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23 luglio 2010 - Leggimi Quotidiano

Acerbo (Prc): Testo edilizia, una colata da scongiurare

Riceviamo da Maurizio Acerbo (Prc) e pubblichiamo
La Colata, titolo di un fortunato libro-denuncia uscito di recente, nella prossima edizione potrebbe contenere un capitolo dedicato al “testo unico” per l’edilizia elaborato dal direttore Sorgi e presentato dal Pdl e, come al solito, da Franco Caramanico del PD (spero a titolo personale).
Non si tratta di un testo che riordina la normativa vigente, ma di uno zibaldone che non migliora il vecchio quadro normativo ma aggiunge elementi nuovi pericolosissimi per l’assetto delle nostre città e del nostro territorio.
Innanzitutto va osservato che il progetto di legge non contiene regole che consentano lo snellimento reale delle procedure edilizie né una semplificazione normativa e tantomeno prevede un incremento delle attività di controllo.
Questo provvedimento bipartisan introduce un premio volumetrico generalizzato del 20% dei volumi edificabili senza nemmeno i limiti posti dal “piano Casa”, anzi esteso anche alla nuova edificazione. Una maxi-variante ai piani regolatori di tutti i comuni abruzzesi approvata con legge regionale, un inedito nella storia dell’urbanistica italiana per il quale sono sicuro che i proponenti meriteranno l’assegnazione del “premio Attila” 2010.
Le stesse norme sui sottotetti differiscono da quelle emanate da tutte le altre regioni e costituiscono un ulteriore regalo ai costruttori e un onere in più per i cittadini che debbono acquistare.
Il risparmio del suolo viene enunciato è soltanto una foglia di fico per giustificare la colata di cemento, ma non viene in alcun modo perseguito anzi si propone un’ulteriore cementificazione dei terreni agricoli in una regione che ha già il più alto indice di edificabilità su queste aree.
Quello che colpisce è la distanza siderale tra una simile proposta di legge e la sensibilità diffusa ormai trasversalmente nella società che sia indispensabile porre un argine alla cementificazione e alla crescita edilizia.
Questa consapevolezza dell’urgenza di risparmiare suolo e di salvaguardare paesaggio e vivibilità delle città è stata riaffermata autorevolmente nelle settimane scorse persino dall’arcivescovo di Chieti Bruno Forte e confermata dall’ultimo rapporto di Legambiente.
Rifondazione Comunista ha immediatamente attivato un tavolo di confronto con le associazioni ambientaliste e tecnici di diversi comuni abruzzesi per analizzare nei dettagli il testo.
Abbiamo preparato un corposo e organico insieme di emendamenti che consentirebbe di rendere potabile una proposta di legge altrimenti nefasta e di introdurre finalmente anche in Abruzzo norme più avanzate già in vigore in altre regioni.
Siamo pronti a una battaglia ostruzionistica a oltranza se si palesasse la volontà di proseguire sulla strada del cemento selvaggio e dei regali alla speculazione.
Confidiamo nel ravvedimento operoso della maggioranza e nella collaborazione dell’intera opposizione.
Maurizio Acerbo, consigliere regionale PRC
P.S.: per rilanciare l'edilizia abruzzese pensassero a far finalmente partire la ricostruzione post-terremoto che di lavoro ce ne sarà in abbondanza!

20 luglio 2010 - Leggimi Quotidiano

Abruzzo, Acerbo (Prc): le nuove norme sull'edilizia un regalo alla speculazione

Riceviamo dal consigliere Maurizio Acerbo e pubblichiamo
E’ cominciato oggi in II commissione il confronto sul “testo unico” per l’edilizia elaborato dal direttore Sorgi, assessore-vicario all’urbanistica visto che la delega è di Chiodi che ha troppe gatte da pelare. Il testo è sottoscritto dal PDL e, come al solito, da Caramanico del PD (spero a titolo personale).
Come ho evidenziato nel corso dei lavori si tratta non di un testo che riordina la normativa vigente, ma di un complesso di norme che non migliora il vecchio ma aggiunge elementi nuovi assai pericolosi.
Innanzitutto va osservato che il progetto di legge non contiene regole che consentano lo snellimento reale delle procedure edilizie né una semplificazione normativa e tantomeno prevede un incremento delle attività di controllo.
In compenso introduce un premio volumetrico generalizzato del 20% dei volumi edificabili senza nemmeno i limiti posti dal “piano Casa”.
Le stesse norme sui sottotetti differiscono da quelle emanate da tutte le altre regioni e costituiscono un ulteriore regalo ai costruttori e un onere in più per i cittadini che debbono acquistare.
Il risparmio del suolo che viene enunciato è soltanto una foglia di fico per giustificare la colata di cemento, ma non viene in alcun modo perseguito.
Quello che colpisce è la distanza siderale tra una simile proposta di legge e la sensibilità diffusa ormai trasversalmente nella società che sia indispensabile porre un argine alla cementificazione e alla crescita edilizia.
Questa consapevolezza dell’urgenza di risparmiare suolo e di salvaguardare paesaggio e vivibilità delle città è stata riaffermata autorevolmente nelle settimane scorse persino dall’arcivescovo di Chieti Bruno Forte.
Fortunatamente, dopo i miei ripetuti interventi, ho potuto notare l’emergere di qualche perplessità tra i consiglieri del PDL che spero si traduca nella disponibilità di modificare sostanzialmente il testo Sorgi – Caramanico.
Comunque siamo pronti a una battaglia ostruzionistica a oltranza se si palesasse la volontà di proseguire sulla strada del cemento selvaggio.
Maurizio Acerbo, consigliere regionale PRC