Piano Casa Governo Berlusconi 2009

 

Guida al Piano Casa promosso dal Governo Berlusconi.
Notizie, informazioni, approfondimenti e commenti sul piano per l'edilizia che dovrebbe rilanciare il settore e, più in generale, l'economia, consentendo ai cittadini di aumentare la cubatura degli edifici, oltre a venire incontro alle classi più disagiate dando nuovi alloggi alle giovani coppie e alle categorie maggiormente in difficoltà.

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23 settembre 2009 - Il Giornale

Quei sindaci Pdl che frenano il Piano casa

È di queste ore la notizia - diffusa dall’Istat - che nel secondo semestre del 2009 la disoccupazione sarebbe giunta al 7,4 per cento, crescendo di parecchi decimali rispetto alla situazione dello scorso anno (quando era al 6,7%). In questo quadro, è davvero fondamentale che le amministrazioni di centrodestra e di centrosinistra agiscano in maniera responsabile e non pongano più intralci di fronte a un piano-casa governativo che ha il proprio punto saliente nel restituire un maggiore controllo dei beni immobili ai proprietari stessi. In particolare, i sindaci di Pdl e Lega dovrebbero agire in sintonia con un provvedimento che punta ad allargare gli spazi d’iniziativa e di conseguenza può aiutare l’economia nel suo insieme ad uscire dalle difficoltà del momento.
Appare francamente incomprensibile che amministrazioni non di sinistra e anche di città importanti sembrino voler svuotare il provvedimento governativo o addirittura ostacolarlo nei suoi obiettivi principali. Questi amministratori dovrebbero comprendere meglio di altri il carattere intimamente liberale del Piano Casa, soprattutto laddove permette di demolire e ricostruire con un bonus del 35%: permettere ai privati di disporre di maggiori cubature, e quindi attribuire a un gran numero di famiglie la possibilità di abbellire e ingrandire la propria abitazione, non è tanto e in primo luogo una misura keynesiana, anche se talvolta è stata letta in questi termini. Non si tratta tanto di far crescere i consumi (quali che siano) e creare artificiosamente attività in questo o in quel settore, ma invece di restituire il controllo delle loro case ai legittimi titolari: sottraendole a quegli amministratori locali che per decenni hanno costruito le loro fortune politiche, e spesso anche i loro personali arricchimenti, tramite la gestione dei piani regolatori e l’esercizio di un potere d’interdizione su questa o quell’iniziativa.
Che vi sia più di un elemento criminale nella gestione pubblica dei suoli e delle città, da Nord a Sud, è cosa ben nota. D’altra parte, se un’amministrazione può - con un semplice tratto di penna - arricchire il proprietario di un terreno moltiplicando i suoi indici di edificabilità, non c’è poi da stupirsi se la politica locale diventa quasi esclusivamente un affare nelle mani di geometri e architetti. Ma c’è qualcosa di più grave da superare: perché oltre a un evidente coagulo di interessi personali e di partito c’è pure un’ideologia, variamente statalista ed ecologista, che è schierata a difesa del presente. E non a caso in questi giorni molte associazioni verdi stanno esercitando forti pressioni su sindaci e assessori, trovando ascolto anche in amministrazioni moderate.
Si tratta della cultura dirigista di chi pretende di gestire la società dall’alto, trattandoci come sudditi. Ma è una visione che va messa in discussione, soprattutto alla luce dei risultati ottenuti in questi decenni. Per giunta, a chi sostiene che il Piano Casa potrebbe produrre un’esplosione urbanistica irrazionale va risposto che difficilmente questo potrà avvenire se non si metteranno in campo progetti di «stimolo» o cose simili. In linea di massima, infatti, i privati agiscono in maniera oculata, poiché non vogliono buttare i loro soldi. Di conseguenza non costruiranno dove non c’è domanda. Il fatto che ognuno possa produrre mobili o libri non ha sommerso il Paese con l’uno o l’altro bene, ma invece ha permesso lo svilupparsi di un vero mercato in questi settori.
Il guaio è che l’urbanistica è uno degli ultimi fortini del socialismo reale, tanto che nel linguaggio di chi opera in questo ambito regge ancora un termine come «pianificazione», ormai fuori gioco altrove. Ma è per questo motivo che si tratta di un comparto produttivo che più di altri ha bisogno di essere liberalizzato, restituendo ai proprietari e alle norme del diritto civile la gestione dei suoli e di ciò che ne deriva.
Ritardare o impedire l’adozione del Piano Casa renderà gli amministratori locali responsabili di molte difficoltà legate alla crisi, per superare la quale non c’è bisogno di più consumi, e neppure di aiuti a questo o quel settore. C’è invece bisogno che lo Stato e le sue articolazioni territoriali riducano il loro controllo sulla vita economica e ridiano spazio alle logiche degli imprenditori.

19 settembre 2009 - Il Sole 24 Ore

Brunetta: «Le élite stanno preparando un colpo di Stato»

«Le élite stanno preparando un vero e proprio colpo di Stato». Lo ha detto il ministro per la Funzione Pubblica Renato Brunetta, intervenendo al Convegno organizzato dal Pdl veneto "La persona prima di tutto".
«Mentre gestivamo, con tutte le difficoltà del caso, questa crisi, non abbiamo visto l'opposizione - ha detto Brunetta - Abbiamo visto invece un'élite, o una sedicente élite, irresponsabile» impegnata «non tanto a criticare il governo per quello che faceva e non faceva, ma per buttare giù il governo».
Il ministro descrive così le élite: «Sono sempre le solite: quelle della rendita parassitaria, della rendita burocratica, della rendita finanziaria, della rendita editoriale, senza alcuna legittimazione democratica e popolare. Questa sedicente élite - ha aggiunto Brunetta - che ha la puzza sotto il naso, che ci spiega sempre come va il mondo, ha pensato solo a come far cadere il governo. Sarò rozzo, sarò semplificatore, ma questa è la realtà».
Renato Brunetta ha messo in contrapposizione quelli che ha chiamato «i compagni della sinistra per bene» e quella che ha definito «la sinistra per male». E per questa ha usato la frase «vada a morire ammazzata». Nel corso dell'intervento a Cortina, il ministro, salutato da molti applausi, ha sottolineato: «la povera sinistra sarebbe nata con altri scopi e invece si fa condizionare da un'élite di m..», riferendosi alle «cattive banche, alla cattiva finanza, ai cattivi giornali». Brunetta perciò, rivolgendosi «alla sinistra per bene», ha invitato a «ritornare alla politica, compagni di sinistra, senza farvi fare la politica dai giornali».
«Stanno preparando un colpo di Stato - ha ribadito - a cui si risponde a viso aperto parlando con gli italiani, costruendo l'Aquila, con un grande piano per il Mezzogiorno. La vera unità d'Italia è risolvere la questione meridionale». «Abbiamo una grande occasione, - ha precisato - la nostra missione sarà una missione straordinaria contro la cattiva rendita, contro i parassiti dovunque essi siano: nella finta cultura, nella finta cinematografia ideologica parassitaria, nel finto sindacato, nelle cattive banche, nella cattiva finanza, nei cattivi giornali».
Il ministro della funzione pubblica ha parlato anche della crisi economica e ha sottolineato che è più efficace incentivare i consumi che detassare le tredicesime. «Se avessimo detassato la tredicesima dell'anno scorso, avremmo buttato via 7 miliardi di euro e non avremmo ottenuto nulla in più di quello che avvenne l'anno scorso. I consumi andarono benissimo. Non credo, dunque che la detassazione delle tredicesime, come quella proposta l'anno scorso, per un costo di 7 miliardi potrebbe essere utile in questo momento nel nostro Paese».
Brunetta ha aggiunto che occorre invece prendere provvedimenti per «incentivare i consumi e trasformare l'aumento del potere d'acquisto in consumi, in beni di consumo durevoli, in investimenti nel Piano Casa».

18 settembre 2009 - Attico

Piano casa del Governo: canone di locazione e vendita degli alloggi

Gli alloggi realizzati o recuperati saranno dati in locazione per una durata non inferiore a 25 anni, ad un canone sostenibile, così come individuato dal decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti del 22 aprile 2008. Nel caso di alloggi in locazione con patto di promessa di vendita, la durata della locazione può essere inferiore, ma comunque non inferiore ai 10 anni.
Al termine del periodo di locazione a canone agevolato, gli alloggi potranno essere venduti secondo le seguenti modalità:offerta in prelazione agli inquilini, in forma collettiva, ad un prezzo massimo pari al costo iniziale dell’abitazione rivalutato, su base annua, del 1,3 per cento oltre l’inflazione reale registrata tra la data di rilascio del certificato di agibilità e il momento dell’offerta, nel caso in cui non si sia proceduto alla messa in mora degli inquilini.
Offerta in prelazione agli inquilini, in forma individuale, ad un prezzo massimo pari al costo iniziale dell’abitazione rivalutato, su base annua, del 2 per cento oltre l’inflazione reale registrata tra la data di rilascio del certificato di agibilità e il momento dell’offerta, nel caso in cui non si sia proceduto a messa in mora degli inquilini; cessione degli alloggi sul mercato, con offerta in prelazione agli inquilini; offerta al comune ed agli ex IACP comunque denominati ad un prezzo pari al costo iniziale dell’abitazione rivalutato dell’inflazione reale registrata tra la data di rilascio del certificato di agibilità e il momento dell’offerta.

15 settembre 2009 - Asca

Piano Casa - Mantovani, da Conferenza Stato-Regioni difficoltà a Governo

''Oggi sembra quasi che la Conferenza Stato-Regioni sia li' per mettere in difficolta' il governo piuttosto che per fare gli interessi del Paese''.
La denuncia arriva dal sottosegretario ai Trasporti, Mario Mantovani, che oggi a partecipato a Milano a un dibattito sul piano casa promosso da Anci Lombardia.
Mantovani ha preso spunto dal piano casa per polemizzare contro l'atteggiamento della Conferenza Stato-Regioni, a suo giudizio troppo ''conflittuale'' nei confronti dell'esecutivo: ''Il Dpcm attuativo del piano casa e' stato approvato il 19 agosto. Restiamo in attesa che la Conferenza Stato Regioni indichi i 6 o 7 nomi necessari per la costituire il nuovo gruppo di lavoro che dovra' stabilire il regolamento dei fondi immobiliari. La legge concede un massimo di 15 giorni per fornire questi nominativi, ma dal 19 agosto e' ormai passato quasi un mese...''. L'auspicio di Mantovani e' che ''con le elezioni regionali del prossimo anno si possano stemperare i toni di questo confronto conflittuale''.

15 settembre 2009 - MondoCasaBlog

News edilizia. Piano Casa, possibili ampliamenti del 22%

Le novità riguardano monolocali e bilocali con la costruzione di due o tre camere. E questo fa sorgere qualche dubbio: monolocali e bilocali sono appartamenti costituiti da uno o due soli vani e dai servizi igienici e normalmente si trovano all’ interno di condomini, categoria esclusa da molte leggi regionali per l’ aumento delle cubature.
Una prima difficoltà, alla quale si aggiungono difficoltà strutturali di spazio, determinate da confini di proprietà ben delineati, in quanto per aggiungere nuove stanze a un monolocale o bilocale si dovrebbe prevedere la possibilità di intervenire sui condomini.
Finora, l’ unico riferimento normativo certo viene dalle leggi regionali, che hanno esteso o limitato i contenuti dell’ accordo Stato - Regioni del 31 marzo scorso, al quale avrebbe dovuto far seguito un DL governativo di semplificazione, rimasto inevaso, con conseguenti lamentele sulle disparità territoriali da parte delle associazioni di settore, che incoraggiano una norma unitaria in grado di dare risalto alla sostituzione edilizia.
Sulla nuova proposta le ipotesi possono essere varie. Il bonus volumetrico del 22% può rappresentare un aggiornamento rispetto alla bozza di DL governativo, arenato proprio sull’ intesa tra Regioni e potere centrale. Lo schema di decreto legge prevede aumenti di cubatura del 20% per gli interventi sul patrimonio edilizio esistente e del 35% in caso di demolizione e ricostruzione secondo le tecniche di bioedilizia e del risparmio energetico.
Ma la nuova proposta si potrebbe però inserire anche nelle misure a sostegno delle esigenze familiari, rientrando nel Piano Casa 3. Iniziativa a favore delle giovani coppie, della quale si è parlato in occasione del CdM del 3 settembre scorso, che ha ripreso il concetto di New Town adiacente ai capoluoghi di Provincia. Non c’ è ancora un documento di riferimento, ma il Governo ha affermato che i nuovi centri abitati potrebbero essere costruiti in due anni.

14 settembre 2009 - Reuters

Pil, Scajola vede svolta in prossimi mesi dopo nuove stime Ue

Le stime economiche della Commissione europea sull'Italia confermano un quadro di prudente fiducia per i prossimi mesi.
Lo dice in una nota il ministro dello Sviluppo Claudio Scajola che la Commissione europea ha diffuso le nuove stime macroeconomiche sull'Italia, che indicano il Pil in calo nel 2009 del 5% dal precedente -4,4%.
"E' vero che la Commissione ha aumentato dal 4,4 al 5% il calo del Pil 2009, ma solo perché il crollo di fine 2008 e inizio 2009 è stato più forte di quanto inizialmente stimato. Ora invece siamo alla svolta, con previsioni di aumento del Pil dello 0,2 e dello 0,1 per il terzo e quarto trimestre", dice il ministro in una nota.
"Penso che questi dati potrebbero anche migliorare, alla luce dell'aumento, in luglio, dell'1% della produzione industriale e del 5% dell'export verso i Paesi extraeuropei".
"La Commissione Ue riconosce infine che l'Italia sta beneficiando attraverso l'export della ripresa della domanda globale in Asia, Usa ed Europa. Il governo Berlusconi farà di tutto per aumentare anche la domanda interna, con l'avvio dei cantieri del Piano infrastrutture da 18 miliardi, il Piano Casa che potrà attivare 50-60 miliardi di investimenti privati, lo sblocco dei Piani regionali dei Fondi Fas per 27 miliardi che sono in via di revisione per rispondere meglio alle nuove esigenze poste dalla crisi", conclude Scajola nella nota.

14 settembre 2009 - GreenReport.it - Renzo Moschini

Piano casa, sul botta e risposta Lorenzetti–Conti

Maria Rita Lorenzetti e Riccardo Conti rispondono sull'Unità a Settis che aveva accusato le regioni anche di centro sinistra di fare piani casa alla Berlusconi. Risposta opportuna perché le due regioni non è giusto siano accomunate a chi in questi anni non ha riservato la stessa attenzione e impegno alla tutela del territorio, del paesaggio, dell'ambiente.
E tuttavia qui va anche subito aggiunto che sul nuovo codice dei beni culturali le regioni -anche quella Toscana- hanno generalmente accolto senza battere ciglio quel testo malgrado le norme che rendono più difficile - e non migliore né più efficace- la gestione del paesaggio. Non conosco la situazione dell'Umbria che sui parchi per la verità non ha mai brillato, ma la Toscana ha subito tolto ai parchi il nulla osta che così torna a battere strade e percorsi frammentati sulla base di schede paesaggistiche per molti versi sconcertanti. E questo non mi pare una scelta che fa onore a quel passato che giustamente Conti ricorda e richiama. E la ragione semplicissima è che il governo del territorio e dell'ambiente -paesaggio incluso- in Toscana come altrove non passa solo dall'urbanistica. Come non passa solo da una gestione fondata unicamente sui confini amministrativi; regione, province, comuni e quel che resta delle comunità montane.
E sta qui l'intoppo per cui la nuova legge sui parchi non va avanti come ho avuto modo di dire e di scrivere in più occasioni. Non va avanti perché per taluni la casa madre rimane l'urbanistica dove non tutte le partite si possono vincere. Anzi spesso si perdono. Anche per questo sarebbe bene discuterne di più e meglio anche in occasione del congresso del PD come si è cominciato a fare non molti giorni fa a Livorno alla festa dell'ambiente. Se davvero vogliamo puntare sull'economia verde non basta, infatti, scriverlo nelle mozioni.

 

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