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21 luglio 2010 - ASCA

Veneto: Baggio (Lega), per rilancio economia modifiche al 'Piano Casa'

''Vogliamo che anche i centri storici usufruiscano della legge sul piano casa in modo da consentire attivita' edilizie, soprattutto di restauro che possano contribuire a rilanciare l'economia''. Lo ha afferma in una nota il consigliere regionale della Lega Nord del Veneto, Luca Baggio.
l'esponente del Carroccio, che e' anche presidente della commissione Attivita' Produttive, ha annunciato la presentazione di un progetto per modificare la legge regionale sul piano casa.
''La modifica proposta - ha spiegato il consigliere - si riferisce a piani attuativi o particolareggiati precedenti all'entrata in vigore della legge sul piano casa e gia' inseriti negli strumenti urbanistici dei comuni. Lo scopo e' di consentire il recupero edilizio di alcune zone all'interno dei centri storici, condizione che attualmente, per mancanza di incentivi economici, non e' attuabile''.
''Il nostro intento - ha precisato Baggio - e' favorire il rinnovamento del patrimonio edilizio esistente dando la possibilita' ai proprietari di ristrutturare i palazzi fatiscenti, anche attraverso l'attribuzione del bonus volumetrico e/o di superficie coperta fino al 50%, fermi restando gli altri parametri minimi gia' previsti per queste aree dagli strumenti urbanistici''.
''Le modifiche proposte - ha concluso l'esponente leghista - permetterebbero di favorire il rilancio economico e di rimettere in moto alcuni meccanismi di mercato per stimolare gli investimenti anche per il recupero di zone spesso degradate''.

19 luglio 2010 - ASCA

Veneto: disponibili on lline dati monitoraggio 'Piano Casa'

Sono da qualche giorno disponibili i risultati del monitoraggio on-line svolto dal Consiglio regionale del Veneto sulla legge regionale 8 luglio 2009, n. 14 'Intervento a sostegno del settore edilizio e per favorire l'utilizzo dell'edilizia sostenibile e modifiche alla legge regionale 12 luglio 2007, n. 16 in materia di barriere architettoniche', meglio conosciuta come 'Piano casa'.
Il monitoraggio, che consente di valutare una prima risposta da parte delle amministrazioni comunali a quanto disposto dal 'piano casa' voluto dalla Regione, si e' concluso alla fine di febbraio scorso. Numerosi i Comuni che hanno partecipato: 475 su 581, pari all'81,8% del totale. Da questi risultati emerge anche che praticamente tutti i Comuni che hanno Partecipato al monitoraggio (per la precisione 473) hanno deliberato l'applicazione del ''Piano casa''.

10 luglio 2010 - Corriere del Veneto - Claudio Trabona

Le imprese scoprono il gioco di squadra «Pronte per la riscossa»

Tomat: ma alla politica manca strategia
PADOVA—Da qualche anno la Fondazione Nord Est, pur ritrovandosi tra le mani numeri negativi e aspetti problematici, preferisce pensare positivo. È così anche per il rapporto 2010, il primo che può pienamente fare il punto sulla Grande Recessione. La sintesi è che, come ripetuto ormai alla nausea negli ultimi mesi, il Veneto e i suoi vicini sembrano aver scollinato la fase più grave della crisi. La novità sta nell’atteggiamento («proattivo » lo chiama Daniele Marini) che le imprese e alcune istituzioni hanno assunto per reagire a un colpo così duro. Così la Fondazione parla di «tre R», cioé razionalità, rete, radicamento. In parole povere, la caduta dell’economia ha provocato nel sistema produttivo o nelle comunità locali risposte dinamiche e perfino rovesciate rispetto alle vecchie abitudini. Una per tutte: la tendenza, quasi inedita in una società che ha nell’individualismo un marchio di fabbrica, a «far squadra», come hanno raccontato la mobilitazione comune per la candidatura di Venezia alle Olimpiadi 2020 o del Nord Est a Città europea della cultura nel 2019.
Allo stesso modo, le imprese spingono sulla creazione di reti: «Dai nostri dati - spiega Marini - emerge che le aziende del territorio tendono a fare "innovazione di filiera", coordinando con i propri fornitori gli investimenti in nuovi prodotti e processi». Riflette Andrea Tomat, presidente degli industriali del Veneto e della stessa Fondazione Nord Est: «La risposta c’è. Gli imprenditori hanno dimostrato capacità e si sono rimessi in cammino alla ricerca di nuovi mercati ». Il problema è un altro: «In fondo ci stiamo muovendoall’interno dello schema precedente». E qui entra in gioco la politica: «Finora - sospira - è mancata la visione strategica». Ovvero: «Il governo ha fatto un’azione encomiabile sugli ammortizzatori sociali, così come sta agendo bene sul debito pubblico e la riduzione della spesa. Però vorremo che la politica sposasse qualche grande progetto per la crescita». Piano casa, green economy, servizi. «Si scelga. L’importante è che ci sia capacità di visione del futuro». E, ancora, le infrastrutture: «Speriamo arrivi una buona notizia sulla Tav in Veneto, l’assessore Chisso ce l’ha promessa a breve».
Poco più in là, Dario Scannapieco, vicepresidente della Bei, si fa avanti: «Potremmo mettere finanziamenti a disposizione». Il problema poi è ripagare il debito verso la banca... Qualcuno fa notare la diserzione di massa di ministri veneti e governatore alla presentazione del rapporto della Fondazione, maTomat fa spallucce: «Abbiamo dato un taglio meno celebrativo all’evento ». Ritorna un antico tema: «Il Veneto senza peso nonostante i tre ministri? Io la vedo diversamente. Sacconi, per esempio, lavora per estendere il nostro modello a tutto il Paese, e questo fa bene anche a noi». E poi, senza sminuire il ruolo degli esponenti nordestini a Palazzo Chigi, «è molto più determinante, per noi, la gestione autonoma delle risorse». Il federalismo più che i ministri. Quanto ai primi cento giorni di Zaia, giudizio sospeso: «Auspichiamo che metta mano presto a provvedimenti importanti per la ripresa, il fattore tempo è decisivo». I numeri snocciolati dal team della Fondazione non possono che essere negativi fin qui: il periodo 2008-2009 si è chiuso con la riduzione «di 6 punti percentuali del Pil nordestino». Lo scorso anno la caduta è stata fragorosa per produzione industriale (-15%), esportazioni (-22%), occupazione (-2,3%, ovvero 73 mila persone in meno). Cosa induce a qualche ottimismo? «Prevale un atteggiamento pragmatico, prudentemanon attendista» nella comunità economica. Si razionalizza e ci si attrezza per nuove sfide. «L’incertezza ancora prevale - sottolinea Marini - e le previsioni degli imprenditori da noi intervistati lo confermano». Nel Nord Est è ancora più robusto il partito dei pessimisti (38,3% degli interpellati), cioé di coloro che prevedono l’arrivo della vera ripresa tra un anno e mezzo e oltre. Eppure, il Triveneto si muove. Non aspetta: «È alla ricerca di uno sviluppo sostenibile e competitivo insieme». E forse, per la prima volta, non lo fa solo con l’istinto di una comunità sovraffollata dagli anarco- produttori.

9 luglio 2010 - Regione Veneto

Lavori Pubblici. Assessore Giorgetti: alle PMI locali il 30% dei lavori in project financing e incentivi amministrativi

Riservare nei bandi di Project financing per la realizzazione di opere pubbliche una quota di partecipazione del 30% alle PMI e micro imprese locali; elevare ad 1 milione di € l’importo limite entro cui i Comuni possono assegnare lavori ad imprese locali di loro fiducia; dismissione del patrimonio immobiliare delle Ater per ricavare risorse da reinvestire nella realizzazione di nuovi alloggi o nell’acquisto di quelli già realizzati, ma invenduti a causa della crisi economica, semplificazione delle procedure burocratiche per rendere più incisivi gli incentivi pubblici..
Sono questi gli interventi a sostegno del settore edile indicati dall’Assessore ai Lavori Pubblici della Regione del Veneto, Massimo Giorgetti, intervenuto all’Assemblea Generale annuale dell’ANCE di Treviso . “Si tratta – ha precisato Giorgetti – di interventi necessari per far crescere le nostre imprese, in particolare quelle venete, che son rappresentate soprattutto da imprese artigiane”.
Giorgeti ha ricordato che la Regione, con la Finanziaria 2010, ha stanziato 150 mln di € destinati ai Comuni per interventi al di sotto dei 500 mila € e assegnati ad aziende locali. In questa logica ha però auspicato che il limite venga innalzato ad 1 mln di € e questo non solo perché consentirebbe maggiore vivacità per l’economia locale, ma anche perché con più libertà nelle trattative private i sindaci avrebbero la libertà di assumere maggiori responsabilità nei confronti dei cittadini. Per quanto riguarda il provvedimento approvato dalla Giunta con il quale viene prevista la presenza di almeno un 30% di imprese locali di minori dimensioni nella definizione della compagine concorrente all’appalto per la realizzazioni di grandi opere e in Project financing, Giorgetti ha precisato che “ si tratta di una delibera con la quale si da inizio alla realizzazione di un obiettivo del programma di questa legislatura, che prevede la possibilità anche per le piccole e medie imprese locali del settore delle costruzioni di poter intervenire nella realizzazione delle opere anche di grandi dimensioni.
Si è lavorato su quelli che sono gli articoli già previsti dal codice nazionale per gli appalti , prevedendo un premio in termini di punteggio per quelle compagini di imprese che comprenderanno al loro interno almeno un 30% di PMI e micro imprese”. A proposito di grandi opere, Giorgetti ha sollecitato maggiori controlli sia per evitare infiltrazioni mafiose, sia per un corretto svolgimento dei lavori. Per quanto riguarda la dismissione del patrimonio immobiliare delle ATER, l’Assessore ha ribadito che la vendita al valore capitalizzato dagli affitti consentirebbe di realizzare almeno 600/700 mln di euro, che sarebbero reinvestiti nell’acquisto di altri alloggi, in parte di nuova fabbricazione, ma soprattutto acquisendo quelli già esistenti.
Infine, riferendosi al piano casa, Giorgetti ha sottolineato che gli effetti meno positivi di quelli auspicati nell’approvazione della legge sono la conseguenza dell’incertezza economica e della paura dei cittadini a spendere i propri risparmi. “E’ necessario – ha concluso Giorgetti – andare ad incidere su settori di mercato ora esclusi dal provvedimento come ad esempio le seconde case”.