Regione Campania

Piano Casa Governo Berlusconi

 

 

29 luglio 2010 - Pupia

Paolo Romano in visita a Caiazzo

Il presidente del Consiglio regionale Paolo Romano in visita a Caiazzo ha incontrato gli amministratori locali e i coordinatori cittadini del Pdl per parlare dei progetti futuri e degli interventi da effettuare per migliorare i servizi della zona.
L’onorevole ha attraversato a piedi il centro storico, dove ha incontrato anche numerosi cittadini, prima di una riunione nella stanza del sindaco Stefano Giaquinto. E’ stata l’occasione per affrontare diversi temi che stanno a cuore al consigliere regionale, come la sanità e il piano casa. Si è discusso anche di quelle che posso essere le soluzioni da adottare per migliorare la vivibilità. Il sindaco e Romano hanno anche parlato della disponibilità da parte della Regione e delle amministrazioni locali a dare il via a progettazioni concrete: gli amministratori hanno infatti promesso di rivedersi a breve al fine di presentare dei progetti comuni per il rilancio di una “fetta” della provincia di Caserta che ha tra i punti di forza il territorio incontaminato e il paesaggio. Il presidente del consiglio regionale ha, tra l'altro, annunciato che a settembre sarà aperta a Piedimonte Matese una segreteria, “un punto di riferimento per tutto l'Alto Casertano”.
Tra i presenti, un folto gruppo di amministratori comunali di Caiazzo, i coordinatori del Popolo della Libertà di Ruviano Raffaele de Marco, di Castelcampagnano Amedeo Zampella, Salvatore De Matteo di Castelcampagnano, il sindaco di Roccaromana Filomena De Simone, l'assessore comunale di Piana di Monte Verna Agostino Ferraiuolo, il consigliere comunale di Castelcampagnano Gennaro Marcuccio, l'ex consigliere comunale di Ruviano Pasquale Petrazzuoli e come rappresentante dei Giovani Pdl Giuseppe Di Lorenzo. Assenti per imprevisti o perchè fuori città il sindaco di Liberi Giuseppe Vastano, di Alvignano Angelo Di Costanzo e di Castelcampagnano Giuseppe Di Sorbo.

28 luglio 2010 - Pupia

Piano Casa, Riello organizza incontro con i cittadini

A Castel Morrone si ritorna a parlare di Piano Casa, e lo spunto viene dato proprio dall’amministrazione comunale guidata da Pietro Riello che il prossimo 2 agosto, alle ore 19, presso l’aula consiliare del Comune sita in Piazza Bronzetti con la collaborazione dell’Ufficio Urbanistico Comunale, diretto dall’architetto Giulio Biondi, terrà un incontro con tecnici e popolazione locale per illustrare la possibilità di mutamento della destinazione d’uso degli immobili siti in zona agricola per uso residenziale. Un incontro che quindi vista la morfologia del territorio morronese non solo avrà la presenza di tutti gli addetti ai lavori, ma constatata l’importanza dell’argomento vedrà sicuramente la partecipazione di molti cittadini interessati a questa particolare e particolare tematica.
“L’incontro - come ha dichiarato il primo cittadino– servirà ad illustrare gli ultimi risvolti e le ultime interpretazioni riguardanti il Piano Casa varato nello scorso mese di dicembre dalla Regione Campania. Un incontro che sarà utile per dissipare eventuali dubbi e ad avere un colloquio diretto con la popolazione”. L’aspetto tecnico della questione sarà trattato con dovizia di particolari dall’architetto Biondi che illustrerà anche la possibilità data dal Piano regionale di mutare la destinazione d’uso degli immobili in zona agricola per uso residenziale. Un appuntamento quindi sicuramente interessante al quale l’Amministrazione Comunale si auspica partecipino quanti più cittadini possibili.

21 luglio 2010 - Edilportale - Paola Mammarella

Piano Casa Campania, silenzio assenso per l’antisismica

Proposte delocalizzazione degli immobili dalle aree a rischio idrogeologico e cumulabilità degli ampliamenti
Inizia domani l’esame della Commissione Urbanistica sui disegni di legge per la modifica del Piano Casa. Oltre alla qualità architettonica, nei nuovi testi diventa centrale lo snellimento delle autorizzazioni in zona sismica così come la sostenibilità delle progettazioni e l’attenzione alle tecnologie passive.
Il testo presentato lunedì scorso dai consiglieri Martusciello e Colasanto modifica l’articolo 10 della legge regionale. Alleggerisce infatti i vincoli per la tutela degli interventi in zona sismica introducendo il meccanismo del silenzio assenso. La legge prevede che ad eccezione delle zone a bassa sismicità l’inizio dei lavori sia subordinato al rilascio dell’autorizzazione sismica. L’omessa dichiarazione del provvedimento di diniego entro 30 giorni equivale ad autorizzazione.
La novità principale dell'altro ddl, depositato il 9 luglio scorso, sta nell’inserimento dell’articolo 11-bis, che ammette la delocalizzazione degli immobili dalle aree ad elevato rischio idrogeologico. Dopo la demolizione, la ricostruzione può avvenire nello stesso comune o in una città limitrofa, previo accordo tra le due amministrazioni. A beneficiare della misura sono gli edifici residenziali contenenti unità abitative destinate a prima casa, situate in aree soggette al pericolo di frana, colata rapida o crollo di volumi rocciosi.
I proprietari, muniti di una attestazione rilasciata dall’Autorità di Bacino competente, possono realizzare, negli ambiti destinati all’edificazione residenziale dalla pianificazione urbanistica, unità abitative incrementate del 35% rispetto a quelle precedenti. Ricadono sul richiedente la demolizione e il ripristino delle aree di pertinenza dell’edificio, che vengono assorbite nel patrimonio imponibile del Comune.
Nel caso di edifici per i quali è stata presentata istanza di condono edilizio, la delocalizzazione con ampliamento volumetrico è consentita solo se gli immobili possono essere condonati ai sensi della Legge 47/1985 e se sono stati realizzati prima dell’adozione dei piani straordinari per la rimozione del rischio idrogeologico.
Il ddl introduce anche dei chiarimenti. Per volumetria esistente, ad esempio, si intende la cubatura lorda già edificata o da edificare secondo la normativa vigente.
Definita anche la volumetria lorda da assentire, che non comprende volumi tecnici, collegamenti verticali come scale e ascensori, cubature necessarie a garantire il risparmio energetico e innovazioni tecnologiche in edilizia.
All’articolo 7, comma 5, viene poi inserito il comma 5-bis, che prevede la sostituzione edilizia per le imprese inquinanti, a condizione che la ricostruzione avvenga secondo un piano di delocalizzazione in ambito provinciale, garantendo l’incremento del 10% dei livelli occupazionali nei cinque anni successivi.
Per incoraggiare le domande di intervento, il nuovo ddl rimuove il divieto di cumulabilità sugli stessi edifici tra gli ampliamenti previsti dal Piano Casa e quelli consentiti dagli strumenti urbanistici.

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