifici in aree agricole realizzati successivamente al 13 novembre 1997 fermo restante il limite di superficie complessiva di 450 mq (comma 1 dell’ articolo 35 della l. r. 11 /2005). Edifici con vincolo storico - architettonico, o di edilizia monumentale.
3. Termini presentazione richiesta di assenso. Entro il 30 dicembre 2010.
4. Incrementi volumetrici. Max 20% della SUC fino al massimo complessivo di 70 mq. Per abitazioni che non siano mono o bifamiliari, la SUC deve essere di 350 mq al massimo. Vanno computate nell’ incremento volumetrico le superfici utili condonate.
4.1 Risparmio energetico. Criteri per la parte aggiunta da determinare con delibera Giunta che avrebbe dovuto essere già approvata.
4.2. Limiti urbanistici. Gli edifici abusivi debbono essere condonati e le superfici aggiunte non sono ampliabili. Divieto di cumulo con altri incrementi consentiti. Edifici in aderenza (e non in appoggio) o indipendenti condizionati a valutazione della sicurezza e a norme antisismiche.
4.3. Limiti edilizi. Rispetto delle altezze massime, delle distanze legali, delle norme antisismiche, delle urbanizzazioni richieste.
5. Demolizioni e ricostruzioni. Incremento del 25% della SUC. Sale al 35% se l’intervento comprende almeno 3 edifici ricompresi entro un Piano Attuativo. Almeno il 75% della SUC deve essere a residenziale. La superficie non residenziale non è computata ai fini dell’ incremento.
5.1 Risparmio energetico. Certificazione di sostenibilità ambientale, almeno in classe B. (l. r. 17/2008)
5.2. Limiti urbanistici. Reperimento spazi a parcheggio nella misura di 1 mq ogni 10 mc di costruzione. Se l’intervento riguarda la realizzazione di almeno 8 alloggi, il 50% della superficie deve essere destinato a locazione a canone concordato. Per il resto, identici a quelli previsti per gli incrementi volumetrici.
5.3. Limiti edilizi. Identici a quelli previsti per gli incrementi volumetrici
6. Iter e contributo costruzione. Gli interventi sugli edifici non abitativi sono soggetti a permesso di costruire ma con il procedimento abbreviato previsto dall’art. 18 della legge n. 1/2004 (asseverazione del progettista abilitato), quelli sugli abitativi a Dia. Il contributo di costruzione è dovuto in misura standard.
7. Edifici non abitativi. A destinazione artigianale, industriale e per servizi, zone D (Dm 1444/1968 ) con superficie fondiaria di almeno 20 mila mq. Esclusi espressamente quelli alberghieri, extralberghieri e commerciali per medie e grandi strutture di vendita.
8.1. Incrementi volumetrici. Massimo il 20% della SUC. Occorre chiedere piano attuativo con previsioni planovolumetriche da sottoporre a parere della provincia da rendersi entro trenta giorni dalla richiesta Necessaria la riqualificazione architettonica. Del contesto, il recupero delle acque piovane, il risparmio energetico e l’utilizzo di fonti di energia rinnovabile (secondo i criteri previsti per le nuove costruzioni)
8.2 Demolizioni e ricostruzioni. Massimo il 20% della SUC. Vanno reperiti spazi a parcheggio: in mancanza è possibile una compensazione con il pagamento di una somma. Per il resto, valgono i criteri dettati per gli incrementi volumetrici.
Altre disposizioni. Per gli edifici che ottengono la certificazione di sostenibilità ambientale in classe A (Titolo II della legge regionale 18 novembre 2008, n. 17), il comune può prevedere l’incremento, fino ad un massimo del 20%, della potenzialità edificatoria stabilita dgli strumenti urbanistici esclusione degli interventi in centro storico e nelle zone agricole. La percentuale scende al 10% per gli edifici in classe B.
