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28 luglio 2010 - Brescia Oggi - Massimo Tedeschi

"Giunta, serve un cambio di passo"

Giunta a metà mandato, tempo di bilanci. Il vicesindaco leghista Fabio Rolfi anticipa tutti, convoca i quotidiani e ne approfitta per scuotere esecutivo e maggioranza, chiedere «un cambio di passo», dettare nuove priorità, evocare riequilibri di deleghe, chiedere più attenzione ai quartieri e meno enfasi sulle grandi opere. Insomma fare sentire il peso della Lega. E il proprio ruolo politico (crescente) in Loggia.
Cominciamo dalla Cittadella dello sport. La Lega che dice?
La Cittadella è una scelta giusta. Il programma elettorale prevedeva di utilizzare la zona delle cave per impianti sportivi. Restano da valutare le volumetrie da concedere per arrivare alla realizzazione di questi impianti. Il prossimo campionato dimostrerà una volta di più l'inadeguatezza dello stadio di Mompiano. In queste ore, per trovare solo la metà dei posti auto che chiede la Questura, stiamo immaginando l'utilizzo del piazzale interno dell'ex Idra in via Triumplina, dove potrebbero starci 1000-1500 posti-auto.
Addio budget da 1,5 milioni?
No, lo rispetteremo. Quello che non possiamo fare è raddoppiare i bus per i tifosi: ne abbiamo 8-10. Se ne servono di più, faranno più viaggi.
Il programma non parlava di stadio a Buffalora.
Ma di impianti sportivi nella zona cave sì. E in questo progetto rientra benissimo anche lo stadio.
Che condizioni pone la Lega?
Valuteremo le condizioni di merito, e che le compensazioni siano giuste. Non un metro quadrato più del necessario. A proposito di questa zona sono perplesso sulla collocazione della discarica di amianto. La sentenza del Tar e la tensione sociale molto alta a causa delle scelte pregresse inducono a un surplus di valutazioni, che dovrebbero confluire nel Pgt.
Quando sarà varato il Pgt?
Spero che entro la fine dell'inverno si arrivi alla prima votazione e entro il 2011 all'approvazione definitiva. Bisogna accelerare: il passaggio è fondamentale per dare l'idea che l'amministrazione ha della città. Non si può arrivare a fine consiliatura.
E la Lega, che idea ha di città?
Condivido l'idea del sindaco che la città debba tornare a crescere, non in termini di case ma di centralità. Altrimenti ci troveremo con una città sempre più vecchia e sempre più affollata di immigrati. Per questo bisogna offrire tipologie abitative per le giovani coppie.
Il Pd dice che la vostra giunta ha promesso più case Marcolini ma per ora dà soprattutto spazio a torri da venti piani...
C'è zona e zona: non trovo nulla di male nel prevedere una torre in via Sostegno, nel contesto di Brescia Due. E poi quel progetto è stato sospeso in quanto migliorabile ad esempio aumentando la quota di edilizia convenzionata. La vecchia amministrazione una torre altrettanto alta l'aveva prevista per il Giornale di Brescia in via Saffi, dunque più vicina al centro storico.
E le case Marcolini, dove le mettereste?
I villaggi già esistenti, dal Prealpino al Sereno, hanno possibili aree di espansione.
Il Parco delle colline divide: chi lo considera inviolabile, chi no. Lei come la pensa?
Sul parco delle colline sono per una riflessione critica. Dev'essere il parco delle opportunità, non dei divieti: a causa dei vincoli alcune aziende agricole non hanno potuto espandersi, alcune residenze non hanno potuto beneficiare del Piano casa. Si tratta di rendere i vincoli meno pesanti.
Altre cose su cui la Lega punta, a proposito del Pgt?
È un'occasione storica per risolvere il problema del carcere. Oggi, se ci fossero i soldi per farlo, non ci sarebbero le aeree. Noi vogliamo prevederle a Verziano.
Pensa a un carcere per tutti o solo per stranieri, come ha proposto qualche leghista?
Per tutti. E sarà importante anche ragionare sul futuro di Canton Mombello.
Il Cie, suo cavallo di battaglia, è finito nel dimenticatoio?
Il Cie nel Bresciano si farà. Non rientra fra i primi da realizzare per il ministero, che punta sulle regioni che attualmente ne sono prive. Quello di Brescia è di «seconda fascia». Del resto fra Ghedi e Montichiari ci sono aree militari dismesse che si prestano.
Capitolo viabilità.
Siamo in periodo di ristrettezze ma la Tangenziale Est deve rimanere progetto centrale.
Intanto vi trovare a "governare" completamento e avvio del metrò, a cui eravate contrari.
Il giudizio non cambia: è un'opera sbagliata, con il suo tragitto solo urbano. Ci è costata e ci costerà tanti sacrifici. Il Pgt non può però prescindere dall'implementare la linea, infatti abbiamo chiesto finanziamenti per progettare la linea fino alla Fiera. Intanto, però, bisogna pensare a una linea di tram in superficie da Lamarmora alla Fiera, approfittando della riqualificazione di via Orzinuovi. E poi bisogna valorizzare la Brescia-Edolo con due fermate al Violino e Gussago, e facendo correre tram sui binari esistenti.
E sul centro storico?
La politica dell'amministrazione con gli eventi, i rapporti costruttivi con i commercianti, lo sradicamento dell'abusivismo commerciale è positiva. Anche la rivitalizzazione del castello è una sfida vinta. Quanto al traffico serve un cambio di passo ragionando su pedonalizzazione delle piazze Paolo VI e Loggia e incentivi alle attività commerciali. Non è una retromarcia?
Abbiamo sempre detto che il Piano sosta aveva carattere sperimentale, Tante cose funzionano: l'apertura per fasce ha tolto l'idea dell'impermeabilità del centro. In piazza Paolo VI la sperimentazione indica che la chiusura totale consentirebbe di valorizzarla come luogo di aggregazione.
Capitolo stranieri.
Noi non abbiamo tolto un solo servizio agli stranieri. Abbiamo lavorato sulle regole dei comportamenti.
Il bonus bebè l'avete mollato.
Premesso che non lo ritengo una misura razzista, l'abbiamo mollato perchè la magistratura ce l'ha imposto
Rispetto ai sindaci che si sono inventati ordinanze poi stroncate dal Tar, lei rischia di passare per leghista moderato...
Il problema non è di essere moderato ma efficaci. Le mie ordinanze hanno sempre retto anche di fronte a ricorsi al Tar. L'importante è fare cose che servono, e che siano immediatamente applicabili. Il potere di ordinanza, giustamente previsto dal ministro Maroni, ha dato aria ai fantasiosi.
Altri temi per il Pgt?
Anzitutto la funzione universitaria del centro storico. L'idea di usare la Randaccio come Campus è giusta. La caserma è stata sfilata dal pacchetto del federalismo demaniale, ma diventerà del Comune grazie a una permuta. Troveremo casa agli uffici statali ora lì collocati. E poi c'è la valorizzazione dei quartieri. Porterò avanti il progetto per creare un centro civico in ogni quartiere. E va potenziato il rapporto con gli oratori.
In che direzione, ancora?
Stiamo per varare un progetto per sale prova musicali negli oratori, una per circoscrizione, aperte anche all'utilizzo delle Circoscrizioni.
Il Pd dice che la sicurezza in città non è migliorata.
Ai Pd auguro sonni tranquilli visto che di notte si aggirano in città e all'alba fanno appostamenti ad A2A. Ma i dati parlano di arresti in aumento e reati che calano più di quando erano loro al governo. E poi parla la gente.
Prossimi cavalli di battaglia leghisti in Loggia?
Voglio che questo mandato amministrativo sia fortemente riformatore anche nel sociale. A Brescia abbiamo tre istituti - Casa di Dio, Brescia solidale e Casa industria - che si occupano di case di riposo. Bisogna ragionare su un'unica fondazione che razionalizzi costi e trovi risorse anche per una nuova Rsa, per abbreviare la lista d'attesa di 800 anziani. E poi il sistema delle partecipate: sono favorevole a una holding che dia stabilità e certezza ai dividendi.
Difende le scelte fin qui fatte da Brixia sviluppo, compreso l'acquisto di aree a Guidizzolo per trasferirci i sinti che poi non ci sono andati?
Confermo la scelta del modello: è uno strumento operativo vincente e lo si vedrà quando l'Oviesse sarà in funzione e un vero e proprio municipio sarà aperto a Sanpolino. Quanto a Guidizzolo, il modello dei microcampi in proprietà per nomadi è vincente. Qui non siamo arrivati a realizzarlo ma la società non ci perderà, ci sono già trattative per rivendere quell'area. E comunque, con strategie diverse, arriveremo lo stesso alla chiusura dei campi nomadi in città.
Chiede un tagliando alla giunta?
La giunta è una buona squadra, il clima è buono e il merito è del sindaco a cui riconosco grande lealtà politica. Ora che siamo a metà mandato è giusto un tagliando anzitutto in termini di priorità: la crisi, le finanziarie, i patti di stabilità hanno cambiato il mondo in questi due anni.
Dunque non si potrà fare tutto. Dove tagliare?
Il Musil va accantonato. Opera interessante, ma 12 milioni di oneri di questi tempi possono servire ad altro. Le priorità vere sono la torre Tintoretto e relativo contratto di quartiere, la Cittadella dello sport e poi tante microopere di quartiere. Bene anche le Grandi mostre, se ci saranno i fondi.
La giunta va bene così com'è?
Non vedo la necessità di grandi sconvolgimenti. Qualche ritocco nelle deleghe è utile, ma non sto dicendo che devono essere sostituite le persone. Solo l'episodio delle carte di credito, peraltro gestito strumentalmente dall'opposizione mentre non c'era alcuna illegalità, ha dato una cattiva immagine della giunta. Ma, ripeto, qualche ritocco nelle deleghe può essere utile.

25 luglio 2010 - Il Giornale - Enrico Silvestri

Alloggi popolari: dagli extracomunitari un richiesta su due

Milano - I dati del primo semestre 2010 confermano lo storico sorpasso avvenuto una mezza dozzina di anni fa: oltre la metà dei richiedenti una casa popolare in città è di origine straniera. Anzi extracomunitaria. Dati ufficiali, pubblicati in questi giorni sul sito del Comune che puntualizza come il 54 per cento delle 18.236 domande in giacenza arrivi da cittadini non europei. E che l’arretrato aumenta con una media di 2mila unità all’anno. Ma anche come, per far fronte all’esigenza abitativa, il Comune abbia previsto nel piano casa di 12mila nuovi alloggi.
Milano da anni si è stabilizzata attorno al milione e 300mila abitanti, anche perché la progressiva emorragia di italiani è stata compensata dall’arrivo di 200mila stranieri. Di questi, 27mila arrivano dall’Unione europea, mentre oltre 170mila sono extracomunitari. In dettaglio: 16.860 da Paesi Europei non Ue, 44.456 dall’Africa, 40.329 dalle Americhe, 79.977 dall’Asia. Tanti, italiani e stranieri, sono indigenti o comunque ai limiti della soglia di povertà. E per questo, tradizionalmente, Stato e Comune hanno da sempre provveduto a realizzare case pubbliche da affittare a prezzi politici. Un patrimonio che attualmente in città tocca quota 90mila. Molti appartamenti però non sono disponibili perché occupati abusivamente (circa 4mila), altri perché in pessime condizioni o fuori dai canoni minimi abitatativi. Ci sono infatti ancora alloggi realizzati dopo la Grande Guerra che non arrivano a 30 metri quadrati.
Ogni anno, tra nuovi, risanati o liberati dai vecchi inquilini, vengono immessi sul mercato circa 2mila appartamenti, a fronte però di una domanda annua di 4mila. La differenza va così a incrementare una giacenza che attualmente tocca quota 18.236 e di questi 9.848 appunto, pari al 54 per cento, sono extracomunitari. Il sorpasso, precisano ancora i dati, è avvenuto intorno alla metà di questo decennio ed è andato a confermarsi anno dopo anno. Per far fronte a questa drammatica necessità, il Comune ha avviato un piano che prevede un investimento di un miliardo e mezzo di euro per completare i 1.500 alloggi già in costruzione e realizzarne nei prossimi anni altri 9mila, arrivando così molto vicini a soddisfare tutte le richieste.

20 luglio 2010 - APCOM

Expo 2015/ Giuseppe Sala nominato amministratore delegato

Risorse fino a fine agosto. Sala giovedì al Tesoro
Giuseppe Sala è stato formalmente nominato amministratore delegato di Expo 2015 Spa. La nomina di Sala, indicato a fine giungo come direttore generale della società di gestione al posto del dimissionario Lucio Stanca, è giunta al termine di un consiglio di amministrazione e di una assemblea dei soci che ha ratificato anche la nomina di Fabio Marazza nel board come rappresentante della Regione Lombardia al posto Paolo Alli. Uno dei temi caldi sulla scrivania del nuovo amministratore delegato è quello delle risorse. Sala ha annunciato che giovedì sarà a Roma al ministero del Tesoro "per capire come e quando avremo i 4,8 milioni che aspettiamo relativi al 2009. Ritengo che potremo portarli a casa a breve". Ad oggi tenuto conto dei trasferimenti degli altri soci, "i conti sono in sicurezza fino a fine agosto - ha spiegato l'ad - il Comune di Milano ha già versato un milione e dalla Provincia entro fine mese avremo 500 mila euro, per gli altri fondi il Comune di Milano a fine vacanze verserà 1,2 milioni e la Provincia un altro milione". Sala, inoltre, sarà impegnato nei prossimi mesi a rivedere il budget finanziario e preparerà un piano con previsioni al 2011. "Ci sarà un'approfondita rivisitazione del budget per fine settembre con avvistamenti al 2011 accanto a una ridefinizione dele piano operativo."

14 luglio 2010 - Brescia Oggi - Eugenio Barboglio

Formigoni dà forfait, Chiamparino attacca

ALLA FESTA REGIONALE DEL PARTITO DEMOCRATICO. In un clima di battaglia con il Governo sfuma il confronto tra il sindaco di Torino e il presidente della Regione
«Il patto di stabilità non va bene», ma a braccio di ferro si può gareggiare «solo se si ha la possibilità di vincere» «La Lega? Ricorda certi politici dc»

Con le regioni in guerra aperta con il Governo Berlusconi come neppure i più incalliti tra i federalisti avrebbero immaginato, va a vuoto il confronto tra Sergio Chiamparino e Roberto Formigoni per il forfait di quest'ultimo. Peccato - lo pensavano tutti ieri sera alla festa del Pd regionale a Rivoltella - con questo scenario politico di sfondo sarebbe stato il confronto che ci voleva.
Ma tant'è. Si parte con le inchieste su cricche e intercettazioni calde. Ma anche, per restare al versante della giustizia, con le infiltrazione della 'ndrangheta in Lombardia di cui si assiste a svolte in queste ore. C'è anche Maurizio Martina, segretario Pd regionale che ha fretta perchè deve scappare nella sua Bergamo. Pietro Bisinella, il leader provinciale democratico, fa in tempo a chiedergli delle elezioni al comune di Milano: «Non abbiamo la forza da soli di vincere palazzo Marino - confessa Martina - si tratta, anzi, si deve inventare uno schema anche con le forze civiche. Sarebbe un errore restare nei confini del vecchio centrosinistra».
E aggiunge «attenti a usare le primarie a sproposito: a Mantova le abbiamo fatte e abbiamo perso, a Lecco non le abbiamo fatte e abbiamo vinto».
Poi Expo 2015, e entra Chiamparino: «Abbiamo gestito le Olimpiadi invernali, e l'unico incappato nella giustizia ha patteggiato per uso improprio di un'auto di servizio. Si possono gestire i grandi eventi senza ombre. A Letizia Moratti cosa dico? Serve concertazione».
MANOVRA, giorni decisivi. «Ci sono tasse che passeranno ai comuni - spiega - e copriranno per intero i trasferimenti: su questo c'è un passo in avanti». Cosa invece non va ancora: «Il patto di stabilità, lo ha detto anche Tremonti che è stupido». E cosa conta: «Che vada in porto il decreto sull'autonomia fiscale degli enti locali: l'Italia, non dimentichiamolo, è il paese dei comuni». Bell'ammicamento alla vocazione federalista, ormai moneta corrente nella politica italiana.
Ma si può strappare qualcosa al Governo, possono riuscirci i Comuni (e Bisinella lo chiede al presidente dell'Anci più che al sindaco di Torino)?. Intanto, piano con i bracci di ferro: «si facciano - osserva Chiamparino -, ma solo se si ha qualche possibilità di vincere». Altrimenti... «Intanto cominciamo ad ottenere la modifica del patto di stabilità», sostiene pragmaticamente.
E in questa partita tra governo e la periferia dove sta la Lega?
«Arrivata a Roma si è secolarizzata, insomma romanizzata, si è sistemata. Ma non sottovalutiamo la capacità di avere rapporti con la gente e il territorio - avverte -, che ricorda certi politici democristiani. Così, facciamo una politica che metta in luce la contraddizione di questi leghisti che a Roma si dimenticano di Alberto da Giussano».
Province sì province no, piuttosto dell'abolizione tout court Chiamparino ha un'idea: «Un ente intermedio che sia però l'assemblea dei sindaci del territorio e non un ente a sè».
Il giornalista Renato Andreolassi evoca federalismo demaniale e fiscale: «Il demaniale sono più grane che altro» gli risponde il sindaco della Mole. Che ammonisce: «Il federalismo non è un'invenzione di Bossi, ma appartiene alla tradizione liberale e cattolica, pensate alla sussidiarietà. Facciamola finita col federalismo come monopolio della Lega».
ANCORA Andreolassi stimola sul Piano casa. Un fallimento? E perchè? «Nelle città - e qui parla da sindaco - non c'era tutta questa convenienza a fare lo stanzino in più. E fuori forse non c'era tutta questa domanda». L'evasione fiscale, una battaglia molto evocata ma poco combattuta. E se affidata ai comuni? «A Torino abbiamo recuperato molto. Ma per fare lotta all'evasione occorre prima dare il catasto ai comuni. Nella materie che riguardano gli immobili, chi più dei comuni conosce il territorio».
Si torna in conclusione all'intreccio criminalità, politica e affari in Lombardia. Piaga del giorno. «Il tema della lotta alla corruzione non può lasciare passiva la politica. Ma - avverte - non siamo tutti uguali».
Infine il «dentro» del Pd. «Bisogna aprire il partito - termina Chiamparino -. Chi ha responsabilità deve dare l'impressione che non è una cosa oscura, dominata dalle correnti».

7 luglio 2010 - L'Unità - Rinaldo Gianola

Il vero piano-casa di Berlusconi: «Milano 4» ad Arcore

L’unico che davvero ci spera è il sindaco di Arcore, l’avvocato Marco Rocchini, 70 anni:«Non c’è un centesimo in cassa, noi sindaci siamo costretti a scalare vetri insaponati. Personalmente non ho dubbi, sono favorevole all’investimento immobiliare di Berlusconi nel nostro comune, sarebbe un grande aiuto. Ma, purtroppo, ogni volta che c’è di mezzo Berlusconi si scatena la bagarre». Il primo cittadino di Arcore, targato pdl, si trova nelle condizioni di molti amministratori italiani costretti a guidare le loro comunità con risorse sempre più misere a causa dei tagli del governo. Ma Rocchini potrebbe contare su un generoso piano di investimenti immobiliari che il concittadino Silvio Berlusconi ha in mente di realizzare nel territorio confinante con la sua residenza. Il piano dell’Immobiliare Idra, società del gruppo Fininvest della famiglia Berlusconi, prevede investimenti per circa 200 milioni di euro, per costruire villette-palazzine che verrebbero date in affitto a giovani coppie. Il territorio interessato parte da Villa San Martino, residenza del premier acquisita negli anni Ottanta grazie alle mediazione dell’avvocato Cesare Previti e dove trovò rifugio e lavoro lo stalliere Vittorio Mangano l’”eroe” di Marcello Dell’Utri, e si estende fino al fiume Lambro e oltre, se fossero concesse le deroghe e i permessi necessari.
Perché quella che è stata battezzata la “Milano 4” di Arcore è un’iniziativa imprenditoriale che è destinata a realizzarsi, se davvero si farà, su un’area di 250.000 metri quadri all’interno del Parco del Lambro, alla quale sono interessate tre province (Monza e Brianza, Lecco, Como). Sulle prime indiscrezioni del progetto ci sono state polemiche e battaglie, apprezzamenti e dichiarazioni di guerra. Come stanno le cose? Il sindaco Rocchini spiega:«Non è vero che io o il comune abbiamo autorizzato il piano. Il progetto non è stato nemmeno protocollato. Un paio di mesi fa gli amministratori di Idra si sono presentati da me e mi hanno illustrato il piano di investimento. Ho ascoltato e le dico che personalmente sono favorevole perché questa iniziativa cambierebbe il futuro di Arcore e della zona intorno, potremmo ottenere 20 milioni di oneri di urbanizzazione e Idra si è impegnata a restaurare Villa Borromeo d’Adda, a creare una casa di riposo per anziani, a realizzare due sottopassi per la ferrovia, piste ciclabili e altre opere.
Insomma, tutti progetti che il comune oggi non è in grado di sostenere. Sarebbe utile per tutti poter discutere pacatamente di questa proposta, valutare gli aspetti positivi e quelli negativi e poi decidere. Ma quando c’è di mezzo Berlusconi diventa difficile, era già successo quando presentò il piano di allargamento della sua residenza...». Fausto Perego, ex assessore all’Urbanistica e oggi consigliere pd ad Arcore, è uno di quelli che si è battuto contro l’estensione della Villa del premier e oggi è contrario al piano “Milano 4”. Argomenta: «Il comune non ha nemmeno il Piano Generale del Territorio e ora dovremmo consentire a Berlusconi di gettare una colata di cemento compromettendo il Parco e il futuro dell’area sulla cui tutela tutti, destra e sinistra, ci eravamo impegnati.
Le contropartite offerte da Idra sono importanti per la città, ma non possiamo farci prendere perché abbiamo fame. Il territorio va salvaguardato, è il nostro patrimonio principale». La proposta di Berlusconi. comunque, è una di quelle che fa discutere e divide non solo perché c’è di mezzo il premier e i suoi enormi interessi. La notizia di un investimento così importante in un’area ricca ma duramente colpita dalla crisi economica sembra fatta apposta per mantenere l’attenzione politica e mediatica, come se ce ne fosse ancora bisogno, sempre su Berlusconi. Nei mesi scorsi, proprio attorno ad Arcore e alle tre ville di proprietà del premier in Brianza, si sono consumate tragedie sociali come il licenziamento degli operai della Yamaha, la ristrutturazione della Dalmine, i tagli della Celestica e ancora la vertenza della Carlo Colombo con gli operai sul tetto a protestare. Berlusconi entrava e usciva con la sua Audi blindata da Villa San Martino, passava davanti ai picchetti operai, ma poi in tv negava la crisi e invitava all’ottimismo.
Oggi come un mecenate generoso offre al suo comune l’opportunità di un ricco investimento, sempre giocato, però, sulla deroga dalle regole: costruisco le case, porto lavoro e soldi, ma voi fatemi usare il Parco. La partita di “Milano 4” non è naturalmente solo una questione economica, assume, come teme il sindaco di Arcore, una forte connotazione politica proprio perché c’è di mezzo Berlusconi. Il premier nuota in Brianza e in Lombardia in piena libertà e con grandi appoggi. La sua rete è talmente articolata e solida che non ci si sorprende più di nulla. Ad esempio il vicepresidente della provincia di Monza, Antonino Brambilla, riveste tranquillamente il ruolo di consulente della Immobiliare Idra, mentre il presidente del Parco valle del Lambro è Emiliano Ronzoni, fedelissimo di Formigoni, che dovrebbe decidere sui permessi. Non resta altro che attendere la decisione di Arcore dove la prossima primavera si andrà al voto e c’è aria di ribaltone. Il sindaco Rocchini è stanco e ha già fatto la sua scelta:«Io non mi candido più».