Regione BasilicataPiano Casa Governo Berlusconi |
![]() |
20 luglio 2010 - Lucania News 24
Provincia di Potenza, Lacorazza “Edilizia sostenibile salda identità e innovazione”
“La tradizione del nostro popolo che potremmo riassumere nella centralità della persona, della casa e della terra (intesa come ambiente) entra dentro le innovazioni di processo e di prodotto che, attraverso l’economia verde, l’edilizia sostenibile e l’agricoltura di qualità, rappresentano una via concreta per offrire nuove opportunità nei prossimi anni alle imprese e, in particolare, alle nuove generazioni”.
Lo ha detto il Presidente della Provincia di Potenza Piero Lacorazza, intervenendo questa mattina al convegno promosso da Basilicata Innovazione per illustrare i primi risultati dopo un anno di attività.
Il Presidente Lacorazza ha anche annunciato che c’è un confronto in atto con la Regione e la Società energetica lucana, sul risparmio e l’efficienza energetica. L’idea di puntare su questi temi strategici era contenuta nei programmi presentati agli elettori per le elezioni dello scorso anno e dell’anno in corso e si è poi sviluppata nell’ambito del convegno dal titolo “Energia e sviluppo locale. Un nuovo patto tra istituzioni”, promosso dall’Amministrazione provinciale lo scorso 4 giugno 2010 e a cui hanno preso parte, tra gli altri, il Presidente della Regione Vito De Filippo, l’assessore alle Attività produttive Erminio Restaino e il Presidente della Sel Rocco Colangelo, oltre ad un nutrito numero di sindaci.
"La provincia ha avviato - ha sottolineato - con un finanziamento di 12 milioni di euro a valere sui fondi Pois (Piani di offerta integrata di servizi) il progetto “Scuola ecologica in scuola sicura”. L’idea di estendere tale programma al patrimonio pubblico e privato rappresenta la traccia sulla quale si e’ avviato il confronto con la Regione per investire, valorizzando il ruolo delle autonomie locali, sull’edilizia sostenibile”.
“Investire sull’energia, partendo dalla formazione professionale rivolta ai tecnici e agli operatori del settore edilizio - ha concluso - potrà rappresentare un pilastro fondamentale per strutturare nei prossimi anni un distretto dell’edilizia sostenibile che attraversi diversi settori produttivi, dai materiali di costruzioni fino all’arredamento, dall’impiantistica agli infissi. L’esperienza di Basilicata Innovazione può essere una parte importante di questo sistema. Un sistema che deve poggiarsi anche su realizzazioni esemplari, come ad esempio la bibliomediateca provinciale, i cui cantieri si avvieranno a breve (entro settembre), o, ancora, in prospettiva l’idea di un’oasi naturalistica, che potrebbe essere la stessa oasi Wwf del Pantano di Pignola, dove mettere insieme centri di educazione ambientale, fruibilità turistica e campi dimostrativi per la produzione di energia da fonti rinnovabili”.
15 luglio 2010 - Adnkronos
Legambiente, cresce lo 'scempio' ambientale ed il consumo di suolo del Bel Paese
Quattro milioni di nuove case divorano 21mila kmq di suolo ma un milione di abitazioni è vuoto e 110 mila solo le famiglie sfrattate
Quattro milioni di abitazioni realizzate negli ultimi 15 anni eppure un milione di case resta vuoto nelle grandi città a fronte di un rilevantissimo disagio abitativo valutato in oltre 110mila famiglie sfrattate solo negli ultimi due anni. Nonostante le nuove costruzioni è forte la crisi che si fa sentire nel settore edilizio, mentre cresce "lo scempio" ambientale ed il consumo di suolo del Bel Paese. Sono infatti oltre 21mila i chilometri quadrati 'divorati' dal cemento aprendo una rilevante questione ambientale e paesaggistica. In Italia ogni anno, infatti, vengono mediamente mangiati da nuove costruzioni 500 km quadrati di suolo pari a circa 3 volte la superficie del Comune di Milano.
Complessivamente è pari al 7,1% del territorio nazionale la superficie artificiale edificata in Italia. Tra le Regioni che detengono il primato per superfici artificiali in testa c'è la Lombardia con il 14,1% del territorio artificiale per un'estensione di 3.400 Kmq, seguita da Veneto con l'11,3% pari a 2.100 kmq e Campania (10,7% per 1.450 kmq). Le Regioni che registrano invece meno consumo di suolo sono il Molise con l'1,6% di superficie artificiale per un'estensione del 70%, la Valle d'Aosta che conta il 2% di superficie artificiale per complessivi 70 kmq, e la Basilicata con il 2,1% per 210 kmq.
A fotografare l'avanzata del 'mattone' nel nostro Paese è la Legambiente che oggi a Roma ha presentato un dossier sul consumo di suolo in Italia, nell'ambito del convegno "Un'altra casa?" svoltosi al Palazzo Bologna del Senato. All'incontro sono intervenuti, tra gli altri, Vittorio Cogliati Dezza, presidente di Legambiente, Anna Marson, assessore all'urbanistica Regione Toscana, Roberto Della Seta, capogruppo Pd Commissione ambiente Senato, Fabio Granata, presidente commissione cultura Camera dei Deputati, Massimo Ghiloni, Ance, Federico Oliva, presidente Inu, Edoardo Zanchini, responsabile urbanistica Legambiente.
Ma più che i numeri assoluti, spiega Legambiente ricordando che le aree con presenza di boschi sono cresciute tra il 1990 e il 2010 di circa il 20%, sono, secondo gli ambientalisti, "i processi prodotti nei diversi territori a far pensare". "Non è solo una questione di quantità ma soprattutto di qualità delle scelte insediative. A preoccupare -affermano- sono aree dove, negli ultimi 20 anni, l'urbanizzazione ha completamente stravolto il paesaggio, spesso con conseguenze irreversibili". Ma ad allarmare gli esperti della legambiente non è solo lo scempio ambientale.
Anche la qualità dell'edilizia realizzata, sottolinea infatti la Legambiente, "è pessima", non tiene conto del risparmio energetico ormai ineludibile e, sul fronte della crisi degli alloggi, il gruppo ecologista reclama "la creazione di un patrimonio di abitazioni pubbliche in affitto a prezzi accessibili" per far fronte alle necessità di studenti, giovani coppie e immigrati.
"L'appuntamento di oggi -afferma il responsabile urbanistica di legambiente, Edoardo Zanchini- è il primo passo di una Campagna sul consumo di suolo in Italia, continueremo a monitorare e a denunciare con diversi tipi di iniziative quanto succede nel territorio e a presentare le nostre proposte". Dal gruppo del cigno verde, inoltre, arriva la richiesta di dar vita ad "un ministero che si occupi dell'insieme delle politiche che riguardano le aree urbane e degli alloggi". "In tutti i principali Paesi europei, negli Stati Uniti come in Russia, in Cina e India -sottolinea Zanchini- esiste un ministero che si occupa dei problemi delle città e dell'edilizia abitativa".
"La crisi del settore delle costruzioni in Italia, -sottolinea Legambiente- lo scempio del paesaggio realizzato in questi anni e la situazione di disagio abitativo che vivono centinaia di migliaia di famiglie, in difficoltà a trovare una casa a prezzi accessibili, sono alla base della crisi economica che stiamo vivendo". "Perché -spiega l'associazione ambientalista- a spingere la realizzazione, tra il 1995 e il 2009, di 4 milioni di abitazioni, per oltre 3 miliardi di metri cubi di cemento, non è stata la domanda delle famiglie, ma la speculazione edilizia più bieca, per cui il prezzo delle case rimane irraggiungibile per chi ne ha bisogno, a cominciare dai giovani, dagli anziani e dagli immigrati".
E sono due, secondo il dossier presentato oggi, i fenomeni più rilevanti e drammatici prodotti da questi anni di urbanizzazione. Il primo è rappresentato dalle periferie delle principali aree urbane, che sono cresciute senza alcun progetto metropolitano e ambientale, senza servizi e senza trasporto urbano. E la questione del disagio non riguarda solo l'accesso alla casa, ma, dice Legambiente, più in generale la qualità della vita in queste periferie, prive di efficienti collegamenti ferroviari e metropolitani e da cui i residenti sono costretti a spostarsi in auto, senza speranze che la situazione migliori nei prossimi anni. Il secondo è la crescita dissennata di seconde case sulle aree costiere e, in generale, nei territori più belli e sensibili del Paese.
"Negli ultimi sei mesi ci sono stati ben otto tentativi di far passare un nuovo condono e nella manovra in discussione in Parlamento -afferma il presidente di Legambiente, Vittorio Cogliati Dezza - si scambia la semplificazione con una deregulation esasperata". "Ciò dimostra l'incapacità della nostra classe dirigente di pensare a un modello di sviluppo che valorizzi le vere ricchezze del nostro Paese e la sua inadeguatezza ad affrontare le questioni edilizie e abitative. Oltre a peggiorare la qualità della vita delle persone, l'urbanizzazione selvaggia -conclude- le espone a nuovi rischi, perché nulla si fa sul fronte della sicurezza idrogeologica e sismica".
