Regione Lazio

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1 febbraio 2012 - TRG Giornale

Piano Casa, Nunzi: “Atto straordinario che restituisce il diritto alla casa ai cittadini”

L'assessore all'Urbanistica Mauro Nunzi interviene sul provvedimento approvato ieri dal consiglio comunale sul piano casa regionale.
"Nella seduta di ieri – sostiene Nunzi - il Consiglio Comunale ha dato il via libera all'applicazione a Civitavecchia del piano casa regionale. Un provvedimento che ha una straordinaria importanza, in quanto ha come obiettivo quello di contribuire a risolvere il problema casa e a rilanciare l'offerta di lavoro nel settore edilizio, a tutto beneficio dell'economia, cosa di cui la città ne ha assolutamente bisogno. Il provvedimento adottato stabilisce importanti esclusioni a salvaguardia dell'impianto storico della città, degli edifici di pregio, delle zone sottoposte a specifici vincoli paesaggistici, oltreché di tutti gli immobili vincolati da specifiche leggi in materia di tutela del patrimonio storico, culturale e paesaggistico. Inoltre, il provvedimento sottrae dall'ambito di applicazione della legge il compendio industriale dismesso dell'ex cementificio di proprietà Italcementi, in quanto questa, per tali insediamenti, prevede la possibilità di trasformare l'intera volumetria esistente in volumetria residenziale attraverso il semplice rilascio di permesso a costruire".
Tuttavia, Nunzi evidenzia anche le novità del provvedimento, sottolineando come l'innovazione si avrà soprattutto "per gli interventi di ampliamento della cosiddetta prima casa – dichiara – perché sono previsti sconti del 20% degli oneri da versare per urbanizzazione primaria e secondaria. Sconto che è previsto anche per gli interventi di sostituzione edilizia con demolizione e ricostruzione di edifici, qualora questi siano destinati a soddisfare le esigenze di prima casa". Infine, l'atto contiene anche specifiche disposizioni in merito alla realizzazione di pertinenze che non comportano aumento di volume e di superficie. "Era importante farlo – conclude l'assessore all'Urbanistica - e noi, a differenza di altri, lo abbiamo fatto." Anche il Sindaco Moscherini ha espresso soddisfazione per l'approvazione avvenuta ieri in consiglio. "Un atto straordinario – ha affermato Moscherini – che potrà sicuramente contribuire a risolvere i problemi di tanti cittadini e soprattutto di quanti hanno bisogno di una prima casa, problema al quale come Amministrazione e Coalizione delle Larghe Intese stiamo lavorando da anni al fianco dei cittadini in difficoltà".

1 febbraio 2012 - Iris Press

Regione Lazio, Piano Casa: Abruzzese, incrementate DIA 625%

“Sono convinto che le 1538 Dichiarazioni di inizio attività (Dia) raccolte finora dai tecnici comunali di 342 municipalità censite del Lazio, siano la miglior risposta alle opposizioni molto spesso di natura ideologica, che sono state opposte al nuovo Piano Casa della Giunta Polverini, strumento legislativo pensato proprio per garantire lo sviluppo economico del territorio”.
Lo ha dichiarato in una nota Mario Abbruzzese, presidente del Consiglio regionale del Lazio.
“Credo che la brutalità del dato numerico iniziale – ha sottolineato Abbruzzese – possa facilmente far capire al cittadino il successo del Piano. Alle 212 domande che si registrarono in quattro mesi con l’omologo provvedimento della Giunta Marrazzo, la Giunta Polverini sta rispondendo con un incremento di circa il 625% delle domande totali, a nemmeno sei mesi dall’entrata in vigore del Piano. Tra questi dati voglio sottolineare, con un certo compiacimento, le 180 domande pervenute dagli uffici tecnici dei Comuni del Frusinate. Una conferma a mio avviso importante della vitalità di un territorio con grandissime capacità di crescita e di sviluppo.
Sviluppo che, come reso noto sull’edizione di oggi de Il Sole 24 Ore, pur non potendo contare sui dati di 36 amministrazioni locali ancora mancanti, si conferma trainato dalla Capitale e dal suo hinterland: la provincia di Roma fa registrare infatti un numero di Dia pari a 706 domande, quella di Latina 212, quella di Viterbo 207, mentre Rieti si ferma a 53.
Vorrei inoltre evidenziare – ha concluso il Presidente dell’Assemblea Regionale – come questo dato si riferisca solamente alla fase iniziale di attuazione del nuovo Piano Casa. Con l’inizio della cosiddetta ‘fase due”, che consentirà il cambio di destinazione d’uso e la possibilità di abbattere e ricostruire, ci aspettiamo un incremento ulteriore, con la speranza che si possa raggiungere la quota di 15 mila domande entro la fine dell’anno. Mi associo agli auspici dell’assessore all’Urbanistica Luciano Ciocchetti, perché questo nuovo Piano possa dimostrarsi nel tempo uno dei più efficaci, anche solo considerando che ad oggi la legislazione più avanzata in materia è quella del Veneto, con 21 mila domande in tre anni”.

1 febbraio 2012 - La Repubblica

Piano Casa, scontro sul cemento - "Minacciati i quartieri storici"

Alemanno: "Giù le torri di Tor Bella Monaca". Pd e Radicali: “Un regalo ai costruttori esentati anche dal contributo”. Ciocchetti: “Il fine principale è quello di dare abitazioni a chi è meno abbiente”
Piano Casa, in Comune si approva la delibera sulla legge regionale che consente ampliamenti, ristrutturazioni, demolizioni, ricostruzioni e cambi di destinazione d'uso. E il sindaco Alemanno annuncia: "Se noi vogliamo smetterla di consumare territorio agricolo, dobbiamo puntare sulla demolizione e ricostruzione. Quindi, si mettano l'anima in pace tutti quanti: oggi possiamo dire che la demolizione e la ricostruzione si farà a partire dalle due torri di Tor Bella Monaca". Il piano arriverà in Consiglio entro due mesi. E prevede 2700 case popolari a schiera.
Ma l'opposizione, in particolare Pd e Radicali, attacca soprattutto sulla delibera. E così il dispositivo che permette di ampliare del 20% un immobile più esteso di mille metri cubi, che dà in premio il 35% in più di cubatura biosostenibile a chi demolisce e ricostruisce un palazzo e prevede il recupero del 50% delle pertinenze agricole, comunque entro un tetto di 70 metri quadrati, ma che soprattutto dà la possibilità di trasformare in abitazioni capannoni artigianali e industriali, rimane il bersaglio delle polemiche.
Molti i punti contestati. "La delibera presentata dal Comune" afferma il consigliere Athos De Luca "non tutela l'intera "città storica", così come previsto dal piano regolatore, ma si limita alle Mura Aureliane e ad alcuni beni fuori del perimetro delle Mura, come per esempio gli edifici ottocenteschi, primi Novecento e di qualità architettonica, escludendo molti ambiti della stessa città storica (denominati T4, T5, T6, T7, T8 e T9), che si trovano tra Flaminio, Garbatella, Eur e parte di Trastevere, e non tutela le aree protette e le zone agricole dell'agro".
Altro punto contestato il controllo. "Soprattutto la delibera Comunale doveva contemplare il pronunciamento dell'Assemblea Capitolina sulle trasformazioni urbanistiche poiché è incostituzionale che la Regione sottragga a Roma Capitale la potestà sulla attuazione del piano regolatore" affermano i Democratici.
Terzo scoglio, i cosiddetti "relitti urbani" ovvero quegli scheletri realizzati abusivamente su aree agricole, a verde o a servizi pubblici. La delibera comunale prevede che il relitto può essere ristrutturato, abbattuto e ricostruito o addirittura ricollocato in altre aree degradate. Un caso per tutti: la struttura abbandonata del centro commerciale che si voleva costruire nell'area dell'ex Snia Viscosa.
"C'è poi la questione" aggiunge De Luca "dei contributi straordinari che i titolari delle autorizzazioni dovranno versare a Roma Capitale che sono stati introdotti dalla delibera comunale in misura risibile, del tutto inadeguata ai profitti che si trarranno dalle opere realizzate".
E per il resto sempre sotto accusa le demolizioni dei capannoni destinati ad attività industriale e artigianale che, soffrendo già della crisi, di fronte alla possibilità di realizzare una rendita con il cambio di destinazione d'uso in abitativo, potrebbero abbandonare l'attività produttiva creando nuova disoccupazione. "Per uscire dalla crisi" conclude De Luca "è invece necessario incentivare le attività produttive anziché favorirne la dismissione".
Critiche all'accordo UdcPdl sul Piano Casa arrivano anche dai Radicali: "Casini spieghi per quale motivo è ragionevole, da un lato, reintrodurre un prelievo immobiliare anche sulla prima casa e dall'altro esentare dal versamento di un contributo straordinario i costruttori e i promotori di operazioni immobiliari finalizzate a trasformare in nuove case e in nuova ricchezza immobili dismessi, al momento privati del loro valore e con una trasformabilità molto limitata. E Alemanno spieghi ai cittadini romani, e anche a Monti, perché invece di applicare il contributo straordinario ai cambi di destinazione degli edifici dismessi, preferisce costringersi a violare le regole del patto di stabilità".
Ribatte l'assessore all'Urbanistica della Regione Luciano Ciocchetti: "La prima bozza elaborata dal Comune era in contrasto con la legge regionale, ben venga la nuova formulazione approvata dal Consiglio che risponde invece alla normativa regionale. In quanto alla tutela, oltre al Centro storico all'interno delle Mura Aureliane la delibera allarga l'esclusione dall'attuazione del Piano casa in altri tessuti previsti dal piano regolatore. Sul contributo straordinario, un conto è la valorizzazione di aree tra il vecchio e il nuovo piano regolatore e un altro la trasformazione di immobili già esistenti da non residenziale a residenziale, chiedendo il 35% di alloggi a canone calmierato: questo è il contributo che chiediamo"

1 febbraio 2012 - Adnkronos

Lazio: Fiorito (Pdl), dati dimostrano validita' piano casa

"I dati raccolti dalla regione e pubblicati oggi da Il Sole 24 Ore, 1.358 dichiarazioni di inizio attivita' in 342 comuni, dimostrano la validita' del Piano casa fortemente voluto dalla maggioranza di centrodestra." Lo dichiara Franco Fiorito, capogruppo Pdl alla Pisana.
"Siamo convinti - aggiunge - che il provvedimento adottato dalla giunta Polverini rappresenti la giusta risposta alle esigenze dei cittadini e del territorio, soprattutto in un momento cosi' delicato per l'intera economia. Inoltre, il dato inequivocabile sul Piano casa targato centrodestra, che solo nei primi mesi di applicazione ha gia' surclassato in domande il vecchio piano approvato dal centrosinistra, mette fine alle inutili polemiche dei giorni scorsi''.
''L'obiettivo di 15mila domande in un anno, - prosegue Fiorito - annunciato dal vicepresidente Ciocchetti, ci fa ben sperare per il futuro poiche' riteniamo questo piano moderno, efficace e in grado di coniugare l'esigenza del superamento dell'emergenza abitativa con il rilancio del comparto edile, volano dell'economia laziale".

1 febbraio 2012 - Il Messaggero

Piano casa, i dettagli delle norme - Più facile demolire e ricostruire

Il Campidoglio: ora la riqualificazione di Tor Bella Monaca
ROMA - Introduzione del sistema delle demolizioni e ricostruzioni, procedure più snelle. La delibera di attuazione a Roma del piano casa regionale, approvata lunedì sera, porterà a cambiamenti concreti fin da subito. «Servirà innanzitutto a velocizzare la burocrazia - sottolinea il sindaco Gianni Alemanno. - Il nostro piano casa degli anni scorsi aveva lo stesso spirito di quello della Regione, ma è andato incontro a rallentamenti procedurali, al fronte di chi dice sempre no. Ora, invece, molte delibere, che già da mesi erano in consiglio comunale, potranno essere approvate con delibere di giunta, accorciando i tempi per la realizzazione».
Uno dei punti chiave del piano riguarda il sistema di demolizioni e ricostruzioni. «Fino ad ora - aggiunge Alemanno - si costruiva solo occupando nuovi terreni, cambiando la destinazione d’uso da agricolo a residenziale. Adesso, invece, per gli stabili in disuso, sarà possibile abbattere e ricostruire, senza occupare nuove aree». Una prassi già diffusa in altre grandi città. «Una vera rivoluzione, sul modello di quanto già avviene da anni a Berlino o negli Stati Uniti - afferma il vicepresidente della Regione e assessore all’Urbanistica, Luciano Ciocchetti. - Il piano rappresenta un volano per l’economia e, secondo il Cresme, porterà investimenti per 2 miliardi di euro. E’ una risposta concreta all’emergenza abitativa, con la previsione di 4.200 alloggi di edilizia popolare. Sarà anche possibile ricostruire i ponti abbattuti del Laurentino 38». La delibera ha visto i voti favorevoli della maggioranza e dell’Udc. «In Comune, si attua un’opposizione costruttiva - ricorda Ciocchetti - mentre sulle scelte future decideranno i vertici nazionali».
Nel Lazio, il settore dell’edilizia ha un peso rilevante sull’economia, di poco superiore al 30%. «Tra le nuove misure - sostiene l’assessore capitolino all’Urbanistica, Marco Corsini - è previsto che almeno il 5% delle nuove realizzazioni rimanga non residenziale: questo è per favorire la presenza di negozi di vicinato nei quartieri». L’approvazione è avvenuta dopo una discussione particolarmente accesa. «Il testo votato - aggiunge Corsini - è sostanzialmente analogo a quello presentato dalla giunta. Bisogna ricordare che il Comune non può cancellare una legge regionale e la delibera consente un’attuazione idonea secondo le caratteristiche di Roma». Il piano non si applica nella Città storica (all’incirca, entro le Mura Aureliane) e per gli edifici di pregio, mentre per gli stabili inseriti nella Carta della Qualità, gli interventi debbono ricevere il via libera degli uffici comunali. «In questa ottica - precisa Alemanno - verranno definite normative trasparenti ed è stata stabilita tale procedura per salvare quanto di positivo esiste in questa legge, eliminando le parti sbagliate».
Nelle periferie, sono da programmare interventi di housing sociale. «I proprietari di prima casa - dichiara il presidente della commissione Urbanistica, Marco Di Cosimo - beneficeranno di uno sconto del 30% sugli oneri concessori, come incentivo, per l’ampliamento della propria abitazione». Le domande di ampliamento già pervenute, nel Lazio, sono 1.500 e saliranno a 15 mila entro settembre, ad un anno dall’avvio del piano regionale. «La delibera - prosegue Alemanno - consentirà di procedere alla riqualificazione per Tor Bella Monaca, con l’abbattimento delle torri. A marzo, inoltre, Comune e Regione daranno vita a una conferenza sull’Urbanistica, sui grandi progetti sul territorio». Replica dell’opposizione. «Il progetto non si farà mai e poi mai, è sufficiente che il sindaco studi attentamente le carte», osserva il consigliere del Pd, Paolo Masini. Critiche anche dal leader della Destra, Francesco Storace. «Nei suoi vuoti di memoria - conclude Storace - Alemanno ha dimenticato che il piano, a Roma, è passato anche con i voti de La Destra».

1 febbraio 2012 - Corriere della Sera

Il Piano casa all' esame del governo

Vertice con il ministro Gnudi per correggere i «difetti» delle legge regionale
Superato il primo scoglio - con l' approvazione, l' altroieri, in Assemblea Capitolina - ora per il Piano Casa regionale iniziano le montagne russe: l' impugnativa alla Consulta, ancora pendente, decisa dal governo Berlusconi su richiesta degli allora ministri Giancarlo Galan (Mibac) e Stefania Prestigiacomo (Ambiente).
Giudizio che non riguarda tre punti della legge: le deroghe ai piani paesaggistici, quella alla legge Galasso sulle aree archeologiche, il «silenzio/assenso» sulla edificabilità nelle aree verdi. Quegli articoli che permetterebbero gli interventi più contestati, come la pista di sci al Terminillo e i porti sul litorale tirrenico.
Ora, alla luce delle sollecitazioni del neoministro Lorenzo Ornaghi («la Costituzione ci obbliga a proteggere il paesaggio, confido che il Lazio corregga il Piano», ha detto in un' intervista al Corriere ), sono ripartite le trattative. Lo conferma Luciano Ciocchetti, vicepresidente e assessore all' Urbanistica della Regione: «C' è un appuntamento il 13 febbraio, al ministero degli Affari regionali (guidato da Piero Gnudi, ndr )». Un tavolo tra i tecnici dei ministeri interessati e della Regione per smussare gli angoli ed evitare il giudizio della Corte Costituzionale. Per ora Ciocchetti e Alemanno incassano il sì dell' aula Giulio Cesare alle norme comunali che armonizzano la legge regionale: «Costruiremo 4.200 alloggi in housing sociale, a marzo faremo una conferenza urbanistica congiunta», dicono. Alemanno rilancia anche uno dei suoi pallini: «Si mettano l' anima in pace tutti quanti: la demolizione e ricostruzione di Tor Bella Monaca si farà». Il provvedimento potrebbe arrivare in aula tra due mesi. Il sindaco insiste: «Se vogliamo smettere di consumare territorio agricolo, dobbiamo puntare su questi interventi. Ma a Tor Bella Monaca sono nati addirittura comitati che hanno scoperto l' amore per le bellissime torri...». Il centrosinistra replica: «Alemanno - dice Paolo Masini, Pd - ignora la verità o dice bugie? Tor Bella Monaca ha una superficie fondiaria di 77 ettari, dopo la demolizione/ricostruzione gli ettari edificabili diventano 98». Secondo Storace (La Destra) «il sindaco ha un atteggiamento indisponente. Ignora che anche noi abbiamo votato a favore», per i Radicali «l' intesa Udc-Alemanno è ai danni dei romani», per i Verdi «il Piano è nullo, il sindaco finge di ignorarlo». E. Men. RIPRODUZIONE RISERVATA **** La scheda Investimenti per 2 miliardi Secondo l' assessore regionale all' Urbanistica Luciano Ciocchetti «gli investimenti previsti per questo piano, in base alle stime che sono state fatte, sono circa 2 miliardi» Case popolari e ricostruzioni Secondo Alemanno, si «realizzeranno 4.200 alloggi popolari». E via ai programmi di demolizione e ricostruzione, come quello sulle torri di Tor Bella Monaca Lo snellimento delle procedure L' obiettivo è snellire le procedure. Le dichiarazioni di inizio attività per gli ampliamenti (Dia) previsti nel Piano casa, sono finora «1.500 nel Lazio»La stima è 15 mila entro settembre

1 febbraio 2012 - Agenparl

Piano Casa Lazio: SEL, ricorso al TAR contro circolare giunta regionale

“L’azione di contrasto al piano casa regionale proseguirà con determinazione, rafforzando l’opposizione che in molte comunità del Lazio è stata messa in campo dagli amministratori di Sel”.
Lo dichiara Guglielmo Abbondati, Coordinatore regionale di Sinistra ecologia libertà Lazio. “Grazie al loro lavoro - spiega Abbondati - molte amministrazioni comunali, come ad esempio Monterotondo, Cassino, Ariccia, Fiano Romano, Ciampino hanno adottato delibere per tutelare immobili e aree pregiate del proprio territorio nelle quali viene esclusa l’applicazione del Piano casa”. “Adesso è necessario proseguire nella mobilitazione - conclude Abbondati - per questo i nostri consulenti legali sono pronti a impugnare il rilascio di titoli autorizzativi che contrastano con i profili di legittimità già censurati dal precedente Governo. Il primo ricorso al Tar sarà contro la circolare esplicativa della Regione, approvata la scorsa settimana dalla giunta regionale nel tentativo maldestro di legare le mani ai Comuni del Lazio. Un ricorso necessario, perché questo atto entra nel merito di alcuni articoli della legge sui quali pende il ricorso alla Corte costituzionale”.

1 febbraio 2012 - Corriere della Sera

Sì al Piano casa, sconti per chi costruisce

Sì al Piano casa, sconti per chi costruisce - Meno vincoli e agevolazioni per i cambi di destinazione di terreni e immobili
L' Assemblea Capitolina ha approvato ieri sera il «Piano Casa» regionale. Sono stati 35 i voti favorevoli, 8 i contrari (i gruppi del Pd, Sel, Lista civica Rutelli) e un astenuto, il consigliere comunale Vigna (Api). Alla fine la votazione della delibera è arrivata nonostante la lunga battaglia d' aula (250 emendamenti e 20 ordini del giorno), condita dalla protesta del consigliere comunale di «Action per Roma», Andrea Alzetta, che si è arrampicato sulla statua di Giulio Cesare nell' aula omonima. In piazza del Campidoglio, intanto, per tutto il pomeriggio, si erano radunati un centinaio di manifestanti dei comitati per l' emergenza abitativa: due giovani per protestare contro il Piano Casa si erano pure loro arrampicati e incatenati per qualche ora sul basamento della statua del Marco Aurelio. Gli stessi manifestanti in mattinata avevano occupato simbolicamente il tetto del Forlanini, poi avendo ottenuto la promessa dal vicepresidente della Regione, Luciano Ciocchetti, di incontrarli, gli occupanti avevano lasciato l' ospedale.
La delibera di fatto armonizza le norme generali della legge regionale con la situazione romana «escludendo dagli ambiti di intervento - sottolinea Marco Corsini, assessore comunale all' Urbanistica - non solo il centro storico, ma anche molte aree pregiate della città, gli edifici medievali fuori dal centro, le aree di espansione rinascimentale, preunitaria, otto-novecentesca ed i nuclei storici isolati», come ad esempio l' Eur. «Questo è un passo importante - aggiunge Corsini - perché abbiamo trovato con la Regione un equilibrio tra la specificità architettonica, edilizia e territoriale complessa di questa città e la necessità di stimolare l' economia». Secondo fonti regionali, dal 15 settembre ad oggi sono già state presentate nei 378 Comuni del Lazio circa 1.500 domande di ampliamento di immobili.
Francesco Storace (La Destra) ricorda: «Noi e l' Udc abbiamo salvato il Piano Casa». Umberto Marroni (Pd) spiega così il voto contrario del suo partito: «Questa legge porta una deregulation che va a costruire un sistema di deroghe al Prg: quindi non è un vero piano casa, ma aiuta chi ce l' ha o ha dei terreni, a valorizzarli». Inoltre la trasformazione degli immobili da non residenziali a residenziali «mortifica la pianificazione dei quartieri, sempre più poveri di servizi - precisa Marroni -. E Alemanno rinuncia a circa 200 milioni di euro di contributi straordinari per il Campidoglio mentre aumenta le tasse». Unico aspetto positivo, per il Pd, è l' avere «limitato l' ambito di applicazione della delibera alla città storica». Critiche anche da Claudio Di Berardino (Cgil) che chiede «di adottare provvedimenti per potenziare l' edilizia sociale».