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6 marzo 2010 - Prima Pagina Molise
Bojano: le opposizioni consiliari denunziano il caos nella maggioranza sul "Piano Casa"
L'Amministrazione con proposta di delibera consiliare n. 4 del 29.01.2010 a firma del Responsabile del Settore Urbanistico del Comune aveva varato un atto di recepimento integrale della L.R. n. 30/09 detta "PIANO CASA".
Tale posizione veniva esternata anche, per esempio, in incontri con la Consulta delle Associazioni.
La posizione veniva riportata ed illustrata, dal Responsabile dell'Ufficio Urbanistica e dall'assessore al ramo, in ben 2 conferenze di servizio nelle quali si sottolineava la bontà della legge regionale e si anticipava la volontà della Maggioranza di recepirla integralmente su tutto il territorio comunale, senza alcuna esclusione così come fatto dalla quasi totalità dei Comuni molisani.
Successivamente, anche la Commissione Consiliare competente ha valutato positivamente la proposta della Maggioranza licenziandola favorevolmente per il definitivo esame da parte del Consiglio Comunale
Stranamente, però, nel corso del Consiglio tenutosi in data 13.02.2010, il Gruppo di Maggioranza ha capovolto la posizione precedentemente espressa, presentando un emendamento alla proposta della struttura tecnica del Comune, senza richiedere il dovuto, ulteriore parere alla struttura stessa.
L'emendamento, in totale dispregio della normativa (art. 11 della LR 30/09), esclude l'applicazione delle norme del c.d. PIANO CASA in una vasta area ricompresa tra Piazza Roma , Via Giovanni XXIII, Ferrovia e Via Cavadini.
Il testo dell'emendamento è il seguente: " visto il comma 3 dell'articolo 11 della legge regionale n. 30/2009 l'amministrazione comunale al fine di conservare e mantenere invariate le previsioni urbanistiche contenute nel vigente PRG, le destinazioni d'uso degli immobili, gli indici di copertura e volumetrici riportati nelle vigenti NTA nonché il costume edilizio, le tipologie edilizia, la configurazione altimetrica degli immobili ritiene che la sopra citata legge regionale trova applicazione su tutto il territorio comunale con esclusione delle intere zone indicate nel PRG vigente aventi la sigla A1, A2, BA3 e nella zona colorata in giallo individuata nell'allegata planimetria che costituisce parte integrante del presente deliberato. Bojano 13/2/2010. "
L'art. 11 L.R. 30/09 stabilisce che "I Comuni, con motivata deliberazione del consiglio comunale, da assumere entro il termine perentorio di sessanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge, possono escludere l'applicabilità delle norme di cui agli articoli 2, 3 e 6 in relazione a singole zone urbanistiche del proprio territorio sulla base di specifiche valutazioni di carattere urbanistico, edilizio, paesaggistico, ambientale. "
Nella più totale confusione creata dalla Maggioranza in sede di Consiglio e a conferma della assoluta mancanza di progettualità e uniformità di intenti, ben sei consiglieri di Maggioranza, infatti, - tra cui l'Assessore all'Urbanistica - presentavano ulteriore emendamento finalizzato ad ampliare la zona di esclusione della applicazione della Legge Regionale estendendola all'intera zona BA1: tale secondo emendamento veniva votato, poi, soltanto, coerentemente, dal Consigliere Isabella Beccia (diversamente dagli altri cinque presentatori che, in piena "autonomia", non hanno avuto il coraggio di votare il proprio emendamento).
La Maggioranza, quindi, sorda a qualsiasi suggerimento delle opposizioni, ha approvato la delibera di consiglio comunale n. 2 del 13.02.2010, unitamente al suddetto primo emendamento, e ha imposto una ipotesi di sviluppo urbanistico irrazionale e discriminatoria.
La discriminazione tra i cittadini si è sostanziata nel frazionamento immotivato della zona BA1 (zona centrale di Bojano), consentendo la possibilità ad alcuni cittadini di poter beneficiare delle norme di cui alla legge sul Piano Casa, e ad altri cittadini, proprietari di immobili nella stessa zona, magari dall'altra parte della stessa strada (è il caso di Via Giovanni XXIII) di essere esclusi dal beneficio suddetto.
A quanto sopra si aggiunga il fatto che anche l'esclusione della zona BA3 è ulteriormente penalizzante per i cittadini interessati tenuto conto che l'Amministrazione, in circa 40 anni, non è stata capace di elaborare un piano particolareggiato per disciplinare compiutamente le aree circostanti l'asse del fiume Calderari.
I sottoscritti consiglieri ritenendo illegittima ed ingiusta la delibera di Consiglio Comunale in questione, si sono fatti parte attiva e stanno intraprendendo tutte le opportune iniziative per ottenere l'annullamento della suddetta delibera.
Molti cittadini hanno dato già incarichi ai loro legali per proporre ricorso al TAR Molise per ottenere l'annullamento della detta delibera consiliare e avranno il pieno sostegno della opposizione in tale loro giusta iniziativa.
Quanti volessero unirsi all'azione legale intentata potranno rivolgersi, per qualsiasi informazione, ai consiglieri di opposizione.
5 marzo 2010 - Primo Numero
Prg, turismo, no a consulenze esterne: Di Giandomenico delinea il programma
Razionalizzazione dell’amministrazione, riqualificazione del parco, ultimazione del Piano del Traffico, attuazione delle politiche ambientali: sono questi alcuni degli obiettivi del candidato sindaco. Altre priorità sono la valorizzazione del lungomare e del Borgo antico, il rilancio della cultura e dell’economia.
Termoli. «Termoli deve riconquistare il suo ruolo politico, tornare a essere un punto di riferimento sul territorio»: è questo il primo principio ribadito nel programma elettorale del candidato sindaco Remo Di Giandomenico.
Territorio e urbanistica, lavori pubblici, viabilità e trasporti, famiglia e cittadini, giovani e anziani, turismo, sicurezza, attività produttive, sono questi i temi affrontati nelle dichiarazioni di impegni messe nero su bianco.
Il primo obiettivo per l’ex sindaco è un nuovo assetto all’interno della amministrazione stessa, con la riduzione del numero degli assessori e la garanzia della presenza di donne, la diminuzione del 30 per cento delle indennità, l’eliminazione delle consulenze esterne, la razionalizzazione degli uffici comunali anche con la riduzione degli incarichi dirigenziali e l’ottimizzazione tecnologica. Seconda priorità, quella urbanistica: «La città deve essere rinsaldata nei suoi diversi quartieri, recuperando spazi e servizi per la collettività, con particolare riguardo agli anziani, ai disabili ed alle fasce giovanili». Un progetto realizzabile attraverso l’adozione del Piano Casa, l’elaborazione di un piano di riqualificazione di Rio Vivo Marinelle, il completamento dell’iter del Prg, del Piano degli Arenili, gli accessi pubblici al mare, l’attuazione della Convenzione Europea del Paesaggio, la realizzazione di strutture ricettive oltre la tangenziale, il potenziamento dei servizi cittadini, la realizzazione del protocollo d’intesa con le ferrovie.
Per quanto riguarda i lavori pubblici, il programma elettorale di Di Giandomenico passa attraverso il miglioramento del decoro urbano, la riqualificazione del parco comunale, con realizzazione di un Orto Botanico e Museo Micologico, un nuovo sviluppo del porto. Per la viabilità e trasporti, le urgenze sono rappresentate dall’approvazione del Put, nuovi parcheggi gestiti da privati, l’ampliamento dell’offerta del trasporto pubblico, in particolare con il litorale, la realizzazione di un piano di trasporto unico con i centri limitrofi con l’uso di mezzi a basso impatto ambientale. Il welfare invece punta sull’incremento delle strutture a sostegno delle famiglie, la creazione di servizi policentrici per i quartieri, l’interazione tra scuole, associazioni culturali e l’amministrazione, la promozione di strumenti guida per le politiche pubbliche di pari opportunità, la realizzazione di un progetto di assistenza per lo stalking, nella sanità restituire dignità al San Timoteo.
La valorizzazione del lungomare e del Borgo antico sono due elementi legati invece al rilancio del turismo, insieme al potenziamento dei servizi. Si parla inoltre nel programma dell’individuazione di “rumor zone” dove realizzare grandi eventi e di più aree attrezzate per i camper.
La valorizzazione della cultura si basa invece sull’istituzione di una fondazione termolese «per rendere i cittadini, le scuole e le associazioni veri protagonisti della vita culturale della Città e permettere la continuità delle iniziative nonché la disponibilità finanziaria», sulla realizzazione della pinacoteca, sul raccordo con l’università per istituire un corso di ingegneria navale, sulla creazione di una scuola di restauro e di una sezione distaccata del conservatorio di musica “Perosi” di Campobasso.
Il programma elettorale del candidato di Giandomenico, nella parte riferita ai giovani, punta invece sulla valorizzazione della Consulta, dei talenti locali, all’attivazione di laboratori artistici. Si parla inoltre in riferimento agli anziani della creazione di un’industria del benessere, che permetterebbe la destagionalizzazione dell’offerta turistica.
Ancora, la sezione sull’ambiente ha come primo punto il no alla centrale nucleare. Di seguito vengono indicati l’attivazione di un protocollo d’intesa con il Ministero per il monitoraggio ambientale, la riorganizzazione della raccolta dei rifiuti, la riqualificazione delle aree verdi dei quartieri, l’elaborazione di un piano di zonizzazione acustica, la predisposizione di norme tecniche nell’ambito del Prg a tutela dell’ambiente e a salvaguardia del territorio, che escludono termovalorizzatori, centrali nucleari, degassificatori.
Per Di Giandomenico inoltre lo sviluppo economico può essere garantito attraverso l’incremento dell’investimento pubblico e privato, la valorizzazione della posizione geografica di Termoli come passaggio verso i nuovi mercati dell’est collegando la trasversale mediterranea Barcellona-Napoli-Termoli-Est, lo studio della fattibilità all’interno del territorio di una Zona Fieristica/Convegnistica, l’ssistenza alle imprese attraverso l’attivazione di Strutture di Supporto, la tutela della produzione saccarifera dello Zuccherificio di Termoli, evitando la trasformazione che comporta la realizzazione dell’ impianto di termovalorizzazione.
Per la sicurezza la prima necessità è l’attivazione della videosorveglianza, mentre gli interventi per le attività produttive mirano alla riqualificazione del centro storico, la costituzione di un centro commerciale naturale, l’istituzione di mercati a km zero, di mercati rionali, la rivitalizzazione del commercio e delle piccole e medie imprese, il sostegno alle aziende agricole e all’artigianato.
