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6 settembre 2013 - Il Mattino

Piano casa permanente: nuove cubature per tutti

Il vicepresidente del Veneto Zorzato: «Funziona senza devastare l’ambiente» Più di 50 mila pratiche attivate e un volano economico del valore di 2,5 miliardi
Il piano casa della Regione diventerà permanente. Marino Zorzato ci tiene a battezzare con il suo nome la legge che «consolida» il Piano casa 1 e il Piano casa 2 approvati nel 2009 e nel 2011. Con l’approvazione, in giunta regionale, del disegno di legge 355 dal titolo «Provvedimenti per il sostegno al settore edilizio e per la riqualificazione delle aree degradate del Veneto. Piano di sviluppo edilizio» la Regione rende permanente la possibilità di ampliare la propria civile abitazione: del 20%, del 50% e in alcuni casi anche del 60 per cento. Con un «volume minimo garantito» pari a 150 metri cubi, equivalenti a circa cinquanta metri quadrati.
Una nuova colata di cemento sul Veneto? «No - rassicura Marino Zorzato, vicepresidente della giunta regionale –. Il Piano casa ha dimostrato di essere un’opportunità per i cittadini di ampliare le proprie case senza nuovo consumo del territorio, perché consente di rinnovare il patrimonio edilizio esistente e di ampliare l’esistente, senza intaccare nuovo territorio. Visto il gradimento ottenuto sul territorio e l’assenza di sfracelli, dopo quattro anni di sperimentazione mi sembra opportuno renderlo permanente».
La proposta di legge di Zorzato, già affidata al consiglio regionale, sarà discussa a partire da metà settembre. L’obiettivo è quello di arrivare in approvazione prima della scadenza del Piano casa 2, attualmente in vigore, fissata per il 30 novembre. «Assolutamente questa scadenza sarà rispettata» promette Zorzato, disponibile a «fare sintesi delle altre proposte di legge dei consiglieri sull’argomento».
Le caratteristiche della nuova legge riguardano la possibilità di ampliamenti fino al 20 per cento del volume esistente, con un ulteriore bonus del 15% se l’edificio viene “promosso” in classe B, fino al 50 per cento del volume nel caso di demolizione e ricostruzione (con possibilità di arrivare anche al 60% del volume se l’intervento è soggetto a Piano urbanistico attuativo). Praticamente un «premio» rispetto al Piano casa esistente che prevedeva fino a un massimo del 40% nel caso di demolizione e ricostruzione.
Le novità sono sostanzialmente due: il volume minimo garantito pari a 150 metri cubi per tutte le volumetrie residenziali; e l’ampliamento della platea dei beneficiari: finora potevano accedere solo gli edifici costruiti fino al maggio 2011, d’ora in poi vi potranno aderire tutti gli edifici, anche quelli che hanno già beneficiato del primo o del secondo Piano Casa.
«I dati dimostrano che con il Piano non si è fatto saccheggio del territorio – aggiunge Zorzato –. Anzi: questi provvedimenti hanno messo in circolo investimenti per 2,5 miliardi di euro. Mezzo Veneto l’ha usato bene, l’altro mezzo con il freno tirato nel timore che qualcuno ne approfittasse. Non è stato così». Il vicegovernatore, impegnato anche nell’approvazione di una nuova legge sul consumo del suolo (che sarà presentata a settembre) chiede al governo centrale due cose: «Allo Stato chiediamo di agire sulla fiscalità delle abitazioni che usano il Piano casa e di introdurre una norma per la rottamazione dei capannoni, con defiscalizzazioni o fiscalità di vantaggio per chiunque demolisca il proprio fabbricato industriale non più utilizzato».