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20 febbraio 2010 - Regione Friuli Venezia Giulia
Seganti, Piano Casa ormai a regime
Entrato in vigore lo scorso novembre e parte integrante del Codice regionale dell'edilizia (L.R. 19 dell'11.11.2009), il "Piano casa" corrisponde al Capo VII (articoli 57 e 58) della norma, non ha bisogno, per la sua attuazione, di regolamenti regionali o comunali e si sta rivelando uno strumento decisamente efficace per la riqualificazione del patrimonio edilizio del Friuli Venezia Giulia.
"Come ogni articolato nuovo ha bisogno di entrare nel vissuto professionale degli addetti ai lavori - nota l'assessore regionale alla Pianificazione territoriale, Federica Seganti - ma i cittadini si stanno rendendo conto che si tratta di uno strumento pienamente in linea con gli obiettivi di sburocratizzazione, funzionalità e rilancio del settore casa che sono alla base della sua formulazione".
Tra i temi inquadrati dal Capo VII del Codice regionale dell'edilizia ci sono anche gli interventi di ampliamento degli edifici produttivi (articolo 59), ma, per definizione, il "Piano casa" comprende, oltre alle norme comuni a tale articolo, gli interventi di ristrutturazione ed ampliamento che riguardano le abitazioni, ed in particolare gli edifici costruiti, almeno al grezzo, entro il 19 novembre 2009.
Per evitare dubbi applicativi del regime sanzionatorio, garantire l'osservanza del divieto di cumulo ed il rispetto delle norme di settore non derogate dal Codice, tutti gli interventi previsti dal Piano casa sono soggetti al permesso di costruire. Inoltre, per evitare problemi a livello comunale nel caso che gli interventi in deroga aumentino il carico urbanistico, tali interventi sono soggetti al pagamento degli oneri di urbanizzazione.
Ma quali innovazioni porta, in realtà, il "Piano casa"?
"Se ne è parlato per mesi prima dell'entrata in vigore del Codice regionale dell'edilizia, ma può essere utile ricordarlo oggi, con la legge a regime" nota l'assessore che spiega come, recependo l'accordo Stato - Regioni sull'argomento, il "Piano casa" preveda, nei limiti consentiti, la possibilità di derogare alle distanze, all'altezza, alle superfici ed ai volumi previsti dagli strumenti urbanistici comunali. Inoltre il Piano definisce l'obbligo di assicurare il miglioramento del livello di sicurezza, della qualità energetica e della funzionalità degli edifici.
Posto che i lavori debbono iniziare entro 5 anni dall'entrata in vigore delle legge, non è possibile derogare da una serie di norme sui beni culturali e paesaggistici, sulle prescrizioni tipologico architettoniche e in relazione ad edifici abusivi o soggetti ad espropri, ma si possono ampliare gli spazi (mediante la sopraelevazione o la costruzione di manufatti edilizi interrati o fuori terra) del 35 per cento del volume utile esistente; la sopraelevazione non può superare i 6 metri o i due piani.
12 febbraio 2010 - Il Giornale del Friuli
Codice regionale dell'edilizia e Piano Casa
Il Gruppo Edili dell’API incontra l’ing. Luciano Agapito, Direttore centrale pianificazione territoriale, autonomie locali e sicurezza
Contribuirà certamente a muovere il mercato il nuovo Codice regionale dell’edilizia, alla cui stesura ha partecipato anche l’Associazione Piccole e Medie Industrie di Udine con il contributo, in termini di osservazioni e proposte, degli imprenditori del Gruppo Edili. E’ l’opinione del Presidente del Gruppo Edili dell’API, cav. Ferrante Pitta, che nei giorni scorsi ha ospitato a Udine nella sede dell’Associazione l’ing. Luciano Agapito, Direttore centrale pianificazione territoriale, autonomie locali e sicurezza.
Durante l’incontro Agapito ha illustrato ai presenti la normativa che ha recepito il piano casa nazionale, specificando che la legge è fortemente innovativa, ma che troverà qualche limite nella sua applicazione uniforme in centinaia di differenti Comuni. Sul sito della Regione Fvg, ha informato il funzionario, sono state pubblicate le risposte di interesse generale alle domande più frequenti. “La legge regionale n. 19/2009, già operativa per la parte relativa al piano casa dallo scorso novembre, – spiega il cav. Pitta – contiene misure che hanno una significativa valenza economica, tenuto conto del ruolo anticiclico dell’edilizia nell’attuale fase di recessione; rilancia inoltre la realizzazione di alloggi, favorendo un processo di ammodernamento e di riqualificazione del nostro patrimonio immobiliare. Con il nuovo Codice dell’edilizia, insomma, ci aspettiamo una ripresa dei comparti dell’edilizia e manifatturiero”.
Apprezzabile, poi, il coinvolgimento da parte della Regione delle Associazioni di categoria: “le nostre proposte sono state accolte nelle audizioni. Particolarmente importante è la possibilità di ricorrere allo strumento della demolizione e ricostruzione e, per le unità immobiliari a destinazione residenziale, dell’ampliamento fino al 35% del volume utile esistente, disposizione estesa anche alle zone destinate a nuovi insediamenti industriali, grazie alla nostra specifica richiesta che raccoglie un’esigenza fondamentale per lo sviluppo delle aziende che chiedono di poter adeguare e ampliare le proprie strutture operative”.
5 febbraio 2010 - ANSA
FVG; Corazza (IDV), codice edilizia da cambiare
Il capogruppo dell’Italia dei Valori nel Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia, Alessandro Corazza, chiede che venga modificato il Codice dell’edilizia, inserendo fra le norme non derogabili quelle del Piano urbanistico regionale generale (Purg). Il Codice dell’edilizia – spiega Corazza – consente di costruire in deroga agli indici di distanza, altezza, volume e copertura dei Piani regolatori comunali, in applicazione del Piano casa nazionale. Una deroga già di per sé ampiamente criticata dall’Italia dei valori, aggiunge. Non è chiaro, invece – secondo Corazza – se la norma sul Piano casa si applichi in deroga, oltre ai Piani urbanistici comunali, anche al Purg.
5 febbraio 2010 - ANSA
FVG; De Anna, verso copertura totale mutui casa
“Stiamo lavorando per migliorare il sostegno al mutuo a favore delle giovani coppie per l’acquisto della prima casa, fino al 100 per cento del valore dell’immobile”: lo ha reso noto oggi l’assessore regionale all’Ambiente del Friuli Venezia Giulia, Elio De Anna. Intervenendo nel corso del terzo Convegno regionale della Fimaa, in cui è stato analizzato l’Osservatorio del mercato immobiliare in regione, l’esponente dell’esecutivo ha ricordato che accanto ai maggiori investimenti dedicati al piano casa, ci sarà in futuro anche una linea di intervento che dovrebbe dare una boccata d’ossigeno al mercato. “Dal canto nostro – ha detto De Anna – stiamo studiando un modo affinché l’Amministrazione del Friuli Venezia Giulia si faccia garante, con una forma simile alla fideiussione, del 100 per cento del valore dell’immobile che i giovani decideranno di acquistare accendendo un mutuo con la banca.
Noi ci stiamo apprestando a modificare un regolamento già esistente. In particolare, la garanzia che daremo alle banche, sarà maggiore rispetto a quella attuale: in prima battuta la copertura regionale durerà più della metà del tempo di contrazione del mutuo. Inoltre, non saremo più in testa alla lista degli eventuali creditori se il prestito non andasse a buon fine, bensì in coda, lasciando questo privilegio alle banche. Infine il nuovo regolamento dovrà contenere norme più snelle e tempi più rapidi per sostenere questo tipo di aiuti a chi vorrà acquistare casa”. Quindi De Anna ha illustrato i contenuti del protocollo Vea, che mira alla valutazione della qualità energetica ed ambientale degli edifici. “Il principale obiettivo – ha detto – é rappresentato dal miglioramento del rendimento energetico delle strutture da valutare sia ex-ante a livello di progettazione, sia ex-post, cioé ad edificio costruito.
Attraverso questo strumento, da una parte la Regione eroga finanziamenti e, dall’altra, i Comuni possono predisporre incentivi e premi urbanistici”. Molte Regioni hanno già recepito il protocollo, ma il Friuli Venezia Giulia ha voluto andare oltre l’aspetto essenzialmente energetico, ritenendo che il solo isolamento termico non sia sufficiente. “L’intenzione – ha spiegato De Anna – è quella di concentrarsi anche sull’aspetto ambientale complessivo degli edifici, andando a valutare le fonti rinnovabili, i materiali di costruzione, il risparmio idrico, la qualità interna ed esterna dell’edificio stesso. L’uso delle nuove tecnologie, a fronte di un costo iniziale di poco superiore a quello dell’edilizia tradizionale, si tradurrà nel tempo in un concreto risparmio economico ed in un minor impatto ambientale. Inoltre il monitoraggio costante della situazione energetica – ha concluso l’assessore – darà un contributo concreto e misurabile per dimostrare il rispetto ambientale, in particolare dei parametri assunti con il protocollo di Kyoto”.
