Regione PugliaPiano Casa Governo Berlusconi |
![]() |
2 febbraio 2012 - Domani Andriese
“Piano casa? Meglio riqualificare l’esistente”
Andria 3: “La politica deve riannodare il rapporto casa, abitante, territorio, lavoro”.
Piano casa del Governo Berlusconi, lo slancio all’edilizia non c’è stato. Lo sostiene Andria 3, movimento politico di opposizione all’indomani della seduta di consiglio comunale di Andria che ha recepito in pratica i provvedimenti sul tema del precedente governo.
“Ciò che ci preme sottolineare come gruppo politico – sottolinea in una nota il partito fondato da Giovanna Bruno – è che l’obiettivo della Legge doveva essere quello di ridare slancio all’edilizia, di movimentare l’economia legala alla riqualificazione dell’esistente, di conciliare il costruito con l’edilizia sostenibile, di attenersi al rispetto ambientale. Ma purtroppo questa legge è stata miope nel non fare i conti con l’economia in crisi che già caratterizzava gli anni della sua emanazione. Niente denaro disponibile da far girare. Mattoni fermi, più che mai”.
Niente affetto volano, secondo Andria 3, anche nell’economia della città. “Nello specifico, se guardiamo al nostro territorio andriese, quel volano doveva e poteva essere dato non tanto dagli interventi in ampliamento con sopraelevazione, quanto più dalla premialità del 35% per effetto della demo-ricostruzione. Tutti numeri scritti nella legge. Numeri che, però, per quello che in città è il rapporto tra alloggi già costruiti e abitanti (rapporto 1/1), smuove ben poco l’economia. Rapporto alloggi/abitanti che, così elevato (in pratica è come se ogni abitante fosse proprietario di un alloggio), da un lato denota ricchezza ma, dall’altro, indica che il mercato è decisamente saturo”.
Andria 3 sostiene che l’attenzione debba spostarsi “sulla riqualificazione dell’esistente. Perché solo così si rimetterebbe in moto tutto il mondo legato al mattone. La politica, anche nel caso della legge Piano Casa, a partire dal livello nazionale in giù, doveva essere molto più coraggiosa e prevedere, per esempio, la promozione di Piani Finanziari Economici concordati con gli istituti di credito del territorio a supporto di quei privati che volevano accedere alle misure di ampliamento in sopraelevazione o demo-ricostruzione ma non lo fanno perché non hanno moneta disponibile”.
Secondo il partito, “la politica deve riannodare il rapporto casa-abitante-territorio-lavoro attraverso misure economiche studiate appositamente per stimolare i privati ad agire e a ri-qualificare il patrimonio esistente e, conseguentemente, per incoraggiare le maestranze a non emigrare per cercare lavoro. Così si darebbe un po’ di respiro al mercato del lavoro e, cosa essenziale, si rigenererebbero parti di territorio altrimenti destinate alla decadenza strutturale. Il gruppo consiliare Andria 3 ha dato il suo personale apporto anche al miglioramento della delibera in consiglio attraverso l’elaborazione e presentazione di emendamenti approvati.
Ritiene che bisogna insistere nella logica del recupero di tutto il patrimonio immobiliare esistente. Rigenerare la nostra città è ancora possibile. Soprattutto se la politica si impegna ad osare di più, con scelte coraggiose e forti. Altrimenti le leggi restano lettera morta”.
