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4 marzo 2010 - Edilportale - Paola Mammarella
Piano Casa Sardegna, approvata circolare applicativa
Spazio agli interventi che non implicano il consumo di aree non urbanizzate
Via libera agli indirizzi applicativi del Piano Casa. La Giunta Regionale della Sardegna ha approvato la delibera 9-15/2010, contenente la circolare esplicativa che mette a disposizione degli interessati una serie di chiarimenti per la fruizione degli incentivi volumetrici.
Secondo l’Assessore agli Enti Locali Gabriele Asunis la circolare mira ad agevolare amministrazioni, uffici tecnici e cittadini fornendo risposte chiare ai dubbi interpretativi sulla legge per il rilancio delle costruzioni e la riqualificazione del patrimonio edilizio. Gli interessati alle misure di ampliamento hanno infatti bisogno di risposte celeri alle istanze presentate.
La circolare spiega in primo luogo che gli interventi devono preferire il recupero e il riutilizzo del suolo per evitare il consumo di nuove aree non urbanizzate.
Le istanze rivolte all’ottenimento dei titoli abilitativi, come Dia, denuncia di inizio attività, e permesso di costruire devono essere presentate entro il primo maggio 2011. I lavori potranno essere realizzati fino al primo novembre 2012, cioè 36 mesi dalla data di entrata in vigore della legge.
È obbligatorio commisurare gli ampliamenti alla volumetria esistente al 31 marzo 2009. Se l’immobile è stato edificato in un periodo in cui non era necessario il titolo abilitativo prima dell’edificazione, la volumetria esistente è calcolata in conformità alle disposizioni contenute nella strumentazione urbanistica comunale. È quindi necessario che le opere siano state completate entro il 31 marzo 2009, mentre non è richiesto il certificato di agibilità Se gli interventi riguardano fabbricati i cui lavori sono iniziati prima del 31 marzo 2009, ma sono poi stati sospesi per un sequestro giudiziario successivamente annullato, la volumetria da prendere in considerazione è quella esistente al momento di entrata in vigore della legge, primo novembre 2009.
Gli ampliamenti nei centri storici sono subordinati a una delibera comunale che dichiari il contrasto con le caratteristiche del contesto degli edifici aventi meno di cinquant’anni.
In zona agricola la possibilità di ampliamento degli edifici prescinde dalla qualifica del soggetto che intende usufruire dei benefici L’incremento volumetrico è attribuito esclusivamente, in ragione della destinazione dell’immobile ad uso agricolo o residenziale e della sua distanza dalla linea di battigia marina.
Ammessa la trasformazione anche parziale dei piani pilotis, spazi aperti sottostanti il primo piano del fabbricato, racchiusi nella sagoma dell’edificio. L’ampliamento può avvenire mediante la loro chiusura, a condizione che vengano garantite le quote minime da destinare a parcheggi.
Per poter realizzare interventi di demolizione e ricostruzione con premio di cubatura gli edifici devono essere stati ultimati entro il 31 dicembre 1989. Sono escluse le demolizioni parziali.
La legge regionale istituisce la Commissione regionale del paesaggio e della qualità architettonica, chiamata ad esprimersi sugli ampliamenti di immobili situati nella fascia costiera e in zona turistica, così come sugli aumenti di cubatura riferiti a fabbricati di proprietà dell’imprenditore agricolo, destinati ad usi agro-silvo-pastorali, e ad immobili destinati ad attività turistico-ricettive in aree extraurbane.
Previsto anche un “contributo di concessione” composto dalla somma di due aliquote, una commisurata agli oneri di urbanizzazione primaria e secondaria, l’altra riferita al costo di costruzione. Per le opere destinate alla residenza il contributo di costruzione è disciplinato dagli articoli 16 e seguenti del Dpr 380/2001, quello inerente agli edifici industriali e artigianali è regolato dall’articolo 19. Se i lavori non sono ultimati entro i 36 mesi dall’entrata in vigore della legge il titolare deve effettuare un ulteriore versamento in favore dell’ente locale, corrispondente al 50% del contributo di costruzione.
2 marzo 2010 - Iris Press
Sardegna: Piano Casa, approvata circolare su indirizzi applicativi legge
La Giunta ha approvato oggi, su proposta del Presidente della Regione e dell’Assessore regionale degli Enti Locali, Finanze e Urbanistica, la Circolare contenente gli indirizzi applicativi sulla legge regionale n° 4 del 23 ottobre 2009, “Disposizioni straordinarie per il sostegno dell’economia mediante il rilancio del settore edilizio e per la promozione di interventi e programmi di valenza strategica per lo sviluppo”- Capo Primo, “Disposizioni straordinarie per la riqualificazione del patrimonio edilizio esistente”.
Con gli indirizzi applicativi, la Giunta regionale ha inteso fornire un valido ausilio agli operatori del settore, agli amministratori locali, ai responsabili degli uffici tecnici comunali, e anche ai cittadini direttamente interessati a usufruire dei benefici concessi dalla legge.
La finalità del documento è, da un lato, quella di indirizzare le attività dei soggetti istituzionali chiamati a dare attuazione all’articolato normativo verso un’uniforme e coerente applicazione delle disposizioni su tutto il territorio regionale, dall’altro quella di consentire alle amministrazioni comunali di poter rispondere speditamente alle numerose istanze di intervento provenienti da cittadini e imprenditori.
Il testo tiene conto delle tematiche di maggiore interesse e frequenza segnalate dai Comuni e dagli operatori nel corso delle attività di informazione e confronto, poste in essere dall’amministrazione regionale, soffermandosi sugli aspetti più significativi del disposto legislativo.
“Con l’approvazione di questo documento – ha ribadito l’Assessore degli Enti locali, Gabriele Asunis – la Giunta ha inteso agevolare il compito delle amministrazioni locali affinché venga data una risposta rapida e incisiva ai cittadini, riavviare le attività edilizie e favorire gli interventi di riqualificazione del patrimonio edilizio esistente allo scopo di contenere il consumo di nuovo territorio, come è nello spirito stesso della legge. Con gli indirizzi applicativi – ha aggiunto Asunis – si vogliono raggiungere sollecitamente gli obiettivi che il Piano Casa si è prefisso, cioè quelli di rivitalizzare il settore dell’edilizia sarda per far ripartire il sistema economico e produttivo isolano”.
