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3 gennaio 2012 - Regione Friuli Venezia Giulia
Friuli, ok al Regolamento del Codice dell'edilizia
Permette l'uniformità dei comportamenti degli uffici tecnici comunali nei confronti della collettività
Definitivo via libera al Regolamento di attuazione del Codice regionale dell'edilizia, disciplinato dalla legge 19 del 2009. La relativa delibera è stata approvata oggi dalla Giunta regionale, su proposta dell'assessore alla Pianificazione territoriale e ai Lavori pubblici Riccardo Riccardi.
Il documento, composto da 4 capi e 13 articoli, "offre agli operatori pubblici e privati indirizzi omogenei ai quali attenersi negli adempimenti relativi all'attività edilizia - spiega lo stesso Riccardi - e fa riferimento a tutta una serie di istituti, che vanno dai criteri di calcolo dei parametri edilizi a quelli per il rilascio del certificato di agibilità, dalle disposizioni in materia di oneri e convenzioni edilizie a quelle relative alla sicurezza nei cantieri edili".
In sostanza il codice, che entrerà in vigore appena il relativo decreto del presidente Renzo Tondo sarà pubblicato sul BUR-Bollettino Ufficiale della Regione, "permetterà l'uniformità dei comportamenti degli uffici tecnici comunali nei confronti della collettività: quindi modalità di misurazione e modulistica uguali su tutto il Friuli Venezia Giulia".
Rispetto al testo originariamente proposto dalla Giunta, il regolamento accoglie una serie di modifiche suggerite dal CAL-Consiglio delle Autonomie Locali, la cui terza commissione ne aveva esaminato i dettagli assieme alla struttura regionale competente. Soddisfazione per l'approvazione del regolamento è espressa dall'assessore Riccardi, che in più occasioni aveva riconosciuto pubblicamente lo sforzo degli uffici della direzione regionale, dei Comuni, degli ordini e delle categorie professionali, per giungere "ad una pietra importante, che consentirà di avere una procedura chiara e uguale per tutti".
"Quando si lavora bene i risultati arrivano puntualmente", ha ribadito.
1 gennaio 2012 - Regione Friuli Venezia Giulia
Certificazione energetica, che fine ha fatto il protocollo VEA in Friuli?
Il consigliere regionale Giorgio Brandolin denuncia la latitanza del nuovo protocollo che crea incertezza nei cittadini e nei professionisti
Non è possibile che a più di un mese di distanza dalla sua approvazione (peraltro ottenuta con grande fatica) non ci sia più traccia del protocollo Vea, perché la mancanza di chiarezza crea disagio a cittadini, imprese e operatori del settore immobiliare.
Ad affermarlo, a nome del Gruppo del PD, è il consigliere regionale Giorgio Brandolin, che denuncia come "la non conoscenza degli strumenti di calcolo ufficiali per l'applicazione del protocollo VEA renda impossibile agli operatori continuare la loro attività, lasci i cittadini nell'incertezza se la certificazione energetica valga o meno in relazione alle diverse tipologie di attività immobiliari e soprattutto a partire da quando".
Una confusione totale, che va a pesare su un mercato già sofferente come quello dell'edilizia e della quale non si capisce il motivo.
"Non pare certo di particolare difficoltà pubblicare almeno sul sito Internet di Ares le schede tecniche chieste a gran voce dai professionisti", afferma ancora Brandolin.
"La Giunta regionale - evidenzia Brandolin - non sembra molto interessata a risolvere il problema anzi, lascia colpevolmente ai suoi uffici l'incombenza di prendere decisioni importanti e sicuramente non di carattere tecnico.
Il gruppo del PD intende quindi spronare l'assessore Riccardi, che appare un po' latitante nei confronti di certe materie che fanno comunque capo alle sue competenze, a prendere in mano la questione, chiede con forza di dare attuazione piena a quanto previsto dalla normativa e di onorare gli impegni presi in IV Commissione, a partire dal termine di aprile entro cui provvedere a regolamentare la certificazione ambientale".
"L'assessore Riccardi, secondo il PD, dovrebbe occuparsi meno di strade e più di altri temi più importanti per la vita della comunità regionale, a partire dal piano energetico regionale neanche abbozzato. Infatti - conclude Brandolin - in tema di energia la nostra Regione ha la possibilità di incidere positivamente sul presente, promuovendo per esempio la riqualificazione delle nostre imprese, favorendo il risparmio delle risorse, e nel contempo sviluppando nuovo lavoro di qualità".
