Regione Sardegna

Piano Casa Governo Berlusconi

 

 

29 luglio 2010 - ASCA

Sardegna: incontro Regione - Enti locali, pronto bando housing sociale

'L'incontro odierno con gli amministratori locali e' il punto di partenza, nell'ambito delle politiche abitative regionali, del percorso per individuare iniziative di housing sociale realizzabili nel minor tempo possibile''. Lo ha dichiarato l'assessore Angelo Carta a margine del workshop sul tema organizzato dall'Assessorato regionale dei Lavori Pubblici.
La Regione Sardegna, prima tra le regioni del centro sud Italia, con il concorso di soggetti pubblici e privati, intende farsi promotrice della costituzione di almeno un Fondo immobiliare, che operi a livello regionale, focalizzato nella realizzazione di interventi di housing sociale, in applicazione del 'Piano casa' approvato dal Governo nazionale.
''La Regione - ha continuato Carta - promuovera' l'individuazione di soggetti istituzionali che possano sottoscrivere le quote dei fondi regionali e provvedera' all'individuazione della relativa Societa' di gestione del risparmio (Sgr). L'intento e' quello di individuare iniziative fattibili ed idonee per lo sviluppo di programmi di housing sociale sul territorio della Sardegna realizzati attraverso modalita' finanziarie innovative, quali i fondi immobiliari sostenuti anche da altre iniziative e dalla compartecipazione di soggetti pubblici e privati mediante conferimento di risorse finanziarie ovvero di aree ed immobili. Il perseguimento di politiche di sostenibilita' ambientale e di efficienza e risparmio energetico - ha concluso Carta - l'incremento della dotazione di alloggi sociali per il soddisfacimento del fabbisogno abitativo territoriale, la promozione della partecipazione ai programmi d'intervento di housing sociale degli attori locali, la promozione di processi di pianificazione partecipata, sono gli ambiziosi obiettivi di questo programma, che punta a realizzare interventi in cui la parte di edilizia abitativa sociale sara' maggioritaria''.

26 luglio 2010 - L'Unità - Francesca Ortalli

«Cappellacci se ne vada». Il Pd sfiducia il governatore

Cappellacci se ne deve andare. Lo chiede senza mezzi termini tutto il centrosinistra sardo che domani in consiglio regionale presenterà la mozione di sfiducia contro il governatore. Che dopo appena due anni scarsi di mandato sta rischiando grosso. La sua poltrona di presidente della Regione Sardegna sembra infatti traballare. Prima azzoppata in maniera clamorosa dalle inchieste sul vento che stanno mettendo in luce un presunto sistema di affari che, al di là dei risultati processuali, la dice lunga sull’interesse per il bene comune che ha guidato i passi del presidente “babbeo”, per citare la sua definizione rilasciata al Corsera. E poi altri guai sembrano arrivare dalla sua stessa maggioranza. Il famoso rimpastino di fine luglio che doveva siglare con il solito valzer di poltrone la ritrovata pace della maggioranza, sembra più complicato del previsto e verrà rinviato per metà agosto. L’isola non è esente dalla guerra intestina che sta dilaniando il Pdl. Le correnti negate dal leader maximo “Cesare”-Berlusconi qui hanno spalancato in malo modo le finestre, rischiando di mandare in pezzi le vetrate. Così, il vento diventa bufera e fa vacillare come fuscelli i coordinatori regionali Mariano Delogu e Claudia Lombardo, nonostante il loro continuo affermare che tutto va bene. E il supervisore Romano Comincioli, mandato in missione dal capo in persona per dipanare l’intrigata matassa sarda, ha un bel da fare. Sarà per questo che nei giorni scorsi Cappellacci ha virato verso il nord Sardegna per discutere con il supervisore Comincioli.
Top secret
Tutto top secret ovviamente, ma sta di fatto che il mega vertice tra tutti gli alleati in programma per venerdì scorso è saltato (versione ufficiale: gli impegni di gran parte dei partecipanti). Come se non bastasse, un segnale è arrivato anche dagli alleati: Udc, Riformatori e Psd’Az vogliono una giunta forte o altrimenti garantiranno solo un appoggio esterno. Insomma il rimpastino potrebbe diventare un pastone informe. Si potrebbero sacrificare quasi tutti gli assessorati “tecnici”, cioè quelli affidati non agli eletti ma persone di fiducia del governatore (come per esempio quello all’Industria in mano al giornalista Sandro Angioni, ex ufficio stampa del Cagliari Calcio), per fare posto ai vecchi big della politica come il sempre verde Giorgio Oppi (Udc, in quota per l’Ambiente o Industria). Nel frattempo le finestre spalancate svelano una Sardegna ridotta allo stremo. E l’isola che, secondo le ottimistiche previsioni sciorinate come un mantra nella campagna elettorale del 2008, doveva tornare a sorridere inizia a dimostrarsi quello che è: una terra di conquista lasciata andare allo sbando. Lo scippo dei fondi Fas, i tagli previsti dalla manovra Tremonti e la disoccupazione schizzata a due cifre, con le grandi industrie abbandonate a se stesse e gli operai a spasso, sono soltanto i segnali più eclatanti di una politica che ha preferito occuparsi di piano casa, comitati d’affari e nomine “della persona giusta nel posto giusto”, piuttosto che del futuro dei suoi abitanti. Per questo l’opposizione per domani chiama a raccolta i sardi sotto il consiglio regionale: la mozione di sfiducia non ha i numeri per passare ma è arrivato il momento di far sentire almeno la voce dell’indignazione.

25 luglio 2010 - La Repubblica

Villa Certosa, sì ai bungalow grazie al piano casa regionale

Il presidente del Consiglio potrà realizzare nuove unità abitative all'interno della sua residenza estiva di Porto Rotondo. Il via libera è arrivato dalla Commissione paesaggistica sarda: "Nessuna incompatibilità". Ma i Verdi annunciano ricorso al Tar Sardegna
Il piano casa della Regione Sardegna permetterà al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi di realizzare nuovi bungalow abitabili nel complesso di Villa Certosa, la sua residenza estiva a Porto Rotondo.
Il via libera - come riporta oggi il quotidiano La Nuova Sardegna - è arrivato dalla Commissione paesaggistica regionale, che ha esaminato l'istanza di ampliamento della volumetria presentata nel maggio scorso 1 dalla Idra Immobiliare spa, la società del Cavaliere proprietaria di Villa Certosa.
La Commissione, presieduta dallo scultore sardo Pinuccio Sciola (l'inventore delle pietre sonore) non ha rilevato elementi di incompatibilità dal punto di vista paesaggistico. "Si tratta di alcune strutture staccate dal corpo centrale della residenza - ha detto Sciola al quotidiano sardo - inserite in uno spazio immenso. Non c'era alcun motivo per negare il parere positivo". Complessivamente sono 35 le unità edilizie (hotel, villaggi turistici, ville private) che hanno chiesto alla Commissione regionale l'ampliamento delle volumetrie. Una ventina di richieste sono state già bocciate.
L'autorizzazione concessa al premier non ha ovviamente incontrato il favore degli ambientalisti: i Verdi hanno già dichiarato che presenteranno "un ricorso al Tar Sardegna per chiedere che venga annullata l'autorizzazione paesaggistica rilasciata al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi per l'ampliamento di Villa Certosa e la costruzione di numerosi bungalow". Il Presidente nazionale del partito, Angelo Bonelli, ha anche aggiunto che "il progetto presentato per Villa Certosa è assolutamente insufficiente e per niente dettagliato, per quel che ne sappiamo. Inoltre, la normativa sul paesaggio in Sardegna vieterebbe anche solo la costruzione di un metro cubo sulle coste".
"In questo caso è evidente il conflitto d'interessi di Berlusconi, che avrà un vantaggio diretto ed economico da una norma da lui fortemente voluta e approvata: il piano casa, a cui ci siamo sempre opposti - ha precisato il leader ecologista - Il valore di Villa Certosa aumenterà di diversi milioni di euro, in barba a tutte le normative a tutela del paesaggio e dell'ambiente. L'assalto del cemento e della speculazione alle coste sarde è iniziato". Secondo Bonelli, "Berlusconi avrebbe dovuto astenersi dal chiedere l'autoizzazione per questo ampliamento. In questo modo, una volta di più, dimostra di preoccuparsi più dei suoi interessi che di quelli del Paese".
Ancora più duro il capogruppo dell'Idv, Massimo Donadi: "Alla vergogna non c'è mai limite. Berlusconi ha ottenuto il via libera per la costruzione di alcuni bungalow a Villa Certosa grazie a un piano casa regionale del suo fidato governatore Castellacci. A quanto pare le richieste sono state poco più di 20 e tutte da hotel, villaggi turistici o ville private". "A cosa serve la costruzione di bungalow in una villa già enorme e che ha già usufruito in passato di costruzioni abusive coperte poi dal segreto di stato? E, soprattutto, il piano casa non era stato progettato per avere una stanza in più per i figli? Ancora una volta demagogia e propaganda nascondevano un'altra verità". "Berlusconi - ha concluso Donadi - aveva bisogno di una nuova legge ad personam, e questa volta se l'è fatta fare dalla regione Sardegna".

19 luglio 2010 - La Stampa

Si stringe il cerchio su Cappellacci - L'opposizione: "Mozione di sfiducia"

Il presidente della Sardegna sei ore davanti ai pm di Roma - Il Pd: la sua esperienza è finita
Si stringe il cerchio attorno al governatore della Sardegna, Ugo Cappellacci, pressato dall’interno dagli alleati del centrodestra che spingono per un rilancio dell’azione di governo e per una Giunta più politica e meno tecnica, e dall’esterno dal centrosinistra, con il Pd che propone alla coalizione di minoranza di appoggiare una mozione di sfiducia contro il presidente, varata oggi dalla direzione regionale del partito.
Dopo le sei ore di interrogatorio davanti ai magistrati della Procura di Roma, per Cappellacci è venuto il momento di riprendere le fila della sua maggioranza, in perenne fibrillazione, e cercare di superare lo scoglio della manovra correttiva da 390 milioni di euro che dovrà essere approvata in aula entro la fine di luglio. In ballo c’è la tenuta della coalizione che guida la Regione dal marzo 2009 e che ha di fronte la sfida delle riforme istituzionali e l’uscita dalla crisi economica che attanaglia l’Isola. E se una parte le tensioni riguardano il riequilibrio all’interno dell’esecutivo, in casa Pdl ci sono da appianare divergenze che sembrano andare oltre il dissenso dei finiani. Non si è ancora trovata la sintesi sulle diverse cause della sconfitta elettorale alle Provinciali di fine maggio e sullo scollamento di una parte della maggioranza (i franchi tiratori hanno affossato in aula le modifiche al Piano Casa): se ne sta occupando, su incarico di Berlusconi, il senatore Romano Comincioli, che pare cercare la sponda dei parlamentari eletti nell’isola piuttosto che quella dei consiglieri regionali e degli attuali dirigenti del partito.
Una settimana decisiva, quindi, in cui il Pd entra a gamba tesa: «l’esperienza del centrodestra sardo al governo della Regione è terminata», dice senza alcuna esitazione il segretario regionale Silvio Lai che propone a tutti gli alleati del centrosinistra di sottoscrivere la mozione di sfiducia a Cappellacci con l’obiettivo di portarla in Consiglio quanto prima. Si andrà probabilmente alla prossima settimana perchè tutti i partiti sono ora impegnati in commissione con gli emendamenti alla manovra.
L’appello alla mozione è stato già raccolto da Sinistra Ecologia Libertà, con Luciano Uras che afferma: «alla confusione e alla paralisi amministrativa è preferibile il voto anticipato. In questi giorni la mozione di sfiducia è il mezzo più idoneo per verificare se questa legislatura è in grado di proseguire». «È venuta meno la fiducia tra il governatore e i sardi, per il fallimento delle politiche del centrodestra, a partire dalla questione eolico», argomenta il segretario del Pd al termine di una frenetica giornata di incontri con il gruppo consiliare e i dirigenti del partito. Quella che il Pd propone agli alleati, spiega Lai, è una mozione che non si fonda «sulle indagini o reati presunti, che speriamo siano chiariti negativamente, ma noi vogliamo assumerci la responsabilità di non proseguire in una strada che impedirà alla Sardegna di alzarsi, che prolungherà in una vera agonia l’assenza di guida e di direzione politica».

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