Regione CalabriaPiano Casa Governo Berlusconi |
![]() |
3 febbraio 2012 - ASCA
Calabria: Cgil, piano casa regione avvia stagione speculazione edilizia
''A distanza di pochi giorni dall'approvazione della L.R. sul 'Piano Casa', da piu' parti arrivano contestazioni fondate su quanto previsto dalla nuova norma regionale. Anche noi vogliamo esprimere preoccupazioni in ragione del nostro ruolo di rappresentanza e di tutela del lavoro, quello regolare e legato ad interventi di edilizia sostenibile, in un mercato che deve trovare nuove e migliori opportunita' per imprese e lavoratori del settore delle costruzioni nel rispetto di suolo, ambiente e di un patrimonio immobiliare, quest'ultimo in gran parte invecchiato e meritevole di attivita' qualificata di ristrutturazione e risanamento''. Lo si legge in una nota di Cgil Calabria.
''Esattamente il contrario di quanto previsto dalla L. R. che, a nostro modo di vedere, determinera' l'avvio di una stagione di speculazione edilizia e quindi di indirizzo del settore delle costruzioni ad una fase di indiscriminata cementificazione nella nostra Regione. La Calabria, la sua economia, il settore delle costruzioni sicuramente non avevano bisogno di un'attivita' di cementificazione indifferenziata - dice la Cgil - fatta di aumenti di volumetrie, ma avevano bisogno di vivere opportunita' e strategie fondate su politiche mirate ad un uso sostenibile del territorio, alla rigenerazione urbana, alla riqualificazione energetica del patrimonio edilizio con attivita' di ristrutturazione , riuso e valorizzazione degli immobili esistenti,con opere di demolizione e conseguente ricostruzione nel rispetto delle volumetrie esistenti e quindi senza alcun ampliamento''.
''Sempre a proposito di false opportunita' per imprese e lavoro cosa dire della previsione degli interventi relativi ad immobili non residenziali con particolare riferimento alle unita' produttive, industriali ed artigianali, per una presunta azione in favore del tessuto produttivo che pero' non trova alcun raccordo e sostegno strategico e sinergico in provvedimenti dell'attivita' di governo dell'esecutivo regionale mirati allo sviluppo e quindi alla creazione di produzione e lavoro.
Non vorremmo che le maglie larghe della legge regionale sul Piano Casa - afferma la Cgil - rappresentassero un ulteriore attentato alla devastazione del territorio, dell'ambiente e del paesaggio, registrando la carenza di azioni per una seria riqualificazione e valorizzazione del territorio, nel rispetto di una gestione che dovrebbe tenere conto dell'importanza della tutela ambientale e della sicurezza idrogeologica e sismica''.
2 febbraio 2012 - Edilportale
Piano Casa Calabria, bonus maggiori su edifici produttivi
Il Consiglio Regionale approva la nuova legge, ok a interventi con modifiche planovolumetriche
È legge il nuovo Piano Casa della Calabria. Il testo, che ha ricevuto l’ok del Consiglio Regionale, recepisce i contenuti del decreto sviluppo e introduce la possibilità di modifiche plano volumetriche connesse alla realizzazione degli interventi di ampliamento, demolizione e ricostruzione.
Secondo il nuovo testo, i lavori possono essere realizzati in deroga alle previsioni dei regolamenti comunali e degli strumenti urbanistici e territoriali comunali, provinciali e regionali, purchè siano rispettate le norme nazionali in tema di distanze minime e altezze massime, codice della strada, abbattimento delle barriere architettoniche, tutte le disposizioni sulle costruzioni in zona sismica e sull’assetto idrogeologico.
Come già emerso dalle precedenti consultazioni, gli interventi saranno ammessi anche sugli edifici non residenziali. Le premialità volumetriche restano invariate per gli immobili destinati a uso abitativo. Gli edifici non residenziali godono di un bonus del 20% fino ad un massimo di 200 metri quadrati di superficie interna netta per unità immobiliare. I limiti passano al 25%, per un incremento massimo di 500 metri quadrati, in caso di destinazioni d’uso produttive, industriali ed artigianali.
In caso di destinazioni miste, ad ogni porzione si applica la percentuale di ampliamento concesso dalla legge, a patto da non modificare le caratteristiche edili e architettoniche dell’immobile.
Nel computo delle cubature non vengono conteggiati i volumi utili a garantire il risparmio energetico.
Il nuovo Piano Casa ammette inoltre la variazione della destinazione d'uso e del numero delle unità immobiliari.
Gli interventi devono essere realizzati da ditte in possesso del Durc sia all’inizio che alla data della certificazione di ultimazione dei lavori.
1 febbraio 2012 - Tele Reggio Calabria
Piano casa, Legambiente Calabria: "Ennesimo condono selvaggio"
Il Piano casa approvato dal Consiglio regionale "é solo l'ennesimo condono selvaggio". lo sostiene, in una nota, Legambiente.
"Cemento e mattoni - prosegue la nota - come antidoto alla crisi, per rilanciare l'economia. Ma la ricetta della Regione altro non è se non l'ennesima miope aggressione all'ambiente, un brutale condono edilizio mascherato da politiche di sviluppo, in assenza di un quadro di regole che tuteli e valorizzi il territorio". "E' sempre più evidente - sostiene Giuseppe Toscano, direttore di Legambiente Calabria - che la questione ambientale sta divenendo l'aspetto più drammatico di questa crisi economica, una crisi che distrugge non soltanto il tessuto politico-culturale e le soggettività civili e sociali, ma soprattutto le risorse ambientali e paesaggistiche, utilizzando il territorio soltanto come bene 'finanziario', pretendendo addirittura di ridefinire e svendere anche i beni comuni e culturali come l'ambiente, il territorio, il paesaggio. Ma 'rimettere in valore' il territorio, come ha scritto di recente Piero Bevilacqua, significa valorizzarlo e restituirgli il giusto peso sociale e culturale". "In tutt'altra direzione - continua Lidia Liotta, coordinatrice del Comitato scientifico di Legambiente Calabria - va l'approvazione del nuovo Piano casa della Regione, strumento che secondo l'Amministrazione regionale 'contribuira' a stimolare un rilancio dell'economia mediante norme in grado di dare impulso all'attività edilizià, ma si configura già come un nuovo enorme condono edilizio.
Infatti, anche se davvero si volesse procedere ad un adeguamento delle prestazioni tecnologiche, energetiche e statico-strutturali del nostro patrimonio abitativo, di cui molto più della metà è in condizioni di totale insicurezza sismica e inadeguatezza tecnologica, lo si dovrebbe fare con un piano tecnico e di investimenti davvero in grado di rimettere in moto il settore, dando sicurezza alla popolazione e adeguando il patrimonio edilizio ai nuovi standard antisismici e ambientali già in vigore. Non certo, invece, dando ampia possibilità di ampliamento dei volumi esistenti, di recupero dei sottotetti e seminterrati, in un territorio dove ci sono 800 milioni di metri cubi di costruito, cioé 400 metri quadri per abitante, un abuso edilizio ogni 100-150 metri di costa, più di 5000 abusi edilizi, tra illegali e 'legalizzati'. Oppure consentendo incrementi volumetrici anche per destinazioni non residenziali di attività produttive, per esempio i capannoni che già occupano pericolosamente, e devastano anche paesaggisticamente, aree di esondazione delle nostre fiumare e aree pregiate delle nostre coste".
1 febbraio 2012 - Il Giornale di Calabria
I costruttori plaudono al piano casa
L’Ance: “Il nuovo testo normativo oltre a modificare ed integrare la precedente legge e recepire le nuove disposizioni nazionali in materia conclude un percorso iniziato oltre due anni fa”
CATANZARO. L’Ance Calabria esprime, attraverso un comunicato, soddisfazione per l’approvazione della legge di modifica al Piano Casa licenziata ieri dall’assemblea legislativa regionale.
“Il nuovo testo normativo - è scritto - oltre a modificare ed integrare la precedente legge e recepire le nuove disposizioni nazionali in materia conclude un percorso normativo iniziato oltre due anni fa. È fortemente positivo perciò - si legge - il giudizio sul provvedimento regionale del presidente dei costruttori calabresi di Ance , Francesco Cava, in quanto - ha dichiarato - tale norma mira a dare non solo un impulso al comparto edile (oggi fortemente in crisi), ma, soprattutto, anche a rilanciare complessivamente l’economia calabrese con particolare riferimento alle imprese di piccole e medie dimensioni. Tra l’altro, - ha affermato Cava - è una norma che va incontro oltre che alle esigenze delle imprese anche a quelle dei cittadini che ne saranno i primi beneficiari nel pieno rispetto di tutti i vincoli sismici, paesaggistici ed ambientali.
Il nuovo testo, infatti, oltre a salvaguardare il campo di applicazione già previsto dalla precedente Legge ed a mantenere invariati gli indici del possibile aumento volumetrico per gli edifici ad uso residenziale, introduce anche la possibilità di incrementare fino al 25% e per un massimo di 500 metri quadrati, gli edifici a destinazione d’uso artigiano-industriale. Nello specifico la nuova legge - secondo l’Ance - costituisce una regolamentazione completa per l’esecuzione delle opere edili previste , in quanto definisce al meglio la tipologia degli interventi ammissibili sottoponendoli anche alle prescrizioni della legge nazionale ed ai vincoli della normativa antisismica. Tutto ciò nella piena tutela di tutti i principi in materia urbanistica”. Particolarmente rilevante e positivo, ha proseguito Cava, “è lo stretto legame fra gli incrementi volumetrici e l’efficienza energetica che oggi costituisce una delle priorità nel settore delle costruzioni. Per questo da sempre siamo fermi sostenitori del concetto di edilizia eco-sostenibile. La Regione, e di questo va un sentito ringraziamento all’Assessore Gentile ed al Presidente della IV Commissione Dattolo, ha anche accolto positivamente alcune osservazioni che l’ANCE Calabria ha presentato per contribuire alla stesura di un testo il più possibile rispondente alle esigenze generali. Pertanto sono certo - ha concluso Cava - che gli strumenti volumetrici premiali già previsti dalla legge 21 e riconfermati nella attuale modifica, consentiranno un rilancio dell’attività edilizia e permetteranno di migliorare l’estetica del patrimonio immobiliare in una Regione che ambisce a crescere anche sul piano turistico e della ricettività”.
