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7 marzo 2010 - Pupia
Piano casa, Pd: “Guarino e Frippa a favore degli interessi di pochi”
CESA. A più di una settimana dalla seduta del consiglio comunale nella quel è stato votata l’applicazione del piano casa, non si placa la polemica tra maggioranza ed opposizione.
La legge regionale 19/2009 aveva diviso sia la maggioranza dall’opposizione sia il gruppo di minoranza al suo interno. Il voto, infatti, non fu unanime ma in particolare il capogruppo Pino Sarpo e il consigliere Giovan Battista Romeo votarono a favore della proposta presentata dalla maggioranza, l’altro consigliere Domenico Migliaccio si astenne, mentre Stella Guarino e Mirella Frippa si dichiararono contrarie.
Proprio sul voto di Guarino e Frippa s’incentra il manifesto pubblicato dalla locale sezione del Pd in cui si legge: “Il Consiglio comunale chiamato a deliberare sul ‘Piano Casa’ ha fatto emergere due posizioni politiche completamente opposte. Da un lato il Pd che, dopo un’attenta esame della legge regionale e un attento confronto con tecnici qualificati, ha articolato una proposta approvata dal Consiglio comunale, tesa a salvaguardare il territorio e gli interessi collettivi. Una parte dell’opposizione, Stella Guarino e Mirella Frippa, – sottolinea il Pd – votando contro la nostra proposta, aldilà delle dichiarazioni di facciata, ha espresso una posizione finalizzata a tutelare interessi personali o di pochi. La proposta formulata da una parte della minoranza, oltre a non tener conto dello spirito della legge, se applicata avrebbe portato ad un vero e proprio sconvolgimento dell’assetto urbanistico e delle previsioni del vigente Prg.
Il provvedimento – si legge – adottato consente gli aumenti di volumetria del 20% e, nel caso di demolizione, del 35% su tutto il territorio comunale, secondo quelle che sono le intenzioni della Legge nazionale per rilanciare l’economia di settore, nel rispetto dei parametri fissati dalla legge regionale 19/2009. Il Pd e la maggioranza si sono detti contrari agli interventi, compresi cambi di destinazione urbanistica, nelle zone omogenee classificate “D” dal Piano Regolatore Generale. Ciò nel rispetto degli impegni assunti con gli elettori con il programma della nostra coalizione, per non stravolgere l’assetto urbanistico con un aumento di volumetrie residenziali in zone che hanno un destinazione diversa da quella abitativa.
Applicare in maniere totale le norme del piano casa, come richiesto da alcuni consigliere comunali di minoranza, significa compromettere lo sviluppo armonico ed organico del territorio, a favore di pochi e a danno di tanti. Il Pd e la maggioranza – conclude il manifesto del Partito Democratico - hanno rigettato tale proposta per tutelare gli interesse di tutti i cittadini e non solo quello di alcuni. Questa è la differenza sostanziale tra il Pd che guarda all’interesse generale ed una parte della minoranza che si muove per scopi personali o elettorali”.
3 marzo 2010 - Julie News
Piano Casa, il consiglio comunale di Casandrino lo approva
CASANDRINO - Il consiglio comunale ha approvato, all’unanimità, il Piano Casa, la legge regionale prevede misure urgenti per il rilancio economico, per la riqualificazione del patrimonio esistente, per la prevenzione di rischio sismico e per la semplificazione amministrativa.
“Abbiamo inteso recepire tu cur – afferma il sindaco di Casandrino Antimo Silvestre – la legge regionale sul Piano Casa e di valutare, quando e se perverranno delle istanze, e soprattutto in base alle esigenze della collettività, gli ambiti di intervento per la realizzazione di edifici residenziali sociali”.
La legge è finalizzata al contrasto della crisi economica e alla tutela dei livelli occupazionali, attraverso il rilancio di attività edilizie, nonché al miglioramento della qualità architettonica ed edilizia. Favorisce l’utilizzo di fonti di energia rinnovabile nonché la prevenzione del rischio sismico ed idrogeologico. Incrementa il patrimonio di edilizia residenziale pubblica e privata, anche attraverso la riqualificazione di aree urbane degradate o esposte a particolari rischi ambientali e sociali, assicurando le condizioni di salvaguardia del patrimonio storico, artistico, paesaggistico e culturale. Mira all’abbattimento delle barriere architettoniche.
Il Consiglio comunale, ritenendo di dover dare risposte all’esigenza abitativa del comune, per potenziare l’offerta di edilizia residenziale, in particolar modo di edilizia residenziale sociale nel territorio, ha recepito la legge regionale ma riserva all’amministrazione, successivamente, di individuare e quantificare, anche in base alle esigenze della collettività ed alla convenienza sotto il profilo urbanistico, gli ambiti di interventi, anche sulla base delle richieste che perverranno.
3 marzo 2010 - Pupia
Piano Casa, Rosato invoca "correttivo" in Assise
AVERSA. Venerdì scorso il Consiglio comunale si è espresso ed ha deliberato sul Piano Casa.
In una missiva inviata al sindaco Domenico Ciaramella, il consigliere di opposizione de La Sinistra, Domenico Rosato, scrive: "Ho molto apprezzato che la discussione sia avvenuta finalmente in un clima sereno e costruttivo, in maniera franca, condividendo quale fosse il 'bene comune' da tutelare nella nostra città. La decisione finale, proposta con emendamento presentato nella seduta da parte dello stesso Sindaco, è stata da me condivisa con voto favorevole, perché essa rappresentava una maggioritaria posizione di tutela del territorio e la possibilità di garantirne la futura programmazione".
"Il professor D'Angelo, - continua Rosato - nella recente discussione sul tema 'piano casa', organizzata dal Consigliere Delegato Fiore Palmieri, ci ha ricordato che la norma dopo che è stata emanata vive di vita propria, legata strettamente alla semantica del testo stesso, e che l'applicazione della norma perde qualsiasi legame interpretativo con la volontà del legislatore. Questo mi ha imposto un'ulteriore riflessione, che propongo alla vostra attenzione, sul testo del dispositivo da noi deliberato come Consiglio, proprio per verificare se esso potesse realmente garantire la volontà, oralmente espressa dai consiglieri, e la corrispondenza con essa della sua applicazione reale. Tale rilettura non poteva che essere postuma alla deliberazione stessa, in quanto il tempo della riflessione è stato limitato alla sola discussione avvenuta in Consiglio, trattandosi di una proposta di emendamento presentata durante la seduta stessa e difforme nella forma e nella sostanza dalla proposta originaria, notificatami all'atto della convocazione, sulla quale avevo avuto il tempo sufficiente per una analisi comprensiva di considerazioni tecnico giuridiche, che peraltro sfuggono alle mie strette competenze professionali".
"L'aver adottato una formulazione genericamente esclusiva degli effetti delle norme della L.R. 19/2009 - aggiunge ancora il consigliere - può aprire infatti una pericolosa ambiguità nell'applicazione della delibera adottata. Possono derivarne due effetti negativi. Da un lato il cittadino potrebbe nel proprio soggettivo diritto dover aprire un contenzioso con l'ente, per aver escluso l'efficacia di norme della legge regionale non sospendibili dall'Amministrazione Comunale, con conseguenti disagi e oneri economici per il cittadino stesso e per l'ente. Dall'altro potrebbe, in sede di contenzioso giuridico, essere dichiarata la non efficacia dell'intero atto deliberativo, compromettendo anche l’esclusione che sarebbe invece di competenza dell'Amministrazione Comunale a tutela della propria attività di programmazione".
Rosato propone, pertant,o di prendere in seria considerazione la necessità che, in regime di autotutela, l'Amministrazione comunale provveda alla convocazione immediata di un Consiglio Comunale urgente, che adotti un deliberato che integri ed espliciti la norma già deliberata, limitando l'applicazione dell'esclusione del dettato della L.R. 19/2009 espressamente e puntualmente agli articoli e commi di competenza dell'Amministrazione Comunale stessa".
3 marzo 2010 - Pupia
Piano Casa, Affinito: "Flop di Petteruti"
CASERTA. “Il consiglio regionale non ha approvato alcuna delibera che potesse permettere di pianificare la progettazione di case popolari per le famiglie che ne hanno bisogno”.
E' quanto afferma in una nota Donato Affinito, ex assessore del Comune di Caserta e candidato alle prossime elezioni provinciali del Pdl nel primo collegio di Caserta.
“L'ennesimo fallimento di una maggioranza che, oramai, si è completamente sgretolata. Ora credo che sia giunto il momento di una riflessione seria da parte del sindaco Petteruti e dei consiglieri che ancora hanno il coraggio di appoggiare la sua amministrazione. E' meglio che vadano a casa per il bene di tutta la città”.
